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Calcio, è morto Tonino Carino

martedì, marzo 9th, 2010

E’ morto all’età di 65 anni il giornalista Rai, Tonino Carino. Nato a Offida (Ascoli Piceno), legò il suo nome all’Ascoli Calcio. Impresso nel ricordo del telespettatori il tormentone “Tonino Carino da Ascoli” che ripeteva ogni volta quando faceva le sue telecronache delle partite a 90° minuto. Di recente Carino era andato in pensione, ma aveva continuato ad essere ospite di trasmissioni come “Quelli che il calcio”. Era malato da tempo.Era stato uno dei protagonisti del grande teatrino di 90′ Minuto, la storica trasmissione della Rai che portava nelle case degli italiani i gol del campionato di calcio, condotta da Paolo Valenti. “Tonino Carino da Ascoli” era il suo saluto inconfondibile, in un programma che vedeva altre figure indimenticabili di giornalisti-personaggi come Luigi Necco da Napoli, Cesare Castellotti da Torino, Marcello Giannini da Firenze e Giorgio Bubba da Genova, per dirne solo alcuni. Carino se n’è andato lunedì sera nella sua casa di Ancona, a 65 anni. Aveva legato il suo nome proprio all’Ascoli del presidente Costantino Rozzi, un’altra icona di un calcio che non c’è più. Carino aveva cominciato la sua carriera al Corriere Adriatico, poi era entrato in Rai, nella sede regionale di Ancona, dove era stato anche caporedattore dal 1991 al 2002. Lascia la moglie e due figli, Riccardo e Daria.

E ‘died at the age of 65 years, the journalist RAI, Tonino Carino. Born in Offida (Ascoli Piceno), linked his name Ascoli Calcio. Imprinted in the memory of viewers for the smash “Tonino nice Ascoli” which he repeated every time when he made his broadcast of matches in 90th minute. Carino was recently retired, but had continued to be host of shows such as “Those that football.” Had been ill for tempo.Era was one of the protagonists of the great theater 90 ‘minute, the historical transmission of RAI that led to the homes of the goals of the Italian football championship, conducted by Paul Valenti. “Tonino nice Ascoli” her greeting was unmistakable, in a program that saw other memorable figures of journalists-people like Louis Necci from Naples, Cesare Castellotti Turin, Florence and George Marcello Giannini Bubba from Genoa, to name a few. Carino is gone Monday night at her home in Ancona, 65. He tied his own name Ascoli President Costantino Rozzi, another icon of a football is gone. Carino began his career at the Corriere Adriatico, then entered into Rai, in the regional headquarters in Ancona, where he was also managing editor from 1991 to 2002. He leaves his wife and two sons, Richard and Daria.

Mourinho hai ragione!ci mettono in prigione!

