Singolare proposta della Kappa Edizioni, che dedica questo volume dell’ormai longeva collana Mondo Naif a un’interessante ristampa di due lavori della bravissima Vanna Vinci, due storie di vampiri come recita il sottotitolo al volume, singolare perché trattandosi di due storie di cui una concepita per il mercato giapponese si leggono in maniera speculare, una partendo dall’inizio e l’altra dal fondo, concludendosi entrambe a metà del volume.La prima storia, se leggiamo il volume all’occidentale, è la riproposizione del primissimo lavoro dell’autrice, qui presente sia ai testi che ai disegni, “L’altra parte”, intesa come lato oscuro della vita, rappresentato dal lugubre Adrian Voda che un giorno incrocia la giovane studentessa Agnese in un hotel di Milano, tra i due inizia sottilmente e quasi casualmente una sorta di strano rapporto, i testi in taluni punti forse un po’ troppo didascalici, sembra quasi di assistere a una telecronaca dove la protagonista descrive continuamente ciò che fa, riescono però a rendere nel complesso perfettamente lo stato d’animo dei protagonisti, i loro tormenti, i loro dubbi e le loro paure di fronte a questo nuovo legame che senza quasi accorgersene sembra destinato a legare inevitabilmente i due per la vita e forse anche oltre, dall’imbarazzo iniziale con lo scambio delle prime frasi di pura cortesia a un crescendo dove emerge chiaro il turbamento di lei di fronte al suo sinistro ma affascinate interlocutore e dall’altro lato la terribile fragilità “anemica” dell’etereo co-protagonista, che lo rende decisamente molto più umano (e credibile) che un mostro assetato di sangue, ma come ormai apparirà chiaro, il tema di fondo è sicuramente un amore romantico e non una storia dell’orrore, un vampiro quindi più accennato, insinuato e suggerito che svelato e mostrato brutalmente, sfumato tra i chiaro/scuri delle vignette emerge nella sua tragicità e umanità andando a legarsi indissolubilmente alla sua “vittima” del tutto consapevole, alla fine, e consenziente. La seconda invece si intitola “Una casa a Venezia” ed è la storia appunto pensata per il mercato giapponese e pubblicata dalla Kodansha, vede ai testi in questo caso la firma di Giovanni Mattioli, che ha collaborato poi con la Vinci anche in altre occasioni, e sempre una giovane universitaria (stavolta di Belle Arti anziché di Medicina) chiamata Rosa come protagonista, in trasferta a Venezia per i suoi studi, con una delle città più romantiche del mondo come sfondo un’altra storia d’amore era quasi inevitabile, con l’aggiunta di un piccolo abbozzo di triangolo ad agitare ancor di più le calme acque della laguna che anche in questo caso vedranno i due protagonisti prima sfiorarsi, poi incontrarsi (inevitabilmente) per caso, giungere alla scoperta del tragico segreto di “lui” (dorme in un sepolcro giù in cantina) e la successiva presa di coscienza di lei terrorizzata e sconvolta per quanto ha appreso ma contemporaneamente ormai perdutamente innamorata anche se ancora non se ne rende conto pienamente, col terzo incomodo che cerca, inutilmente, di insinuarsi tra i due. Bella proposta quindi questa della Kappa Edizioni, che celebra ancora una volta il talento di un’autrice bravissima a scavare nell’animo dei personaggi e a rendere col suo stile essenziale e pulito tutta una serie di espressioni e moti interiori (nonché un ottimo uso del bianco e nero e dei retini) che donano una certa tridimensionalità e profondità alle sue storie, mai come in questo caso attuali visto il periodo di grande successo della saga in libreria e cinematografica romantico/vampiresca di Twilight. Buonissima l’edizione, secondo gli standard molto curati e già ben noti della casa editrice, un volume brossurato di ben 170 pagine in b/n con un’ottima carta e un’ottima stampa . Singular proposal Kappa Edizioni, that we dedicate this volume of the now long running series Mondo Naif an interesting reprint of the work of two very good Vanna Vinci, two vampire stories as the subtitle to the book, unique because they are two stories of which one designed for the Japanese market should be read in a mirror, one from the beginning and one from the bottom, both ending in mid volume.La first story, if we read the volume of Western, is the revival of the early works of the author have here is that the texts to the drawings, “The other part,” understood as the dark side of life, represented by Adrian Voda dismal that one day cross the young student Agnese in a hotel in Milan, between the two begins subtly and almost a random kind of strange relationship, the lyrics at some places perhaps a little ‘too didactic, it is almost like watching a television report where the protagonist constantly describes what he does, however can make the whole perfectly the mood of the protagonists, their tortures, their doubts and fears in the face of this new relationship that almost without realizing it inevitably seems destined to tie the two for life and even beyond, the initial embarrassment to the exchange of the first phrases of politeness in a crescendo where underline the disturbance of her in front of his left but fascinating speaker and the other side the terrible fragility “anemic” dell’etereo co-star, which makes it much more human (and credible) that a hungry monster blood, but as now appears clear, the underlying theme of romantic love is certainly not a horror story, a vampire more so mentioned, hinted and suggested that reveals and brutally demonstrated, among the faded light / dark of the cartoons shows in its tragedy and humanity going to inextricably bind to its “victim” very conscious, in the end, and consent. Whereas the second is titled “A house in Venice” and is the story precisely designed for the Japanese market and published by Kodansha, see the texts in this case the signature of John Mattioli, who then cooperated with winning on other occasions, and always a young university (this time instead of Fine Arts in Medicine) named Rosa as the protagonist, away to Venice for his work with one of the most romantic cities in the world as the background another love story was almost inevitable, with the addition of a small sketch of a triangle to stir even more the calm waters of the lagoon that also in this case will see the two protagonists first misses, then meet (inevitably) by chance, arrive at the discovery of the tragic secrets ‘he’ ( sleeps in a tomb in the cellar) and the subsequent realization of her frightened and shocked by what he learned at the same time but now hopelessly in love even though I did not realize it fully, with the third trouble trying, unsuccessfully, to slip between the two. Nice so this proposal of Kappa Edizioni, who celebrates once again the talent of an author very good at digging in the soul of the characters and make with his essential style and clean a variety of expressions and inward movements (and a good use of white black and the retina) that donate a certain three-dimensionality and depth to his stories, never before seen in this case the current period of great success in the saga and movie library Romantic vampire in Twilight. Excellent edition, according to the standards very well kept and the already well-known publishing house, a hardback book of 170 pages in b / n with an excellent paper and excellent printing.
Incredibile ma vero! Con un fare diabolico sono riuscita, con abilità da ladra degna di May Frayn , a introfularmi nel magico palazzo in via Buonarroti a Milano! Entrando nel suo ufficio, ho avuto modo di fare una bella chiacchierata con il leader del mercato italiano del fumetto : SERGIO BONELLI !
Inizio con una piccola domanda trabocchetto.Lei è passato dai personaggi eterni alle miniserie, questo vuol dire che il mercato ha piegato anche la Sergio Bonelli Editore? “ Ti stupirò, ma non è così: sono gli autori a frenare, non io. La miniserie è meno rischiosa per me, certo, ma spesso la trovo un alibi: se hai tra le mani un personaggio “a tempo indeterminato”, che fai, ti risparmi? Io lavoro qui dal 1957, accetto le scommesse. Dicono che non sbaglio mai, la verità è che quando lo faccio nessuno dice niente: il mio mestiere è prendere dei rischi, e non addossarli a chi lavora per me. Però sono anche un pigro: quando azzecco il personaggio giusto, mi piacerebbe adagiarmi. Così invece lo stress è continuo, ma se l’autore non è convinto, posso mai spingere io sull’acceleratore? Questa prudenza, però, la capisco: in questo paese ci sono pochi editori mentre disegnatori e autori sono sempre più bravi, la società dell’immagine li cresce in fretta e sono molto capaci anche quelli che escono dalle scuole di fumetto. Non dobbiamo più girare il mondo per cercare artisti, li troviamo sulla nostra scrivania. E purtroppo spesso non possiamo penderli.”
