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Calcio, è morto Tonino Carino

martedì, marzo 9th, 2010

E’ morto all’età di 65 anni il giornalista Rai, Tonino Carino. Nato a Offida (Ascoli Piceno), legò il suo nome all’Ascoli Calcio. Impresso nel ricordo del telespettatori il tormentone “Tonino Carino da Ascoli” che ripeteva ogni volta quando faceva le sue telecronache delle partite a 90° minuto. Di recente Carino era andato in pensione, ma aveva continuato ad essere ospite di trasmissioni come “Quelli che il calcio”. Era malato da tempo.Era stato uno dei protagonisti del grande teatrino di 90′ Minuto, la storica trasmissione della Rai che portava nelle case degli italiani i gol del campionato di calcio, condotta da Paolo Valenti. “Tonino Carino da Ascoli” era il suo saluto inconfondibile, in un programma che vedeva altre figure indimenticabili di giornalisti-personaggi come Luigi Necco da Napoli, Cesare Castellotti da Torino, Marcello Giannini da Firenze e Giorgio Bubba da Genova, per dirne solo alcuni. Carino se n’è andato lunedì sera nella sua casa di Ancona, a 65 anni. Aveva legato il suo nome proprio all’Ascoli del presidente Costantino Rozzi, un’altra icona di un calcio che non c’è più. Carino aveva cominciato la sua carriera al Corriere Adriatico, poi era entrato in Rai, nella sede regionale di Ancona, dove era stato anche caporedattore dal 1991 al 2002. Lascia la moglie e due figli, Riccardo e Daria.

E ‘died at the age of 65 years, the journalist RAI, Tonino Carino. Born in Offida (Ascoli Piceno), linked his name Ascoli Calcio. Imprinted in the memory of viewers for the smash “Tonino nice Ascoli” which he repeated every time when he made his broadcast of matches in 90th minute. Carino was recently retired, but had continued to be host of shows such as “Those that football.” Had been ill for tempo.Era was one of the protagonists of the great theater 90 ‘minute, the historical transmission of RAI that led to the homes of the goals of the Italian football championship, conducted by Paul Valenti. “Tonino nice Ascoli” her greeting was unmistakable, in a program that saw other memorable figures of journalists-people like Louis Necci from Naples, Cesare Castellotti Turin, Florence and George Marcello Giannini Bubba from Genoa, to name a few. Carino is gone Monday night at her home in Ancona, 65. He tied his own name Ascoli President Costantino Rozzi, another icon of a football is gone. Carino began his career at the Corriere Adriatico, then entered into Rai, in the regional headquarters in Ancona, where he was also managing editor from 1991 to 2002. He leaves his wife and two sons, Richard and Daria.

Q.P.G.A. : Baglioni (ri)canta l’amore!!!

mercoledì, novembre 25th, 2009

qpgaUn doppio disco che ripercorre i successi del ‘72. Il vecchio e il nuovo Claudio Baglioni si incontrano. Q.P.G.A, in uscita venerdì 27 novembre, è stato a lungo preparato e vi partecipano tantissimi cantanti. Un inno all’amore. Baglioni canta con Mina, Franco Battiato, Elio e le storie tese, Fiorello, Antonello Venditti e anche con i nuovi cantanti Giusy Ferreri, Alessandra Amoroso e Noemi. Q.P.G.A contiene 150 minuti di musica con 70 grandi nomi. Non si tratta di un remake ma di una riedizione riveduta delle canzoni del ‘72: 52 brani, di cui 15 sono la rivisitazione dei vecchi pezzi, altri sono reinvenzioni totali o parziali con testi o musiche diverse, altri ancora sono inediti. Tutte canzoni unite dal tema del primo amore, “quello che non dura tutta la vita ma te la cambia per sempre”, sottolinea il cantautore. E Baglioni partirà in tournée con Q.P.G.A. dal 5 dicembre a Milano. Sarà al teatro Arcimboldi di Milano il 5, 6, 7 e 8. Dopo Milano sarà a Padova, Napoli, Firenze, Roma, Bologna e Genova. Una suite musicale che segue, nella confezione di un’opera moderna, la storia d’amore raccontata nel album cult “Questo piccolo grande amore”. I grandi classici, con in più brani ricomposti e pezzi inediti, non inseriti nell’album del ’72, riempiono due ore di grande musica, in una versione completamente rinnovata. Baglioni dà forme coerente al suo progetto di cantare la “sua” musica popolare italiana, quella che riempì i sogni di due generazioni: quella degli anni ’60 e quella del decennio successivo, che si trovò a scontrarsi con le disillusioni delle speranze, spesso utopiche, della prima. Una storia musicale che, per essere raccontata, ha bisogno della dimensione live molto più di quella del disco. Ecco perché Baglioni ha voluto dare la precedenza ai concerti, che si prestano molto di più a raccontare la storia che il cantante ha in mente: e che ha bisogno – anche attraverso le soluzioni di un allestimento scenico innovativo – di salti temporali, interazioni fantastiche tra passato e presente e flash-back. Tutte le date, finora, hanno confermato il successo di Baglioni: ottima l’accoglienza del pubblico.

