Fenomeno nato in Giappone poi fiorito quasi ovunque nel mondo, un libro realizzato grazie alla partecipazione di migliaia di appassionati sparsi fra Asia, Europa e Americhe, e un curatore diventato famoso sulla Rete ballando hit anni Settanta per le strade di Tokyo vestito da soldato della fanteria imperiale di Guerre Stellari. Otacool 2, appena uscito nelle librerie online per Kotobukiya (128 pagine, circa 28 euro), è un singolare concentrato di contemporaneità. O, se preferite, di follie al tempo del Web 2.0. Raccoglie foto e testimonianze di quel popolo sempre più numeroso che va sotto il nome di “cosplayer”. Contrazione dei termini inglesi “costume” e “play”, indica il desiderio di abbigliarsi come personaggi dei fumetti, dei videogame, dei film o dei cartoni animati, sfilando a fiere, eventi, e recitando a volte piccole scene. Sindrome di Peter Pan o arte dell’intrattenimento, secondo i punti di vista. Di sicuro un modo di appropriarsi di brandelli di immaginario collettivo vissuto altrimenti solo passivamente. ”Tutto è cominciato a Tokyo e dintorni alla fine degli anni Settanta, quando alcuni ragazzi presero a vestirsi come Lamù, protagonista di una serie animata” spiega con il suo accento toscano Francesca Dani, fra le cosplayer italiane più note. Poco meno di trent’anni, a capo di un’azienda di pelletteria con la sorella, qualche anno fa ha vinto il Cosplay Summit di Nagoya, una sorta di campionato mondiale, e ora alcune delle sue “interpretazioni” campeggiano fra le pagine di Otacool 2. “La moda però si è diffusa, anzi è esplosa, negli ultimi anni complice internet e le sue potenzialità” continua. “Fra i più bravi in assoluto ci sono i giapponesi, ma brasiliani e americani non sono da meno. E anche noi italiani ci difendiamo bene”. Ed è proprio di questo che parla Otacool 2, della diffusione di una pratica che furoreggia fra i ventenni negli Stati Uniti come a Singapore, in Messico, Australia, Polonia o Thailandia. Secondo volume di una serie di una collana dedicata alla cultura otaku, parola giapponese un tempo usata in maniera dispregiativa per definire chi dai giochi elettronici o dai manga è ossessionato, ora sfoggiata con orgoglio. Di qui otacool, altro neologismo frutto dell’unione di “otaku” e “cool”. Cool, di successo, come il curatore del volume. Quel Danny Choo figlio di Jimmy Choo, stilista anglo-malese tanto amato dalle protagoniste di Sex and the City. Arrivato in Giappone nel 1999, Danny ha iniziato la sua brillante carriera come addetto ai siti web: Jal, Amazon, Microsoft. Dal 2007 ha un suo blog dove si parla di “action figures” (miniature) con tre milioni di utenti unici al mese. Un’enormità. Nel frattempo fornisce consulenze a compagnie del calibro di Google, Disney, Nhk, Mozilla, Bandai, continuando a danzare per le vie di Tokyo come cosplayer. E le sue performance su YouTube le hanno guardate in quasi quattro milioni. “Da piccolo impazziva per Guerre Stellari, ma mai avrei pensato che sarebbe diventato qualcuno vestendosi come i personaggi del film” ha confessato alla Cnn il padre. Quando l’abbiamo incontrato, alcuni mesi fa, Danny dava l’idea di essere un manager più che un semplice otaku. Uno che ha un’idea molto chiara di come monetizzare le proprie passioni sfruttando la teoria della coda lunga (“long tail”), i mercati di nicchia che sulla Rete diventano di massa, e capace di passare dall’inglese al cinese, dal coreano al giapponese senza batter ciglio. Insomma, sarebbe una falsità sostenere che i cosplayer sono tutti come lui. “Bene che vada si viene inviatati in fiere importanti dedicate ai fumetti, dove i cosplayer sono una presenza fissa. Il nostro è solo un hobby che, salvo eccezioni, non fa guadagnare soldi”, conferma Francesca Dani. “Anzi, direi di più: è un hobby relativamente costoso”. Un vestito richiede dalle due settimane al mese di lavoro, per una spesa compresa fra i duecento e i millecinquecento euro. Ovviamente ci sono negozi online che vendono costumi già fatti. Ma non è il caso dei protagonisti di Otacool 2 scelti da Danny Choo. Quelli, a modo loro, sono professionisti del settore.