Da Demian a Volto nascosto, questo modello ha rinvigorito il fumetto. “Volto nascosto lo amo molto: parla di guerre dimenticate e di serie B, di vicende coloniali ignorate dagli italiani, perché confuse e non belle da ricordare. Qui la Storia, con le sue date, impedisce di andare avanti all’infinito. Ma , per esempio, i francesi non sono andati avanti con Jean Gabin per anni? Forse anche il nostro marsigliese Demian poteva farlo. Lo speciale non è lo stesso, noi lettori di fumetti amiamo la delizia- stillicidio della periodicità precisa:persino la bimestralità ci fa soffrire. Io sono il primo lettore, non mi sento mai l’editore onnisciente. E tanti risultati felici, per fortuna, ci permettono di sopportare qualche flop. Odiamo l’”usa e getta”, preferiamo accettare i fallimenti.”
Spesso gli albi Bonelli sono molto strumentalizzati politicamente. Tex icona della destra, Dylan Dog e Nathan Never della sinistra. “Una cosa inevitabile: se ora sfogliamo tutti i Tex, a ogni pagina tu dirai destra e io sinistra, o viceversa. E un altro centro. E’ così da almeno 30 anni, noi facciamo storie, non politica: papà ( Gian Luigi Bonelli, co-creatore di Tex), se faceva un banchiere ladro, era perché gli serviva. Ricordo una storia di Tex in Canada in cui alcuni vedevano nei ribelli le Brigate Rosse, altri i poliziotti, spesso dipende da chi legge e non da chi scrive. E dalla ripetitività della Storia. Le guerre hanno la pessima abitudine di somigliarsi tutte, così come le dinamiche sociali e politiche. Ma detto tra noi, leggendo Nathan Never o le nostre serie, non ho mai scoperto per chi votano i nostri autori. Vero è che in tutti c’è un sentire comune pacifista.”
Vedo albi di tutti i tipi in ufficio. Leggete tutto, anche il fumetto indipendente? “Certo, noi andavamo alle ferie – senza compare nulla perché producevamo tutto qua – per curiosità, per fiutare l’aria. E ora compriamo tutto quello che esce, ci piace vedere cosa fanno gli altri anche per imparare eventualmente. Enoch, che ora scrive e disegna per noi, l’ho scoperto su Sprayliz, splendido. “
Il segreto del vostro successo? “Io sono riconoscente al destino che mi ha aiutato anche nei momenti difficili e a quel pubblico che ci ha voluto bene. Anche ora che sono un terzo o un quarto rispetto a prima, rimangono una buona trincea che non ci ha fatto subire il tracollo francese o spagnolo. Non è solo merito nostro, quindi, ma anche dei nostri lettori. E della nostra bottega che sa essere industria.”
E ora cosa ci aspetta? “Cosa farò da grande? (ride, è un coriaceo e vivace classe 1932 ). Io sono un editore che scommette come al casinò, senza però mettere in pericolo l’esistenza della casa editrice o la mia. Punto sui giovani e su chi lavora con me da tanto e proficuamente, magari gli do una seconda possibilità: e così dopo caravan, è arrivato Greystron di Antonio Serra, tra i creatori di Nathan Never e Legs Weaver, ma anche del fiasco Gregory Hunter, così come Ambrosini l’ha avuta con Jan Dix. Se avessi dovuto fare conti bene, il suo Napoleone … Ma mi piaceva e facevo finta di nulla. Poi ci sarà la seconda stagione di Volto nascosto, ai tempi della Rivolta dei Boxer in Cina, nel 1900. E Ruju farà 18 numeri di un’altra miniserie ambientata nell’America degli anni ’60 ‘ 70.”
Ha ragione chi dice che il fumetto non è più cultura di serie B? “Era meglio prima, quando nessuno parlava di noi, quando mia mamma un po’ si vergognava del nostro lavoro, si vendeva molto di più. Ora mi venite a intervistare, tutti parlano di noi, ma va peggio. Nessuno ci recensisce seriamente, al 90% veniamo ancora considerati … folkloristici. Lo sdoganamento, la rivalutazione è avvenuta con poca convinzione, e così lo snobbismo è rimasto. Ma almeno ora non ci accusano di istigare all’omicidio o di essere degli ignoranti!”. ESP
Unbelievable but true! I could do with a devil, a thief with skill worthy of May Frayn, introducing in the magical palace in Via Buonarroti in Milan! Entering his office, I was able to make a good chat with the leader of the Italian comic: Sergio Bonelli!
Start with a small application trabocchetto.Passed by the characters to the eternal miniseries, this means that the market has also bent the Sergio Bonelli Editore? “You will be amazed, but it is not: the authors are to slow, not me. The miniseries is less risky for me, certainly, but often I find an excuse: if you have a character in his hands “indefinitely”, which do you save? I work here since 1957, I accept the bets. They say it is never wrong, the truth is that nobody says anything when I do: My job is to take risks, and avoid burdening those who work for me. But I’m too lazy: when guess the right character, I’d be complacent. So instead the stress is continuous, but if the author is not convinced, I can never push on the accelerator? This caution, however, I understand: in this country there are few designers and publishers and authors are always best, the company image will grow quickly and are very capable even those who come from the schools of comics. We no longer travel the world to find artists, we find them on our desk. And unfortunately we can not often hanging. ” From Demian now hidden, this model has reinvigorated the comic. “I love him very hidden face: it speaks of forgotten wars and second division of the vicissitudes of colonial ignored by the Italians, so confusing and not nice to remember. Here the history, with its dates, can not go on forever. But, for example, the French have gone ahead with Jean Gabin for years? Maybe even our Marseillaise Demian could. The special is not the same, we love to delight readers of comics-dripping periodicity states: even the bi-monthly makes us suffer. I am the first reader, I never feel the publisher omniscient. And many are happy, thankfully, allow us to endure some flop. Hate the ‘disposable’, we prefer to accept failure. ” Often, the registers are very Bonelli exploited politically. Tex icon of the right, Dylan Dog, Nathan Never the left. “One thing inevitable: if now browse all Tex, every page you will say right and I left, or vice versa. And another center. And ’so at least 30 years, we do stories, not politics: Dad (Gian Luigi Bonelli, co-creator of Tex), if it was a banker robber, it was because he needed. I remember a story of Tex in Canada where some rebels saw in the Red Brigades, other policemen, often depends on who the law and not by the writer. And from the repetitiveness of history. The wars have a nasty habit of look alike, as well as social and political dynamics. But between ourselves, or our reading series Nathan Never, I never found out who they vote for our authors. It is true that in all there’s a common feeling pacifist. ” I see all kinds of registers in the office. Read everything, even the comic self? “We went to leave – without doing anything because they produced everything here – out of curiosity, and sniffed the air. Now we buy everything that comes out, we like to see what others are doing also to learn any. Enoch, who now writes and draws for us, I found out about Sprayliz, splendid. ” The secret of your success? “I am grateful to fate that helped me even in difficult times and that audience who has loved you. Even now that I’m third or fourth than before, remains a good trench that did not make us suffer the collapse of French or Spanish. It’s not just thanks to us, therefore, but also of our readers. And our shop that knows how to be industry. “And now what to expect? “What am I going to be? (laughs, is a tough and lively class 1932). I am an editor who bets as the casino, but without jeopardizing the existence of the publishing house or mine. Focusing on young people and who works with me a long and rewarding, maybe give him a second chance, and so after caravan, arrived Greystron Antonio Serra, one of the creators of Nathan Never and Legs Weaver, but the fiasco Gregory Hunter Ambrosini as he had with Jan Dix. If I had to reckon, its Napoleon … But I liked it and pretended nothing. Then there will be the second season of the hidden face, at the time of the Boxer Rebellion in China in 1900. It will Ruju 18 issues of another miniseries set in America in the 60s’ 70. ” Is right who says that comics are no longer second class culture? “It was better before, when nobody talked of us, when my mom a bit ‘ashamed of our work, we sell a lot more. Now I come to interview, everyone is talking about us, but it gets worse. Nobody REVIEWED seriously, to 90% … we are still considered folk. Clearance, the revaluation has taken place with little conviction, and thus the snobbery remained. But at least now accuse us of inciting the murder or of being ignorant. ” ESP
Tra piume di struzzo, paillettes, ritmi swing e rockabilly, il fotografo Cesare Cicardini ha realizzato ritratti di artiste burlesque provenienti da tutto il mondo. Il progetto nel 2009 ha già ottenuto due menzioni d’onore presso il Prix de la Photographie di Parigi e l’International Photography Award. Questi ritratti verranno raccolti nella mostra The New Burlesque, curata da Denis Curti e Claudio Composti, che verrà inaugurata durante la Settimana della Moda, il 25 febbraio, a Milano, presso la nuova galleria d’arte mc2gallery. La serata inaugurale prevede una performance dal vivo di due artiste burlesque. esp
Among ostrich feathers, sequins, swing and rockabilly rhythms, the photographer Caesar Cicardini has made portraits of burlesque performers from around the world. The project in 2009 has already received two honorable mentions at the Prix de la Photographie in Paris and the International Photography Award. These portraits are collected in The New Burlesque Show, curated by Denis Curti and Claudio compounds, which will commence during Fashion Week, February 25, in Milan, at the new art gallery mc2gallery. The opening night includes a live performance by two artists burlesque. esp