A double disc that covers the hits of ‘72. The old and the new Claudio Baglioni meet. QPGA, outgoing Friday, November 27, has long been prepared and participate in lots of singers. A hymn to love. Baglioni sings with Mina, Franco Battiato, Elio e le Storie Tese, Fiorello, Antonello Venditti and even with the new singers Giusy Ferreri, Alessandra Amoroso and Naomi. QPGA contains 150 minutes of music with 70 big names. This is not a remake but a revised edition of songs of ‘72: 52 songs, of which 15 are revisiting the old songs, others are reinventions complete or partial texts or different music, still others are new. All songs united by the theme of first love, “what does not last a lifetime but the changes you forever,” said the singer. It Baglioni start touring with Q.P.G.A. from 5 December in Milan. Will be at the Arcimboldi theater in Milan on 5, 6, 7 and 8. After Milan will be in Padua, Naples, Florence, Rome, Bologna and Genoa. A suite of music that follows, in the packaging of a modern work, the love story told in the cult album “This great little love.” The great classics, plus unreleased tracks and pieces put back together, not included in the album of ‘72, they fill two hours of great music in a completely new version. Baglioni gives coherent form to his plan to sing “its” Italian folk music, that which filled the dreams of two generations: that of the ’60s and one of the following decade, which was at war with the disappointments of hopes, often utopian of the first. A musical history that, to be told, needs the size live much longer than the disc. Baglioni’s why he wanted to give precedence to the concerts, which lends itself much more to tell the story that the singer has in mind and that he needs – even through the solutions of a set design innovation – to jump time, interactions between great past and present and flashbacks. All dates so far have confirmed the success of Baglioni: excellent public reception.

“Q.P.G.A.”
tracklist con ospiti

A
1. OUVERTURE (con Andrea Bocelli)
2. LUNGO IL VIAGGIO (con Enrico Ruggeri, Eugenio Finardi, Francesco Renga)
3. PIAZZA DEL POPOLO (con Alex Britti chitarra)
4. UNA FACCIA PULITA (con Irene Grandi)
5. L’INCONTRO (con Riccardo Cocciante)
6. NUVOLE E SOGNI (con Simone Cristicchi, Michele Zarrillo)
7. DUE UNIVERSI (con Gigi D’Alessio, Anna Tatangelo)
8. SE GUARDI SU (con Baraonna, Pino Daniele chitarra)
9. CENTOCELLE (con Danilo Rea piano)
10. SVELTO O LENTO (con Elio e le Storie Tese)
11. BUON COMPLEANNO (con Renzo Arbore, Morgan)
12. L’APPUNTAMENTO (con Giorgia)
13. BATTIBECCO (con Paola Cortellesi)
14. CON TUTTO L’AMORE CHE POSSO (con Laura Pausini, Stefano Di Battista sax)
15. LUNGOTEVERE (con Rita Marcotulli piano)
16. JUKE-BOX (con Mario Biondi)
17. CHE BEGLI AMICI (con Pooh)
18. TORTADINONNA O GONNACORTA (con Neri Per Caso, Fabrizio Frizzi, Loredana Bertè, Ivana Spagna)
19. L’ULTIMO SOGNO (con PFM)
20. MIA LIBERTÀ (con Lucio Fabbri violino, Ron, Luca Barbarossa, Amedeo Minghi)
21. COSA NON SI FA (con Roy Paci tromba, Nek chitarra)
22. FIUMICINO (con Giovanni Allevi piano)
23. il riparo (con Antonello Venditti)
24. LA PAURA E LA VOGLIA (con Giovanni Baglioni chitarra)
25. LA PRIMA VOLTA (con Claudia Gerini)
26. UN SOLO MONDO (con Alessandra Amoroso)

