Incredibile ma vero! Con un fare diabolico sono riuscita, con abilità da ladra degna di May Frayn , a introfularmi nel magico palazzo in via Buonarroti a Milano! Entrando nel suo ufficio, ho avuto modo di fare una bella chiacchierata con il leader del mercato italiano del fumetto : SERGIO BONELLI !
Inizio con una piccola domanda trabocchetto.Lei è passato dai personaggi eterni alle miniserie, questo vuol dire che il mercato ha piegato anche la Sergio Bonelli Editore? “ Ti stupirò, ma non è così: sono gli autori a frenare, non io. La miniserie è meno rischiosa per me, certo, ma spesso la trovo un alibi: se hai tra le mani un personaggio “a tempo indeterminato”, che fai, ti risparmi? Io lavoro qui dal 1957, accetto le scommesse. Dicono che non sbaglio mai, la verità è che quando lo faccio nessuno dice niente: il mio mestiere è prendere dei rischi, e non addossarli a chi lavora per me. Però sono anche un pigro: quando azzecco il personaggio giusto, mi piacerebbe adagiarmi. Così invece lo stress è continuo, ma se l’autore non è convinto, posso mai spingere io sull’acceleratore? Questa prudenza, però, la capisco: in questo paese ci sono pochi editori mentre disegnatori e autori sono sempre più bravi, la società dell’immagine li cresce in fretta e sono molto capaci anche quelli che escono dalle scuole di fumetto. Non dobbiamo più girare il mondo per cercare artisti, li troviamo sulla nostra scrivania. E purtroppo spesso non possiamo penderli.”
Da Demian a Volto nascosto, questo modello ha rinvigorito il fumetto. “Volto nascosto lo amo molto: parla di guerre dimenticate e di serie B, di vicende coloniali ignorate dagli italiani, perché confuse e non belle da ricordare. Qui la Storia, con le sue date, impedisce di andare avanti all’infinito. Ma , per esempio, i francesi non sono andati avanti con Jean Gabin per anni? Forse anche il nostro marsigliese Demian poteva farlo. Lo speciale non è lo stesso, noi lettori di fumetti amiamo la delizia- stillicidio della periodicità precisa:persino la bimestralità ci fa soffrire. Io sono il primo lettore, non mi sento mai l’editore onnisciente. E tanti risultati felici, per fortuna, ci permettono di sopportare qualche flop. Odiamo l’”usa e getta”, preferiamo accettare i fallimenti.”
Spesso gli albi Bonelli sono molto strumentalizzati politicamente. Tex icona della destra, Dylan Dog e Nathan Never della sinistra. “Una cosa inevitabile: se ora sfogliamo tutti i Tex, a ogni pagina tu dirai destra e io sinistra, o viceversa. E un altro centro. E’ così da almeno 30 anni, noi facciamo storie, non politica: papà ( Gian Luigi Bonelli, co-creatore di Tex), se faceva un banchiere ladro, era perché gli serviva. Ricordo una storia di Tex in Canada in cui alcuni vedevano nei ribelli le Brigate Rosse, altri i poliziotti, spesso dipende da chi legge e non da chi scrive. E dalla ripetitività della Storia. Le guerre hanno la pessima abitudine di somigliarsi tutte, così come le dinamiche sociali e politiche. Ma detto tra noi, leggendo Nathan Never o le nostre serie, non ho mai scoperto per chi votano i nostri autori. Vero è che in tutti c’è un sentire comune pacifista.”
Vedo albi di tutti i tipi in ufficio. Leggete tutto, anche il fumetto indipendente? “Certo, noi andavamo alle ferie – senza compare nulla perché producevamo tutto qua – per curiosità, per fiutare l’aria. E ora compriamo tutto quello che esce, ci piace vedere cosa fanno gli altri anche per imparare eventualmente. Enoch, che ora scrive e disegna per noi, l’ho scoperto su Sprayliz, splendido. “
Il segreto del vostro successo? “Io sono riconoscente al destino che mi ha aiutato anche nei momenti difficili e a quel pubblico che ci ha voluto bene. Anche ora che sono un terzo o un quarto rispetto a prima, rimangono una buona trincea che non ci ha fatto subire il tracollo francese o spagnolo. Non è solo merito nostro, quindi, ma anche dei nostri lettori. E della nostra bottega che sa essere industria.”