Sicuramente, Martin Mystère è il maggior protagonista dei team-up Bonelliani. In DD 18 compare un prof. Mystère molto poco “professionale”: approfittando di una spedizione al Cairo, lontano da casa, si concede una notte brava con una sconosciuta ragazza; nel frattempo, a New York, Diana se la spassa con Java… Qualche mese dopo, in DD 35, Dylan viene erroneamente scambiato per un certo “detective dell’impossibile”. In MM 85, apprendiamo che i due si conoscono di persona, e che hanno deciso di non lavorare mai insieme, per non evocare forze misteriose che potrebbero causare una catastrofe. Per conoscere il significato di questa frase sibillina, occorre aspettare il 1990, quando il BVZM incontra Dylan Dog nel primo one-shot Bonelliano dedicato ad un team-up: “Ultima fermata: l’incubo”. In questa storia, tra l’altro, viene spiegata l’origine dell’esclamazione preferita di Mystère, e il motivo per cui Dylan veste sempre allo stesso modo. Alla fine dell’avventura, i due si lasciano da amici, ma non è esattamente con questo stesso spirito che si ritrovano, due anni dopo, nella surreale “La fine del mondo”, che calca maggiormente la mano sulle differenze di carattere fra i due personaggi. Questa storia contiene anche un inside-joke: l’insetto (immaginario) “pisum alatum”, che è una delle chiavi della vicenda, compare per la prima volta in un “classico” Zagoriano: “Il mostro della laguna”. L’ultimo incontro tra Martin e Dylan risale a MM227 “Il giorno che non esisteva”, dove Mystère, a Londra per un’indagine, fa giusto in tempo a salutare l’amico prima che questi sparisca nel nulla. In MM 15, Martin mostra di conoscere (di fama) anche Zagor, citando la foresta di Darkwood, da lui considerata “un luogo mitico”, al pari di Utopia e Avalon. D’altro canto, il mondo del BVZM ha influenzato le serie Zagoriane, e non solo per la presenza della base di Altrove in ZG 376/379 e ZG 386/388: Cico ha da poco incontrato Martin Riddle (caricatura di Martin Mystère) in “Cico archeologo”, e la recente “Il mistero dell’ Unicorno” vede un inside-joke nei personaggi di Van Dicke e Weiss, che richiamano Mystère e Orloff. Martin ha fatto anche la conoscenza di Mister No, che compare già in MM2, “La vendetta di Ra”: dovendosi trasferire dal Belize verso Belmopan, Martin si affida all’agenzia di viaggi “Jerome Drake South and Central America Airlines”, che è composta da Mister No e dal suo piper; durante il viaggio Mister No accenna brevemente al suo avventuroso passato. Nel 1985 [MM41] si ritrovano a Guatemala City, dove Martin per trasferirsi a Belize City si affida di nuovo all’agenzia di Mister No; dopo il viaggio Martin dà a Jerry un suo biglietto da visita. Nel 1987 (storia raccontata nello speciale 8 di Mister No che non si riferisce a nessun albo di MM) Martin chiede l’aiuto di Mister No per raccogliere materiale sulla situazione degli Indios in Amazzonia, nel corso di questa avventura Martin si esercita, seguendo i consigli di Mister No, a pilotare il piper. In MN184/187, il pilota si imbatte in un enigma Egizio, su cui indagherà Martin nel 1990 [MM104]. Infine i due, si incontrano per l’ultima volta in Amazzonia nel 1993 nell’ottavo speciale di Mister No: “Fuga da Skynet”, dove indagano insieme su degli esseri extraterrestri. Il soggetto non è proprio un capolavoro, ma la storia è imperdibile per la frizzante sceneggiatura, ricca di spassosissimi battibecchi fra il “vecchietto” Jerry Drake, e il “pantofolaio” Mystère. Il terzetto Mystère-Drake-Dog si riunisce in “Ananga!” [DD 133], quando Dylan si rivolge a Martin per una consulenza, e questi gli racconta una storia che vede protagonista Mister No, alle prese con il suddetto spirito Ananga (la storia è un riassunto di MN 90). Tuttavia, Martin avverte Dylan che il racconto non è affatto attendibile, dato che proviene da un “forte bevitore” come Jerry Drake. Leggendo MM 193 ci si rende conto che per Mister No è ormai diventata un’abitudine raccontare le sue avventure al BVZM.Martin ha incontrato addirittura Nathan Never e Legs Weaver (a proposito, già che ci siamo ricordiamo che Legs compare in “Per chi suona il campanello”, un albetto di Groucho) nello speciale “Prigioniero del futuro”. In effetti, non si tratta di Martin Mystère, ma di una copia robotica, che possiede i ricordi del vero Mystère grazie ad un’invenzione di Mister Jinx, un computer biologico che consente di riversare la mente di una persona da un corpo ad un altro. In questa avventura si parla anche di Uomini in Nero, di Altrove, e della famosa guerra tra Atlantide e Mu. Guerra che ha poi un epilogo sulla serie regolare di NN [NN 64/65], e in cui Mystère gioca un ruolo fondamentale, in quanto “portatore del sacro Murchadna” (ovvero l’arma a raggi: per la precisione non è l’arma di Mystère, ma quella di Sergej Orloff). La base di Altrove è inoltre teatro del secondo incontro tra Martin e Nathan (MMNN2 “Il segreto di Altrove”), dove, in una disperata corsa contro il tempo, i due amici devono far fronte ad una minaccia che rischia di compromettere la stabilità geologica del pianeta Terra. Jinx compare personalmente in NN 76, e il suo computer biologico viene usato per creare un nuovo Nathan Never ai tempi delle guerre contro i Tecnodroidi, come vediamo nel secondo albo gigante di NN. Nel terzo gigante, fanno un’apparizione speciale anche Tex Willer, Kit Carson e Zagor (defunto! Si cita la storia “Incubi”, in cui Zagor, in un universo parallelo, si suicida accanto alla tomba del professor Hellingen). Lo Spirito con la Scure fa la stessa lugubre apparizione in NN 61, mentre nel numero 49, “Il vendicatore mascherato”, Nathan ha modo di vedere un fumetto olografico in cui, fra i vari personaggi, ci sono anche Zagor e Cico. In NN 7 vediamo nientemeno che il pronipote di Jerry Drake (uguale in tutto per tutto al suo bisnonno, compresa la caratteristica esclamazione “Per l’animaccia mia!”), proprietario della compagnia aerea “Drake Airlines”. Dylan Dog ha avuto modo di conoscere anche Ken Parker nell’avventura breve “Immagini”, pubblicata sul Ken Parker Magazine. I due si incontrano grazie ad una sorta di seduta spiritica, che trasporta Ken nell’Inghilterra del ventesimo secolo, e poi Dylan nell’America del diciannovesimo. Dylan sicuramente conosce anche Zagor, se non altro per aver visto la copertina dell’albo “Sulle orme di Titan” (ZG 12), in DD 120, ma di certo non lo hai mai incontrato di persona, come ha fatto invece Ken Parker, che, in un saloon di Dodge City (KP 15), ha anche visto all’opera, in una classica scazzottata, Tex Willer e suoi “pards”. Come sottolinea lo stesso Berardi, nei panni di uno dei personaggi, “sono tra i più richiesti sulla piazza, e hanno almeno un milione di cose da sbrigare ogni mese”. Nello stesso saloon, ad uno dei tavoli sono seduti anche Kit Teller (“Il piccolo ranger”) e Tim Carter (“Un ragazzo nel far west”).Da non dimenticare, inoltre, un atipico inside-joke inserito nella storia di Marvin il detective, “Il caso di Marion Colman”. Nel vecchio film muto mostrato nelle prime tre tavole della storia, Marvin, nei panni di un pistolero, libera la propria ragazza dalle grinfie di un fuorilegge che ha il volto (e persino il Lungo Fucile) di Ken Parker. Tramite il dialogo fra Ken e Marvin, gli autori rappresentano una sorta di ironico passaggio di testimone fra il loro personaggio di maggior successo (Ken, giunto, all’epoca, agli ultimi numeri della sua prima serie) e il “debuttante” Marvin. Va poi segnalata l’apparizione come guest-star di Blek Macigno, a fianco del Comandante Mark in AR 264 e AR 281. L’incontro fra i due eroi costituisce il primo team-up vero e proprio pubblicato da Bonelli. Infine, Zagor ha sentito parlare di Tex in ZG 357, in cui si dice che “un grande capo bianco” proteggerà dal male la nazione Navajo: e chi altri può essere se non Aquila della Notte? Ci sono altri incontri che coinvolgono altri personaggi, oltre ai big finora citati. In Napoleone 42, “Le spoglie del guerriero”, l’albergatore italo-svizzero e Dylan Dog si trovano gomito a gomito nell’affrontare un esercito di zombie. L’apparizione dell’indagatore dell’incubo, che appare in quanto personaggio dei fumetti, potrebbe apparire in parte come un tentativo per rialzare le vendite di una serie destinata alla chiusura entro un anno. In realtà è stato un omaggio dell’autore Carlo Ambrosini alle atmosfere della serie più famosa cui ha collaborato. Un’indiscrezione relativa allo speciale Dampyr 2, “Gli orrori di Londra”, riporta che in tale albo si dovevano incontrare il protagonista e Dylan Dog, approfittando della trasferta nella capitale inglese di Harlan Draka, delle atmosfere simili delle testate e dalla presenza ai pennelli di Giovanni Freghieri, firma storica dell’Indagatore dell’Incubo. Sembra che all’ultimo momento si sia preferito soprassedere e l’agognato team-up rimase nella penna degli autori. Jonathan Steele, in JS 25, “Un nuovo mondo”, incontra l’anziana Karen Janacek, alias l’ex-legionaria Cleo Haddad della Legione Stellare, miniserie apparsa su Zona X. Questa storia è molto godibile sotto molti punti di vista, la firma è quella di Memola e Giardo, gli stessi autori della miniserie, che riprendono i loro personaggi e li fanno interagire con quelli dell’Agenzia Investigazioni Magiche e grazie ad un espediente notevole, Jonathan incontra all’interno di un videogioco, creato dal nipote di Karen/Cleo, tutti i membri dell’astronave Lutezia.
