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RADIO KAOS INTERVISTA SERGIO BONELLI!!!

domenica, febbraio 7th, 2010

Incredibile ma vero! Con un fare diabolico sono riuscita, con abilità da ladra degna di May Frayn , a introfularmi nel magico palazzo in via Buonarroti a Milano! Entrando nel suo ufficio, ho avuto modo di fare una bella chiacchierata con il leader del mercato italiano del fumetto : SERGIO BONELLI !

Inizio con una piccola domanda trabocchetto.Lei è passato dai personaggi eterni alle miniserie, questo vuol dire che il mercato ha piegato anche la Sergio Bonelli Editore? “ Ti stupirò, ma non è così: sono gli autori a frenare, non io. La miniserie è meno rischiosa per me, certo, ma spesso la trovo un alibi: se hai tra le mani un personaggio “a tempo indeterminato”, che fai, ti risparmi? Io lavoro qui dal 1957, accetto le scommesse. Dicono che non sbaglio mai, la verità è che quando lo faccio nessuno dice niente: il mio mestiere è prendere dei rischi, e non addossarli a chi lavora per me. Però sono anche un pigro: quando azzecco il personaggio giusto, mi piacerebbe adagiarmi. Così invece lo stress è continuo, ma se l’autore non è convinto, posso mai spingere io sull’acceleratore? Questa prudenza, però, la capisco: in questo paese ci sono pochi editori mentre disegnatori e autori sono sempre più bravi, la società dell’immagine li cresce in fretta e sono molto capaci anche quelli che escono dalle scuole di fumetto. Non dobbiamo più girare il mondo per cercare artisti, li troviamo sulla nostra scrivania. E purtroppo spesso non possiamo penderli.”

Da Demian a Volto nascosto, questo modello ha rinvigorito il fumetto. “Volto nascosto lo amo molto: parla di guerre dimenticate e di serie B, di vicende coloniali ignorate dagli italiani, perché confuse e non belle da ricordare. Qui la Storia, con le sue date, impedisce di andare avanti all’infinito. Ma , per esempio, i francesi non sono andati avanti con Jean Gabin per anni? Forse anche il nostro marsigliese Demian poteva farlo. Lo speciale non è lo stesso, noi lettori di fumetti amiamo la delizia- stillicidio della periodicità precisa:persino la bimestralità ci fa soffrire. Io sono il primo lettore, non mi sento mai l’editore onnisciente. E tanti risultati felici, per fortuna, ci permettono di sopportare qualche flop. Odiamo l’”usa e getta”, preferiamo accettare i fallimenti.”

 Spesso gli albi Bonelli sono molto strumentalizzati politicamente. Tex icona della destra, Dylan Dog e Nathan Never della sinistra. “Una cosa inevitabile: se ora sfogliamo tutti i Tex, a ogni pagina tu dirai destra e io sinistra, o viceversa. E un altro centro. E’ così da almeno 30 anni, noi facciamo storie, non politica: papà ( Gian Luigi Bonelli, co-creatore di Tex), se faceva un banchiere ladro, era perché gli serviva. Ricordo una storia di Tex in Canada in cui alcuni vedevano nei ribelli le Brigate Rosse, altri i poliziotti, spesso dipende da chi legge e non da chi scrive. E dalla ripetitività della Storia. Le guerre hanno la pessima abitudine di somigliarsi tutte, così come le dinamiche sociali e politiche. Ma detto tra noi, leggendo Nathan Never o le nostre serie, non ho mai scoperto per chi votano i nostri autori. Vero è che in tutti c’è un sentire comune pacifista.”

Vedo albi di tutti i tipi in ufficio. Leggete tutto, anche il fumetto indipendente? “Certo, noi andavamo alle ferie – senza compare nulla perché producevamo tutto qua – per curiosità, per fiutare l’aria. E ora compriamo tutto quello che esce, ci piace vedere cosa fanno gli altri anche per imparare eventualmente. Enoch, che ora scrive e disegna per noi, l’ho scoperto su Sprayliz, splendido. “

 Il segreto del vostro successo? “Io sono riconoscente al destino che mi ha aiutato anche nei momenti difficili e a quel pubblico che ci ha voluto bene. Anche ora che sono un terzo o un quarto rispetto a prima, rimangono una buona trincea che non ci ha fatto subire il tracollo francese o spagnolo. Non è solo merito nostro, quindi, ma anche dei nostri lettori. E della nostra bottega che sa essere industria.”

