DUBAI – Al Qaida del Maghred ha messo in linea un messaggio audio dell’ostaggio Sergio Cicala, rapito con la moglie in Mauritania il 17 dicembre. Il messaggio e’ intitolato ‘Appello dell’ostaggio italiano al governo di Berlusconi’.”Il premier Silvio Berlusconi è noto per la sua generosità. Spero che possa aiutare me e mia moglie”: così Sergio Cicala, l’italiano nelle mani di al Qaida nel Maghreb, nel messaggio audio diffuso oggi su internet con le richieste dei suoi rapitori. Il testo è stato pubblicato dall’edizione online dell’Inquirer. “La libertà mia e di mia moglie dipende dalle concessioni che il governo è pronto a fare”, dice Cicala nel messaggio audio in italiano individuato dal Site, il centro di monitoraggio dei siti islamici. “Spero che il prima possibile, il governo si interessi alla nostra situazione e, di conseguenza, alle nostre vite – aggiunge l’ostaggio italiano secondo l’Inquirer -. Attendiamo con speranza che questa situazione si concluda quanto prima, naturalmente nel miglior modo possibile, con il rilascio mio e di mia moglie”. “Il premier Silvio Berlusconi è noto per la sua generosità. Spero che possa aiutare me e mia moglie”, conclude Cicala secondo la trascrizione del messaggio audio pubblicata dall’Inquirer.Dura poco piu’ di un minuto ed e’ accompagnato da un’immagine fissa in cui si mostra un uomo inginocchiato e guardato a vista da sei uomini incappucciati e armati. Il messaggio chiede agli italiani di fare pressioni sul governo Berlusconi.Il messaggio del braccio maghrebino di Al Qaida (Aqmi) in cui si ribadiscono le condizioni per il rilascio dell’ostaggio italiano Sergio Cicala e della moglie fa riferimento all’ultimatum lanciato il 6 febbraio scorso. All’epoca, l’organizzazione terroristica precisava di aver chiesto, come contropartita, il rilascio di suoi detenuti “i cui nomi – precisa – sono già stati dati al negoziatore italiano”. Secondo altre fonti, l’Aqmi chiedeva la liberazione di quattro islamici detenuti in Mali (e nel frattempo già rilasciati) e di altri prigionieri in Mauritania.Il ministero degli Esteri italiano “mantiene il silenzio stampa” in merito alla vicenda del sequestro di Sergio Cicala, anche alla luce del messaggio audio dell’ostaggio italiano diffuso stamani su internet da Al Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi). Lo si apprende alla Farnesina. Il 6 febbraio scorso il gruppo (Aqmi) aveva fissato al 1 marzo l’ultimatum all’Italia per il rilascio di Cicala rapito con la moglie, Philomene Pwelgna Kaboré, il 17 dicembre scorso nel deserto della Mauritania al confine con il Mali.La figlia di Sergio Cicala, lancia un appello al governo affinché nulla sia lasciato “intentato” per la liberazione del padre e di sua moglie. Alexia, 30 anni, avuta da Cicala dal suo primo matrimonio, affida il suo appello “al ministro degli esteri Franco Frattini ed al premier Silvio Berlusconi” alle parole del fidanzato. Lei – che si trova a casa della madre a Caltanissetta – preferisce infatti rimanere in silenzio: il suo telefono squilla a vuoto. E non vuole commentare l’ultimatum, che scadrà domani, imposto dai rapitori per la liberazione del padre, né il video diffuso dai sequestratori in cui Sergio Cicala chiede aiuto a Berlusconi.
DUBAI – Al Qaeda has an online Maghred of an audio message of the hostage Sergio Cicala, who was kidnapped with his wife in Mauritania on 17 December. The e ‘entitled’ Appeal of the Italian government of Berlusconi. ” ‘The prime minister Silvio Berlusconi is known for his generosity. I hope you can help me and my wife,” is how Sergio Cicala, the Italian in the hands of al Qaida in the Maghreb, in the audio message released on the internet today with the demands of his captors. The text was published in the on-line Inquirer. “Free me and my wife depends on the concessions the government is ready to do,” says Cicala in Italian audio message identified by the Site, the monitoring center of Islamic sites. “I hope as soon as possible, the government is interested in our situation and, therefore, to our lives – added an Italian hostage, according to the Inquirer -. We look with hope that this situation will end as soon as possible, of course the best possible with the release of my and my wife. ” “The prime minister Silvio Berlusconi is known for his generosity. I hope you can help me and my wife,” says Cicala According to the transcript of the audio message published dall’Inquirer. It lasts little more than ‘a minute and is’ accompanied by an image sets which shows a man kneeling and guarded by six armed and hooded men. The message asked the Italians to put pressure on the government’s message Berlusconi.Il arm of Al Qaeda Maghreb (Aqmi) which affirmed the conditions for the release of the Italian Sergio Cicala and his wife refers to the ultimatum issued February 6 month. At that time, the terrorist organization stated that he had asked, in return, the release of its prisoners “whose names – precise – have already been given to the Italian negotiator. According to other sources, Aqmi demanded the release of four Muslim prisoners in Mali (and in the meantime already issued) and other prisoners in Mauritania.Il Italian Foreign Ministry “keeps the news blackout” on the story of the kidnapping of Sergio Cicala also in light of the audio message released Italian hostage this morning on the Internet by Al Qaeda in the Islamic Maghreb (Aqmi). It is learned at the MFA. On 6 February, the group (Aqmi) had set for 1 March, the ultimatum to Italy for the release of Cicala kidnapped with his wife, Philomene Pwelgna Kaboré, on 17 December last year in the desert of Mauritania on the border with Mali.La daughter Sergio Cicala, appeals to the government so that nothing is left “undone” for the release of his father and his wife. Alexia, 30, played by Cicada from his first marriage, he entrusts his appeal “Foreign Minister Franco Frattini and the premier Silvio Berlusconi” the words of her fiance. She – that is his mother’s home in Caltanissetta – prefers to remain silent: her phone rings empty. It does not want to comment on the ultimatum, which expires tomorrow, imposed by the kidnappers for the release of the father nor the videotape released by the kidnappers when Sergio Cicala asks for help to Berlusconi.