B
1. PRELUDIO
2. QUEL GIORNO (con Joseph Calleja)
3. IO TI PRENDO COME MIA SPOSA (con Angelo Branduardi violino, Mango, Laura Valente)
4. L’ARCOBALENO (con Mina)
5. NOI SULLA CITTÀ (con Giusy Ferreri)
6. STAZIONE TERMINI (con Edoardo Bennato armonica)
7. ANCORA NO (con Giuliano Sangiorgi)
8. BUON VIAGGIO DELLA VITA (con Annalisa Minetti)
9. SISSIGNORE (con Gegè Telesforo, Enzo Jannacci)
10. MIA NOSTALGIA (con Fiorella Mannoia, Walter Savelli piano)
11. IL RIMPIANTO (con Ivano Fossati)
12. COME SEI TU (con Dolcenera)
13. PENSIONE STELLA (con Paolo Fresu tromba)
14. QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE (con Ennio Morricone piano)
15. AL MERCATO (con Neri Marcorè)
16. PORTA PORTESE (con Fiorello)
17. FIORE DE SALE (con Ornella Vanoni, Luis Bacalov piano)
18. QUANTO TI VOGLIO (con Noemi, Gianluca Grignani)
19. CON TUTTO IL MIO CUORE (con Jovanotti, Fabrizio Bosso tromba)
20. IL RICORDO (con Gianni Morandi)
21. UN PO’ D’AIUTO
22. VIA DI RIPETTA (con Stefano Bollani piano)
23. UNA STORIA FINITA (con Alice)
24. SEMBRA IL PRIMO GIORNO (con Franco Battiato)
25. SUITE
26. NIENTE PIÙ