I due cartoni cult dal 2 agosto. Tornano le avventure di due cartoni animati cult che hanno spopolato negli anni Ottanta: “Una spada per Lady Oscar” e “Kiss me Licia”. Al via dal 2 agosto su La5 (la nuova rete al femminile gratuita del digitale terrestre), dal lunedì al venerdì alle 20.25 e 20.45. Un tuffo nel passato che piacerà agli adolescenti di ieri e a quelli oggi. “Una spada per Lady Oscar” è tratto dal fumetto “Versailles no Bara” di Riyoko Ikeda ideato nel 1972 poi riscritto, tagliato e trasformato per il pubblico italiano. E’ diventato subito un successo quando è giunto in Italia nel marzo del 1982. Ma la serie a cartoni animati consacrò il personaggio di Lady Oscar in tutto il mondo. “Kiss me Licia”, il cartone giapponese di Shingo Araki, tratto dal manga omonimo di Kaoru Tada è approdato in Italia nel 1984 riscuotendo un successo planetario. Il segreto è tutto nel mix di ingredienti come la musica, il sentimento, l’innovazione, la tradizione e la leggerezza. Non solo. La colonna sonora “Kiss me Licia”, cantata da Cristina D’Avena, fu una delle canzoni più vendute. In Italia è stata perfino realizzata una versione telefilm abbastanza fedele al cartone animato intitolata “Love me Licia” nella quale, proprio la D’Avena, interpretava la protagonista Licia.
The two cartoon cult since Aug. 2. Return the adventures of two cartoon cult who depopulated in the eighties: “A sword for Lady Oscar” and “Kiss me Licia”. Starts from August 2 to La5 (the new network for women free digital terrestrial), Monday to Friday at 20.25 and 20.45. A dip into the past like those of yesterday and adolescents today. “A sword for Lady Oscar is taken from the cartoon” Versailles no Bara “in Riyoko Ikeda created in 1972 and then rewrote, cut and processed for the Italian public. E ‘became an instant hit when it arrived in Italy in March 1982. But the cartoon series devoted to the character of Lady Oscar worldwide. “Kiss me Licia”, the Japanese cartoon Shingo Araki, taken from the eponymous manga by Kaoru Tada has arrived in Italy in 1984 proving a success story. The secret is all in the mix of ingredients such as music, the feeling, innovation, tradition and lightness. Not only. The soundtrack to “Kiss me Licia”, sung by Cristina D’Avena, was one of the best selling songs. In Italy it was even made a pretty faithful version of the cartoon show entitled “Love me Licia” in which just the oats, playing the protagonist Lycia.
Il Gagoze come si può apprendere da “ L’Enciclopedia dei Mostri Giapponesi “ , ( pubblicata in Italia da Kappa Edizioni ) è il protagonista della più antica storia di mostri tramandata nel Sol Levante, derivata dalla narrazione di un evento capitato presso il Tempio di Gango. Il gagoze imperversava nel Periodo Muromachi (tra il XIV e il XV secolo) era una creatura terrificante, racchiusa nel corpo di una bestiale piccola creatura, che perfino i mostri e gli spiriti stessi temevano, poiché questi costituivano il suo alimento principale. Ahn Dongshik, talentuosissimo autore di origine coreana appassionato di mitologia e folklore nipponico realizza questo manga, ( manga : il nome dei fumetti giapponesi , che penso tutti conoscano ), pubblicato in partria dalla casa editrice Gentosha, singolare e appasionante che fornisce una versione inedita della figura dello yokai (manifestazione inquietante, spiriti, demoni).