Martin Mystère, in MM 93-94, “Una storia di Natale”, chiama la polizia e parla al telefono con l’agente Ward Mulligan, collega di Nick Raider, che fa un breve cameo, mentre in Nick Raider 19, “Il rapimento”, tocca a Zagor, Mister No, Martin Mystère e Dylan Dog comparire brevemente. Nel futuro di Gregory Hunter, in GH 1, “Il ranger dello spazio”, appare la prima striscia di Zagor, “La foresta degli agguati” e non soprenderà nessuno sapere che Legs Weaver è una fan dei fumetti di Tex, come visto in LW 51, “Gli amori difficili”.Brendon, a Old London, passa davanti alle rovine di Craven Road n° 7 e del maggiolone di Dylan Dog, nel n. 11, “Ritorno al passato”, e del negozio Safarà nel n.20, “Sogni di sangue”. Zagor e Cico a loro volta navigando sul lago Ontario trovano rifugio nelle rovine del Forte dei Lupi del Comandante Mark , nello Speciale Zagor 14, “Soldati fantasma”. In Tex 581-582, “Lo sceriffo indiano”, vediamo Ken Parker, in un fugace cameo, alle spalle di Tex Willer. In Storie da Altrove 2, “La cosa che attende nella nebbia”, ci sono diversi camei: Dylan Dog & Martin Mystère, il professor Hellingen, Mefisto, il nemico di Tex, e si vedono anche alcune astronavi della serie di Nathan Never. In Dylan Dog 86, “Storia di un povero diavolo”, c’è un inside-joke con Mister No che appare in una pubblicità di una bibita tropicale e viene chiamato Mister Amazonas.
Team-up fuori serie
Nel 1996 nel catalogo della mostra “Il Mondo Futuro – Il Futuro del Mondo” allestita a Mantova dall’AICOS di Milano, troviamo due brevi storie collegate tra di loro: nell’avventura “Il futuro del mondo” Mister No accompagna il professor Never in giro per l’Amazzonia; invece, nell’episodio “Il mondo futuro” è Nathan Never ad incontrare per la seconda volta il signor Drake, pronipote di Jerry.I fratelli Di Vitto realizzano la prima guida turistica a fumetti d’Italia, dal titolo “Viaggio in Abruzzo”, dove troviamo due ciceroni d’eccezione: Mister No e Kerry il trapper, i due personaggi più noti dei disegnatori abruzzesi. Nel finale della storia compaiono tutti gli altri eroi della casa editrice: Tex, Dylan Dog, Martin Mystère, Zagor, Magico Vento, Julia, Napoleone, Brendon, ecc… Le Edizioni IF per il 50° anniversario del Grande Blek pubblicano, in appendice al Comandante Mark n.27 e Il Grande Blek n.20, una storia in due parti che vede interagire i due famosi eroi della EsseGesse. Nel 1997 i personaggi Bonelli sono stati protagonisti di un’interessante iniziativa delle Ferrovie dello Stato, la miniserie “Avventure in treno”, pubblicata a puntate sulla rivista Amico Treno. È la storia di un giovane pendolare che innamoratosi di una sua compagna di viaggio, avida lettrice di fumetti, per conquistarla sogna di vivere delle avventure con l’eroe di turno, nell’ordine di pubblicazione: Mister No, Nick Raider, Nathan Never & Legs Weaver, che arrivano a baciarsi (!?!), Martin Mystère, Zagor e Dylan Dog. Nick Raider in una breve storia all’interno dell’albetto “La mano nera”, della Glamour International, aspetta dei rinforzi e con stupore vede arrivare in suo aiuto niente meno che il Comandante Mark, Dylan Dog, Martin Mystère, Mister No, Tex e Zagor!
Oltre la Bonelli
Il Buon Vecchio Zio Marty non si è accontentato d’incontrare i suoi colleghi della Sergio Bonelli Editore, andando a far visita a Lazarus Ledd, della Star Comics. In Lazarus Ledd extra n.12, per esempio, il protagonista guarda in televisione Martin Mystère che racconta l’avventura vissuta in MM 22-24. Le due storie condividono perfino lo stesso titolo: “Tunguska”. Martin fa poi un breve cameo in Lazarus Ledd 118, “Dossier Ronald Gordon” e viene citato in LL 48-50, “Il risveglio del cobra”, e LL 121-123, “Fuoco sacro”. Ricordiamo anche l’albo LL 27, “Game town”, dove Larry vede un indiano dipingersi sul petto il simbolo di Zagor e questi gli spiega: Un tempo apparteneva a un grande eroe del popolo rosso..un uomo bianco che scelse di vivere accanto a noi e difenderci dalle angherie degli altri visi pallidi. In Dime Press 21, il magazine bonelliano, assistiamo ad un breve team-up tra due eroine di Luca Enoch dal titolo “Sprayliz intervista Gea”, trovata dell’autore per presentare Gea al grande pubblico. Nell”episodio contenuto in Cattivik 25, “Lo spray vitalizzante”, il Nero Genio del Male incontra Dylan Dog e viene crivellato di pallottole da Tex.
100 anni del fumetto
Nel 1996 si festeggiavano i 100 anni del fumetto, coincidenti con l’anniversario della prima apparizione di Yellow Kid, il primo fumetto della storia. In Italia ci furono molte iniziative che riguardavano l’evento, come l’albo “Il mystero delle nuvole parlanti” della Bonelli, in cui Martin Mystère si trova in un mondo dove tutti i fumetti sono fuorilegge e riceve l’aiuto di un anziano Yellow Kid. In “Kid, una strana storia”, volume edito dallo Scarabeo per Lucca Comics 1996, il protagonista è Yellow Kid stesso, che in fuga si trova davanti in una sequenza a tutti i protagonisti delle varie serie Bonelli. La storia più divertente in assoluto è “100 anni dopo..”, contenuta nel catalogo della mostra “Gulp! 100 anni del fumetto”: alla fattoria McKenzie di Lupo Alberto arrivano molti eroi del fumetto nazionale e mondiale in un susseguirsi di gag e risate, tra cui Tex, Ken Parker, Dylan Dog e Martin Mystère.