domenica, febbraio 21st, 2010

LA PARTITA.Ci si attendeva una gara molto fisica, con l’Inter di fronte a una delle pochissime squadre del panorama nazionale in grado di sostenere il combattimento dal punto di vista atletico e muscolare, capace quindi di correre e picchiare. Ma ricordando anche la partita di andata, ci si augurava anche di vedere buon calcio, un match di quelli che ricorrendo agli stereotipi si definisce all’ “inglese”. Nessuno, invece, si aspettava di assistere a un autentico scempio calcistico, una non-partita intelaiata solo ed esclusivamente su fattori ambientali e su comportamenti sballati da parte di pressoché tutti i protagonisti.  Altro che “calcio inglese”: dal primo minuto, ecco servita una partita all’italiana condita da entrate al limite, sportellate, recriminazioni giustificate, qualche sceneggiata atta a fare fesso l’arbitro. E Tagliavento, dopo un po’, ci finisce dentro con tutte le scarpe: e ne fa le spese l’Inter, che paga molto caro la consueta abitudine di vivere il match sopra le righe, di non sapere incanalare l’immensa carica agonistica solo ed esclusivamente sul pallone, attrezzo che potrebbe e saprebbe usare molto meglio della Sampdoria. Dopo mezz’ora con tiri due e botte molte, ecco il tornado dei cartellini: Samuel, già ammonito, sbraccia per fermare un blitz dello spiritato Pozzi. L’arbitro estrae il rosso diretto e l’Inter va in corto circuito: Cordoba si fa ammonire due volte in sette minuti e lascia i suoi in nove, poco prima Lucio si è preso una scarpata da Pazzini e il sampdoriano se la cava con un giallo. E giù proteste, urla, insulti. Belle scene, complimenti a tutti: a Tagliavento che poteva usare un minimo di buon senso con Cordoba, alla panchina nerazzurra che sembra un pacchetto di mischia, a Pozzi che provoca, a Mourinho che mostra alle telecamere i polsi incrociati: guardate, ci ammanettano.Dopo un simile primo tempo, la ripresa vive in un clima assurdo, insopportabilmente elettrico. La Sampdoria, che per logica avrebbe in mano il pallino del match, sembra paradossalmente la più scossa: traccheggia, balbetta, non corre, pare quasi paralizzata dalla paura dell’ambiente. Chi non ha paura evidentemente è Tagliavento, che sfida il mondo ammonendo assurdamente Eto’o per simulazione; San Siro, dopo 83 anni di storia, vive la sua prima “panolada” alla spagnola con sventolio di fazzoletti, giornali, carta igienica. E’ una partita surreale. In tutto questo il 4-3-1 dell’Inter tiene senza sbandare: Samp molle, si è detto, ma anche grande volontà dei “superstiti” della difesa guidati da un Lucio ai limiti della perfezione, con Eto’o encomiabile a sacrificarsi nel doppio ruolo di centrocampista e spalla di Milito. Lo scempio continua e passa per il cambio di rotta di Tagliavento, che passa al metro compensativo e alla prima occasione estrae il secondo giallo anche per Pazzini. Dieci contro nove e Samp ora ancora più attanagliata dal terrore: ed è l’Inter, nella persona e nei piedi di Samuel Eto’o, ubriaco di fatica, che fallisce l’unica occasione degna di 90 minuti da incubo sparando su Storari un assist di Pandev, appena entrato al posto di Milito. Per Mourinho, forse, un 1-0 simile sarebbe stato un capolavoro, il trionfo contro le Forze del Male che continuano a combattere lo strapotere interista.

THE MATCH.Ci expected a very physical race, with Inter in front of one of the few teams in the national landscape capable of supporting the combat from the perspective of athletic and muscular, able then to run and hit. But I also remembered the first leg, we hoped also to see good football, a match of what is defined using stereotypes to ‘English’. Meanwhile, no one expected to see a real massacre football, a non-match framed exclusively on environmental factors and behaviors sballati by almost all the protagonists. Not ready for English football “from the first minute, that’s a game Italian-style seasoned served by revenue limit, cash, recriminations justified, some scripted likely to do stupid referee. Tagliavento And after a while ‘, ends up in with all the shoes and makes the cost Inter, who pays dearly the usual habit of living the match over the top, not knowing the immense loads racing channel only and exclusively on the ball, tool that could and would know much better use of Sampdoria. After half an hour with two shootings and beatings many, here is the tornado of cards: Samuel, already warned, Sbraccia to stop a blitz of Spiritualism Pozzi. The referee pulls out red direct and Inter should short-circuit: Cordoba warn you twice in seven minutes and leaves her in nine, just before Lucius was taken from a bank and Pazzini sampdoria he copes with a yellow. And down protests, shouts and insults. Beautiful scene, well done to everyone who could to Tagliavento use a little common sense with Cordoba, the Inter bench that looks like a package of mixes, to wells that would, Mourinho showing the cameras wrists crossed, look, we handcuffed. After such a first time, the recovery lives in a climate absurd, unbearably electric. Sampdoria, which logically would have in hand the ball of the match, it seems, paradoxically, the most shaken held back, stutter, not run, it seems almost paralyzed by fear of the environment. Who is not afraid is obviously Tagliavento, defying the world by warning absurdly Eto’o simulation, San Siro, after 83 years of history, spent his first “panolada” in Spanish with waving handkerchiefs, newspaper, toilet paper. It ‘a game of surreal. In all this the 4-3-1 Inter held without drift: Samp springs, it was said, but also a great desire of the “survivors” of a defense led by Lucio to the limits of perfection, with Eto’o commendable to sacrifice themselves in dual role of midfielder and shoulder Milito. The slaughter continues and passes through the shift of Tagliavento, passing the meter at the first opportunity compensatory and extracts the second yellow for Pazzini. Ten to nine and Samp now even more gripped by terror and Inter, in the person of Samuel Eto’o and feet, drunk with fatigue, that fails the only time worth 90 minutes nightmarish shooting on an assist Storari of Pandev, just entered instead of Milito. For Mourinho, maybe a 1-0 would have been like a masterpiece, a triumph against the forces of evil that continue to fight the overwhelming power as a whole.