E ora cosa ci aspetta? “Cosa farò da grande? (ride, è un coriaceo e vivace classe 1932 ). Io sono un editore che scommette come al casinò, senza però mettere in pericolo l’esistenza della casa editrice o la mia. Punto sui giovani e su chi lavora con me da tanto e proficuamente, magari gli do una seconda possibilità: e così dopo caravan, è arrivato Greystron di Antonio Serra, tra i creatori di Nathan Never e Legs Weaver, ma anche del fiasco Gregory Hunter, così come Ambrosini l’ha avuta con Jan Dix. Se avessi dovuto fare conti bene, il suo Napoleone … Ma mi piaceva e facevo finta di nulla. Poi ci sarà la seconda stagione di Volto nascosto, ai tempi della Rivolta dei Boxer in Cina, nel 1900. E Ruju farà 18 numeri di un’altra miniserie ambientata nell’America degli anni ’60 ‘ 70.”

Ha ragione chi dice che il fumetto non è più cultura di serie B? “Era meglio prima, quando nessuno parlava di noi, quando mia mamma un po’ si vergognava del nostro lavoro, si vendeva molto di più. Ora mi venite a intervistare, tutti parlano di noi, ma va peggio. Nessuno ci recensisce seriamente, al 90% veniamo ancora considerati … folkloristici. Lo sdoganamento, la rivalutazione è avvenuta con poca convinzione, e così lo snobbismo è rimasto. Ma almeno ora non ci accusano di istigare all’omicidio o di essere degli ignoranti!”. ESP

 Unbelievable but true! I could do with a devil, a thief with skill worthy of May Frayn, introducing in  the magical palace in Via Buonarroti in Milan! Entering his office, I was able to make a good chat with the leader of the Italian comic: Sergio Bonelli!

Start with a small application trabocchetto.Passed by the characters to the eternal miniseries, this means that the market has also bent the Sergio Bonelli Editore? “You will be amazed, but it is not: the authors are to slow, not me. The miniseries is less risky for me, certainly, but often I find an excuse: if you have a character in his hands “indefinitely”, which do you save? I work here since 1957, I accept the bets. They say it is never wrong, the truth is that nobody says anything when I do: My job is to take risks, and avoid burdening those who work for me. But I’m too lazy: when guess the right character, I’d be complacent. So instead the stress is continuous, but if the author is not convinced, I can never push on the accelerator? This caution, however, I understand: in this country there are few designers and publishers and authors are always best, the company image will grow quickly and are very capable even those who come from the schools of comics. We no longer travel the world to find artists, we find them on our desk. And unfortunately we can not often hanging. ” From Demian now hidden, this model has reinvigorated the comic. “I love him very hidden face: it speaks of forgotten wars and second division of the vicissitudes of colonial ignored by the Italians, so confusing and not nice to remember. Here the history, with its dates, can not go on forever. But, for example, the French have gone ahead with Jean Gabin for years? Maybe even our Marseillaise Demian could. The special is not the same, we love to delight readers of comics-dripping periodicity states: even the bi-monthly makes us suffer. I am the first reader, I never feel the publisher omniscient. And many are happy, thankfully, allow us to endure some flop. Hate the ‘disposable’, we prefer to accept failure. ” Often, the registers are very Bonelli exploited politically. Tex icon of the right, Dylan Dog, Nathan Never the left. “One thing inevitable: if now browse all Tex, every page you will say right and I left, or vice versa. And another center. And ’so at least 30 years, we do stories, not politics: Dad (Gian Luigi Bonelli, co-creator of Tex), if it was a banker robber, it was because he needed. I remember a story of Tex in Canada where some rebels saw in the Red Brigades, other policemen, often depends on who the law and not by the writer. And from the repetitiveness of history. The wars have a nasty habit of look alike, as well as social and political dynamics. But between ourselves, or our reading series Nathan Never, I never found out who they vote for our authors. It is true that in all there’s a common feeling pacifist. ” I see all kinds of registers in the office. Read everything, even the comic self? “We went to leave – without doing anything because they produced everything here – out of curiosity, and sniffed the air. Now we buy everything that comes out, we like to see what others are doing also to learn any. Enoch, who now writes and draws for us, I found out about Sprayliz, splendid. ” The secret of your success? “I am grateful to fate that helped me even in difficult times and that audience who has loved you. Even now that I’m third or fourth than before, remains a good trench that did not make us suffer the collapse of French or Spanish. It’s not just thanks to us, therefore, but also of our readers. And our shop that knows how to be industry. “And now what to expect? “What am I going to be? (laughs, is a tough and lively class 1932). I am an editor who bets as the casino, but without jeopardizing the existence of the publishing house or mine. Focusing on young people and who works with me a long and rewarding, maybe give him a second chance, and so after caravan, arrived Greystron Antonio Serra, one of the creators of Nathan Never and Legs Weaver, but the fiasco Gregory Hunter Ambrosini as he had with Jan Dix. If I had to reckon, its Napoleon … But I liked it and pretended nothing. Then there will be the second season of the hidden face, at the time of the Boxer Rebellion in China in 1900. It will Ruju 18 issues of another miniseries set in America in the 60s’ 70. ” Is right who says that comics are no longer second class culture? “It was better before, when nobody talked of us, when my mom a bit ‘ashamed of our work, we sell a lot more. Now I come to interview, everyone is talking about us, but it gets worse. Nobody REVIEWED seriously, to 90% … we are still considered folk. Clearance, the revaluation has taken place with little conviction, and thus the snobbery remained. But at least now accuse us of inciting the murder or of being ignorant. ” ESP