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MOANA POZZI

giovedì, ottobre 22nd, 2009

moanapozziMoana Pozzi, nata Anna Moana Rosa Pozzi (Genova, 27 aprile 1961 – Lione, 15 settembre 1994), è stata una pornostar, attrice e showgirl italiana. Figlia di Alfredo, ricercatore nucleare, e di una casalinga, Giovannina  Alloisio. Trasferitasi a Roma appena maggiorenne, lavorò saltuariamente come modella e come comparsa in numerosi film. Era molto ambiziosa e quando si accorse che questa strada l’avrebbe portata poco in là, si dedicò alla strada del porno come scorciatoia per la notorietà. Il suo primissimo film hardcore dal titolo Valentina, ragazza in calore, risale al 1981 e non era accreditata con il suo nome, ma come Linda Heveret, anche perché in quel periodo stava conducendo un programma per bambini, Tip Tap Club, su Raidue. Lo scandalo della doppia personalità venne comunque a galla procurandole la cacciata dalla Rai, ma lei stessa ammise di averne comunque ricavato anche una certa pubblicità. Risale al 1986 la sua prima pellicola a luci rosse del circuito di serie A dove era accreditata col suo nome fin dal titolo, Fantastica Moana, per la regia di Riccardo Schicchi. Entrata nell’entourage dell’agenzia Diva Futura di Schicchi, nello stesso anno partecipò allo spettacolo live Curve deliziose che lanciò definitivamente la sua carriera nel mondo del porno e le diede anche una notevole pubblicità sulla stampa per via dello scandalo con risvolti giudiziari che ne nacque. Fra i film di maggior successo Moana calda femmina in calore, Moana la bella di giorno, Cicciolina e Moana ai mondiali. Divenne assai popolare grazie alla televisione, ai cui programmi cominciò a essere invitata, anche grazie a risorse intellettuali e culturali sino ad allora, per il grande pubblico, insospettabili per un personaggio del porno. Più che la sua collega Staller, Moana Pozzi portò alla luce l’esistenza sino ad allora pressoché sotterranea del vasto universo della pornografia e dei relativi consumatori.Pubblicò il libro La filosofia di Moana a proprie spese (20.000 copie per un costo di sessanta milioni), fondando una casa editrice diretta dal giornalista Brunetto Fantauzzi: nel libro raccontava di personaggi famosi con cui avrebbe avuto rapporti. Il libro fece scalpore, anche per alcuni commenti e veri e propri voti sulle “prestazioni” degli occasionali partner, fra i quali figurava anche un uomo politico inserito senza nome, sebbene notevoli indizi facessero capire, soprattutto con il senno di poi, che si trattava di Bettino Craxi, non ancora Presidente del Consiglio e allora segretario del PSI  e che si meritò un bel 7½ sebbene i due non avessero avuto un rapporto sessuale completo. I personaggi citati erano Beppe Grillo (7-), Roberto Benigni (S.V.), Massimo Troisi (6), Paulo Roberto Falcão (5), Marco Tardelli (8), Luciano De Crescenzo (7), Harvey Keitel (S.V.), Andrea Roncato (7), Nicola Pietrangeli (6), Renzo Arbore (6), Enrico Montesano (6-), Francesco Nuti (7), Renato Pozzetto (6+) e Massimo Ciavarro (6+).Molto nota è anche la sua performance televisiva nel programma L’araba fenice (1988), nel quale faceva la critica di costume nuda o “vestita” solamente di un cellophan trasparente. Nell’estate 1992 condusse su Italia 1 in seconda serata il sabato il programma televisivo Magico David, dedicato a David Copperfield. Ebbe anche una breve esperienza nel mondo della politica quando nel 1991 fondò, assieme alla collega Cicciolina (pseudonimo di Ilona Staller) il Partito dell’Amore. Guidò in prima fila il suo Partito alle elezioni politiche del 1992 ed alle elezioni comunali a Roma dell’anno successivo. Non riuscì ad arrivare al ballottaggio, in un primo momento dichiarò che se si fosse verificata tale situazione avrebbe supportato il candidato di Rifondazione Comunista Renato Nicolini, ma Nicolini non riuscì ad arrivare al secondo turno, il Partito dell’Amore diede allora indicazione ai propri elettori di far confluire i voti su Francesco Rutelli.  