E ora cosa ci aspetta? “Cosa farò da grande? (ride, è un coriaceo e vivace classe 1932 ). Io sono un editore che scommette come al casinò, senza però mettere in pericolo l’esistenza della casa editrice o la mia. Punto sui giovani e su chi lavora con me da tanto e proficuamente, magari gli do una seconda possibilità: e così dopo caravan, è arrivato Greystron di Antonio Serra, tra i creatori di Nathan Never e Legs Weaver, ma anche del fiasco Gregory Hunter, così come Ambrosini l’ha avuta con Jan Dix. Se avessi dovuto fare conti bene, il suo Napoleone … Ma mi piaceva e facevo finta di nulla. Poi ci sarà la seconda stagione di Volto nascosto, ai tempi della Rivolta dei Boxer in Cina, nel 1900. E Ruju farà 18 numeri di un’altra miniserie ambientata nell’America degli anni ’60 ‘ 70.”
Ha ragione chi dice che il fumetto non è più cultura di serie B? “Era meglio prima, quando nessuno parlava di noi, quando mia mamma un po’ si vergognava del nostro lavoro, si vendeva molto di più. Ora mi venite a intervistare, tutti parlano di noi, ma va peggio. Nessuno ci recensisce seriamente, al 90% veniamo ancora considerati … folkloristici. Lo sdoganamento, la rivalutazione è avvenuta con poca convinzione, e così lo snobbismo è rimasto. Ma almeno ora non ci accusano di istigare all’omicidio o di essere degli ignoranti!”. ESP
Unbelievable but true! I could do with a devil, a thief with skill worthy of May Frayn, introducing in the magical palace in Via Buonarroti in Milan! Entering his office, I was able to make a good chat with the leader of the Italian comic: Sergio Bonelli!
Start with a small application trabocchetto.Passed by the characters to the eternal miniseries, this means that the market has also bent the Sergio Bonelli Editore? “You will be amazed, but it is not: the authors are to slow, not me. The miniseries is less risky for me, certainly, but often I find an excuse: if you have a character in his hands “indefinitely”, which do you save? I work here since 1957, I accept the bets. They say it is never wrong, the truth is that nobody says anything when I do: My job is to take risks, and avoid burdening those who work for me. But I’m too lazy: when guess the right character, I’d be complacent. So instead the stress is continuous, but if the author is not convinced, I can never push on the accelerator? This caution, however, I understand: in this country there are few designers and publishers and authors are always best, the company image will grow quickly and are very capable even those who come from the schools of comics. We no longer travel the world to find artists, we find them on our desk. And unfortunately we can not often hanging. ” From Demian now hidden, this model has reinvigorated the comic. “I love him very hidden face: it speaks of forgotten wars and second division of the vicissitudes of colonial ignored by the Italians, so confusing and not nice to remember. Here the history, with its dates, can not go on forever. But, for example, the French have gone ahead with Jean Gabin for years? Maybe even our Marseillaise Demian could. The special is not the same, we love to delight readers of comics-dripping periodicity states: even the bi-monthly makes us suffer. I am the first reader, I never feel the publisher omniscient. And many are happy, thankfully, allow us to endure some flop. Hate the ‘disposable’, we prefer to accept failure. ” Often, the registers are very Bonelli exploited politically. Tex icon of the right, Dylan Dog, Nathan Never the left. “One thing inevitable: if now browse all Tex, every page you will say right and I left, or vice versa. And another center. And ’so at least 30 years, we do stories, not politics: Dad (Gian Luigi Bonelli, co-creator of Tex), if it was a banker robber, it was because he needed. I remember a story of Tex in Canada where some rebels saw in the Red Brigades, other policemen, often depends on who the law and not by the writer. And from the repetitiveness of history. The wars have a nasty habit of look alike, as well as social and political dynamics. But between ourselves, or our reading series Nathan Never, I never found out who they vote for our authors. It is true that in all there’s a common feeling pacifist. ” I see all kinds of registers in the office. Read everything, even the comic self? “We went to leave – without doing anything because they produced everything here – out of curiosity, and sniffed the air. Now we buy everything that comes out, we like to see what others are doing also to learn any. Enoch, who now writes and draws for us, I found out about Sprayliz, splendid. ” The secret of your success? “I am grateful to fate that helped me even in difficult times and that audience who has loved you. Even now that I’m third or fourth than before, remains a good trench that did not make us suffer the collapse of French or Spanish. It’s not just thanks to us, therefore, but also of our readers. And our shop that knows how to be industry. “And now what to expect? “What am I going to be? (laughs, is a tough and lively class 1932). I am an editor who bets as the casino, but without jeopardizing the existence of the publishing house or mine. Focusing on young people and who works with me a long and rewarding, maybe give him a second chance, and so after caravan, arrived Greystron Antonio Serra, one of the creators of Nathan Never and Legs Weaver, but the fiasco Gregory Hunter Ambrosini as he had with Jan Dix. If I had to reckon, its Napoleon … But I liked it and pretended nothing. Then there will be the second season of the hidden face, at the time of the Boxer Rebellion in China in 1900. It will Ruju 18 issues of another miniseries set in America in the 60s’ 70. ” Is right who says that comics are no longer second class culture? “It was better before, when nobody talked of us, when my mom a bit ‘ashamed of our work, we sell a lot more. Now I come to interview, everyone is talking about us, but it gets worse. Nobody REVIEWED seriously, to 90% … we are still considered folk. Clearance, the revaluation has taken place with little conviction, and thus the snobbery remained. But at least now accuse us of inciting the murder or of being ignorant. ” ESP


E DOPO CIBERSIX ECCO UNO SGUARDO APPROFONDITO SUI DUE AUTORI DELLA CREATURA FANTASTICA!!!