CRAXI ; 10 anni dalla scomparsa: politico, stratega o ladro?

lunedì, gennaio 18th, 2010

L’era politica di Bettino Craxi inizia il 16 luglio 1976, quando il Comitato centrale del Psi lo elegge segretario nel salone dell’Hotel Midas a Roma.Nelle elezioni politiche di quell’anno il Psi era sprofondato al 9,6% mentre il Pci era balzato oltre il 34 aprendo la strada ai governi di ‘’solidarieta’ nazionale” che dureranno dal 1976 al 1979 con l’astensione dei comunisti.Al Midas tutte le correnti del Psi – da quella autonomista di Pietro Nenni, a cui apparteneva Craxi, a quella di sinistra di Riccardo Lombardi – pensano che occorra dare uno scossone al partito sostituendo il segretario Francesco De Martino. Craxi e’ considerato un possibile segretario di transizione, di cui ci si potra’ liberare facilmente alla prima occasione, anche se e’ il principale collaboratore del leader storico Nenni, oltre che da poche settimane capogruppo del Psi alla Camera.Il ”craxismo” inizia in quel luglio 1976, ma non la carriera politica di Craxi. A 19 anni si iscrive alla Federazione di Milano (citta’ dove era nato il 24 febbraio 1934). Diventa subito funzionario del Psi che lo invia a Sesto San Giovanni, dove si fa le ossa in quella che veniva chiamata ”la Stalingrado d’Italia” per via della massiccia presenza del Pci. A 23 anni e’ eletto nel Comitato centrale, nel 1968 diventa deputato. In quegli anni si occupa prevalentemente di politica estera.I dirigenti socialisti che lo eleggono segretario al Midas sbagliano i conti. Craxi dimostra subito di non essere un segretario travicello e trasforma sia il partito sia la sua politica all’insegna dello slogan ”primum vivere”. Nel successivo congresso di Torino del 1978, alleandosi con la sinistra di Claudio Signorile, lancia la strategia di ”alternativa” in contrapposizione al ”compromesso storico” di Enrico Berlinguer, segretario del Pci. Il timore di Craxi e’ che un accordo tra Dc e Pci iniziato con i governi di ‘’solidarieta’ nazionale” possa condannare all’estinzione il Psi.Nel Congresso di Torino del 1978, Craxi consolida le sue posizioni presentando il Programma socialista elaborato dagli intellettuali che ruotano intorno alla rivista ”MondOperaio” e all’omonimo circolo culturale, dove collaborano socialisti ed esponenti della cultura che hanno abbandonato il Pci o si sono formati nella nuova sinistra post ‘68. Sono filosofi della politica (Norberto Bobbio, Paolo Flores d’Arcais, Luciano Pellicani), storici (Luciano Cafagna, Ernesto Galli della Loggia, Massimo L. Salvadori, Furio Diaz), giuristi (Giuliano Amato, Federico Mancini, Gino Giugni), politologi e sociologi (Roberto Guiducci, Gianfranco Pasquino), economisti (Franco Momigliano, Antonio Pedone, Giorgio Ruffolo). Dopo quel Congresso, Craxi ha anche una piattaforma culturale con cui sfidare l’egemonia dei comunisti sulla sinistra italiana.Il 1978 e’ un anno drammatico. Quando Aldo Moro e’ rapito dalle Brigate rosse, Craxi rompe ”il fronte della fermezza” formato dagli altri partiti e si schiera – quasi isolato – per la trattativa con le Brigate rosse. Lo statista democristiano gli si rivolge con una delle sue lettere piu’ dolorose: ”Caro Craxi, poiche’ ho colto, pur tra le notizie frammentarie che mi pervengono, una forte sensibilita’ umanitaria del tuo partito in questa dolorosa vicenda, sono qui a scongiurarti di continuare, ed anzi accentuare la tua importante iniziativa…”.Sempre nel 1978, dopo le dimissioni del democristiano Giovanni Leone (immeritatamente accusato di essere coinvolto nello scandalo Lockeed), Craxi riesce con abilita’ tattica a far eleggere l’8 luglio Sandro Pertini presidente della Repubblica esaltando cosi’ l’orgoglio del Psi. Fino al tredicesimo scrutinio, Dc, Pci e Psi avevano votato i propri candidati di bandiera ma poi sul nome di Pertini confluiscono 832 voti su 995.Forte della ”centralita”’ riconquistata dal suo partito nella politica delle alleanze di governo e del risultato nelle elezioni del 1979 (9,8%), Craxi sferra tra il 1980 e il 1981 una ulteriore polemica teorica nei confronti dei comunisti. Mentre Berlinguer parla di ”terza via” tra capitalismo e ‘’socialismo reale”, oltre che di ‘’strappo” dall’Unione Sovietica, lui butta a mare il pensiero di Karl Marx e riscopre quello di Pierre Joseph Proudon, filosofo francese definitosi anarchico a meta’ Ottocento, punto di riferimento di un possibile socialismo libertario. La rivista ”MondOperaio” e l’omonimo Circolo culturale diventano la task force intellettuale dell’autonomia culturale dal Pci.Intanto Craxi promuove giovani dirigenti, come Claudio Martelli – che diventa vicesegretario del Psi – e Gianni De Michelis.Il rapporto virtuoso con gli intellettuali si consolida nella Conferenza di Rimini del 1982 dedicata ai cambiamenti sociali della societa’ italiana. Sociologi, politologi ed economisti conquistano la tribuna. La relazione di Claudio Martelli (che in questa occasione lancia l’idea di una ”alleanza dei meriti e dei bisogni”) propone al Psi di farsi partito rappresentativo di nuovi soggetti sociali, dai piccoli imprenditori ai professionisti, di cui la citta’ di Milano e’ diventata l’emblema.Il 5 ottobre 1980, sul ”Corriere della Sera”, compare un’intervista di Maurizio Costanzo a Licio Gelli, definito nel sommario: ”Capo indiscusso della piu’ segreta e potente loggia massonica”.Il 17 marzo 1981, indagando sul rapimento del banchiere Michele Sindona, i giudici entrano in possesso dell’elenco di 962 affiliati alla P2: sono personaggi della finanza, dello spettacolo, dell’imprenditoria, delle forze armate, dei servizi segreti e della politica. La lista e’ resa pubblica il 20 maggio. Nei mesi successivi divampa lo scandalo che vede protagonisti Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano (rinvenuto successivamente impiccato a Londra, sotto il Blackfriars Bridge), e Michele Sindona (avvelenato nel carcere di Voghera nel marzo 1986). Questi episodi minano il governo presieduto dal repubblicano Giovanni Spadolini (succeduto al dimissionario esponente Dc Arnaldo Forlani) .Il Psi esce dal governo e nuove elezioni politiche si svolgono il 26 e 27 giugno 1983. La Dc perde il 5,4% dei voti. Il Psi si attesta all’11,4.Il 4 agosto 1983 Craxi forma il suo primo governo sostenuto da una maggioranza di pentapartito: Dc, Psi, Psdi.Vicepresidente e’ il democristiano Arnaldo Forlani. Craxi nomina come suo principale collaboratore Giuliano Amato, il ”dottor Sottile”. Le prime scelte ribadiscono la contrapposizione con il Pci: via libera ai missili Cruise su territorio italiano voluti dagli Stati Uniti del presidente Ronald Reagan in contrapposizione a quelli sovietici installati nell’Est europeo e avvio dell’abolizione della scala mobile.Del programma fa parte anche il lancio di una ”grande riforma” istituzionale che rimane tuttavia ”un inutile abbaiare alla luna”, come riconobbe in seguito lo stesso Craxi.Il 1984, con il Congresso di Verona, segna il trionfo di Craxi. E’ confermato