GAGOZE 1 (di 5) di Ahn Dongshik , Kappa Edizioni , 192 pp, Euro 5,90
The Gagoze as can be learned from “The Encyclopedia of Japanese Monsters” (published in Italy by Kappa Edizioni) is the protagonist of the early history of monsters passed in Rising Sun, derived from the narrative of an event happened at the Temple Gang . Gagoze raged in the Muromachi period (between the fourteenth and fifteenth century) was a terrifying creature, enclosed in the body of a brutal small creature that even the monsters and spirits themselves feared, because they constitute its main food. Ahn Dongshik, most talented author of Korean fan of mythology and folklore that makes Japanese manga (manga: the name of Japanese comics, which I think everyone knows), published by the publishing house partria Gentosha, singular and appasionante providing an unpublished version of figure of yokai (disturbing event, spirits, demons). GAGOZE 1 (of 5) of Ahn Dongshik, Kappa Publishing, 192 pp, Euro 5.90
GAGOZE 1 (of 5) of Ahn Dongshik, Kappa Publishing, 192 pp, Euro 5.90
In arrivo il manga orrorifico frimato Michio e Koike. Bambini che scompaiono misteriosamente. Una vecchia leggenda popolare che parla di strani eventi e di una creatura da incubo. Una strana voce. Michio, scrittore di romanzi, visita un piccolo villaggio rurale chiamato Shirotoge disperso nel folto dei boschi montani giapponesi, pressoché privo di contatti con il resto del mondo… e qui inizia il peggiore incubo della sua esistenza. Quando le paure ataviche si concretizzano fino a far vacillare la mente del più razionale degli uomini, allora non c’è più alcuna speranza. Questa è la trama di Occhi dietro il manga scritto da Shusuke Michio, che è anche il protagonista della storiea, e disegnato da Nokuto Koike con un accuratezza di segno capace di restituire l’atmosfera d’incubo in cui si svolge l’azione. Tratta dal romanzo originale di Michio arriva finalmente in Italia la miniserie a fumetti che mette i brividi, consigliata agli appassionati di horror Nipponici come The Ring e The Grudge.
OCCHI DIETRO 1 (di 3) di Shusuke Michio eNokuto Koike, Kappa Edizioni, 192 pp, Euro 5,90
Coming manga horror frim and Michio Koike. Children mysteriously disappearing. An old legend that speaks of strange events and a creature of nightmare. A strange voice. Michio, novelist, visit a small rural village called Shirotoge scattered in the dense mountain forests of Japan, almost no contact with the rest of the world … and here begins the worst nightmare of his existence. When the atavistic fears are realized up to shake the minds of rational men, then there is no hope. This is the story behind Eye of the manga written by Michio Shusuke, who is also the protagonist of storiea, Koike and illustrated by Nokuto accuracy with a sign capable of restoring the atmosphere of nightmare in which the action takes place. Taken from the original novel by Michio finally arrives in Italy, the comic book miniseries that puts chills, recommended to fans of Japanese horror like The Ring and The Grudge.
EYES BEHIND 1 (of 3) by Michio Shusuke enoki Koike, Kappa Publishing, 192 pp, Euro 5.90
Jiro Taniguchi è uno di quegli autori capaci di superare le distinzioni di genere, un talento così genuino e assoluto da essere a buon diritto considerato uno dei Maestri del Fumetto mondiale, a prescindere che esso sia orientale, europeo o americano.Del resto lo stile grafico del sensei non ha nulla a che vedere con i canoni tradizionali del manga, anzi, a ben vedere è uno stile profondamente immerso nel percorso stilistico tracciato dal fumetto europeo, molto minimale e realistico, tale da suscitare ammirazione presso molti noti fumettisti del vecchio continente (Moebius, per citarne soltanto uno).La sua opera sterminata affronta generi molto differenti fra loro, dalla storia, al western, allo sport, allo slice of life, alla fantascienza, per quanto tutte siano indistintamente accomunate dalla percezione di avere a che fare con un artista pienamente maturo, capace di condurre il lettore a importanti riflessioni sull’esistenza e sulla società.Il connubio fra una lirica prettamente giapponese, fatta di tempi scanditi ma narrativamente lenti e posati, e un disegno prettamente europeo, rende Jiro Taniguchi un autore imprescindibile per ogni amante del Fumetto di qualità, qui sublimato nella sua forma più nobile, quella dell’Arte.In questa raccolta di racconti legati da un unico filo conduttore, assistiamo alle passeggiate di un tranquillo signore giapponese di mezza età, lo seguiamo passo passo per strette viuzze di quartiere, lungo viottoli di campagna, su ponti e per boschi, mentre porta a spasso il cane, fa una passeggiata, si reca ad acquistare un regalo o una fetta di dolce. Quasi i suoi sensi diventassero i nostri assaporiamo questi dettagli di vita giapponese, incredibilmente partecipi col protagonista.