KABUL – I talebani hanno sferrato un nuovo attacco nel cuore della capitale Kabul: un commando di almeno otto assalitori – cinque i kamikaze secondo i talebani, tre per la polizia – ha preso di mira un’area frequentata da stranieri che ospita diversi hotel, tra cui il Safi Landmark, ed il centro commerciale Kabul City Center. Il bilancio dei morti oscilla tra le 14 e le 17 vittime: tra queste un funzionario italiano della presidenza del Consiglio, Pietro Colazzo (originario di Galatina, Lecce) un francese e quattro indiani. “L’italiano, un cliente del Park Residence, era in contatto telefonico con la polizia afghana poco dopo l’esplosione quando é stato ucciso a colpi di arma da fuoco dagli assalitori. Era un uomo coraggioso”, ha detto il capo della polizia della capitale afghana, generale Abdul Rahman. “L’Italia e gli altri alleati resteranno impegnati in Afghanistan”, ha assicurato a Sky il ministro degli Esteri, Franco Frattini. La dinamica dell’assalto resta incerta: il commando è entrato in azione verso le 6.30 (le 3 italiane) quando le strade erano deserte anche per la festività islamica del venerdì, che quest’anno coincide con le celebrazioni del Mulud, il genetliaco del profeta Maometto. Una prima fortissima esplosione, seguita da una seconda minore, ha fatto scattare l’allarme. Secondo quanto riferito dai talebani e confermato al Washington Post dal capo della polizia criminale di Kabul, Abdul Ghafar Sayed Zada, la prima esplosione è stata causata da una autobomba davanti ad un hotel. Oltre al Safi Landmark Hotel sono stati attaccati anche la Park Residence Guesthouse, dove si trovava l’italiano Pietro Antonio Colazzo, e l’Hamid Hotel. L’agenzia di stampa afghana Pajhwoh indica che questi due hotel erano molto popolari fra gli indiani perché si trovano a meno di 500 metri dall’ambasciata di New Delhi. Quindi “tre attentatori suicidi – scrive il Wp – hanno attaccato il Park Residence, un hotel frequentato da molti stranieri”, di cui era ospite anche lo 007 italiano. La polizia ha riferito d’altro canto che un attentatore suicida si è fatto esplodere davanti al Safi Landmark Hotel, mentre altri due sono stati uccisi in un conflitto a fuoco. Anche i talebani, che hanno rivendicato l’attacco, sostengono di aver preso di mira l’hotel Safi. Un britannico ospite dell’albergo, Brian Briscombe, ha riferito alla Bbc di essersi svegliato tra vetri infranti e nel fumo. Quindi ha deciso di lasciare l’edificio: “Sono rimasto ferito ad una mano – ha raccontato l’uomo – e volevo farmi curare, ma un soldato ha iniziato a gridarmi contro, quasi mi ha sparato quando ha visto che avevo uno zaino. Pensava fossi un kamikaze!”. Il portavoce dell’Ue a Kabul, Andrea Angeli, ha confermato all’ANSA che la prima esplosione “é stata fortissima, e scontri a fuoco successivi si sono protratti a lungo”.”La tensione in queste ore è ancora molto palpabile – riferisce il portavoce -. La capitale è blindata, presidi di polizia bloccano le intersezioni di accesso ai ministeri ed altri edifici sensibili”. I talebani avevano sferrato un poderoso attacco il 18 gennaio scorso, mentre il presidente Hamid Karzai si apprestava ad officiare il giuramento di 14 dei 25 ministri del futuro governo. Una serie di esplosioni, scontri a fuoco in più punti, e il lancio di razzi dalla collina di Koh-i-Zamburak – uno contro l’hotel Serena che ospitava numerosi stranieri – hanno seminato caos e terrore fra la gente che affollava il centro cittadino e che è fuggita verso zone più sicure. Nell’assalto hanno perso la vita sei persone, tra cui un bambino. Il commando talebano era composto da almeno 20 assalitori: dieci sono rimasti uccisi.”Apprendo con dolore la notizia dell’uccisione del consigliere diplomatico Pietro Antonio Colazzo nell’attentato di oggi a Kabul. Un fedele servitore dello Stato, morto compiendo il suo dovere in un Paese martoriato da infami azioni terroristiche”. Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. “L’Italia – prosegue il premier – è impegnata in Afghanistan proprio per proteggere la popolazione civile dalla follia della violenza e dell’intolleranza, alla quale sentiamo il dovere di opporci. Mi unisco, insieme a tutti gli italiani, al dolore dei familiari e degli amici del nostro caduto”.”Abbiamo doverosamente chiesto al governo di riferire e credo che lo farà in Senato in tempi immediati. Continuiamo ad essere vicini ai nostri uomini che si impegnano in una missione di pace a volte pagando, come oggi, un prezzo altissimo”. Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, parlando a margine di un convegno, della vicenda del cittadino italiano morto a Kabul.
KABUL – Los talibanes han puesto en marcha un nuevo ataque en el corazón de la capital, Kabul, un comando de al menos ocho atacantes – cinco atacantes suicidas de los talibanes, tres policías – se ha centrado en un área frecuentada por extranjeros, que alberga varios hoteles, incluyendo donde el lugar de referencia Safi, centro comercial y centro de la ciudad de Kabul. El número de muertos oscila entre 14 y 17 víctimas, entre ellos un oficial de la Presidencia italiana del Consejo, Peter Colazzo (originarios Galatina, Lecce), uno francés y cuatro indios. “El italiano, un cliente de Park Residence, estaba en contacto telefónico con la policía afgana, poco después de la explosión cuando fue muerto a tiros por asaltantes arma de fuego. Era un hombre valiente”, dijo el jefe de la policía capital de Afganistán, general Abdul Rahman. “Italia y otros aliados comprometidos en Afganistán”, aseguró a Sky ministro de Asuntos Exteriores, Franco Frattini. La dinámica del ataque sigue siendo incierto: el comando vio acción en torno a 6,30 (los 3 italianos), cuando las calles estaban desiertas para la fiesta islámica del viernes, que este año coincide con las celebraciones del Mulud, el cumpleaños del Profeta Mahoma. Una primera explosión fuerte, seguido de un segundo hijo, ha disparado la alarma. Según los informes de los talibanes a que el Washington Post y confirmada por el jefe de la policía criminal de Kabul, Sayed Abdul Ghafar Zada, la primera explosión fue causada por un coche bomba frente a un hotel. Además de la Landmark Hotel Safi han sido atacadas también la Pensión Residencia Parque, donde fue el italiano Pietro Antonio Colazzo, y Hamid Hotel. La agencia de prensa afgana Pajhwoh indica que estos dos hoteles fueron muy populares entre los indios, porque son menos de 500 metros de la embajada en Nueva Delhi. Así que “tres atacantes suicidas – escribe WP – atacó la residencia Park, un hotel frecuentado por muchos extranjeros”, que fue también el 007 invitados en italiano. La policía dijo que por el contrario, que un atacante suicida se inmoló en frente de la Landmark Hotel Safi, mientras que otros dos murieron en un tiroteo. Incluso los talibanes, que se atribuyó el ataque, afirmando que ha tenido como objetivo el hotel Safi. Un cliente británico, Brian Briscombe, dijo a la BBC que se despertó de vidrios rotos y el humo. Así que decidió salir del edificio: “Yo estaba herido en la mano – dijo el hombre – y yo quería que me cure, pero un soldado comenzó a gritar en contra, casi me disparó cuando vio que había una mochila. Pensó Yo era un terrorista suicida “. Portavoz de la UE en Kabul, Andrea Angeli, confirmó la ansiedad que la primera explosión “ha sido muy fuerte, y enfrentamientos armados que siguió duró mucho tiempo.” “La tensión en estas horas es todavía muy palpable – informes Portavoz -. La capital se ve reforzado, los directores, las intersecciones de la policía para bloquear el acceso a los ministerios y otros edificios sensibles “. Los talibanes han lanzado un ataque masivo el 18 de enero, mientras que el presidente Hamid Karzai se preparaba para oficiar el juramento de 14 de los 25 ministros del futuro gobierno. Una serie de explosiones, tiroteos en varios lugares, y el lanzamiento de cohetes desde la colina de Koh-i-Zamburak – uno contra el hotel Serena de que muchos extranjeros alojados – han sembrado el caos y el miedo entre las personas que se amontonaron en el centro de la ciudad y huyeron a zonas más seguras. Nell’assalto han matado a seis personas, entre ellas un niño. El comando estaba formado por al menos 20 atacantes talibanes, diez murieron. “Aprendo con tristeza la noticia del asesor diplomático Pietro Antonio Colazzo en el ataque de hoy en Kabul. Un siervo fiel de la situación, murió cumpliendo con su deber un país maltratadas por las acciones infames terroristas. Así lo afirmó el primer ministro Silvio Berlusconi. “Italia – sigue siendo la principal – está involucrado en Afganistán para proteger a sus civiles de la locura de la violencia y la intolerancia, que nos sentimos el deber de oponerse a ella. Me uno a todos los italianos, el dolor de los familiares y los amigos de nuestros caídos “.” Estamos debidamente pidió al gobierno que informe y creo que lo hará en el Senado en lo inmediato. Seguimos estar cerca de nuestros hombres que participan en una misión de paz, pagando a veces, como hoy, un precio alto. , Dijo el presidente del Senado, Renato Schifani, hablando en el marco de una conferencia, la historia del ciudadano italiano que murió en Kabul.