segretario per acclamazione. Nella platea del Congresso spiccano nomi dello spettacolo e del made in Italy. Un episodio turba l’apoteosi craxiana di quei giorni a Verona. Berlinguer e’ fischiato ripetutamente, mentre prende posto in platea tra le delegazioni dei partiti.”Non ho fischiato Berlinguer solo perche’ non lo so fare”, dice Craxi nel corso del suo intervento.Il 20 ottobre 1984 e’ approvato dal Consiglio dei ministri il ”decreto Berlusconi”, varato dopo la decisione dei pretori di Torino, Roma e Pescara, per sentenza della Corte costituzionale, di oscurare i canali televisivi della Fininvest che trasmettevano a livello nazionale con lo stratagemma delle cassette inviate alle tv locali. Il decreto stabilisce la legalita’ delle trasmissioni e viene approvato dal Parlamento con il voto di fiducia malgrado il malessere di alcune componenti della Dc.Il 9 e 10 giugno 1985 gli italiani sono chiamati a decidere in un referendum promosso dal Pci (Berlinguer era morto l’11 giugno 1984) se abrogare o meno la scala mobile come aveva deciso il governo Craxi: i si’ sono il 45,70%, i no il 53,30. Il premier socialista vince la sua battaglia.Il 1985 e’ anche l’anno del ”caso Sigonella”, non solo della scomparsa della falce e il martello dal simbolo del Psi, sostituiti con un garofano. Nella nottata tra il 10 e l’11 ottobre c’e’ un braccio di ferro in politica estera nei confronti di Washington, quando Craxi impedisce a forze statunitensi di impadronirsi nella base di Sigonella in Sicilia dell’aereo egiziano li’ dirottato, con a bordo i palestinesi che avevano sequestrato la nave Achille Lauro e ucciso Leon Klinghoffer, un disabile di nazionalita’ statunitense e di religione ebraica. Il premier coglie l’occasione per ribadire la sua solidarieta’ a Yasser Arafat e ai palestinesi. E’ l’unico episodio del governo presieduto da Craxi che riceve il plauso del Pci.Craxi resta a Palazzo Chigi fino al 17 aprile 1987. Un accordo denominato ”della staffetta” vorrebbe che Craxi lasciasse il ruolo di premier ad un esponente democristiano ma invece si va a elezioni anticipate che logorano il rapporto Dc-Psi.. I democristiani non hanno piu’ intenzione di affidare a un socialista Palazzo Chigi.Dopo le elezioni e’ il democristiano Giovanni Goria a guidare il governo. Il Psi ottiene pero’ il suo miglior risultato elettorale dal 1958: 14,27% alla Camera, 10,91 al Senato.Nel novembre del 1989 crolla il Muro di Berlino. Craxi pensa di avere a portata di mano la definitiva vittoria nella competizione con il Pci. Per questo, lancia il progetto di ”unita’ socialista” e fa scrivere quelle due parole nel nuovo simbolo del Psi. Achille Occhetto, diventato segretario del Pci, replica con la ‘’svolta”: avvia la trasformazione del Pci in Pds e lancia, con Mariotto Segni, il referendum per abolire la preferenza plurima contro la corruzione della vita politica (Craxi, quando si tratta di votare su quel quesito nel 1991, invita gli italiani ad ”andare al mare”).L’offerta da parte di Craxi di una confluenza nel Psi non e’ accolta dal nuovo Pds. E Craxi replica opponendosi inizialmente alla richiesta del Pds di entrare a far parte dell’Internazionale socialista. Da’ il suo via libera solo su pressione del tedesco Willy Brandt e di altri leader socialdemocratici europei.Il 17 febbraio 1992 a Milano e’ arrestato Mario Chiesa, dirigente socialista e presidente del Pio Albergo Trivulzio.Craxi pensa di poter archiviare il caso, definendolo – in una Tribuna politica in tv – ”l’episodio isolato di un mariuolo”. Il leader socialista sottovaluta l’inchiesta giudiziaria che sta per abbattersi sul Psi. Inizia infatti Mani pulite che fa di Craxi il bersaglio di alcuni avvisi di garanzia per ”finanziamenti illeciti” al Psi: si tratta di tangenti pagate da industriali, uomini d’affari e industrie pubbliche. Sull’onda di Tangentopoli si va alle elezioni anticipate del 5 e 6 aprile 1992. Secco ridimensionamento della Dc (29,7% con un meno 4,6). Flessione del Psi (13,6), del Pds (16,1) e di Rifondazione (5,6). Exploit della Lega nord (8,7). E’ un vero e proprio terremoto politico.Il 28 aprile 1992, come prima conseguenza della tornata elettorale, Francesco Cossiga anticipa l’abbandono della carica di presidente della Repubblica (verra’ sostituito da Oscar Luigi Scalfaro). Il ”picconatore” – come e’ chiamato in quel periodo per le sue esternazioni – definisce ”armata Brancaleone” la maggioranza parlamentare uscita dalle urne che forma il governo quadripartito Dc-Psi-Psdi-Pli presieduto dal socialista Giuliano Amato. Intanto proseguono le inchieste giudiziarie del Tribunale di Milano su corruzione politica e tangenti che colpiscono soprattutto Dc e Psi. La legislatura iniziata nel 1992 dura solo due anni ed e’ conclusa da un governo tecnico presieduto da Carlo Azeglio Ciampi.Craxi si dimette da segretario del Psi l’11 febbrario 1993, dopo quasi sedici anni di potere assoluto nel partito e altrettanti di protagonismo nella vita politica e pubblica italiana. Quando la Camera, il 29 aprile 1993, discute l’autorizzazione a procedere contro di lui chiesta dai giudici di Milano, pronuncia un famoso discorso in cui sostiene che tutti i partiti sono finanziati in modo illecito. L’Assemblea di Montecitorio concede l’autorizzazione a procedere solo per alcuni degli episodi contestati. Craxi viene aggredito il giorno dopo con lancio di monetine e fischi dalla folla che lo aspetta davanti all’Hotel Raphael, la sua tradizionale residenza romana.Nel corso dei mesi successivi, Craxi e’ interrogato in tribunale dal pm Antonio Di Pietro per il processo sulle tangenti Enimont. Con la fine anticipata della legislatura e l’abolizione dell’autorizzazione a procedere per i parlamentari, iniziano a circolare voci incontrollate su un possibile arresto di Craxi. Lui lascia l’Italia il 5 maggio 1994 e si rifugia nella sua villa ad Hammamet, in Tunisia.Isolato, minato nel fisico da una grave forma di diabete, definito ”latitante” dai giudici di Milano e dai nemici politici, conduce le ultime battaglie politiche a colpi di fax e dossier. Rifiuta di farsi processare in Italia. Non ci sta a essere considerato come unico capo di un partito di disonesti. Nelle elezioni anticipate del marzo 1994 sono intanto entrati in campo Silvio Berlusconi e Forza Italia. Il Psi ottiene solo il 2,1%.Craxi muore il 19 gennaio 2000. I funerali si svolgono nella Cattedrale di Tunisi. Premier e’ Massimo D’Alema che offre il rito dei ”funerali di Stato”. La famiglia dell’ex premier rifiuta. A Tunisi, durante le esequie, Lamberto Dini, ministro degli Esteri, e Marco Minniti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, rappresentano il governo italiano.Craxi fu condannato in via definitiva a 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai, a 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito. Negli altri processi e’ stata pronunciata sentenza di estinzione per decesso dell’imputato.

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