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Materazzi mascherato da Berlusconi rischia una sanzione

lunedì, gennaio 25th, 2010

INCREDIBILMENTE RIDICOLO E ASSURDO – La maschera di Silvio Berlusconi messa sul volto a fine derby da Marco Materazzi per festeggiare la vittoria dell’Inter potrebbe costare una sanzione al difensore nerazzurro. La gag stile Carnevale di Viareggio è infatti inserita nel rapporto che i collaboratori della procura federale Figc hanno inviato al giudice sportivo, Giampaolo Tosel, ora alle prese con la decisione sull’ episodio. “Una goliardata da derby, niente di più. Nessun intento polemico, nessuna volontà di offendere, nessuna implicazione politica”. Così l’interista Marco Materazzi spiega i suoi festeggiamenti di ieri sera a fine derby, quando ha indossato una maschera del presidente del Consiglio e patron rossonero Silvio Berlusconi. “Come sempre, quello che fa Materazzi fa discutere. Anche una maschera di carnevale, di quelle che si vendono ovunque, che ho messo per festeggiare la vittoria di ieri sera”, osserva sul suo sito il difensore nerazzurro, assicurando che in quella esultanza non c’era “nessuna implicazione politica, ci mancherebbe. Anche perché in politica, e chi mi conosce bene lo sa, non sono mai voluto entrare”. “Proprio per questo sono sicuro che il cavalier Berlusconi, in qualità di presidente del Milan e soprattutto di persona con grande senso di autoironia, perché è così che l’ho conosciuto, vedendomi avrà sorriso”, continua Materazzi, augurandosi che il premier non si sia risentito: “Voglio credere che la gag gli sia piaciuta e non si sia offeso, perché non volevo prendere in giro proprio nessuno: tant’é vero che sono andato solo verso la curva dei nostri tifosi, evitando di incrociare giocatori e tifosi milanisti. Come si fa per festeggiare un derby vinto, appunto”.

INCREDIBLY RIDICULOUS AND ABSURD – The Mask of Silvio Berlusconi put his face in late derby by Marco Materazzi of Inter celebrate a victory could cost a penalty on Inter defender. The gag-style carnival in Viareggio is indeed included in the report that the staff of the Federal Prosecutor Figc sent to the court sports, Giampaolo Tosel now faced with the decision on ‘episode. “A college prank from Derby, nothing more. No desire to be controversial, no desire to offend no political implications.” Thus the entire Marco Materazzi explains his celebrations last night at the end of the derby, when he donned a mask of Prime Minister Silvio Berlusconi and owner Rossoneri. “As always, what makes Materazzi so positive. Even a carnival mask, the kind that are sold everywhere, I made to celebrate the victory last night,” says on its website the Inter defender, ensuring that no joy in that there was “no policy implication, we lack. Also because in politics, and who knows me well knows, have never wanted to enter. “So I’m sure the cavalier Berlusconi, acting as president of Milan, and especially of people with a sense of irony, because that’s how I knew him, will see me smile,” continues Materazzi, hoping that the prime minister does not resented, “I believe that the Gag liked it and do not be offended, because I would not make fun of absolutely no one: so much so that I went alone to the corner of our supporters, refusing to meet players and fans Milani. How do I celebrate a derby win, indeed.