L’era politica di Bettino Craxi inizia il 16 luglio 1976, quando il Comitato centrale del Psi lo elegge segretario nel salone dell’Hotel Midas a Roma.Nelle elezioni politiche di quell’anno il Psi era sprofondato al 9,6% mentre il Pci era balzato oltre il 34 aprendo la strada ai governi di ‘’solidarieta’ nazionale” che dureranno dal 1976 al 1979 con l’astensione dei comunisti.Al Midas tutte le correnti del Psi – da quella autonomista di Pietro Nenni, a cui apparteneva Craxi, a quella di sinistra di Riccardo Lombardi – pensano che occorra dare uno scossone al partito sostituendo il segretario Francesco De Martino. Craxi e’ considerato un possibile segretario di transizione, di cui ci si potra’ liberare facilmente alla prima occasione, anche se e’ il principale collaboratore del leader storico Nenni, oltre che da poche settimane capogruppo del Psi alla Camera.Il ”craxismo” inizia in quel luglio 1976, ma non la carriera politica di Craxi. A 19 anni si iscrive alla Federazione di Milano (citta’ dove era nato il 24 febbraio 1934). Diventa subito funzionario del Psi che lo invia a Sesto San Giovanni, dove si fa le ossa in quella che veniva chiamata ”la Stalingrado d’Italia” per via della massiccia presenza del Pci. A 23 anni e’ eletto nel Comitato centrale, nel 1968 diventa deputato. In quegli anni si occupa prevalentemente di politica estera.I dirigenti socialisti che lo eleggono segretario al Midas sbagliano i conti. Craxi dimostra subito di non essere un segretario travicello e trasforma sia il partito sia la sua politica all’insegna dello slogan ”primum vivere”. Nel successivo congresso di Torino del 1978, alleandosi con la sinistra di Claudio Signorile, lancia la strategia di ”alternativa” in contrapposizione al ”compromesso storico” di Enrico Berlinguer, segretario del Pci. Il timore di Craxi e’ che un accordo tra Dc e Pci iniziato con i governi di ‘’solidarieta’ nazionale” possa condannare all’estinzione il Psi.Nel Congresso di Torino del 1978, Craxi consolida le sue posizioni presentando il Programma socialista elaborato dagli intellettuali che ruotano intorno alla rivista ”MondOperaio” e all’omonimo circolo culturale, dove collaborano socialisti ed esponenti della cultura che hanno abbandonato il Pci o si sono formati nella nuova sinistra post ‘68. Sono filosofi della politica (Norberto Bobbio, Paolo Flores d’Arcais, Luciano Pellicani), storici (Luciano Cafagna, Ernesto Galli della Loggia, Massimo L. Salvadori, Furio Diaz), giuristi (Giuliano Amato, Federico Mancini, Gino Giugni), politologi e sociologi (Roberto Guiducci, Gianfranco Pasquino), economisti (Franco Momigliano, Antonio Pedone, Giorgio Ruffolo). Dopo quel Congresso, Craxi ha anche una piattaforma culturale con cui sfidare l’egemonia dei comunisti sulla sinistra italiana.Il 1978 e’ un anno drammatico. Quando Aldo Moro e’ rapito dalle Brigate rosse, Craxi rompe ”il fronte della fermezza” formato dagli altri partiti e si schiera – quasi isolato – per la trattativa con le Brigate rosse. Lo statista democristiano gli si rivolge con una delle sue lettere piu’ dolorose: ”Caro Craxi, poiche’ ho colto, pur tra le notizie frammentarie che mi pervengono, una forte sensibilita’ umanitaria del tuo partito in questa dolorosa vicenda, sono qui a scongiurarti di continuare, ed anzi accentuare la tua importante iniziativa…”.Sempre nel 1978, dopo le dimissioni del democristiano Giovanni Leone (immeritatamente accusato di essere coinvolto nello scandalo Lockeed), Craxi riesce con abilita’ tattica a far eleggere l’8 luglio Sandro Pertini presidente della Repubblica esaltando cosi’ l’orgoglio del Psi. Fino al tredicesimo scrutinio, Dc, Pci e Psi avevano votato i propri candidati di bandiera ma poi sul nome di Pertini confluiscono 832 voti su 995.Forte della ”centralita”’ riconquistata dal suo partito nella politica delle alleanze di governo e del risultato nelle elezioni del 1979 (9,8%), Craxi sferra tra il 1980 e il 1981 una ulteriore polemica teorica nei confronti dei comunisti. Mentre Berlinguer parla di ”terza via” tra capitalismo e ‘’socialismo reale”, oltre che di ‘’strappo” dall’Unione Sovietica, lui butta a mare il pensiero di Karl Marx e riscopre quello di Pierre Joseph Proudon, filosofo francese definitosi anarchico a meta’ Ottocento, punto di riferimento di un possibile socialismo libertario. La rivista ”MondOperaio” e l’omonimo Circolo culturale diventano la task force intellettuale dell’autonomia culturale dal Pci.Intanto Craxi promuove giovani dirigenti, come Claudio Martelli – che diventa vicesegretario del Psi – e Gianni De Michelis.Il rapporto virtuoso con gli intellettuali si consolida nella Conferenza di Rimini del 1982 dedicata ai cambiamenti sociali della societa’ italiana. Sociologi, politologi ed economisti conquistano la tribuna. La relazione di Claudio Martelli (che in questa occasione lancia l’idea di una ”alleanza dei meriti e dei bisogni”) propone al Psi di farsi partito rappresentativo di nuovi soggetti sociali, dai piccoli imprenditori ai professionisti, di cui la citta’ di Milano e’ diventata l’emblema.Il 5 ottobre 1980, sul ”Corriere della Sera”, compare un’intervista di Maurizio Costanzo a Licio Gelli, definito nel sommario: ”Capo indiscusso della piu’ segreta e potente loggia massonica”.Il 17 marzo 1981, indagando sul rapimento del banchiere Michele Sindona, i giudici entrano in possesso dell’elenco di 962 affiliati alla P2: sono personaggi della finanza, dello spettacolo, dell’imprenditoria, delle forze armate, dei servizi segreti e della politica. La lista e’ resa pubblica il 20 maggio. Nei mesi successivi divampa lo scandalo che vede protagonisti Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano (rinvenuto successivamente impiccato a Londra, sotto il Blackfriars Bridge), e Michele Sindona (avvelenato nel carcere di Voghera nel marzo 1986). Questi episodi minano il governo presieduto dal repubblicano Giovanni Spadolini (succeduto al dimissionario esponente Dc Arnaldo Forlani) .Il Psi esce dal governo e nuove elezioni politiche si svolgono il 26 e 27 giugno 1983. La Dc perde il 5,4% dei voti. Il Psi si attesta all’11,4.Il 4 agosto 1983 Craxi forma il suo primo governo sostenuto da una maggioranza di pentapartito: Dc, Psi, Psdi.Vicepresidente e’ il democristiano Arnaldo Forlani. Craxi nomina come suo principale collaboratore Giuliano Amato, il ”dottor Sottile”. Le prime scelte ribadiscono la contrapposizione con il Pci: via libera ai missili Cruise su territorio italiano voluti dagli Stati Uniti del presidente Ronald Reagan in contrapposizione a quelli sovietici installati nell’Est europeo e avvio dell’abolizione della scala mobile.Del programma fa parte anche il lancio di una ”grande riforma” istituzionale che rimane tuttavia ”un inutile abbaiare alla luna”, come riconobbe in seguito lo stesso Craxi.Il 1984, con il Congresso di Verona, segna il trionfo di Craxi. E’ confermato segretario per acclamazione. Nella platea del Congresso spiccano nomi dello spettacolo e del made in Italy. Un episodio turba l’apoteosi craxiana di quei giorni a Verona. Berlinguer e’ fischiato ripetutamente, mentre prende posto in platea tra le delegazioni dei partiti.”Non ho fischiato Berlinguer solo perche’ non lo so fare”, dice Craxi nel corso del suo intervento.Il 20 ottobre 1984 e’ approvato dal Consiglio dei ministri il ”decreto Berlusconi”, varato dopo la decisione dei pretori di Torino, Roma e Pescara, per sentenza della Corte costituzionale, di oscurare i canali televisivi della Fininvest che trasmettevano a livello nazionale con lo stratagemma delle cassette inviate alle tv locali. Il decreto stabilisce la legalita’ delle trasmissioni e viene approvato dal Parlamento con il voto di fiducia malgrado il