Jiro Taniguchi is one of those authors able to overcome all types had a genuine talent and so absolute as to be rightly considered one of the Masters of the Comic World, whether it be Eastern European or other graphic style americano.Del Sensei has nothing to do with the traditional canons of the manga, in fact, strictly speaking style is deeply immersed in the path traced by the European comics style, very minimal and realistic, that admiration from many famous cartoonists of the old continent ( Moebius, to name but one). His work deals with endless genres very different from each other, the history, westerns, sports, the slice of life, science fiction, as all are equally sharing the perception of having to do with a fully mature artist, able to lead the reader to important reflections on the existence and società.Il union between a purely Japanese poetry, consisting of time marked but slow narrative laid, and a truly European design, makes an author Jiro Taniguchi essential for every lover of the comic quality here sublimated in its noblest form, that of art. In this collection of short stories linked by a single thread, we see walking to a quiet Japanese gentleman of middle age, we follow him step by step narrow streets of the neighborhood, along country lanes, over bridges and through the woods while walking the dog door, takes a walk, went to purchase a gift or a slice of cake. Almost his senses become our savor these details of Japanese life, incredibly involved with the protagonist.
A bordo del suo velerio spaziale “Arcadia” ci guiderà ancora attraverso mille avventure lungo i confini del cosmo. Torna Capitan Harlock, il pirata spaziale che affascina ed emoziona da più di trent’anni. La Toei Animation, infatti, ha annunciato il remake, la cui uscita è prevista per il 2012 in Europa, Usa e Asia. Sarà un rifacimento della serie tv del 1978. Con un budget di 10 milioni di euro, il film si intitolerà “Space Pirate Captain Harlock”. Così i fan potranno di nuovo ammirare l’eroe dalla lunga cicatrice che gli taglia il viso e la benda sull’occhio . Il pirata non ha mai abbandonato il mantello che gli volteggia intorno e continuerà a trascinarci verso l’ignoto con la solita spada – pistola. Capitan Harlock è un manga di fantascienza creato da Leiji Matsumoto nel 1976, dal quale è stata tratta una serie televisiva anime di 42 episodi, prima di una lunga serie di opere d’animazione ispirate allo stesso universo. È stata importata in Italia e trasmessa per la prima volta su Rai 2 nel 1979.
A loft space aboard his “Arcadia” will guide us through a thousand more adventures along the boundaries of the cosmos. Back Captain Harlock, the pirate space that fascinates and excites more than thirty years. Toei Animation, in fact, announced the remake, whose release is scheduled for 2012 in Europe, USA and Asia. It will be a remake of the TV series of 1978. With a budget of 10 million, the film will be titled “Space Pirate Captain Harlock”. So fans can once again admire the hero of the long scar that cuts the face and eye patch. The attacker has never abandoned the cloak circling around and continue to drag us into the unknown with the usual sword – gun. Captain Harlock is a science fiction manga created by Leiji Matsumoto in 1976, which was taken from an anime television series of 42 episodes, the first in a series of works of animation inspired by the universe itself. It was imported to Italy and played for the first time in 1979 on RAI 2.