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BALOTELLI HAI FATTO BENE!!!

giovedì, gennaio 7th, 2010

mario«Voglio dire una cosa: ogni volta che vengo qui a Verona mi rendo conto che questo pubblico mi fa sempre più schifo». Non usa giri di parole Mario Balotelli, autore del gol-partita che ha laureato l’Inter campione d’inverno, per lamentarsi dei tifosi veronesi che avrebbero nuovamente contestato l’attaccante nerazzurro: ed è stato proprio lui, alle telecamere di Sky, glissando velocemente sulla sua rete, a voler denunciare il clima a lui ostile nella città veneta. «È inaccettabile questo clima», ha aggiunto. A RADIO KAOS SIAMO TUTTI CON MARIO BALOTELLI, E LA COSA PIU’ INCREDIBILE E’ CHE , SIA IL SINDACO DI VERONA, FLAVIO TOSI, LEGHISTA,DIFENDE I SUOI CITTADINI RAZZISTI, DICENDO CHE è BALOTELLI A ISTIGARE IL PUBBLICO, COSA CHE ANCHE IL PRESIDENTE DEL CHIEVO VERONA PRECISA. VERGOGNATEVI!!!

“I want to say one thing: every time I come here in Verona, I realize that the public always makes me more disgusted.” It uses no uncertain terms Mario Balotelli, who scored the goal-match the entire sample has a degree in winter, to complain about the Verona fans, once again challenged the Inter striker: and it was him, the cameras of Sky, glissando quickly on its network, to want to denounce the climate hostile to him in the city of Venice. “It is unacceptable to this climate,” he added. Radio KAOS U.S. ALL WITH MARIO Balotelli, AND WHAT MORE ‘AND INCREDIBLE’ that both the Mayor of Verona, Flavio Tosi, Leaguers, defends its citizens Racist, saying it BALOTELLI to stir an audience, something that the President THE PRECISE Chievo Verona. Shame!

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Fausto Coppi : 50 anni dalla morte