Anche sua sorella Mima ne seguì le orme, divenendo pornostar a sua volta con il nome d’arte di Baby Pozzi. La popolarità di Moana fu tale che divenne anche protagonista di un cartone animato, realizzato dal famoso cartoonist Mario Verger, che vide coinvolta nella regia la stessa Moana Pozzi: il cartoon, intitolato Moanaland, fu trasmesso a più riprese da Blob e nelle puntate monografiche dedicate alla Diva dell’Hard. Sempre Verger, questa volta da solo, le dedicò un altro film d’animazione I Remember Moana, raccogliendo l’attenzione di Marco Giusti e Enrico Ghezzi per Fuori Orario, e che vinse la Menzione Speciale all’Erotic Film Festival in America.Moana morì all’Hotel de Dieu di Lione il 15 settembre 1994. La sua morte, ufficialmente dovuta a un tumore al fegato, fu improvvisa, inattesa (aveva solo 33 anni) e ha dato origine a voci non controllate che affermavano che fosse dovuta all’AIDS, oppure che la stessa notizia del decesso fosse falsa. Tali voci – che negli anni si sono rincorse e sono state alimentate anche attraverso la pubblicazione di pamphlet – restano il segno più visibile di come Moana Pozzi sia rimasta un’icona ben presente nell’immaginario degli italiani. Nel 10° anniversario della sua morte (2004), nuove voci sulla sua improvvisa scomparsa sono riaffiorate. La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un nuovo fascicolo per scoprire se effettivamente fosse viva o morta. Nel dicembre 2005, al programma di RaiTre Chi l’ha visto? viene presentato per la prima volta il certificato ufficiale di morte dell’ospedale di Lione, dove veniva registrato il giorno esatto del decesso dell’attrice. Le interviste con la famiglia hanno infine confermato le circostanze. In più è stata mostrata anche una tomba senza nome nel complesso di sepoltura “Pozzi” a Lerma, vicino ad Alessandria in Piemonte. Nel 2005 la famiglia – tramite il fratello Simone – annunciò la pubblicazione di un libro (il cui titolo è Moana, tutta la verità per Aliberti editore) in cui sarebbe stata raccontata la verità sulla vita e, soprattutto, sulla morte dell’attrice. Nel febbraio del 2006, nel corso dell’intervista rilasciata al programma di Raitre Chi l’ha visto?, quello che si credeva il fratello minore di Moana, Simone Pozzi, dichiarò ufficialmente di esserne in realtà il figlio, anche se resta ancora un mistero la paternità. Tuttavia, il figlio dichiarò di non avere intenzione di cercare un padre che non si era mai preoccupato di cercare nessuno dei due.  Ad inizio aprile 2007 viene pubblicata sul quotidiano Il Messaggero un’intervista al marito dell’attrice, Antonio Di Cesco, che rivela di aver aiutato Moana a morire, praticandole l’eutanasia. Rifiutando l’idea di una lunga agonia, aveva preso accordi col marito e così nel settembre 1994, quando ormai non c’era più nulla da fare, questi l’aiutò a terminare le sofferenze facendo entrare delle bollicine d’aria nel tubo della flebo. A metà mese la Procura della Repubblica di Roma, su istanza del produttore Riccardo Schicchi, apre un’inchiesta iscrivendo Di Ciesco nel registro degli indagati. Il 22 giugno 2007, nel corso dello speciale di Enigma (Rai Tre) dedicato a Moana Pozzi e condotto da Corrado Augias, Mauro Biuzzi, responsabile dell’Associazione che ne tutela l’immagine, da lui creata insieme alla famiglia, ha mostrato il test dell’HIV cui si sottopose l’artista nel 1992, a definitiva conferma che non aveva contratto l’AIDS.2009 Sky presenta il film TV , con Violante Placido nel ruolo di Moana.