malessere di alcune componenti della Dc.Il 9 e 10 giugno 1985 gli italiani sono chiamati a decidere in un referendum promosso dal Pci (Berlinguer era morto l’11 giugno 1984) se abrogare o meno la scala mobile come aveva deciso il governo Craxi: i si’ sono il 45,70%, i no il 53,30. Il premier socialista vince la sua battaglia.Il 1985 e’ anche l’anno del ”caso Sigonella”, non solo della scomparsa della falce e il martello dal simbolo del Psi, sostituiti con un garofano. Nella nottata tra il 10 e l’11 ottobre c’e’ un braccio di ferro in politica estera nei confronti di Washington, quando Craxi impedisce a forze statunitensi di impadronirsi nella base di Sigonella in Sicilia dell’aereo egiziano li’ dirottato, con a bordo i palestinesi che avevano sequestrato la nave Achille Lauro e ucciso Leon Klinghoffer, un disabile di nazionalita’ statunitense e di religione ebraica. Il premier coglie l’occasione per ribadire la sua solidarieta’ a Yasser Arafat e ai palestinesi. E’ l’unico episodio del governo presieduto da Craxi che riceve il plauso del Pci.Craxi resta a Palazzo Chigi fino al 17 aprile 1987. Un accordo denominato ”della staffetta” vorrebbe che Craxi lasciasse il ruolo di premier ad un esponente democristiano ma invece si va a elezioni anticipate che logorano il rapporto Dc-Psi.. I democristiani non hanno piu’ intenzione di affidare a un socialista Palazzo Chigi.Dopo le elezioni e’ il democristiano Giovanni Goria a guidare il governo. Il Psi ottiene pero’ il suo miglior risultato elettorale dal 1958: 14,27% alla Camera, 10,91 al Senato.Nel novembre del 1989 crolla il Muro di Berlino. Craxi pensa di avere a portata di mano la definitiva vittoria nella competizione con il Pci. Per questo, lancia il progetto di ”unita’ socialista” e fa scrivere quelle due parole nel nuovo simbolo del Psi. Achille Occhetto, diventato segretario del Pci, replica con la ‘’svolta”: avvia la trasformazione del Pci in Pds e lancia, con Mariotto Segni, il referendum per abolire la preferenza plurima contro la corruzione della vita politica (Craxi, quando si tratta di votare su quel quesito nel 1991, invita gli italiani ad ”andare al mare”).L’offerta da parte di Craxi di una confluenza nel Psi non e’ accolta dal nuovo Pds. E Craxi replica opponendosi inizialmente alla richiesta del Pds di entrare a far parte dell’Internazionale socialista. Da’ il suo via libera solo su pressione del tedesco Willy Brandt e di altri leader socialdemocratici europei.Il 17 febbraio 1992 a Milano e’ arrestato Mario Chiesa, dirigente socialista e presidente del Pio Albergo Trivulzio.Craxi pensa di poter archiviare il caso, definendolo – in una Tribuna politica in tv – ”l’episodio isolato di un mariuolo”. Il leader socialista sottovaluta l’inchiesta giudiziaria che sta per abbattersi sul Psi. Inizia infatti Mani pulite che fa di Craxi il bersaglio di alcuni avvisi di garanzia per ”finanziamenti illeciti” al Psi: si tratta di tangenti pagate da industriali, uomini d’affari e industrie pubbliche. Sull’onda di Tangentopoli si va alle elezioni anticipate del 5 e 6 aprile 1992. Secco ridimensionamento della Dc (29,7% con un meno 4,6). Flessione del Psi (13,6), del Pds (16,1) e di Rifondazione (5,6). Exploit della Lega nord (8,7). E’ un vero e proprio terremoto politico.Il 28 aprile 1992, come prima conseguenza della tornata elettorale, Francesco Cossiga anticipa l’abbandono della carica di presidente della Repubblica (verra’ sostituito da Oscar Luigi Scalfaro). Il ”picconatore” – come e’ chiamato in quel periodo per le sue esternazioni – definisce ”armata Brancaleone” la maggioranza parlamentare uscita dalle urne che forma il governo quadripartito Dc-Psi-Psdi-Pli presieduto dal socialista Giuliano Amato. Intanto proseguono le inchieste giudiziarie del Tribunale di Milano su corruzione politica e tangenti che colpiscono soprattutto Dc e Psi. La legislatura iniziata nel 1992 dura solo due anni ed e’ conclusa da un governo tecnico presieduto da Carlo Azeglio Ciampi.Craxi si dimette da segretario del Psi l’11 febbrario 1993, dopo quasi sedici anni di potere assoluto nel partito e altrettanti di protagonismo nella vita politica e pubblica italiana. Quando la Camera, il 29 aprile 1993, discute l’autorizzazione a procedere contro di lui chiesta dai giudici di Milano, pronuncia un famoso discorso in cui sostiene che tutti i partiti sono finanziati in modo illecito. L’Assemblea di Montecitorio concede l’autorizzazione a procedere solo per alcuni degli episodi contestati. Craxi viene aggredito il giorno dopo con lancio di monetine e fischi dalla folla che lo aspetta davanti all’Hotel Raphael, la sua tradizionale residenza romana.Nel corso dei mesi successivi, Craxi e’ interrogato in tribunale dal pm Antonio Di Pietro per il processo sulle tangenti Enimont. Con la fine anticipata della legislatura e l’abolizione dell’autorizzazione a procedere per i parlamentari, iniziano a circolare voci incontrollate su un possibile arresto di Craxi. Lui lascia l’Italia il 5 maggio 1994 e si rifugia nella sua villa ad Hammamet, in Tunisia.Isolato, minato nel fisico da una grave forma di diabete, definito ”latitante” dai giudici di Milano e dai nemici politici, conduce le ultime battaglie politiche a colpi di fax e dossier. Rifiuta di farsi processare in Italia. Non ci sta a essere considerato come unico capo di un partito di disonesti. Nelle elezioni anticipate del marzo 1994 sono intanto entrati in campo Silvio Berlusconi e Forza Italia. Il Psi ottiene solo il 2,1%.Craxi muore il 19 gennaio 2000. I funerali si svolgono nella Cattedrale di Tunisi. Premier e’ Massimo D’Alema che offre il rito dei ”funerali di Stato”. La famiglia dell’ex premier rifiuta. A Tunisi, durante le esequie, Lamberto Dini, ministro degli Esteri, e Marco Minniti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, rappresentano il governo italiano.Craxi fu condannato in via definitiva a 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai, a 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito. Negli altri processi e’ stata pronunciata sentenza di estinzione per decesso dell’imputato.
Conduttrice tv (era la regina delle vj di Mtv) e ora è speaker a Virgin Radio. Paola Maugeri si spoglia per Rolling Stone, fotografata da Maurizio Camagna. E’ una ballerina di burlesque che non ha paura di mostrarsi senza veli: “Ho quasi 40 anni, allatto da due e mezzo e voglio dimostrare che ciò non impedisce di avere belle forme e stare bene”. Poi si parla di musica, dell’incontro con Chris Martin e di quel tango ballato a Milano… “Voglio dire alle ragazze che temono di rovinare il seno facendo figli: le tette servono a quello! Seguire la natura regala un’energia bella e giusta: io mi sento in forma come non mai”, spiega Paola. E poi si passa a paralre di musica: “La mia priorità era essere professionale. Ma quando andai a intervistare gli U2 a Dublino, passai cinque giorni in albergo a prepararmi. Mentre c’era un dj della tv tedesca che si è ubriacato tutto il tempo e ha fatto un’intervista disastrosa, però gli U2 erano molto divertiti e io ho sempre avuto una latente invidia… La mia esperienza più bella – continua – in questo senso è stata con Chris Martin dei Coldplay: siamo finiti a ballaere il tango al circolo Arci Bellezza di Milano. Però fu lui a chiedermi di fare un giro, io non glielo avrei mai proposto. Lui mi disse: ‘Non preoccuparti, se un personaggio pubblico si fa notare per strada, è perché lo vuole’”. Le delusioni non sono mancate: “Intervistai Ben Harper per il suo primo album: fu adorabile. Ora se la tira da star, risponde con l’aria annoiata. E Lenny Kravitz, che aveva questa fidanzata modella che insisteva per andarea fare shopping, lui era distratto, dava risposte banali”.