sabato, gennaio 2nd, 2010

coppiSono passati cinquant’anni eppure il ricordo di Fausto Coppi è ancora incredibilmente vivo. E se questo accade è solo perché la sua immagine e l’eco delle sue imprese sono ormai parte della nostra vita e della storia del nostro paese. La storia di Fausto è un romanzo che ha ispirato film, canzoni, un’infinità di libri in tutto il mondo che ci vorrebbe una biblioteca immensa per contenerli tutti. La vita di un uomo semplice diventato leggenda. I nostri padri, i nonni, hanno ancora gli occhi lucidi quando parlano di Coppi e delle sue imprese e chissà quanti di loro portano il nome Fausto proprio grazie a lui. Ma anche i più giovani sentendo quel nome non possono che emozionarsi, perché anche dopo mezzo secolo il suo mito è ancora intatto. Ed è qualcosa in più dei cinque giri d’Italia vinti, dei due Tour de France, del mondiale, delle grandi classiche, del record dell’ora, è il mito dell’uomo solo al comando che resiste al tempo, lo sconfigge e che vale mille volte più di un palmares strabiliante. E’ la storia di un uomo straordinario prima che di un atleta immenso. Ma non c’è solo lui, c’è anche Gino. Coppi e Bartali che dividevano l’Italia e la riunivano con le loro vittorie e con una rivalità intensa fatta di attacchi ma anche di stima e rispetto, quando il ciclismo ancora più del calcio faceva battere il cuore della gente. Il cuore di Fausto ha smesso di battere il 2 gennaio di 50 anni fa. E’ morto di malaria e il vero mistero è come abbiano potuto i medici di allora fallire una diagnosi così elementare. Quel giorno l’Italia si è fermata per lui e per quella vita che con una cura semplice poteva essere salvata. L’airone ha chiuso le ali per sempre e l’Italia da cinquant’anni lo porta nell’anima con lo stesso incurabile affetto. Un po’ di vita : Angelo Fausto Coppi (Castellania, 15 settembre 1919 – Tortona, 2 gennaio 1960, soprannominato il Campionissimo o l’Airone, fu il corridore più vincente e famoso dell’epoca d’oro del ciclismo, ed è considerato uno dei più grandi e popolari atleti di tutti i tempi. Eccellente passista e scalatore, era forte anche in volata, risultando un corridore completo e adatto ad ogni tipo di competizione su strada. Si impose sia nelle più importanti corse a tappe sia nelle maggiori classiche di un giorno. Fu anche un campione di ciclismo su pista.Vinse cinque volte il Giro d’Italia (1940, 1947, 1949, 1952 e 1953) (record), e due volte il Tour de France (1949 e 1952). Fra i suoi numerosi successi nelle corse in linea vanno ricordate le cinque affermazioni al Giro di Lombardia (1946, 1947, 1948, 1949 e 1954) (record), le tre vittorie alla Milano-Sanremo (1946, 1948 e 1949), e i successi alla Parigi-Roubaix e alla Freccia Vallone nel 1950. Fu Campione del mondo nel 1953. Nel ciclismo su pista, fu Campione del mondo d’inseguimento nel ‘47 e nel ‘49 e primatista dell’ora (45,798 km) dal 1942 al 1956.Dal fisico apparentemente poco atletico, Coppi era dotato di una notevole agilità muscolare e di un sistema cardiorespiratorio fuori dal comune (capacità polmonare di 6,5 litri e 44 pulsazioni cardiache/minuto a riposo), qualità che ne esaltavano la resistenza sotto sforzo. La struttura ossea molto fragile e le ripetute fratture lo costrinsero tuttavia a pause forzate durante l’intero arco d’attività. Allo stesso modo, la seconda guerra mondiale ne condizionò la carriera: la sospensione delle competizioni a causa del conflitto giunse infatti subito dopo le sue prime importanti vittorie.Leggendaria la sua rivalità con Gino Bartali, che divise l’Italia nell’immediato dopoguerra (anche per le presunte diverse posizioni politiche dei due). Celebre nell’immortalare un’intera epoca sportiva – tanto da entrare nell’immaginario collettivo degli italiani – è la foto che ritrae i due campioni mentre si passano una bottiglietta durante una salita al Tour del ‘52.Le sue imprese e le tragiche circostanze della morte ne hanno fatto un’icona della storia sportiva italiana.

Fifty years have passed and yet the memory of Fausto Coppi is still incredibly alive. And if this happens it is because his image and the echo of his companies are now part of our life and history of our country. The story of Faust is a novel that has inspired films, songs, a multitude of books in the world that it would take a huge library to contain them all. The life of a simple man became legend. Our fathers, grandfathers, children face the shining eyes when they speak of Coppi and the businesses and who knows how many of them are named Fausto thanks to him. But even the younger hearing that name can only get excited, because even after half a century, its myth is still intact. And it is something more of the five rounds of Italy defeated, two Tour de France, the world of the great classics of world hour record, is the myth of the only command that resists time, defeats him and that worth a thousand times more than a stunning honors. And ‘the story of a remarkable man before an athlete great. But there’s only him, there’s Gino. Coppi and Bartali dividing Italy and met with their victories and an intense rivalry made of attacks, but also respect and esteem, when cycling was still more football to beat the hearts of people. Fausto’s heart has stopped beating January 2 to 50 years ago. It ‘died of malaria and the real mystery is how the doctors were able to then do a diagnosis so elementary. That day, Italy has stopped for him and for the life that a simple treatment could be saved. The heron has closed wings forever and Italy fifty years brings the soul with the same incurable suffering. A little ‘life: Angelo Fausto Coppi (Castellani, 15 September 1919 – Tortona, 2 January 1960, known as the champ or Heron, was the most successful and famous racing’s golden era of cycling, and is considered one the largest and most popular athletes of all time. passista Excellent climber and was also strong in the sprint, making it a runner complete and suitable for every type of racing on public roads. She forced herself to be the most important stage race in both the more classic one day. He was also a cycling champion pista.Vinse about five times the Tour of Italy (1940, 1947, 1949, 1952 and 1953) (records), and twice the Tour de France (1949 and 1952). Among the its many successes in the online course we must remember the five statements in the Giro di Lombardia (1946, 1947, 1948, 1949 and 1954) (record), three victories at Milan-Sanremo (1946, 1948 and 1949), and successes in the Paris -Roubaix and the Flèche Wallonne in 1950. Fu World Champion in 1953. In cycling track, he was world champion in ‘47 and in ‘49 chase record holder and time (45.798 km) from 1942 to 1956.Dal apparently little physical athleticism, Coppi was endowed with a remarkable agility and muscle out of the ordinary cardiopulmonary system (lung capacity of 6.5 liters and 44 pulse per minute at rest), a quality that enhances the resistance under load. The structure very fragile and repeated bone fractures, however, forced him to forced break during the entire period of activity. Similarly, the second world war conditioned the career: the suspension of racing due to the conflict soon after it reached its first vittorie.Leggendaria its major rival Gino Bartali, Italy after the war that divided (even for supposedly different political positions of the two). Celebre an era sports immortality – just enough to enter the collective imagination of Italians – is the photo that shows the two samples as they pass a bottle during a climb in the Tour of ‘52. His exploits and the tragic circumstances of his death have made it an icon of Italian sports history.