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FERNANDA PIVANO “SULLA STRADA DELLA MUSICA”

mercoledì, agosto 19th, 2009

pivdeanFernanda Pivano (Genova, 18 luglio 1917 – Milano, 18 agosto 2009) è stata una giornalista, scrittrice, traduttrice e critica musicale italiana. Fernanda Pivano ha contribuito ininterrottamente alla diffusione e alla conoscenza critica degli scrittori contemporanei più significativi d’America in Italia: da quelli del dissenso “negro”, come Richard Wright, a quelli del dissenso non violento degli anni Sessanta (Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs, Gregory Corso e Lawrence Ferlinghetti), l’autore della dissacrazione del sogno americano Charles Bukowski, fino a giovani autori come Jay McInerney, Bret Easton Ellis, David Foster Wallace, Chuck Palahniuk e Jonathan Safran Foer. Amica personale di Ernest Hemingway, è stata la traduttrice di gran parte delle sue opere in Italia. L’amore per la musica ,Fernanda Pivano fu tra i maggiori esperti di musica leggera, sia italiana che internazionale. Innato il suo amore per Fabrizio De André, che lei ritiene il più grande poeta della seconda metà del Novecento italiano. Famosa è rimasta la frase con cui gli ha consegnato il Premio Tenco 1997: “Sarebbe necessario che invece di dire che Fabrizio De André è il Bob Dylan italiano si dicesse che Bob Dylan è il Fabrizio De André americano.” È comparsa anche nel video di Luciano Ligabue Almeno credo e ha aiutato Morgan nella realizzazione del remake di Non al denaro, non all’amore né al cielo, famoso album di Fabrizio De André.