Circa vent’anni fa nasceva questo irriverente, lucido, scorretto, chiarificatore, anticipatore, sensibile, oltraggioso, tonico, realistico, confuso, sessualmente esplicito, divertente, fumetto inglese: Tank Girl . Frutto della fantasia acida e irriverente del duo Alan Martin e Jamie Hewlett . Il fumetto racconta le avventure di una giovane soldatessa (contro) dell’esercito australiano, pilota di carri armati e ribelle. La nostra combatte dal di dentro finchè può, lo sciovinismo e la follia militarista. Ne combina di tutti i colori mettendo in grave imbarazzo i suoi superiori e poi lo stesso presidente della repubblica australiana. Quindi scappa dall’esercito e comincia a vivere una strana accozzaglia di avventure assieme al suo tank e a un malassortito gruppetto di strani contro-eroi, nel mentre che attraversa l’Australia più selvaggia. Fenomeno molto british, fumetto di culto di un’intera generazione, quella inglese degli anni ‘90. Tank Girl più che un comic è un vero e proprio manifesto ideologico, un perfetto mix di arte, musica, riferimenti culturali di ogni tipo e molta, moltissima politica. Non è un caso che Jamie Hewlett, il papà assieme a Martin del fumetto, sia anche membro-ideatore, assieme al leader dei Blur , Demon Albarn , di un altro fenomeno pop estremamente interessante e legato a doppio filo alla cultura musicale oltre che a quella letteraria: i Gorillaz . Le avvenutre di Tank Girl non hanno un ciclo narrativo molto costante, ne una precisa unità di tempo e di luogo. Partite dall’Australia hanno poi avuto luogo un pò in tutto il mondo e nemmeno il segno grafico è sempre rimasto uguale a se stesso. Il mondo intero del fumetto sia al di dentro delle sue storie che nella scrittura e nel suo confezionamento è in grande divenire, a simboleggiare al meglio lo spirito di ribellione che pervade ogni singolo fotogramma, ogni sbuffo di inchiostro, ogni semplice nuvoletta . Il peccato mortale, come spesso accade con le trasposizioni, è avvenuto proprio quando si è pensato di adattare le demenziali avventure della ragazza carro armato al cinema. Correva l’anno 1995, e la Mgm ha tratto Tank Girl dalle avventure a fumetti dell’eroina di Hewlett & Martin. Cast a ventiquattro carati con Lory Petty , eccellente Tank Girl, e poi Ice T , Naomi Watts , all’epoca molto meno famosa, ma non per questo meno brava, Malcolm McDowell , mister Arancia Meccanica in persona, ad indossare i panni del cattivo di turno, persino la rockstar Iggy Pop ; ma rien a fair, niente, niente, solo l’inizio, parlo proprio dei titoli di testa, era in linea col fumetto, e nemmeno troppo. Peccato, peccato per davvero. Ma non è il momento di piangere sul latte versato, anzi è il momento di gioire perchè, qualcuno nel mondo sembra avere ancora bisogno della ragazza carro armato e del suo davvero speciale gruppetto di amici contro-eroi: Jet Girl, Sub Girl, un canguro semi umano e fidanzato ufficiale di Tank Girl che si chiama Booga, e l’orsacchiotto Camp Koala. In particolare, nei mesi scorsi, qualcosa si è mosso sul fronte della pubblicazione di nuove storie di Tank Girl attraverso la Idw Publishing con nuove storie.Speriamo presto di vedere pubblicate anche in Italia. La Coniglio Editore nel 2006 ha mandato alle stampe il primo volume nella collana paracult intitolato semplicemente Tank Girl , cui ha fatto seguito un secondo volume intitolato Tank Girl: L’Odissea , che è proprio una rilettura “punk” del celeberrimo poema epico di Omero e un terzo volume intitolato Tank Girl: Sunflowers. Tank Girl è apparsa per la prima volta nel 1988 sulla rivista Deadline. Fra l’88 e il 1994 le sue storie sono apparse in tutto su 49 numeri della rivista. Nel 1995, Tank Girl ha conquistato una sua rivista, per la casa editrice Manga, in cui le sue storie sono state pubblicate per 8 mesi. Fra il 1991 e il 1993, il personaggio è stato acquistato e pubblicato dalla Dark Horse . Fra il 1995 e il ‘96 Tank Girl è uscita anche per la Vertigo , il marchio adulto della Dc comics.