Si riaccende il caso D’Addario. Panorama rivela che in base a un’inchiesta della Procura di Bari, Patrizia D’Addario, la escort famosa per i suoi legami con il premier Silvio Berlusconi, avrebbe depositato su un conto corrente a lei intestato circa un milione di euro e ci sarebbe anche un deposito all’estero. La D’Addario smentisce l’esistenza del conto estero, ma aggiunge che su un libretto bancario in Italia ci sarebbero i “risparmi di una vita”.”Sono ciò che rimane oltre ai proventi della mia precedente attività, che tutti sanno essere stata quella di escort – dice Patrizia D’Addario – dell’eredità di mio padre dopo la vendita degli immobili che sono riuscita a fare sbloccare, dalle banche e dalle società di recupero crediti, dopo il suo suicidio; questi sono i soldi che ho e con i quali volevo e voglio ricostruire il mio residence. Per me quei soldi è come se non ci fossero. Non li ho mai utilizzati se non per emergenze improvvise. Tutti hanno capito quanto tenga a quel progetto. Soldi che uso solo per la retta di mia figlia che studia in un college”.Secondo il numero di Panorama in edicola il 5 febbraio, l’indagine della Procura avrebbe fatto affiorare un presunto complotto per mettere in cattiva luce Silvio Berlusconi in cui sarebbero coinvolti oltre alla famosa escort, giornalisti, magistrati e politici. La Procura smentisce che vi siano iscrizioni di notizie di reato aventi tali contenuto.Il settimale rivela anche gli accertamenti patrimoniali nei confronti della D’Addario che sarebbe risultata intestataria di numerosi conti, direttamente o attraverso prestanome. In particolare, Panorama riferisce di un ingente movimento di denaro come un trasferimento in Qatar nel febbraio 2008 di un milione e mezzo di euro fatto dalla stessa escort a Tarantini, l’imprenditore pugliese, anch’egli al centro della vicenda. vedova nera
t rekindles the case D’Addario. Panorama reveals that according to an investigation by the Prosecutor of Bari, Patrizia D’Addario, the escort famous for its links with Prime Minister Silvio Berlusconi, would be deposited to an account payable to her about a million and there would also be deposit abroad. The D’Addario denies the existence of foreign accounts, but added that a bank book in Italy there would be the “life savings”. “They are all that remains besides the income from my previous job, which everyone knows have been that escort – says Patrizia D’Addario – the legacy of my father after the sale of real estate that I could do unlock, banks and debt collection company, after his suicide, these are the money that I and the what I wanted and I want to rebuild my residence. To me that money is as if there were. I never used except for sudden emergencies. Everybody has understood how to take that project. Money that used only for tuition for my daughter studying in a college. “According to the issue of Panorama on newsstands February 5, the prosecutor’s investigation would have revealed an alleged plot to put in a bad light in which Silvio Berlusconi would be involved besides the famous escort, journalists, judges and politicians . The prosecutor denied that there are inscriptions of crime reports with such happenings contenuto.Il also reveals the findings in respect of capital D’Addario that would have been numerous accounts owning, directly or through figurehead. In particular, Panorama reports on a massive movement of money as a move to Qatar in February 2008 and half a million euros made by the same escort Tarantino, Puglia contractor, also at the center of the story. vedova nera
INCREDIBILMENTE RIDICOLO E ASSURDO – La maschera di Silvio Berlusconi messa sul volto a fine derby da Marco Materazzi per festeggiare la vittoria dell’Inter potrebbe costare una sanzione al difensore nerazzurro. La gag stile Carnevale di Viareggio è infatti inserita nel rapporto che i collaboratori della procura federale Figc hanno inviato al giudice sportivo, Giampaolo Tosel, ora alle prese con la decisione sull’ episodio. “Una goliardata da derby, niente di più. Nessun intento polemico, nessuna volontà di offendere, nessuna implicazione politica”. Così l’interista Marco Materazzi spiega i suoi festeggiamenti di ieri sera a fine derby, quando ha indossato una maschera del presidente del Consiglio e patron rossonero Silvio Berlusconi. “Come sempre, quello che fa Materazzi fa discutere. Anche una maschera di carnevale, di quelle che si vendono ovunque, che ho messo per festeggiare la vittoria di ieri sera”, osserva sul suo sito il difensore nerazzurro, assicurando che in quella esultanza non c’era “nessuna implicazione politica, ci mancherebbe. Anche perché in politica, e chi mi conosce bene lo sa, non sono mai voluto entrare”. “Proprio per questo sono sicuro che il cavalier Berlusconi, in qualità di presidente del Milan e soprattutto di persona con grande senso di autoironia, perché è così che l’ho conosciuto, vedendomi avrà sorriso”, continua Materazzi, augurandosi che il premier non si sia risentito: “Voglio credere che la gag gli sia piaciuta e non si sia offeso, perché non volevo prendere in giro proprio nessuno: tant’é vero che sono andato solo verso la curva dei nostri tifosi, evitando di incrociare giocatori e tifosi milanisti. Come si fa per festeggiare un derby vinto, appunto”.
INCREDIBLY RIDICULOUS AND ABSURD – The Mask of Silvio Berlusconi put his face in late derby by Marco Materazzi of Inter celebrate a victory could cost a penalty on Inter defender. The gag-style carnival in Viareggio is indeed included in the report that the staff of the Federal Prosecutor Figc sent to the court sports, Giampaolo Tosel now faced with the decision on ‘episode. “A college prank from Derby, nothing more. No desire to be controversial, no desire to offend no political implications.” Thus the entire Marco Materazzi explains his celebrations last night at the end of the derby, when he donned a mask of Prime Minister Silvio Berlusconi and owner Rossoneri. “As always, what makes Materazzi so positive. Even a carnival mask, the kind that are sold everywhere, I made to celebrate the victory last night,” says on its website the Inter defender, ensuring that no joy in that there was “no policy implication, we lack. Also because in politics, and who knows me well knows, have never wanted to enter. “So I’m sure the cavalier Berlusconi, acting as president of Milan, and especially of people with a sense of irony, because that’s how I knew him, will see me smile,” continues Materazzi, hoping that the prime minister does not resented, “I believe that the Gag liked it and do not be offended, because I would not make fun of absolutely no one: so much so that I went alone to the corner of our supporters, refusing to meet players and fans Milani. How do I celebrate a derby win, indeed.