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La pallavolo femminile conquista la Grand Champions Cup

domenica, novembre 15th, 2009

voloFUKUOKA (Giappone), 15 novembre 2009 – Dopo il grande successo di ieri sul Brasile, l’Italia batte anche il Giappone e fa sua la Grand Champions Cup. E’ la prima volta che le azzurre conquistano questo torneo, nato nel 1993 per far incontrare, nell’anno post-olimpico, sei nazionali: le vincitrici dei campionati europei, asiatici, nordamericani e sudamericani, il Giappone (paese che ospita la manifestazione fin dalla prima edizione) e una squadra invitata dalla federazione internazionale. Il meglio, o quasi, del mondo, insomma, e le campionesse d’Europa hanno svolto alla grande il loro lavoro vincendo tutte le cinque sfide.

la partita — La squadra di Massimo Barbolini aveva ipotecato il successo già ieri: la netta vittoria (3-0) sul Brasile l’aveva infatti lanciata al comando della classifica. Oggi a Fukuoka, in un palazzetto dello sport gremito, il sestetto azzurro ha chiuso in bellezza facendo fuori anche le padrone di casa giapponesi. Tre set a uno il risultato finale di una partita combattuta, ma nella quale il successo dell’Italia non è mai sembrato in dubbio. Le azzurre hanno sofferto in avvio, in quel primo set infinito e tirato fino al 32-30. Anche la seconda frazione si è aperta all’insegna dell’equilibrio, poi l’Italia ha preso il largo chiudendo con una schiacciata di Francesca Piccinini sul 25-22. La squadra di Barbolini è sembrata in grado di chiudere in fretta anche il terzo set, ha preso subito un buon margine, poi qualche ingranaggio si è rotto: la fretta di chiudere il match e di tornare a casa dopo una settimana intensa e l’orgoglio delle giapponesi hanno favorito la rimonta della squadra di casa, che ha operato il sorpasso sul 21-20 e ha chiuso il set 26-24. Nella quarta frazione l’Italia è partita contratta, si è fatta staccare di 4 punti, poi ha ripreso a giocare come sa (grande prestazione della Piccinini e della Del Core) e ha dominato la frazione, chiudendola sul 25-18 e portando a casa il prestigioso torneo.

FUKUOKA (Japan), 15 November 2009 – After the huge success of yesterday’s Brazil, Italy beats Japan and makes its own the Grand Champions Cup and ‘the first time that the blue win this tournament, established in 1993 to meet, in the post-Olympics, six National winners of the European championships, Asian, American and South American, Japan (host country of the event since the first edition) and a team invited by the International Federation. The best, or most, of the world, in short, and the champions of Europe have done their work to the great winning all five challenges.