About twenty years ago came the irreverent, shiny, incorrect, clarification, proactive, responsive, libelous, tonic, unrealistic, confused, sexually explicit, funny, cartoon English: Tank Girl. Fanciful acid and irreverent duo of Alan Martin and Jamie Hewlett. The comic tells the adventures of a young soldier (v) Australian Army, American tanks and rebellious. We fought from within until it can, chauvinism and the madness of militarism. It combines all the colors is causing embarrassment to his superiors and then the president of the republic of Australia. Then escapes from the army and begins to live a strange jumble of adventures along with his malassortito tank and a bunch of strange anti-heroes, while in Australia that crosses the most wild. Very British phenomenon, the cult comic a whole generation, the English of the 90s. Tank Girl is a comic rather than a genuine ideological manifesto, a perfect mix of art, music, cultural references of all kinds and many, many political. It is no coincidence that Jamie Hewlett, the father of comics along with Martin, is also a founder-member, along with the leader of Blur, Albarn Demon, another pop phenomenon extremely interesting and tied hand in glove to musical culture as well as to that literature: the Gorillaz. The avvenutre Tank Girl does not have a narrative cycle very consistent, nor a clear unity of time and place. Matches Australia have also been a bit all over the world and even the graphic has always remained true to himself. The entire world of comics is the inside of his stories in writing and in its packaging is in great becoming, at best symbolizes the spirit of rebellion that pervades every frame, every puff of ink, every simple cloud. Mortal sin, as often happens with transpositions, it happened just when we thought of adapting the insane adventures of the girl tank to the movies. The year was 1995, and MGM has drawn from the Tank Girl comic book adventures of the heroine of Hewlett & Martin. Cast a twenty-four carat with Lory Petty, excellent Tank Girl, and then Ice T, Naomi Watts, then a lot less famous but no less talented, Malcolm McDowell, Mr. Clockwork Orange himself, to wear the shoes of the villain turn, even the rock stars Iggy Pop, but rien a fair, nothing, nothing, just the beginning, I speak of its opening credits, was in line with the comic, and even too much. Too bad, too bad really. But this is no time to cry over spilled milk, and indeed it is time to rejoice because someone in the world seems to still need the girl tank and its very special group of friends against-heroes: Jet Girl, Sub Girl, a kangaroo half human and boyfriend official called Tank Girl Booga, and the teddy Camp Koala. In particular, in recent months, something moved on the front of the publication of new history of Tank Girl by IDW Publishing with new storie.Speriamo soon to be published in Italy. The Rabbit publisher has sent in 2006 published the first volume in the series simply titled paracult Tank Girl, which was followed by a second volume titled Tank Girl: The Odyssey, which is just a re-reading “punk” of the famous epic poem of Homer and third volume called Tank Girl: Sunflowers. Tank Girl has appeared for the first time in 1988 in the magazine Deadline. Between 88 and 1994, her stories have appeared in all of 49 magazines. In 1995, Tank Girl has won his magazine, the publisher Manga, where his stories were published for 8 months. Between 1991 and 1993, the figure was purchased and published by Dark Horse. Between 1995 and ‘96 Tank Girl is out for the Vertigo, the adult brand of DC Comics.
Lamù ,La ragazza dello spazio ritorna in edicola grazie alla De Agostini !La nuova edizione del cartone in dvd, in versione integrale, almeno si spera, sarà così composta:sono previste 61 uscite, ciascuna composta da un fascicolo e un dvd,la prima uscita è già in edicola, le successive fino all’uscita n. 15 saranno in edicola a cadenza quattordicinale, dall’uscita n. 16 saranno in edicola a cadenza settimanale, la prima uscita costa 3,99 € mentre le successive 8,99 €.Ma chi è questa ragazza dello spazio? Lamù (うる星やつら, Urusei Yatsura) è un manga pubblicato in Giappone dal 1978 al 1987, scritto e disegnato da Rumiko Takahashi, dal quale sono stati tratti una serie anime televisiva, sei film ed undici OAV. Nel 1981 la serie ha vinto il Premio Shogakukan per i manga in entrambe le categorie shōnen e shōjo, nel 1987 il Premio Seiun come miglior fumetto SF/fantasy. La storia narra le bizzarre avventure di un gruppo di liceali che vivono a Tomobiki, località immaginaria nel distretto cittadino di Nerima, Tokyo, dove frequentano l’omonimo Liceo. La vicenda in particolare ruota intorno ad Ataru Moroboshi, un ragazzo estremamente sfortunato e donnaiolo, e a Lamù, figlia del grande capo degli Oni giunto dallo spazio per invadere la Terra. Vestita unicamente di un bikini tigrato, Lamù s’innamora di Ataru dopo aver frainteso una sua frase per una proposta di matrimonio. Le avventure sono organizzate per singoli episodi, ed in alcuni casi un episodio è diviso in più puntate. Gli argomenti sono in genere la sfortuna e le avventure sentimentali di Ataru che si incrociano con gli insoliti alieni amici di Lamù o con i terrestri suoi “simili” dalle personalità più grottesche. Molte delle situazioni che di volta in volta si presentano, altro non sono che parodie della società moderna e del folklore giapponesi (un po’ come sono i Simpson per il pubblico statunitense).Nel passaggio dal manga all’anime alcune storie sono state parzialmente modificate per adattarle alla animazione, mentre alcune storie tra gli ultimi capitoli e qualche personaggio presenti nel manga, non sono stati trasposti in animazione. La serie televisiva venne prodotta da Kitty Films, Studio Pierrot e Fuji Television, tra il 1981 e il 1986. Vennero prodotti e trasmessi 195 episodi.Buona parte degli episodi della serie non sono tratti da storie presenti nel manga e sono creazioni originali dello staff : alcuni di questi si discostano anche pesantemente dal consueto tono del manga, soprattutto quelli realizzati quando a capo dello staff c’era Oshii.Nella serie sono presenti numerosi riferimenti, in chiave ironico-satirica, alla cultura nipponica (tra cui gli stessi anime) e in particolare alle molteplici leggende giapponesi, ma anche alla cultura occidentale e ai suoi costumi, tra cui molte citazioni cinematografiche.