Carlos Trillo Sceneggiatore di Cybersix nasce a Buenos Aires (Argentina) il 5 maggio 1943. Sceneggiatore tra i più originali, inizia la sua attività nel 1963, collabora con le riviste Patoruzú (dal 1964 al 1968) e Tía Vicenta. Scrive episodi per i personaggi delle Ediciones García Ferrè e collabora a trasmissioni radiofoniche e televisive. Per la rivista Siete días di Alejandro Dolina scrive “Tony Avila, el detective poeta”, una serie di racconti gialli umoristici. Nel 1974 è nominato coordinatore creativo della rivista Satiricón. Nel 1975 comincia a creare personaggi propri. Nascono così Un tal Daneri – episodi disegnati da Alberto Breccia, pubblicati dalla rivista Mengano (della quale diventa capo redattore nel 1976) e in Italia in un albo da Editiemme – ed El Loco Chávez, con i disegni di Horacio Altuna, una “striscia” pubblicata dal 1975 al 1987 dal quotidiano Clarín (in Italia sarà edita interamente dalla Eura in volumi) e diventata serie televisiva nel 1978. Collabora con Enrique Breccia alla serie avventurosa El buon Dios mentre si dedica anche a riduzioni e adattamenti a fumetti di grandi classici della letteratura, in particolare fantastica: con Alberto Breccia realizza anche numerose riduzioni da racconti e romanzi di Edgar Allan Poe, Horacio Quiroga, Lord Dunsany e dalle fiabe dei fratelli Grimm. Con Enrique Breccia dà il via nel 1977 alle serie Alvar Mayor (che durerà fino al 1982, pubblicato dall’argentina Skorpio, dall’italiana Lanciostory e in Francia da Dargaud) ed El Peregrino en las estrellas, nonché Los viajes de Marco Mono, mentre l’anno dopo è la volta della serie Il regno blu per la rivista italiana “Linus”. Collabora anche con l’editore italiano Sergio Bonelli, per la collana “Un uomo, un’avventura”. Tra il 1979 e il 1984 scrive Las puertitas del Señor Lopez, una delle sue ideazioni più brillanti, con i disegni di Altuna, tradotto in film in Argentina per la regia di Alberto Fischerman e premiato nel 1984 in Svizzera al Festival Chaplin dell’umorismo; e Charlie Moon, Merdichesky, Slot machine, sempre con Altuna. Si alternano al suo fianco i migliori autori: scrive Dragger per Mandrafina con il quale ha realizza anche El contorsionista, che fornisce il soggetto al primo film nordamericano del regista argentino Juan Campanella), Custer per lo spagnolo Jordi Bernet (e potrebbe diventare una serie televisiva italo-tedesca), El negro blanco per Ernesto García Seijas (striscia quotidiana per il Clarín dal 1987 al 1996) e Cybersix per Carlos Meglia.Di successo anche la serie di tavole di Clara de noche (Chiara di notte), scritta in collaborazione con Eduardo Maicas e disegnata da Jordi Bernet; dal 1991 viene pubblicata dal settimanale umoristico spagnolo El Jueves e dal quotidiano argentino Pagina 12, e pubblicata in Italia dalla Eura in rivista e in albi (senza contare le edizioni tedesca, francese, greca, eccetera). Dal 28 aprile 2002 scrive la nuova serie quotidiana Cazados per il Clarín di Buenos Aires, disegnata da O’kif. Insieme con Guillermo Saccomanno, Trillo scrive anche rubriche di critica e storia del fumetto su Skorpio e Tit-Bits e saggi, come la fondamentale “Historia de la historieta argentina” prodotta delle Ediciones Record nel 1980.