L’era politica di Bettino Craxi inizia il 16 luglio 1976, quando il Comitato centrale del Psi lo elegge segretario nel salone dell’Hotel Midas a Roma.Nelle elezioni politiche di quell’anno il Psi era sprofondato al 9,6% mentre il Pci era balzato oltre il 34 aprendo la strada ai governi di ‘’solidarieta’ nazionale” che dureranno dal 1976 al 1979 con l’astensione dei comunisti.Al Midas tutte le correnti del Psi – da quella autonomista di Pietro Nenni, a cui apparteneva Craxi, a quella di sinistra di Riccardo Lombardi – pensano che occorra dare uno scossone al partito sostituendo il segretario Francesco De Martino. Craxi e’ considerato un possibile segretario di transizione, di cui ci si potra’ liberare facilmente alla prima occasione, anche se e’ il principale collaboratore del leader storico Nenni, oltre che da poche settimane capogruppo del Psi alla Camera.Il ”craxismo” inizia in quel luglio 1976, ma non la carriera politica di Craxi. A 19 anni si iscrive alla Federazione di Milano (citta’ dove era nato il 24 febbraio 1934). Diventa subito funzionario del Psi che lo invia a Sesto San Giovanni, dove si fa le ossa in quella che veniva chiamata ”la Stalingrado d’Italia” per via della massiccia presenza del Pci. A 23 anni e’ eletto nel Comitato centrale, nel 1968 diventa deputato. In quegli anni si occupa prevalentemente di politica estera.I dirigenti socialisti che lo eleggono segretario al Midas sbagliano i conti. Craxi dimostra subito di non essere un segretario travicello e trasforma sia il partito sia la sua politica all’insegna dello slogan ”primum vivere”. Nel successivo congresso di Torino del 1978, alleandosi con la sinistra di Claudio Signorile, lancia la strategia di ”alternativa” in contrapposizione al ”compromesso storico” di Enrico Berlinguer, segretario del Pci. Il timore di Craxi e’ che un accordo tra Dc e Pci iniziato con i governi di ‘’solidarieta’ nazionale” possa condannare all’estinzione il Psi.Nel Congresso di Torino del 1978, Craxi consolida le sue posizioni presentando il Programma socialista elaborato dagli intellettuali che ruotano intorno alla rivista ”MondOperaio” e all’omonimo circolo culturale, dove collaborano socialisti ed esponenti della cultura che hanno abbandonato il Pci o si sono formati nella nuova sinistra post ‘68. Sono filosofi della politica (Norberto Bobbio, Paolo Flores d’Arcais, Luciano Pellicani), storici (Luciano Cafagna, Ernesto Galli della Loggia, Massimo L. Salvadori, Furio Diaz), giuristi (Giuliano Amato, Federico Mancini, Gino Giugni), politologi e sociologi (Roberto Guiducci, Gianfranco Pasquino), economisti (Franco Momigliano, Antonio Pedone, Giorgio Ruffolo). Dopo quel Congresso, Craxi ha anche una piattaforma culturale con cui sfidare l’egemonia dei comunisti sulla sinistra italiana.Il 1978 e’ un anno drammatico. Quando Aldo Moro e’ rapito dalle Brigate rosse, Craxi rompe ”il fronte della fermezza” formato dagli altri partiti e si schiera – quasi isolato – per la trattativa con le Brigate rosse. Lo statista democristiano gli si rivolge con una delle sue lettere piu’ dolorose: ”Caro Craxi, poiche’ ho colto, pur tra le notizie frammentarie che mi pervengono, una forte sensibilita’ umanitaria del tuo partito in questa dolorosa vicenda, sono qui a scongiurarti di continuare, ed anzi accentuare la tua importante iniziativa…”.Sempre nel 1978, dopo le dimissioni del democristiano Giovanni Leone (immeritatamente accusato di essere coinvolto nello scandalo Lockeed), Craxi riesce con abilita’ tattica a far eleggere l’8 luglio Sandro Pertini presidente della Repubblica esaltando cosi’ l’orgoglio del Psi. Fino al tredicesimo scrutinio, Dc, Pci e Psi avevano votato i propri candidati di bandiera ma poi sul nome di Pertini confluiscono 832 voti su 995.Forte della ”centralita”’ riconquistata dal suo partito nella politica delle alleanze di governo e del risultato nelle elezioni del 1979 (9,8%), Craxi sferra tra il 1980 e il 1981 una ulteriore polemica teorica nei confronti dei comunisti. Mentre Berlinguer parla di ”terza via” tra capitalismo e ‘’socialismo reale”, oltre che di ‘’strappo” dall’Unione Sovietica, lui butta a mare il pensiero di Karl Marx e riscopre quello di Pierre Joseph Proudon, filosofo francese definitosi anarchico a meta’ Ottocento, punto di riferimento di un possibile socialismo libertario. La rivista ”MondOperaio” e l’omonimo Circolo culturale diventano la task force intellettuale dell’autonomia culturale dal Pci.Intanto Craxi promuove giovani dirigenti, come Claudio Martelli – che diventa vicesegretario del Psi – e Gianni De Michelis.Il rapporto virtuoso con gli intellettuali si consolida nella Conferenza di Rimini del 1982 dedicata ai cambiamenti sociali della societa’ italiana. Sociologi, politologi ed economisti conquistano la tribuna. La relazione di Claudio Martelli (che in questa occasione lancia l’idea di una ”alleanza dei meriti e dei bisogni”) propone al Psi di farsi partito rappresentativo di nuovi soggetti sociali, dai piccoli imprenditori ai professionisti, di cui la citta’ di Milano e’ diventata l’emblema.Il 5 ottobre 1980, sul ”Corriere della Sera”, compare un’intervista di Maurizio Costanzo a Licio Gelli, definito nel sommario: ”Capo indiscusso della piu’ segreta e potente loggia massonica”.Il 17 marzo 1981, indagando sul rapimento del banchiere Michele Sindona, i giudici entrano in possesso dell’elenco di 962 affiliati alla P2: sono personaggi della finanza, dello spettacolo, dell’imprenditoria, delle forze armate, dei servizi segreti e della politica. La lista e’ resa pubblica il 20 maggio. Nei mesi successivi divampa lo scandalo che vede protagonisti Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano (rinvenuto successivamente impiccato a Londra, sotto il Blackfriars Bridge), e Michele Sindona (avvelenato nel carcere di Voghera nel marzo 1986). Questi episodi minano il governo presieduto dal repubblicano Giovanni Spadolini (succeduto al dimissionario esponente Dc Arnaldo Forlani) .Il Psi esce dal governo e nuove elezioni politiche si svolgono il 26 e 27 giugno 1983. La Dc perde il 5,4% dei voti. Il Psi si attesta all’11,4.Il 4 agosto 1983 Craxi forma il suo primo governo sostenuto da una maggioranza di pentapartito: Dc, Psi, Psdi.Vicepresidente e’ il democristiano Arnaldo Forlani. Craxi nomina come suo principale collaboratore Giuliano Amato, il ”dottor Sottile”. Le prime scelte ribadiscono la contrapposizione con il Pci: via libera ai missili Cruise su territorio italiano voluti dagli Stati Uniti del presidente Ronald Reagan in contrapposizione a quelli sovietici installati nell’Est europeo e avvio dell’abolizione della scala mobile.Del programma fa parte anche il lancio di una ”grande riforma” istituzionale che rimane tuttavia ”un inutile abbaiare alla luna”, come riconobbe in seguito lo stesso Craxi.Il 1984, con il Congresso di Verona, segna il trionfo di Craxi. E’ confermato segretario per