Tv presenter (it was the queen of the MTV VJ) and is now speaker at Virgin Radio. Paola Maugeri strips for Rolling Stone, photographed by Maurizio Camagna. It ‘a burlesque dancer who is not afraid to show himself without disguise: “I’m almost 40 years, nursed by two and a half and I want to show that this does not prevent you feel good and beautiful forms.” Then it comes to music, meeting with Chris Martin and that tango danced in Milan … “I mean the girls who are afraid of ruining the breast by children than are their tits! Follow nature gives an energy fair and just: I feel fit as ever,” says Paola. And then you switch to paralre of music: “My priority was to be professional. But when I went to interview U2 in Dublin, I spent five days at the hotel to get ready. While there was a DJ German TV that he got drunk all the time and did an interview a disaster, but U2 were very fun and I always had a latent desire … My best experience – continues – in this respect was with Chris Martin of Coldplay: we got to dance tango at the club Arci beauty of the city. But he was asking me to make a turn, I would never have brought him. He said, ‘Do not worry, if a public figure stands out on the street, because he wants’. ” The disappointments were not lacking: “I interviewed Ben Harper on his first album: it was adorable. However, he pulls star responds by looking bored. And Lenny Kravitz, who had insisted that this model girlfriend goto shop, he was distracted, gave answers banal.
Silvio Berlusconi colpito da un oggetto, probabilmente una miniatura del Duomo, dopo il comizio a Milano. Fermato l’autore del gesto, portato in questura per essere interrogato. Dopo l’aggressione subita al termine del comizio alla manifestazione del Pdl, Berlusconi è stato portato all’ospedale San Raffaele. Il fermato si chiama Massimo Tartaglia ed ha 42 anni l’uomo che ha ferito il premier Silvio Berlusconi questa sera dopo il comizio in piazza Duomo. Come precedenti risulta alla polizia solo il ritiro della patente per motivi di viabilità. Dopo il fatto è stato portato via dalla polizia, che lo ha sottratto alla rabbia della gente, senza profferire parola. Tartaglia risulta sconosciuto alla Digos. Risiede nell’hinterland milanese. L’uomo è in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano. Lo si apprende da fonti investigative. Secondo quanto risulta in Questura, Massimo Tartaglia non sarebbe legato a nessuna organizzazione antagonista conosciuta. La dinamica dei fatti, peraltro, agli investigatori appare al momento più vicina ad un gesto isolato che ad un tentativo di aggressione organizzato. L’uomo si trova in questura, sentito dai funzionari della Digos che hanno contemporaneamente avviato una perquisizione nella sua abitazione a Cesano Boscone (Milano). ESEGUITA TAC, SOTTO OSSERVAZIONE PER 24 ORE – Perdita copiosa di sangue con lesione lacero-contusa interna ed esterna e due denti lesi, di cui uno superiore fratturato. E’ questa la prima diagnosi, che, secondo fonti mediche, è stata fatta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi all’ospedale san Raffaele dopo l’aggressione subita al termine del comizio di Milano. Le stesse fonti riferiscono che il premier, rimasto sempre cosciente, è stato sottoposto ad una tac precauzionale e per decisione dei medici sarà tenuto sotto osservazione per 24 ore. Secondo quanto hanno riferito agenti della polizia di stato davanti al pronto soccorso del San Raffaele, il premier è stato portato all’interno sdraiato su una barella. “Berlusconi aveva – hanno riferito i testimoni – una borsa di ghiaccio sul volto ed appariva cosciente”.
Silvio Berlusconi hit by an object, possibly a miniature of the Cathedral, after the rally in Milan. Stopped the perpetrators of the act to the police headquarters for questioning. After the attack suffered at the end of the rally event of the PDL, Berlusconi has been taken to the hospital of St. Raphael. The stop is called Massimo Tartaglia and has 42 years the man who wounded the prime minister Silvio Berlusconi this evening after the rally in Cathedral Square. As foregoing the police only disqualification for reasons of practicability. After the act was taken away by police, who took away the anger of the people, without uttering a word. Tartaglia is unknown to Digos. Resides in the Milan. The man is being treated for mental problems 10 years from the Policlinico of Milan. It is learned from intelligence sources. As shown in Police Headquarters, Massimo Tartaglia is not linked to any organization antagonist known. The dynamics of the facts, however, investigators at the time seems more like a gesture than an attempt to isolate aggression organized. The man is in police headquarters, officials heard from Digos who also launched a search warrant at his home in Cesano Boscone (Milano). ACT PERFORMED UNDER OBSERVATION FOR 24 HOURS – Loss of blood with copious lacerated contused wound internal and external teeth and two injured, one more fractured. And ‘this is the first diagnosis, which, according to medical sources, was made the Prime Minister Silvio Berlusconi’s San Raffaele hospital after the attack suffered at the end of the rally in Milan. The same sources report that the prime minister, who was still conscious, was subjected to a precautionary TAC and a decision will be kept under medical observation for 24 hours. Reported as agents of the state police in front of the emergency room of St. Raphael, the premier was taken inside lying on a stretcher. “Berlusconi had – reported the witnesses – a bag of ice on his face and appeared conscious.”
FIRENZE – «La voglia di salire sul palco insieme e fare dei concerti è inarrestabile!». Sono le parole di Piero Pelù e Ghigo Renzulli, protagonisti di una delle più belle storie della musica italiana che nella prossima primavera suoneranno di nuovo insieme. Il 2010 infatti, è l’anno della reunion della più importante rock band italiana, i Litfiba. Un ritorno che nasce da una forte esigenza artistica, che guarda al futuro ma rimane fortemente ancorata al proprio passato. Dopo una separazione a cui hanno fatto seguito anni di lento riavvicinamento, umano e artistico, Piero Pelù e Ghigo Renzulli torneranno insieme con quattro potenti concerti. Un live, frutto di esperienza raccolta in anni di concerti in tutto il mondo con canzoni che sono la storia del rock. Si comincia il 13 aprile da Milano, poi il 16 Firenze, il 19 aprile Roma e il 21 ad Acireale.GIA’ IN SALA DI REGISTRAZIONE – Ma non ci sarà soltanto il tour. I due infatti, stanno rimettendo in sesto il vecchio studio di registrazione di Pelù a San Casciano e che soprattutto stanno già scrivendo una canzone (o forse di più, magari un intero album? Magari da presentare proprio in occasione del mini-tour?) a quattro mani, come ai vecchi tempi, come hanno raccontato alla Rockoteca Brighton di Settignano in occasione della presentazione del libro di Bruno Casini, In viaggio con i Litfiba (edizioni Zona). Nati trent’anni fa, sciolti da dieci, i Litfiba hanno colto questo doppio anniversario tondo per l’attesa reunion di cui molti fan e addetti ai lavori hanno a lungo vociferato in questi mesi. Era nell’aria dunque, questione di tempo.
FLORENCE – “The desire to go on stage together and make the concerts is unstoppable.” Are the words of Pelù and Ghigo Renzulli, protagonists of one of the most beautiful stories of Italian music that next spring will play together again. 2010 in fact, is the year of the reunion of the most important Italian rock band, the Litfiba. A return that comes from a strong artistic demand, which looks to the future but remains strongly anchored to its past. After a separation that was followed by years of slow rapprochement, human and artistic Pelù Ghigo Renzulli and returned with four powerful concerts. A live, the result of years of experience in concerts all over the world with songs that are the history of rock. It begins April 13 from Milan, then on 16 Florence, Rome April 19 and 21 in Acireale,but there will be only the tour. The two in fact, are putting the old recording studio in San Casciano Pelù and above are already writing a song (or maybe more, maybe a whole album? Perhaps to be presented on the occasion of the mini-tour?) To four hands, like old times, as they told the Rockoteca Brighton Settignano during the presentation of the book by Bruno Casini, traveling with Litfiba (editions Zone). Born thirty years ago, freed from ten, Litfiba have taken this double anniversary for the pending round of reunion where many fans and insiders have long rumored in recent months. Was in the air, therefore, a matter of time.