Lamù, The Girl of the space returns to newsstands thanks to De Agostini! The new edition of the cartoon on DVD, in full, at least we hope, be composed of 61 outputs are provided, each consisting of a file and a DVD, the first output is already on newsstands, subsequent to the exit No 15 will be on newsstands in every quattordicinale, No exit 16 will be on newsstands weekly, the first exit costs € 3.99 and € 8.99 the next. But who is this girl space? Lamu (うる 星 や つら, Urusei Yatsura) is a manga published in Japan from 1978 to 1987, written and illustrated by Rumiko Takahashi, who were treated by an animated TV series, six feature films and eleven OAV. In 1981 the series won the Shogakukan Award for manga in Shonen and Shojo both categories in 1987 Award for best cartoon Seiun SF / fantasy. The story tells the bizarre adventures of a group of high school students who live in Tomobiki, fictional town in the district town of Nerima, Tokyo, where he attended the School of the same name. The story revolves around a particularly Moroboshi Ataru, a young extremely unfortunate and womanizer, and Lum, daughter of the great leader of the Oni arrived from space to invade the Earth. Dressed only in a striped bikini, Lum falls in love with Ataru having misunderstood her comment for a marriage proposal. The adventures are organized for individual episodes, and in some cases an episode is divided into several episodes. The topics are usually bad luck and the romance of Ataru which intersects with the unusual alien friends Lum or the land’s “similar” by the most grotesque personality. Many of the situations that arise from time to time, are nothing but parodies of modern society and folklore, Japanese (a little ‘how are the Simpson for American audiences). In the transition from the manga at Anime few stories have been partially modified to fit the animation, and some stories in the last few chapters and characters in the manga, have not been transposed into animation. The television series was produced by Kitty Films, Studio Pierrot and Fuji Television, between 1981 and 1986. Were produced and broadcast 195 episodes of the series episodi.Buona part are not taken from stories in the manga and are original creations of the staff, some of these deviate too strongly from the usual tone of the manga, especially those made when a chief of staff c ‘was Oshii.Nella series are numerous references, in an ironical-satirical, the Japanese culture (including the same anime), and particularly to the many Japanese legends, but also to Western culture and its customs, including many movie quotes .
Diventare una star ballando in Rete. E’ quanto accaduto alla quattordicenne britannica nota come “Beckii Cruel”, diventata famosa in Giappone ballando in video diffusi su YouTube le sigle delle canzoni dei cartoni animati giapponesi. Per lei, 14enne della sperduta isola di Man, nel Mar d’Irlanda, milioni di contatti sul Web e in arrivo ci sono anche un dvd e un cd. Si dice “nemo profeta in patria” e anche lei non sfugge alla regola. A regalarle la popolarità sono stati infatti i fan giapponesi. D’altronde, visto il genere di arte scelto da Beckii non poteva essere altrimenti. Lei racconta di essere stata ispirata dal manga “Fruit Basket”. In ogni caso, con il suo fisico gracile e una contagiosa vena danzereccia, si è giù guadagnata una partecipazione a uno show a Tokyo nel distretto di Akhiabara, considerato il simbolo della cultura otaku, ovvero degli appassionati di manga.