acclamazione. Nella platea del Congresso spiccano nomi dello spettacolo e del made in Italy. Un episodio turba l’apoteosi craxiana di quei giorni a Verona. Berlinguer e’ fischiato ripetutamente, mentre prende posto in platea tra le delegazioni dei partiti.”Non ho fischiato Berlinguer solo perche’ non lo so fare”, dice Craxi nel corso del suo intervento.Il 20 ottobre 1984 e’ approvato dal Consiglio dei ministri il ”decreto Berlusconi”, varato dopo la decisione dei pretori di Torino, Roma e Pescara, per sentenza della Corte costituzionale, di oscurare i canali televisivi della Fininvest che trasmettevano a livello nazionale con lo stratagemma delle cassette inviate alle tv locali. Il decreto stabilisce la legalita’ delle trasmissioni e viene approvato dal Parlamento con il voto di fiducia malgrado il malessere di alcune componenti della Dc.Il 9 e 10 giugno 1985 gli italiani sono chiamati a decidere in un referendum promosso dal Pci (Berlinguer era morto l’11 giugno 1984) se abrogare o meno la scala mobile come aveva deciso il governo Craxi: i si’ sono il 45,70%, i no il 53,30. Il premier socialista vince la sua battaglia.Il 1985 e’ anche l’anno del ”caso Sigonella”, non solo della scomparsa della falce e il martello dal simbolo del Psi, sostituiti con un garofano. Nella nottata tra il 10 e l’11 ottobre c’e’ un braccio di ferro in politica estera nei confronti di Washington, quando Craxi impedisce a forze statunitensi di impadronirsi nella base di Sigonella in Sicilia dell’aereo egiziano li’ dirottato, con a bordo i palestinesi che avevano sequestrato la nave Achille Lauro e ucciso Leon Klinghoffer, un disabile di nazionalita’ statunitense e di religione ebraica. Il premier coglie l’occasione per ribadire la sua solidarieta’ a Yasser Arafat e ai palestinesi. E’ l’unico episodio del governo presieduto da Craxi che riceve il plauso del Pci.Craxi resta a Palazzo Chigi fino al 17 aprile 1987. Un accordo denominato ”della staffetta” vorrebbe che Craxi lasciasse il ruolo di premier ad un esponente democristiano ma invece si va a elezioni anticipate che logorano il rapporto Dc-Psi.. I democristiani non hanno piu’ intenzione di affidare a un socialista Palazzo Chigi.Dopo le elezioni e’ il democristiano Giovanni Goria a guidare il governo. Il Psi ottiene pero’ il suo miglior risultato elettorale dal 1958: 14,27% alla Camera, 10,91 al Senato.Nel novembre del 1989 crolla il Muro di Berlino. Craxi pensa di avere a portata di mano la definitiva vittoria nella competizione con il Pci. Per questo, lancia il progetto di ”unita’ socialista” e fa scrivere quelle due parole nel nuovo simbolo del Psi. Achille Occhetto, diventato segretario del Pci, replica con la ‘’svolta”: avvia la trasformazione del Pci in Pds e lancia, con Mariotto Segni, il referendum per abolire la preferenza plurima contro la corruzione della vita politica (Craxi, quando si tratta di votare su quel quesito nel 1991, invita gli italiani ad ”andare al mare”).L’offerta da parte di Craxi di una confluenza nel Psi non e’ accolta dal nuovo Pds. E Craxi replica opponendosi inizialmente alla richiesta del Pds di entrare a far parte dell’Internazionale socialista. Da’ il suo via libera solo su pressione del tedesco Willy Brandt e di altri leader socialdemocratici europei.Il 17 febbraio 1992 a Milano e’ arrestato Mario Chiesa, dirigente socialista e presidente del Pio Albergo Trivulzio.Craxi pensa di poter archiviare il caso, definendolo – in una Tribuna politica in tv – ”l’episodio isolato di un mariuolo”. Il leader socialista sottovaluta l’inchiesta giudiziaria che sta per abbattersi sul Psi. Inizia infatti Mani pulite che fa di Craxi il bersaglio di alcuni avvisi di garanzia per ”finanziamenti illeciti” al Psi: si tratta di tangenti pagate da industriali, uomini d’affari e industrie pubbliche. Sull’onda di Tangentopoli si va alle elezioni anticipate del 5 e 6 aprile 1992. Secco ridimensionamento della Dc (29,7% con un meno 4,6). Flessione del Psi (13,6), del Pds (16,1) e di Rifondazione (5,6). Exploit della Lega nord (8,7). E’ un vero e proprio terremoto politico.Il 28 aprile 1992, come prima conseguenza della tornata elettorale, Francesco Cossiga anticipa l’abbandono della carica di presidente della Repubblica (verra’ sostituito da Oscar Luigi Scalfaro). Il ”picconatore” – come e’ chiamato in quel periodo per le sue esternazioni – definisce ”armata Brancaleone” la maggioranza parlamentare uscita dalle urne che forma il governo quadripartito Dc-Psi-Psdi-Pli presieduto dal socialista Giuliano Amato. Intanto proseguono le inchieste giudiziarie del Tribunale di Milano su corruzione politica e tangenti che colpiscono soprattutto Dc e Psi. La legislatura iniziata nel 1992 dura solo due anni ed e’ conclusa da un governo tecnico presieduto da Carlo Azeglio Ciampi.Craxi si dimette da segretario del Psi l’11 febbrario 1993, dopo quasi sedici anni di potere assoluto nel partito e altrettanti di protagonismo nella vita politica e pubblica italiana. Quando la Camera, il 29 aprile 1993, discute l’autorizzazione a procedere contro di lui chiesta dai giudici di Milano, pronuncia un famoso discorso in cui sostiene che tutti i partiti sono finanziati in modo illecito. L’Assemblea di Montecitorio concede l’autorizzazione a procedere solo per alcuni degli episodi contestati. Craxi viene aggredito il giorno dopo con lancio di monetine e fischi dalla folla che lo aspetta davanti all’Hotel Raphael, la sua tradizionale residenza romana.Nel corso dei mesi successivi, Craxi e’ interrogato in tribunale dal pm Antonio Di Pietro per il processo sulle tangenti Enimont. Con la fine anticipata della legislatura e l’abolizione dell’autorizzazione a procedere per i parlamentari, iniziano a circolare voci incontrollate su un possibile arresto di Craxi. Lui lascia l’Italia il 5 maggio 1994 e si rifugia nella sua villa ad Hammamet, in Tunisia.Isolato, minato nel fisico da una grave forma di diabete, definito ”latitante” dai giudici di Milano e dai nemici politici, conduce le ultime battaglie politiche a colpi di fax e dossier. Rifiuta di farsi processare in Italia. Non ci sta a essere considerato come unico capo di un partito di disonesti. Nelle elezioni anticipate del marzo 1994 sono intanto entrati in campo Silvio Berlusconi e Forza Italia. Il Psi ottiene solo il 2,1%.Craxi muore il 19 gennaio 2000. I funerali si svolgono nella Cattedrale di Tunisi. Premier e’ Massimo D’Alema che offre il rito dei ”funerali di Stato”. La famiglia dell’ex premier rifiuta. A Tunisi, durante le esequie, Lamberto Dini, ministro degli Esteri, e Marco Minniti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, rappresentano il governo italiano.Craxi fu condannato in via definitiva a 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai, a 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito. Negli altri processi e’ stata pronunciata sentenza di estinzione per decesso dell’imputato.