La strage di Piazza Fontana fu conseguenza di un grave attentato terroristico avvenuto il 12 dicembre 1969 nel centro di Milano, quando, alle 16:37, una bomba esplose nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, provocando la morte di diciassette persone ed il ferimento di altre ottantotto. Per la sua gravità e rilevanza politica, tale strage ha assunto un rilievo storico primario venendo convenzionalmente indicata quale primo atto della Strategia della Tensione. Una seconda bomba fu rinvenuta inesplosa nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala, furono fatti i rilievi previsti, e successivamente fu fatta brillare distruggendo in tal modo elementi probatori di possibile importanza per risalire all’origine dell’esplosivo e a chi avesse preparato gli ordigni. Una terza bomba esplose a Roma alle 16:55 dello stesso giorno nel passaggio sotterraneo che collegava l’entrata di via Veneto con quella di via di San Basilio della Banca Nazionale del Lavoro, facendo tredici feriti. Altre due bombe esplosero a Roma tra le 17:20 e le 17:30, una davanti all’Altare della Patria e l’altra all’ingresso del museo del Risorgimento, in piazza Venezia, facendo quattro feriti. Si contarono dunque cinque attentati terroristici nel pomeriggio dello stesso giorno, concentrati, tra il primo e l’ultimo, in un lasso di tempo di soli 53 minuti, a colpire contemporaneamente le due maggiori città d’Italia, Roma e Milano. Il periodo storico è quello della contestazione studentesca e segna l’inizio della strategia della tensione: tra il 1968 e il 1974 verranno compiuti 140 attentati, quello di Piazza Fontana è uno dei più gravi; verrà ricordato insieme alla strage di Bologna come uno dei peggiori eventi della storia italiana del dopoguerra.Nella situazione politica precedente e culminante con questa strage sono state ravvisate molte similitudini con la fase preparatoria in Grecia del colpo di stato del 1967. I nomi degli assassinati dalla bomba di piazza Fontana sono: Giovanni Arnoldi, Giulio China, Eugenio Corsini, Pietro Dendena, Carlo Gaiani, Calogero Galatioto, Carlo Garavaglia, Paolo Gerli, Vittorio Mocchi, Luigi Meloni, Mario Pasi, Carlo Perego, Oreste Sangalli, Angelo Scaglia, Carlo Silvia, Attilio Valè, Gerolamo PapettiMolti artisti hanno dimostrato sensibilità rispetto a questo gravissimo attentato e l’ hanno ricordato nelle proprie canzoni:
Il cantatutore italiano Francesco De Gregori si riferisce a questo evento con le parole “Viva l’Italia del 12 dicembre” nella canzone “Viva l’Italia” dall’omonimo album del 1979.
Il cantautore Giorgio Gaber fa riferimento alla strage di piazza Fontana nella canzone Qualcuno era comunista (le parole esatte sono: Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica eccetera, eccetera, eccetera…)
La band Ska italiana La Banda Bassotti ha composto, in memoria di questo evento, la canzone “Luna Rossa” nel loro album “Avanzo De Cantiere” (1995)
I Litfiba in una versione modificata della canzone “Il Vento”, contenuta nella raccolta “Lacio Drom”, citano l’evento: Originale: “Con il cuore in quella piazza/tiene a mente Tienammen/la morte, la porta, la libertà e la violenza perderà”.Versione modificata: “Con il cuore in quella piazza/tiene a mente Piazza Fontana…”
la band 99 Posse nella canzone “odio/rappresaglia” dell’album “NA 99 10″ si riferisce all’evento con le parole: “penso al 12 dicembre ‘69, allo stato delle stragi, allo stato delle trame” e in “Rafaniello” con le parole “…cumpagne aret’ e sbarre dint’ e galere imperialiste, pe mezz’ e gli interessi do Partito Comunista, e se sparteno e denar’ cà Democrazia Cristiana, o partit’ ca mettett’ ‘e bombe a Piazza Fontana” …compagni dietro le sbarre dentro le galere imperialiste, a causa degli interessi del Partito Comunista, e si divisero i denari con la Democrazia Cristiana, il partito che mise le bombe a Piazza Fontana)
I Modena City Ramblers citano la strage e la morte di Pinelli nella canzone “Quarant’anni”, contenuta nell’album “Riportando tutto a casa” (1994): “Ho visto bombe di Stato scoppiare nelle piazze / e anarchici distratti cadere giù dalle finestre”.
Il giovane Valerio Sanzotta, ha partecipato al Festival di Sanremo 2008 con una canzone intitolata Novecento che parla degli avvenimenti in Italia, appunto, nel Novecento. Il testo cita la strage dicendo: “E non fu solo un sogno e non ci credemmo poco / mettere il mondo a ferro e fuoco, / mentre un’altra stagione già suonava la campana / il primo rintocco fu a Piazza Fontana.”.
Il cantautore Fausto Amodei nella canzone “Se non li conoscete”, una satira sul Movimento Sociale Italiano e più in generale sui fascisti, cita così la strage: “Se non li conoscete (i fascisti) pensate alla lontana, / ai fatti di Milano e di Piazza Fontana…”
Con 430 copie distribuite arriva il primo film del comico Checco Zalone: “Cado dalle Nubi”. Zalone è un giovane cantante pugliese che sogna il grande successo nel mondo dello spettacolo. Approda a Milano per trovare il suo successo, ma le cose si complicano. Nel film la presa in giro e la parodia benevola del mondo dei gay, di quello della Lega Nord e di tanti vezzi della nostra Italia. Nel cast del film di Gennaro Nunziante oltre a Checco Zalone, Dino Abbrescia, Ivano Marescotti e Rocco Papaleo. Come se fosse una vera storia autobiografica, ecco la ballata del pugliese Checco che aspira al successo lassù al Nord. Da Polignano a Mare sale a Milano, si innamora di Marika ma si scontra con i pregiudizi leghisti del padre di lei. Finché, a sorpresa, non ottiene un trionfo con il suo primo spettacolo e diviene la preda più ricercata tra i discografici. Ormai è un fenomeno, ma vuol coronare il suo sogno d’amore. “Sono uno che spopola dove è tutto gratis come su Youtube – confessa preoccupato il comico a chi gli chiede una previsione incassi per questo film -. Il cinema mi piace molto perché ha tempi dilatati rispetto alle performance live. Il film è parzialmente autobiografico. Almeno il canovaccio è identico. Anche io sono partito dal sud e arrivato in una Milano che non conoscevo affatto e dove volevo fare il jazzista. Volevo raccontare non la solita terra in mano a delinquenti e ladri. Era facile cadere nella retorica dello scontro sud e nord, ma il mio personaggio – confessa il comico – è cosi puro che non si accorge neppure della Lega, né della cocaina che scambia per gesso”.Sul fronte della tv Checco Zalone non sa ancora se parteciperà a Zelig (“se mi chiamano, vedremo sarebbe comunque per me la quinta edizione”), mentre si lascia andare nel commentare la moda dei talent-show: “Sono stato sia a ‘X Factor’ e che ad ‘Amici’ e devo dire che al programma con Morgan ho trovato che si prendono troppo sul serio, mentre la grande Maria De Filippi ha secondo me l’atteggiamento giusto”.
With 430 copies distributed comes the first film of the comic Checco Zalone “I fall from the clouds.” Zalone is a young singer who dreams of Puglia great success in the entertainment world. Arrives in Milan to find his success, but things get complicated. In the film, the joke and parody of the benevolent world of gay, than the Northern League and the many charms of our Italy. The cast of the film as well as Gennaro Nunziante Checco Zalone, Dino Abbrescia, Ivano Marescotti and Rocco Papaleo. As if it were a true autobiographical story, here’s the ballad of the Apulian queen who aspires to success there in the North. From Polignano a Mare halls in Milan, fell in love with Marika but clashes with the prejudices of her father leaguers. Until, surprisingly, does not get a triumph with his first show and became the most sought after prey between record labels. He is a phenomenon, but wants to realize her dream of love. “I am one who depopulated where everything is free like on Youtube – the comedian confesses worried somebody asks him a preview for this movie box office cinema -. I really like because it has more time taken than the live performance. The film is partly autobiographical. At least the plot is the same. I too have started from the south, and arrived in Milan, who did not know existed and where I wanted to do jazz. I wanted to tell not the usual land in the hands of criminals and thieves. It was easy to fall into the rhetoric of confrontation south and north but my character – he admits the comic – is so pure that not even notice the League nor the cocaine that exchanges for plaster. “On the television Checco Zalone not yet know you are attending Zelig (” If they call me, we’ll see would be for me the fifth edition), and indulges in commenting on the trend of talent-show: “I was both ‘X Factor’ and to ‘Friends’ and I must say that the program with Morgan found that take themselves too seriously, while the great Maria De Filippi I think the right attitude. “