the game – The team of Massimo Barbolini had mortgaged the success yesterday: a clear victory (3-0) on Brazil had in fact launched in command of the ranking. Today in Fukuoka, in a packed sports hall, the Blue sextet closed with a flourish by the landlord even outside Japan. Three sets to one the result of a hard-fought match, but in which the success of Italy has never seemed in doubt. Have suffered in the blue boot, in that first set to infinity and drawn 32-30. The second village was opened banner balance, then Italy has taken off closing with a cake of Francesca Piccinini at 25-22. Barbolini team seemed able to close quickly, the third set, immediately took a good margin, then some gear has broken: the rush to close the match and returning home after a busy week and pride the Japanese have favored the home team’s comeback, which has operated overtaking 21-20 and closed the set 26-24. In the fourth village, Italy is playing contracts was made to pull 4 points, then resumed playing as you know (great performance Piccinini and Del Core) and has dominated the village, closing at 25-18 and taking home the prestigious tournament.

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Adriano: “Giusto lasciare l’Inter !Ora ho meno soldi e più felicità!”

giovedì, ottobre 1st, 2009

adrianoIl nuovo Adriano, quello tornato a guadagnarsi i cori e le standing ovation del Maracanà a suon di gol tanto da rientrare nel giro della Seleçao, è meno ricco ma più felice. Questo è quanto ha confessato l’ex attaccante nerazzurro alla rivista brasiliana R7, con cui ha ricordato il periodo nero vissuto in Italia tra alcol e scorribande notturne per locali e discoteche. “Dopo la morte di mio padre sono caduto in una depressione che riuscivo a curare solo con l’alcol. Ero felice solo quando bevevo, e non smettevo mai. Uscivo tutte le sere e bevevo qualsiasi cosa mi capitasse davanti: vino, whisky, birra…molta birra”, ha raccontato. Ma oggi, il ritorno in Brasile e la vicinanza della madre e degli amici di un tempo hanno aiutato Adriano a risollevarsi, e poco importa se lo stipendio si è alleggerito sensibilmente. “La gente pensa che sia stato un folle a rinunciare al contratto milionario che avevo, ma la verità è che non esistono soldi in grado di compensare l’affetto familiare. Ho rinunciato a tanti milioni, ma ho comprato la felicità”, ha dichiarato.
manciniLa rottura con Mancini — Che la perdita del padre sia stata la principale causa scatenante della depressione, tanto da spingerlo in una vera e propria spirale d’alcolismo, è una cosa di cui Adriano non ha mai fatto mistero. Ma l’intervista di ieri ha svelato come tutto ciò si ripercuoteva all’interno dello spogliatoio nerazzurro, dall’atteggiamento accondiscendente della dirigenza fino alla rottura con Mancini. “Mi presentavo ogni giorno ubriaco. Non dormivo per paura di fare tardi, ma alla fine arrivavo comunque in condizioni impresentabili e allora mi mandavano a dormire in infermeria, mentre ai giornalisti dicevano che avevo avuto qualche problema muscolare”, ha rivelato Adriano, raccontando anche come Mancini non fosse tollerante quanto la dirigenza. “Non smettevo mai di bere e la situazione divenne insostenibile, finché iniziai a entrare in conflitto con Mancini e dovetti lasciare l’Inter”.
joseIl tentativo di Mourinho — Il prestito al San Paolo sembrava aver risolto tutto, ma il successivo rientro in Italia fece ripiombare Adriano nei vecchi vizi. “Pensavo di aver superato i miei problemi, ma presto tornai quello di prima, solo e senza nessuno su cui fare affidamento, e così ricominciai a bere”. Il cambio sulla panchina interista con l’addio di Mancini e l’arrivo di Mourinho aveva convinto Adriano a tentare il rilancio personale in Italia. “Tornai per Mourinho, ma non fu sufficiente. Ricominciai di nuovo con le feste, le donne e l’alcol”. La nuova ricaduta tolse ad Adriano anche l’appoggio della dirigenza, Moratti in primis, nonostante il disperato tentativo di recupero da parte di Mourinho. “La società non era più disposta ad accettare la situazione e ha rinunciato a insistere nel mio recupero. Mi dispiace per Mourinho, che addirittura litigò con alcuni dirigenti nel tentativo di convincerli a trattenermi”.massimo_moratti_scudetto

Felice e sereno a distanza di sei mesi dalla traumatica rottura con la società nerazzurra, Adriano sembra dunque ringraziare Moratti per non aver ceduto alle pressioni di Mourinho. Come dire: cacciato e felice.