Silvio Berlusconi colpito da un oggetto, probabilmente una miniatura del Duomo, dopo il comizio a Milano. Fermato l’autore del gesto, portato in questura per essere interrogato. Dopo l’aggressione subita al termine del comizio alla manifestazione del Pdl, Berlusconi è stato portato all’ospedale San Raffaele. Il fermato si chiama Massimo Tartaglia ed ha 42 anni l’uomo che ha ferito il premier Silvio Berlusconi questa sera dopo il comizio in piazza Duomo. Come precedenti risulta alla polizia solo il ritiro della patente per motivi di viabilità. Dopo il fatto è stato portato via dalla polizia, che lo ha sottratto alla rabbia della gente, senza profferire parola. Tartaglia risulta sconosciuto alla Digos. Risiede nell’hinterland milanese. L’uomo è in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano. Lo si apprende da fonti investigative. Secondo quanto risulta in Questura, Massimo Tartaglia non sarebbe legato a nessuna organizzazione antagonista conosciuta. La dinamica dei fatti, peraltro, agli investigatori appare al momento più vicina ad un gesto isolato che ad un tentativo di aggressione organizzato. L’uomo si trova in questura, sentito dai funzionari della Digos che hanno contemporaneamente avviato una perquisizione nella sua abitazione a Cesano Boscone (Milano). ESEGUITA TAC, SOTTO OSSERVAZIONE PER 24 ORE – Perdita copiosa di sangue con lesione lacero-contusa interna ed esterna e due denti lesi, di cui uno superiore fratturato. E’ questa la prima diagnosi, che, secondo fonti mediche, è stata fatta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi all’ospedale san Raffaele dopo l’aggressione subita al termine del comizio di Milano. Le stesse fonti riferiscono che il premier, rimasto sempre cosciente, è stato sottoposto ad una tac precauzionale e per decisione dei medici sarà tenuto sotto osservazione per 24 ore. Secondo quanto hanno riferito agenti della polizia di stato davanti al pronto soccorso del San Raffaele, il premier è stato portato all’interno sdraiato su una barella. “Berlusconi aveva – hanno riferito i testimoni – una borsa di ghiaccio sul volto ed appariva cosciente”.
Silvio Berlusconi hit by an object, possibly a miniature of the Cathedral, after the rally in Milan. Stopped the perpetrators of the act to the police headquarters for questioning. After the attack suffered at the end of the rally event of the PDL, Berlusconi has been taken to the hospital of St. Raphael. The stop is called Massimo Tartaglia and has 42 years the man who wounded the prime minister Silvio Berlusconi this evening after the rally in Cathedral Square. As foregoing the police only disqualification for reasons of practicability. After the act was taken away by police, who took away the anger of the people, without uttering a word. Tartaglia is unknown to Digos. Resides in the Milan. The man is being treated for mental problems 10 years from the Policlinico of Milan. It is learned from intelligence sources. As shown in Police Headquarters, Massimo Tartaglia is not linked to any organization antagonist known. The dynamics of the facts, however, investigators at the time seems more like a gesture than an attempt to isolate aggression organized. The man is in police headquarters, officials heard from Digos who also launched a search warrant at his home in Cesano Boscone (Milano). ACT PERFORMED UNDER OBSERVATION FOR 24 HOURS – Loss of blood with copious lacerated contused wound internal and external teeth and two injured, one more fractured. And ‘this is the first diagnosis, which, according to medical sources, was made the Prime Minister Silvio Berlusconi’s San Raffaele hospital after the attack suffered at the end of the rally in Milan. The same sources report that the prime minister, who was still conscious, was subjected to a precautionary TAC and a decision will be kept under medical observation for 24 hours. Reported as agents of the state police in front of the emergency room of St. Raphael, the premier was taken inside lying on a stretcher. “Berlusconi had – reported the witnesses – a bag of ice on his face and appeared conscious.”
9 dicembre 2009 su Canale 5 andrà in onda l’ultima puntata del Maurizio Costanzo Show dopo 25 anni. Gia’ pronto il discorso di commiato dal pubblico.’E’ stata un’esperienza straordinaria ed irripetibile. Ringrazio quanti mi hanno consentito di vivere questa avventura professionale.Innanzitutto Silvio e Pier Silvio Berlusconi che mi hanno lasciato sempre,e sottolineo sempre, l’assoluta liberta’ nella scelta degli ospiti e nella costruzione del programma’.
December 9, 2009 on Channel 5 will air the last episode of Maurizio Costanzo Show after 25 years. Gia ‘ready farewell speech from the public.’ It was an extraordinary and unrepeatable. I thank all who allowed me to live this adventure professionale.Innanzitutto Pier Silvio and Silvio Berlusconi, who left me forever, and I stress always, absolute freedom ‘in the choice of reviewers and construction schedule’.
A sorpresa la celebre rivista di musica Rolling Stone ha eletto Silvio Berlusconi rockstar dell’anno, sbaragliando rockstar del calibro di Madonna e Beyoncè, e gli dedicherà la copertina del numero di dicembre dell’edizione italiana. Alla base della scelta “gli evidenti meriti raccolti dal premier, capace come nessun altro di stare sotto le luci della ribalta e distinguersi per il suo stile di vita degno delle migliori rockstar”. Da sempre, in occasione dell’uscita del numero di dicembre, il mensile incorona il personaggio che si è distinto nel corso dell’anno per il suo carattere e temperamento decisamente rock & roll. La copertina per il premier è stata realizzata dal designer americano Shepard Farey, famoso in tutto il mondo per i suoi manifesti di Barack Obama creati per la candidatura alla Casa Bianca. Il direttore di Rolling Stone, Carlo Antonelli, ha così motivato la scelta nel suo editoriale: “Ciò che conta, per noi, dovendo ogni dicembre eleggere una “rockstar dell’anno”, è che quest’anno la votazione sia avvenuta all’unanimità, per evidenti meriti dovuti a uno stile di vita per il quale la definizione di rock&roll va persino stretta. I Rod Stewart, i Brian Jones, i Keith Richards dei tempi d’oro sono pivellini in confronto. La “Neverland” di Michael Jackson è una mansardina in confronto a Villa Certosa, e via così. Siamo ben fuori dal dispensare giudizi da destra o da sinistra. Siamo solo osservatori che constatano ciò che è avvenuto e avviene ogni giorno. I comportamenti quotidiani di Silvio – prosegue Antonelli – la sua furia vitale, il suo stile di vita inimitabile, gli hanno regalato, specie quest’anno, un’incredibile popolarità internazionale”. Dal canto suo, Shepard Fairey si è così espresso su Berlusconi: “A volte nel mio lavoro cerco di mettere in dubbio personaggi autorevoli, specialmente quando questi sembrano avere ragioni ambigue alla base delle loro azioni. Tutto quello che ho sentito e letto su Berlusconi mi porta a credere che lui si adatti a questa descrizione”. Secondo classificato, sul podio di Rolling Stone Italia Barack Obama per ovvi meriti, mentre al terzo gradino si posiziona Papa Ratzinger.
Surprisingly, the famous music magazine Rolling Stone has elected Silvio Berlusconi rockstar of the year, beating the likes of rock star Madonna and Beyonce, and will dedicate the cover of the December issue of the Italian edition. At the base of choice, “the obvious merits raised by the premier and capable as anyone else to stand under the spotlight and stand out for its style of life worthy of the best rock star.” Always, at the exit of the December issue, the monthly magazine crowns the person who has distinguished himself during the year for his character and temperament decidedly rock & roll. The cover for the prime minister was made by American designer Shepard Farey, famous throughout the world for its posters created for Barack Obama’s candidacy for the White House. The editor of Rolling Stone, Carlo Antonelli, the motivation to choose in its editorial: “What counts for us, since every December to elect a” rock star of the year, “is that this year’s unanimous vote took place , because of obvious merit due to a lifestyle for which the definition of rock & roll is even close. The Rod Stewart, the Brian Jones, Keith Richards of the golden days are PIVELLINA compared. The “Neverland” by Michael Jackson and a mansard compared to Villa Certosa, and so on. We are well out of the dispensing judgments from right or left. We’re just observers note that what has happened and happens every day. The daily behavior of Silvio – continues Antonelli – his fury life, his inimitable style of life, they’ve got, especially this year, an incredible international popularity. For his part, Shepard Fairey following is from about Berlusconi: “Sometimes in my work I try to question authoritative figures, especially when they seem to be ambiguous reasons behind their actions. Everything I have heard and read about Berlusconi me leads to believe that he fits that description. ” Second place on the podium in Rolling Stone Italy Barack Obama for obvious merits, while the third step is positioned Pope Ratzinger.