Biografia

Figura di rilievo nella scena culturale italiana, protagonista e testimone dei più interessanti fenomeni letterari del secondo novecento, amica, ambasciatrice di scrittori importanti, a lei si deve la pubblicazione e la diffusione in Italia degli autori della cosiddetta Beat Generation. Nata a Genova, adolescente si trasferisce con la famiglia a Torino dove frequenta il liceo classico Massimo D’Azeglio. Nel 1941 si laurea in lettere con una tesi in letteratura americana sul capolavoro di Herman Melville, Moby Dick, che viene premiata dal Centro di Studi Americani di Roma. Nel 1943 pubblica per Einaudi la sua prima traduzione, parziale, della Spoon River Anthology di Edgar Lee Masters, lavoro che segna l’inizio della carriera letteraria sotto la guida di Cesare Pavese, già suo professore al liceo. Nello stesso anno si laurea in filosofia con Nicola Abbagnano, di cui sarà assistente per diversi anni. Nel 1948 a Cortina Fernanda Pivano incontra Ernest Hemingway con il quale instaura un intenso rapporto professionale e di amicizia. L’anno successivo la Mondadori pubblica la sua traduzione di “Addio alle armi”, traduzione che in realtà era stata realizzata clandestinamente nel 1943, e per la quale, durante l’occupazione nazista di Torino, la Pivano era stata arrestata. Negli anni seguenti curerà la traduzione dell’intera opera di Hemingway, intensificando l’amicizia con lo scrittore americano, del quale sarà più volte ospite in Italia, a Cuba e negli Usa. Dal 1949 al ‘54 cura per la Mondadori la traduzione dei principali libri di Francis Scott Fitzgerald: “Tenera è la notte” (dapprima pubblicata da Einaudi), “Il grande Gatsby”, “Di qua dal paradiso” e “Belli e dannati”. Nel 1956 compie il primo viaggio negli Stati Uniti, che sarà seguito da numerosi altri in America e in vari Paesi (India, Nuova Guinea, Mari del Sud, diversi Paesi orientali e africani). Nel 1959 appare la sua prefazione a “Sulla strada” di Jack Kerouac, per la Mondadori e nel 1961 compie il suo primo viaggio in India. Nel 1964 scrive l’introduzione a Poesie degli ultimi americani Feltrinelli e nello stesso anno si dedica alla traduzione e cura di Jukebox all’idrogeno di Allen Ginsberg – Mondadori. Nel 1966 scrive la prefazione di “I denti cariati e la Patria” di Antonio Infantino edito dalla Feltrinelli. Nel 1971 cura l’introduzione della riedizione di “Il mio mondo è qui” di Dorothy Parker, e de “L’altra America negli Anni Sessanta” – Officina. Nello stesso, nelle sua casa milanese di via Manzoni, si ritrovano alcuni intellettuali di Torino, Roma e Milano (Alfredo Cohen), che, come stava avvenendo in America, decidono di organizzare un movimento di liberazione omosessuale anche in Italia. Quando a Torino si formo’ il primo movimento di liberazione omosessuale italiano, il Fuori!, “Fernanda Pivano – ricorda Angelo Pezzana – ne fu, per affetto, amicizia, intelligenza, solidarieta’, sostenitrice appassionata, collaborando ai primi numeri del nostro giornale”.Un giornale di controinformazione che difendesse e promulgasse la libertà omosessuale, dandone una visione corretta proveniente dagli stessi omosessuali. Lo sviluppo del giornale del movimento, anch’esso denominato Fuori, con le sue idee rivoluzionarie ad oltranza e con un metodo organizzativo molto autoritario, costringerà poi Fernanda Pivano, nel 1973, ad abbandonare il movimento omosessuale italiano perché non condivideva l’impostazione generale, tutta basata sul concetto di lotta di classe, e perché, disse in un’ultima intervista, “nel vostro giornale non si pronuncia più la parola amore”. Nel 1972 cura l’introduzione alla prima raccolta di testi e traduzioni italiane di Bob Dylan “Blues ballate e canzoni” – Newton Compton. Esce la Raccolta di saggi “Beat, Hippie, Yippie” – Arcana . Nel 1976 pubblica il saggio “I Mostri degli Anni Venti”, in cui dedica un appassionato ritratto ai più grandi scrittori dell’ “età del jazz”, quali Ernest Hemingway, Francis Scott Fitzgerald, Dorothy Parker, William Faulkner e Edgar Lee Masters. Nello stesso anno esce la Raccolta di saggi “C’era una volta un beat” – Arcana. Nel 1982 pubblica una intervista a Charles Bukowski intitolata: “Quello che mi importa è grattarmi sotto le ascelle”. Nel 1985 esce la sua biografia di Hemingway, Milano, Rusconi, 1985, che riceve il Premio Comisso nello stesso anno. Nel 1995 pubblica “Amici scrittori” – Mondadori, Raccolta di saggi. Nel 2000 pubblica “I miei quadrifogli” – Frassinelli e recita in Nessun dorma di Antonello Aglioti, collaborando anche alla sceneggiatura del film. Nel 2002 pubblica uno scritto su Fabrizio De André all’interno del volume “De André il corsaro” assieme a Michele Serra e a Cesare G. Romana. Nel 2003 pubblica “Un po’ di emozioni”, Fandango Libri. Nel 2004 pubblica “The beat goes on” a cura di Guido Harari – Mondadori, album fotografico. Nel 2005 pubblica “I miei amici cantautori” – Mondadori, raccolta di saggi e interviste sui poeti della canzone d’autore e del rock, a cura di Sergio Sacchi e Stefano Senardi e “Pagine Americane” – Frassinelli, raccolta di scritti su narrativa e poesia dal 1943 al 2005. Nel 2006 pubblica “Spoon River, ciao” con fotografie di William Willinghton scattate nei luoghi dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters in Illinois – Dreams Creek e “Ho fatto una pace separata”, – Dreams Creek. Nel 2007 pubblica “Lo scrittore americano e la ragazza perbene. Storia di un amore: Nelson Algren e Simone de Beauvoir”, Tullio Pironti. Nel 2008 pubblica “Diari (1917.1973)” a cura di Enrico Rotelli con Mariarosa Bricchi e contributi di Erica Jong, Bret Easton Ellis, Jay McInerney, Gary Fisketjon – Bompiani e “Complice la musica” – BUR. La sera del 18 agosto 2009 si spegne a 92 anni compiuti da un mese, nella clinica privata Don Leone Porta di Milano dove era ricoverata da qualche tempo e presso la quale è stata allestita la camera ardente. Due anni prima era morto il marito, l’architetto Ettore Sottsass.

