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I ‘providers’ dovranno bloccare i siti disobbedienti. Pena fino a 5 anni di reclusione: il Governo Berlusconi come la Cina e la Birmania. Intanto Mediaset chiede un risarcimento di 500milioni a Youtube. Il 20 gennaio il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.l. 733) e, tra gli altri, un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (Udc) identificato dall’articolo 50-bis: ”Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”. Il testo diventerà l’articolo numeo 60. Il senatore Gianpiero D’Alia (Udc) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della Casta. In pratica, in base a questo emendamento, se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i ‘providers’ dovranno bloccare il blog.Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche all’estero; il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000. Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta. In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, YouTube e ‘tutti i blog’, che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo dove una ‘media company’ ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Il nome di questa ‘media company’, guarda caso, è Mediaset. Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un’impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d’interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una Commissione contro la pirateria digitale e multimediale, che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al ‘pacchetto sicurezza’ di fatto rende esplicito il progetto del Governo di ‘normalizzare’ con leggi di repressione Internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non riescono più a dominare. Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa. Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad Internet, in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania. Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico. Occorre dare la massima diffusione a questa notizia per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli Italiani, perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema puramente dialettico.
I ‘providers’ will block sites disobedient. Penalty of up to 5 years of imprisonment: the Berlusconi government such as China and Burma. Meanwhile, Mediaset claiming damages of 500milioni YouTube. On 20 January, the Senate approved the so-called security package (DDL 733) and, among others, an amendment by Senator Gianpiero D’Alia (UDC) identified by Article 50-bis: “Repression Activity of apology or instigation to commit a crime accomplished via the Internet. ” The text will become the god article 60. Senator Gianpiero D’Alia (UDC) is not part of the majority to the government and this speaks volumes about the transversality of the design freedom-caste. In practice, according to this amendment, if any citizen through a blog then call to disobey (or to criticize?) To a law that it deems unfair, the ‘providers’ will block the blog.Questo measure may obscure a site wherever are, even overseas, the Minister of the Interior, after notice of the court, may in fact have a decree with the interruption of the activities of bloggers, ordering the suppliers of connectivity to the Internet using the appropriate tools filtering required for this purpose. The activity of filtering should be set within 24 hours, the breach of that obligation involves a provider for administrative fine of Euro 50,000 and Euro 250,000. For bloggers is instead scheduled for 1 to 5 years imprisonment for incitement to commit a crime and for condoning the crime, plus a further penalty from 6 months to 5 years for incitement to disobedience of the law and order or hatred between the social classes. With this law would be immediately cleaned up the search engines from all links inconvenient for chastity. In practice the power you are giving the weapons to stop, in Italy Facebook, YouTube and ‘all blog’, which currently represent the only information not in Italy conditioning and / or censored. I remind you that ours is the only country in the world where a ‘media company’ mentioned YouTube asking for damages of 500 million euros compensation. The name of this ‘media company’, as it happens, and Mediaset. So the government intervenes for the umpteenth time in a matter which, quite incidentally, sees a company of the Prime Minister involved in a conflict justice and interest. After the bill Cassinelli and the establishment of a commission against piracy and digital media, and between less than 60 days must submit to Parliament a piece of legislation on this subject, this amendment to the ’security package’ in fact it makes explicit the Government’s plans for ‘normalization’ with the laws of repression throughout the Internet and information reporting system and more capillaries that are no longer able to dominate. Shortly, we should not be surprised if the informers will be rewarded with vouchers. While in the U.S. Obama has won the election thanks to the Internet in Italy is inspired by the government regarding press freedom in China and Burma. Today, the only media that have made this news have been bouncing Beppe Grillo’s blog and the magazine Punto Informatica. Should give maximum publicity to this news to try to wake the sleeping consciences of Italians, for where there is free information and right to criticize the concept of democracy becomes a problem purely dialectical.