La Germania celebra oggi uno degli anniversari più importanti della sua storia, quello dei 20 anni della caduta del Muro di Berlino, che segnò la fine della Guerra Fredda e meno di 12 mesi dopo portò alla riunificazione del Paese. Le celebrazioni sono cominciate questa mattina, poco dopo le 9:00, sotto un cielo grigio di una capitale provata da una pioggia fredda, e proseguiranno fino a sera, quando la caduta del Muro sarà ricreata simbolicamente attraverso un gigantesco effetto domino, davanti alla Porta di Brandeburgo.
Oltre ai circa 100mila visitatori attesi nel cuore della capitale, decine di capi di Stato e di governo – tra i quali il presidente del consiglio Silvio Berlusconi – assisteranno alle celebrazioni. Già ieri sera, sono arrivati a Berlino – tra gli altri – il segretario di Stato americano Hillary Clinton (il presidente Usa Barack Obama non ci sarà) e l’ex presidente sovietico Mikhail Gorbaciov – mentre sono attesi per oggi tutti i leader dei Ventisette. Questi si incontreranno nel pomeriggio al castello di Bellevue, la residenza ufficiale del presidente della repubblica tedesco Horst Koehler. Questa mattina, Koehler e la Merkel hanno partecipato a una messa nella chiesa di Gethsemane, a Prenzlauer Berg, un quartiere a est della città, organizzata dalla Chiesa evangelica e dalla Conferenza episcopale dei vescovi tedeschi.
Nel pomeriggio, alle 15:00, la Merkel, Gorbaciov e l’ex presidente della Polonia, Lech Walesa, faranno una passeggiata simbolica sul ponte Boesebruecke della Bornholmer Strasse: è qui che, alle 21:20 del 9 novembre 1989, i primi cittadini dell’ex repubblica federale tedesca (Rdt) hanno varcato il Muro senza i visti, seguiti da centinaia di migliaia di persone nel giro di poche ore. Il momento più importante della giornata è previsto per questa sera, quando la caduta del Muro sarà ricreata simbolicamente attraverso un gigantesco effetto domino formato da blocchi di polistirolo. Walesa farà cadere la prima ‘tessera’: dall’altro capo del ‘Muro’, ci sarà il presidente della Commissione europea, José Manuel Durao Barroso, e il presidente dell’europarlamento, Jerzy Buzek. La Merkel, che ha incontrato questa mattina il segretario di Stato Usa Hillary Clinton, e nel corso di un’intervista all’emittente pubblica Ard ha tenuto a ricordare al Paese che che “l’unità tedesca non è stata ancora completamente raggiunta” poiché, ha spiegato, l’est e l’ovest presentano ancora “differenze strutturali”. Due decadi dopo la caduta del Muro, la cancelliera ha sottolineato che la disoccupazione nelle regioni dell’ex Repubblica democratica tedesca (Rdt) è ancora oggi il doppio rispetto a quella nell’ovest del Paese. Per questo, ha detto, la “tassa di solidarietà” istituita per finanziare i costi di ricostruzione delle regioni orientali dopo la riunificazione è “ancora necessaria”. Eppure, in questi ultimi 20 anni, la Germania ha investito 1.300 miliardi di euro per ricostruire le regioni dell’ex Rdt.
NAPOLITANO, UNO SPARTIACQUE NELLA STORIA
“La caduta del Muro di Berlino di cui ricorre in questi giorni l’anniversario, nel 1989 segnò uno spartiacque nella storia europea e mondiale del XX secolo come già un’altra tappa aveva segnato, il 9 maggio 1945 la caduta di Berlino”, ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso di una cerimonia al Quirinale.
”Si apri’ allora in Germani dell’Est, ma il cambiamento era gia’ cominciato in Polonia – aggiunge Napolitano – la strada per l’affermazione di diritti di liberta’ che erano gia’ stati sanciti nelle Carte costituzionali approvate subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, in particolare a Roma e a Bonn, nei paesi in cui erano stati sconfitti il nazismo e il fascismo. Diritti di liberta’ a cominciare dalla liberta’ di espressione, sanciti nella nostra Carta all’articolo 21 e principi democratici da tener sempre cari, da preservare e far vivere in Italia e ovunque”.
MERKEL, ‘9 NOVEMBRE,IL GIORNO PIU’ FELICE’
Il “giorno più felice della storia recente della Germania”: la cancelliera tedesca Angela Merkel ha descritto così, nel suo videomessaggio internet settimanale, il 9 novembre 1989, il giorno della caduta del Muro. Già da venerdì scorso la capitale è invasa da migliaia di visitatori e oltre 100.000 persone sono attese. “Questo giorno ha cambiato la vita di molta gente – ha proseguito la Merkel nel suo messaggio -, inclusa la mia vita”. Per la cancelliera, si è trattato di un “giorno incredibile”, che sarà “molto commovente per molta gente in Germania”, ha commentato. La riunificazione tedesca e l’Unione europea sono sempre state, e lo saranno sempre, due facce della stessa medaglia. “Noi tedeschi – ha proseguito -, non dimenticheremo i nostri vicini e i nostri alleati, che hanno reso possibile la strada verso la riunificazione”. Per questo, la Merkel ha invitato domani nella capitale decine di capi di Stato e di governo di tutto il mondo e il governo tedesco ci tiene affinché tutti i governi dell’Ue siano rappresentati. Ieri è arrivata nella capitale Hillary Clinton e la Merkel ha ricevuto l’ex leader sovietico Mikhail Gorbaciov: con lui, e con l’ex presidente della Polonia Lech Walesa, farà una passeggiata simbolica domani pomeriggio sul ponte Boesebruecke, ex passaggio di confine della Bornholmer Strasse, che veniva utilizzato per l’ingresso dei cittadini della Repubblica federale a Berlino Est. Meno di un anno dopo la caduta del Muro, il 3 ottobre 1990, la Germania festeggiò la riunificazione ufficiale del Paese. Da allora, i vari governi non hanno mai interrotto il processo che ancora oggi punta a cancellare le differenze tra le regioni orientali e occidentali del Paese.
MONTECARLO. E’ morto Mike Bongiorno. Il celebre conduttore si è spento nella sua residenza di Montecarlo all’età di 85 anni, colto da un infarto.
Addolorato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che assieme a Mike Buongiorno aveva creato il suo impero televisivo negli anni ’80, dopo il passaggio dalla Rai alla Fininvest del conduttore italo-americano. “Scompare un grande amico, un protagonista della storia della televisione italiana. – ha detto il premier – Mi dispiace molto, perché lui aveva un grande sogno: quello di diventare senatore della Repubblica”.
Michael Nicholas Salvatore Bongiorno, questo il suo nome per esteso, era nato a New York il 26 maggio 1924. Insieme a Pippo Baudo, Corrado, Enzo Tortora e Raimondo Vianello è stato tra i più noti volti della televisione italiana fin dalla sua nascita.
Italoamericano, figlio di madre torinese. Il nonno paterno, Michelangelo Bongiorno, era emigrato da Campofelice di Fitalia a quel tempo frazione di Mezzojuso in Sicilia, dove aveva una bottega. Tornò, ancora piccolo, con la madre a Torino, dove frequentò il liceo classico.
Durante la seconda guerra mondiale, abbandonò gli studi e, grazie alla sua conoscenza dell’inglese, fu impiegato come staffetta per le comunicazioni tra Alleati e gruppi partigiani. Fu catturato dalla Gestapo e messo al muro per essere fucilato, ma si salvò perché fu perquisito e gli agenti tedeschi gli trovarono i documenti americani. Allora essi lo portarono nel carcere di San Vittore a Milano, dove fu detenuto per 7 mesi, per poi venire deportato dapprima nel campo di transito di Bolzano (dove fu testimone delle atrocità commesse da Michael Seifert, alias “Misha”), poi nel campo di concentramento austriaco di Mauthausen. Fu liberato prima della fine del conflitto grazie ad uno scambio di prigionieri di guerra tra Stati Uniti e Germania.