The new Hadrian, one returned to earn the choirs and the standing ovation from the Maracana to the sound of goals so as to fall within the Seleçao, is less rich but more happy. That is what has confessed the former Inter striker with Brazilian magazine R7, which recalled the dark period lived in Italy between alcohol and night raids on bars and discos. “After the death of my father fell into a depression that could only treat with alcohol. I was happy only when I drank, and never stopped. I went out every night and drank whatever I happen before: wine, whiskey, beer … a lot of beer, “he said. But today, the return to Brazil and the closeness of mother and former friends have helped Adrian to rebound, and no matter if the salary is lightened considerably. “People think it was a fool to give up his million-dollar contracts that I had, but the truth is that no money can compensate the family affection. I gave up so many millions, but I bought happiness, “he said.
The break with Mancini – that the loss of his father has been the main cause of the depression that pushed in a real spiral of alcoholism is something that Adrian has never made any secret. But the interview yesterday revealed how all this was reflected in the Inter dressing room, condescending attitude of the leadership to break with Mancini. “I arise every day drunk. Do not sleep for fear of late, but finally arrived however in terms unpresentable and then sent me to sleep in the infirmary, while reporters were saying that I had some muscular problems, “revealed Adriano, Mancini was not telling as tolerant as the management. “She never stopped drinking and the situation became unbearable, until I began to conflict with Mancini and I had to leave Inter.”
The attempt to Mourinho – The loan to Sao Paulo seems to have solved everything, but the subsequent return to Italy Adriano did slip back into old bad habits. “I’ve exceeded my problems, but soon returned to first, alone and with nobody to rely on, and so I began to drink.” Change on the Inter bench with the farewell of Mancini and the arrival of Mourinho convinced him to Adriano groped recovery staff in Italy. “I went back to Mourinho, but it was not enough. I began again with the holidays, women and alcohol. ” The new spill off to Adrian also the support of the leadership, primarily Moratti, despite the desperate attempt to recover from Mourinho. “The company was no longer prepared to accept the situation and decided not to insist on my recovery. I’m sorry for Mourinho, who even had an argument with some executives in an attempt to persuade them to hold. Happy and peaceful at six months after the traumatic break with the company Inter, Adriano seems therefore thank Moratti for not bowing to pressure from Mourinho. How to say: hunting and happy.

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Svizzera: arbitro sospeso per tre giornate

martedì, settembre 22nd, 2009

sport_calcio_estero_busacca_arbitro_svizzero

Ebbene si, secondo giorno consecutivo con lo sport…ma con ste notizie!!!

Episodio incredibile in Svizzera, dove l’arbitro internazionale Massimo Busacca è stato sospeso per tre turni. Il caso è scoppiato nella giornata di sabato quando, dopo ripetuti insulti piovuti dagli spalti durante una partita di Coppa Svizzera, il direttore di gara ha mostrato il dito medio per reagire alle provocazioni.

Il caso è stato esaminato oggi dalla Federcalcio elvetica, che ha deciso di sanzionare il quarantenne arbitro internazionale, che in carriera può vantarsi di aver diretto l’ultima finale di Champions League. Il provvedimento rischia ora di costare caro a Busacca, che potrebbe vedere così precluse le possibilità di essere chiamato nella rosa di fischietti che verranno designati per la prossima Coppa del Mondo di Sudafrica 2010.

Well yes, the second day in a row with the sport … but with ste news!

Incredible episode in Switzerland, where the international referee Massimo Busacca was suspended for three shifts. The case erupted on Saturday when, after repeated insults rained from the stands during a game of Swiss Cup, the race director showed his middle finger to respond to provocation.

The case was examined today by the Swiss Football Association, which decided to sanction the forty international referee, who can boast of having directed career the last Champions League final. The measure now in danger of a costly Busacca, who could see so foreclosed the possibility of being named in the list of referees who will be appointed for the next World Cup South Africa 2010.

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