Becoming a star danced on the Net and ‘what happened to the British fourteen known as “Beck Cruel”, which became famous in Japan dancing in video posted on YouTube the initials of the songs of Japanese cartoons. For her, the lost 14 year old Isle of Man in the Irish Sea, millions of hits on the Web and arriving there are also a DVD and a CD. It says “nemo prophet at home” and she too is no exception. To give her popularity was in fact the Japanese fans. Moreover, given the kind of art chosen by Beck could not be otherwise. She says she was inspired by the manga “Fruit Basket”. In any case, with its slender body and a contagious dance-vein, he earned a share down to a show in Tokyo in Akhiabara district, considered the symbol of otaku culture, or lovers of manga.
Lady Oscar non è una candida bambina a cui le caprette fanno ciao e neppure un’infermierina il cui nome ha dato vita a una sindrome, quella di Candy Candy: più mi fai male, più ti amerò, meglio se sei bello, tenebroso e non mi fili. Ma non è neanche un cumulo di acciaio come Jeeg, o un eversivo come Capitan Harlock, disturbante per la sua anarchia. Lady Oscar va oltre. È una lei androgina, un travestito etero, una bambina trasformata dal padre in guardia reale al servizio di Maria Antonietta. E grazie a Lady Oscar, negli anni ‘80, le ambiguità del mondo dei manga e degli anime sbarcano in Occidente senza schermi velati. Semmai, con un sadismo strisciante. Da noi, nel 1982, il successo della serie tv è strepitoso. Orde di ragazzini corrono a casa per vederla, persino gli insegnanti la raccomandano per la sua valenza storica (proprio così…). In Giappone invece il boom non è immediato. Arriva con il successo degli autori del manga, come Riyoko Ikeda, e degli anime in tv, soprattutto di Osamu Dezaki (Jenny la tennista, Lupin III) con le sue inquadrature oblique espressioniste e l’uso dello split screen. Intanto, Lady Oscar “italiana” subisce la censura, e molte ambiguità vengono eliminate o ridimensionate nella traduzione. Prostitute diventano mendicanti, si glissa sulle accuse di relazione omosessuale tra Maria Antonietta e Oscar, e vengono tagliate le scene d’amore tra lei e André. Ma in fondo, anche questo fa di Lady Oscar un fenomeno. E un franchise: oggi c’è questo doppio box (40 episodi in 4 dischi, doppia opzione audio italiano e giapponese, sigla originale, schede). Prima, ci sono stati musical, pièce teatrali e un film di Jacques Demy, con Patsy Kensit nei panni di Oscar bambina. Come cantavano i Cavalieri del Re: “Il buon padre voleva un maschietto, ma, ahimè, sei nata tu…”.
Lady Oscar is not a white girl to do when the kids hello and even un’infermierina whose name has given rise to a syndrome, that of Candy Candy: the more you’re hurting me, the more you love, better if you are beautiful, dark and not I LAN. But not even a heap of steel as Jeeg, or subversive as Captain Harlock, disturbing for its lawlessness. Lady Oscar goes further. It’s her androgynous, a transvestite heterosexual, a girl transformed by his father in the royal guard at the service of Marie Antoinette. And thanks to Lady Oscar, in the ’80s, the ambiguities of the world of manga and anime in the west without landing screens veiled. If anything, with a sadistic creep. Here, in 1982, the success of the TV series is great. Hordes of kids rushing home to see her, even the teachers recommend it for its historic value (really …). In Japan, however the boom is not immediate. Arrives with the success of the authors of the manga, as Riyoko Ikeda, and anime on TV, especially Osamu Dezaki (Jenny, the tennis player, Lupine III) with its oblique shots expression and the use of split screen. Meanwhile, Lady Oscar “Italian” subjected to censorship, and many ambiguities are eliminated or downsized in the translation. Prostitutes become beggars, you Glissa allegations of homosexual relationship between Marie Antoinette and Oscar, and are cut the love scenes between her and Andre. But ultimately, this is a phenomenon of Lady Oscar. And a franchise today there is this double box (40 episodes on 4 discs, two audio options Italian and Japanese abbreviation original cards). First, there have been musicals, plays and a film by Jacques Demy, with Patsy Kensit in the shoes of Oscar girl. As sang Knights of the King: “The father wanted a boy, but, alas, you were born ….”