Tornò a New York, e dal 1946 lavorò presso la sede radiofonica del quotidiano Il progresso italo-americano. Con Corrado era il presentatore più popolare in Italia, ove, nel 1953, si trasferì per contribuire alla nascita della televisione. E, seppure Corrado apparve prima nelle trasmissioni sperimentali tv, dalla Triennale di Milano, fu Bongiorno a presentare la prima trasmissione in onda dalla tv di Stato italiana (Rai), cioè Arrivi e partenze.
Nel 1955/56 presentò alla radio il programma a quiz Il motivo in maschera, con l’orchestra diretta da Lelio Luttazzi. Sulla stessa falsariga, tra il 1967 e il 1970, Mike Bongiorno condurrà la trasmissione radiofonica pre-serale Ferma la musica!, con il complesso diretto inizialmente da Gorni Kramer e poi da Sauro Sili.
Nel 1955 Bongiorno recitò nel film Il prezzo della gloria e in alcuni fotoromanzi, e subito dopo lanciò il primo quiz della televisione italiana, Lascia o raddoppia? (versione italiana del quiz americano The 64.000 $ Question), contribuendo a far entrare il nuovo mass media nella cultura popolare di una nazione che, all’indomani della seconda guerra mondiale, stava subendo forti e radicali cambiamenti.
Nel 1960 intraprende la conduzione del programma di successo Campanile sera, prosegue la sua carriera nel 1963 con la seguitissima trasmissione La fiera dei sogni e nel 1966 con Giochi in famiglia. A partire dal 1963, ha condotto ben undici edizioni del Festival di Sanremo, l’ultima nel 1997 con Valeria Marini e Piero Chiambretti. Atri quiz di grande successo dell’epoca Rai furono invece Rischiatutto, del 1970 e Scommettiamo?, del 1976.
Fu uno dei primi grandi conduttori a lavorare con le televisioni private e contribuì, con l’allora imprenditore Silvio Berlusconi, alla nascita della televisione commerciale (da sempre monopolio statale). Già nel 1979 condusse, su Telemilano (quella che poi sarebbe divenuta Canale 5), prima Milaninter club (una rassegna sportiva in onda dal 1978 al 1979), poi la trasmissione I sogni nel cassetto. L’ultima trasmissione in Rai fu Flash (1980/1982), dopodiché passò definitivamente al nuovo gruppo Mediaset per condurre trasmissioni che gli furono particolarmente congeniali: i telequiz Bis (1981) Superflash (1982), Pentathlon (1985), Telemike (1987), Tutti x uno (1992).
Dal 1989 al 2003 ha condotto La ruota della fortuna. In questa conduzione è stato affiancato da diverse vallette: la prima fu Ylenia Carrisi (figlia di Al Bano e Romina Power), Paola Barale, Antonella Elia, Claudia Grego, Miriana Trevisan e Nancy Comelli.
Nel 1993-1994 conduce Festival italiano su Canale 5 (sulla falsariga del Festival di Sanremo) con Paola Barale (prima edizione) e Antonella Elia (seconda edizione). Dal 1990 ha condotto Bravo Bravissimo e dal 1994 Viva Napoli, in entrambe le trasmissioni veniva spesso affiancato dalle vallette de La ruota della fortuna.
Nell’estate del 1999 e del 2000 ha condotto Momenti di gloria, insieme ad Ellen Hidding, trasmissione in cui cantanti non professionisti potevano incarnare il proprio cantante preferito. Nel 2000 ha condotto su Canale 5, insieme ad Antonella Elia, Qua la zampa, trasmissione dedicata a cani, gatti e altri animali domestici. Nell’estate del 2001 ha condotto Paperissima Sprint, al posto di Striscia la notizia, affiancato dal Gabibbo e di Antonella Mosetti. Nelle ultime stagioni televisive Bongiorno si è dedicato alla conduzione di due quiz su Retequattro: Genius, un format televisivo dedicato ai ragazzi, e Il migliore.
È stato testimonial di alcune campagne pubblicitarie tra cui L’olio Cuore (insieme al figlio Leonardo) e Wind Infostrada insieme a Fiorello.
Ha conseguito il titolo di dottore presso l’università Iulm di Milano nell’agosto del 2007.
Nel settembre 2007 è tornato in Rai per la conduzione della 68° edizione di Miss Italia su Rai Uno insieme a Loretta Goggi.
Il 20 marzo 2009, tramite un comunicato in risposta alle critiche che vedevano la sua partecipazione ad una promozione del nuovo show di Fiorello su Sky come un tradimento nei confronti di Mediaset, aveva reso noto di non aver avuto rinnovato il contratto dall’azienda di Cologno a fine 2008, e di essere perciò libero di poter lavorare con chiunque. Tra le opportunità per Mike nel dopo-Mediaset ci sarebbe una partecipazione al Fiorello Show su Sky. Il 26 marzo veniva comunicato che Mike Bongiorno ha firmato un contratto con Sky, grazie al quale condurrà sul canale 109 Sky Uno 12 puntate del famoso quiz Rischiatutto.
Bongiorno era noto per i suoi numerosi strafalcioni. Giocando su questa propensione, Mike ha fatto delle gaffe una delle sue più riconoscibili caratteristiche di scena. Se agli inizi la diretta televisiva (Rai) impediva di evitare imprecisioni, con le registrazioni delle tv commerciali non vi sono dubbi circa l’uso mirato di questo modo di far spettacolo.
Moltissimi imitatori hanno reinterpretato la personalità di Mike Bongiorno. Una delle imitazioni più celebri è quella che ne fece Alighiero Noschese, il quale trasformò il saluto “Allegria!” in uno iettatorio “Allergia!”.
Uno dei suoi più grandi imitatori era Gigi Sabani che lo imitava anche nella canzone “La fine del mondo” cantata al Festival di Sanremo 1989. La caratteristica più memorabile del Mike Bongiorno di Sabani era il cosiddetto “succhio”.
In tempi più recenti lo showman Fiorello ha imitato Mike nel corso della trasmissione radiofonica Viva Radio2 ed il 25 aprile 2009 Mike è stato ospite di fiorello nel suo nuovo programma “Fiorello Show” su Sky.
Mike Bongiorno ha avuto tre mogli: Rosalia Maresca, cantante lirica italo-americana cara ai Kennedy, sposata a New York nel 1948. Il matrimonio è stato annullato nel 1952 perché lei non voleva figli. Annarita Torsello, detta “la contestatrice”, giornalista, sposata a Parigi nel 1968. La separazione è avvenuta, burrascosamente, nel 1970. L’attuale moglie Daniela Zuccoli (Milano, 13 maggio 1950), ex stilista (aveva fondato la maison Daniela Bongiorno), attualmente produttrice televisiva, sposata a Londra il 23 marzo 1972. Da questo matrimonio sono nati i tre figli: Michele Pietro Filippo, (21 agosto 1972), regista di documentari; Nicolò 4 aprile 1976), Leonardo (Milano, 5 settembre 1989). L’intera famiglia Bongiorno – ad eccezione del giovanissimo Leo, comunque apparso come conduttore in Bravo Bravissimo Club, scritto dai fratelli – lavora nella casa di produzione Bongiorno Productions, fondata da Mike e Daniela e diretta da quest’ultima.