Fernanda Pivano (Genoa, July 18 1917 – Milan, 18 August 2009) was a journalist, writer, translator and Italian music critics. Fernanda Pivano has continuously contributed to the dissemination and critical knowledge of the most important contemporary writers of America in Italy: from those of dissent “negro,” as Richard Wright, to those of non-violent dissent of the sixties (Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs, Gregory Corso and Lawrence Ferlinghetti), the author of the desecration of the American Dream Charles Bukowski, to young authors like Jay McInerney, Bret Easton Ellis, David Foster Wallace, Chuck Palahniuk and Jonathan Safran Foer. Personal friend of Ernest Hemingway, was the translator of most of his works in Italy. The love for music, Fernanda Pivano was one of the leading experts in music, both Italian and international. His innate love for Fabrizio De André, she considers the greatest poet of the second half of the twentieth century Italian. Was the famous phrase with which he delivered the 1997 Tenco Prize: “It would be necessary to say that instead of Fabrizio De André is the Italian Bob Dylan is saying that Bob Dylan is the American Fabrizio De André.” It also appeared in the video of Luciano Ligabue At least I think Morgan and helped with building the remake not the money, not to heaven or the famous album by Fabrizio De André.
Biography
Prominent figure in the Italian cultural scene, the protagonist and witness of the most interesting literary phenomena of the second nine hundred, friend, ambassador of important writers, she was responsible for the publication and dissemination in Italy of the authors of the so-called Beat Generation. Born in Genoa, a teenager he moved with his family to Turin where he attended the liceo classico Massimo D’Azeglio. In 1941 he graduated in literature with a thesis on American literature on the masterpiece by Herman Melville, Moby Dick, which is awarded by the Center for American Studies in Rome. In 1943 public Einaudi his first translation, part of the Spoon River Anthology by Edgar Lee Masters, work that marks the beginning of the literary career under the guidance of Cesare Pavese, formerly a professor at his school. That same year he graduated in philosophy with Nicola Abbagnato, which will be an assistant for several years. In 1948 in Cortina Fernanda Pivano encounters with Ernest Hemingway which creates an intense professional relationship and friendship. The following year, the Mondadori publishes his translation of “A Farewell to Arms”, translate that into reality was made illegally in 1943, and for which, during the Nazi occupation of Turin, the Pivano was arrested. In the years following the care of the translation work of Hemingway, intensifying friendship with the American, which will host several times in Italy, Cuba and the USA. From 1949 to’54 cure for Mondadori translation of the principal books by Francis Scott Fitzgerald: “tender is the night” (first published by Einaudi), “The Great Gatsby,” “This way from paradise” and “beautiful and damned” . In 1956 makes the first trip to the United States, which will be followed by many others in America and in various countries (India, New Guinea, South Seas, several Eastern and African countries). In 1959, it appears his preface to “On the Road” by Jack Kerouac, to Mondadori in 1961 and makes his first trip to India. In 1964 he wrote the introduction to Poems of American Feltrinelli past and in the same year he devoted himself to translating and edited by Jukebox all’idrogeno of Allen Ginsberg – Mondadori. In 1966 he wrote the preface of “The decayed teeth and the homeland” by Antonio Infantino published by Feltrinelli. In 1971 by the introduction of the new edition of “My world is here” by Dorothy Parker, and de “The other America in the Sixties” – Workshop. At the same, in his home in Milan on Via Manzoni, intellectuals meet in Turin, Rome and Milan (Alfred Cohen), who, as was happening in America, decided to organize a gay liberation movement in Italy. When Turin formo ‘the first gay liberation movement Italian, Out! “Fernanda Pivano – Angelo Pezzana recalls – it was, for affection, friendship, understanding, solidarity’, a passionate advocate, working with the first issues of our newspaper” . A newspaper which counter difendesse and enact homosexual freedom, giving a correct themselves from homosexuals. The development of the newspaper of the movement, also called Out, with its revolutionary ideas to excess and with a very authoritarian organizational method, then Fernanda Pivano force in 1973, left the Italian gay movement because he did not share the general approach, all based on the concept of class struggle, and why, said in a final interview, “in your newspaper is not pronounced the word more love.” In 1972 by introducing the first collection of texts and Italian translations of Bob Dylan “Blues ballads and songs” – Newton Compton. Leaves the collection of essays “Beat, Hippie, Yippie” – Arcana. In 1976 he publishes the essay “The Monsters of Twenty Years”, which portrayed a passionate dedication to the greatest writers of the ‘jazz age “, which Ernest Hemingway, Francis Scott Fitzgerald, Dorothy Parker, William Faulkner and Edgar Lee Masters. In the same year, leaving the collection of essays “There was once a beat” – Arcana. In 1982 a public interview with Charles Bukowski titled: “What I mind is scratch beneath the armpits.” In 1985 he quit his biography of Hemingway, Milan, Rusconi, 1985, receiving the Award Comisso in the same year. In 1995 he published “Friends writers” – Mondadori, Collection of essays. In 2000 published “My cloverleaf” – and reads in Frassinelli Nessun dorma Antonello Aglioti, even collaborating on the screenplay of the film. In 2002, a public written to Fabrizio De André in the book “De André the pirate” with Michele Serra and G. Cesare Romana. In 2003 published “Un po ‘di emozioni”, Fandango Libri. In 2004 published “The beat goes on” by Guido Harari – Mondadori, photo album. In 2005 published “My friends songwriters” – Mondadori, collection of essays and interviews on the poets of song writing and rock, edited by Sergio and Stefano Sacchi Senardi and “Pages American” – Frassinelli, collection of writings on narrative and poetry from 1943 to 2005. In 2006 published “Spoon River, hello” with photographs by William Willinghton taken in places dell’Antologia of Spoon River by Edgar Lee Masters in Illinois – Dreams Creek and “I made a separate peace”, – Dreams Creek. In 2007 published “The American writer and the girl perbene. A love story: Nelson Algren and Simone de Beauvoir,” Tullio Pironti. In 2008 published “Diaries (1917.1973)” edited by Enrico Rotelli with Mariarosa Bricchi and contributions from Erica Jong, Bret Easton Ellis, Jay McInerney, Gary Fisketjon – Bompiani and Complice music “- BUR. On the evening of August 18 2009 died in 92 years by one month, in the private clinic Don Leone Porta in Milan where he was hospitalized for some time and where was held the funeral. Two years before her husband was dead, the architect Ettore Sottsass.

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