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Dita Von Teese : Il nudo integrale? “Non è per tutti”

giovedì, marzo 4th, 2010

Ha 37 anni e a soli 19 ha iniziato come stripper. Oggi è la regina indiscussa del burlesque. Show mozzafiato, con il famoso numero in cui Dita Von Teese si immerge in una enorme coppa di champagne e gli italiani se la ricordano molto bene perché è stata ospite al Festival di Sanremo. Ma nuda completamente non la vedrete mai: “E’ riservata alla cerchia delle mie persone intime”, ha detto al mensile Max. “Anche quando nelle situazioni pià estreme – spiega Dita -, anche quando mi faccio fotografare legata, anche quando gioco con l’immaginario fetish, il mio sguardo dice: ‘Non sono a tua disposizione, ho scelto io di essere qui, sono stata io a legarmi da sola, e l’ho fatto per te, perché tu possa venire a salvarmi”. Gli show della regina del burlesque sono curati nei minimi dettagli, proprio come ha tenuto a specificare la diretta interessata: “I dettagli sono tutto. Io ho, e ho sempre avuto fin da bambina, un’attenzione maniacale per i dettagli. Le persone pensano che io mi limiti a entrare in scena, a ballare, a spogliarmi. Ma prima di salire sul palco ho studiato, creato, controllato tutto: il costume, il trucco, la messa in scena, la musica, le luci, l’idea stessa dell’esibizione. Tutto quello che è lo show, la sua preparazione e creazione, è partito da me. E’ quello che mi piace fare di più, quello che mi piacerebbe fare anche per altre persone: creare un’immagine, un’identità, uno spettacolo”.

He is 37 years and only 19 started as a stripper. Today is the undisputed queen of burlesque. Show breathtaking, with the famous number in which Dita Von Teese is immersed in a huge glass of champagne and the Italians he remembered very well because she was a guest at the Festival of Sanremo. But will never see her completely naked: “It ‘paid to the circle of my intimates,” said Max to the monthly “Even in situations where extreme Pià – Dita says – even when I do photograph linked, even when I play with ‘imaginary fetish, my eyes said,’ You are at your disposal, I chose to be here, I did it to bind me alone and I did it for you, so you can come and save me. ” The show of the queen of burlesque are treated in great detail, just as required to specify the direct question: “The details are everything. I have, and I’ve always had ever since childhood, obsessive attention to detail. People think I limit myself to come on stage to dance, to undress. But before I go on stage I studied, created, controlled everything: the costume, makeup, staging, music, lights, the very idea exhibition. Everything that is the show, its preparation and creation, he left me. And ‘what I like to do more than I’d like to do for other people: to create an image, an identity , a show. “

When You’re Strange : il nuovo documentario dei Doors

martedì, marzo 2nd, 2010

Sembra proprio che questa primavera sarà ricca di novità per i membri superstiti dei Doors. Ray Manzarek, Robby Krieger e John Densmore presenteranno in aprile When You’re Strange, il nuovo documentario sulla band di Los Angeles con la voce narrante di Johnny Depp nella veste inedita di lettore di poesie di Jim Morrison. Il documentario non è una fiction, come ad esempio era il film di Oliver Stone con Val Kilmer nei panni di Jim Morrison, ma, secondo Rock And Roll Blog, è la visione che i Doors danno di loro stessi negli anni compresi fra il 1965 e il 1972, periodo di attività della band. Il documentario conterrà fra gli extra anche i primi film girati da Jim Morrison da studente della UCLA. Sempre ad aprile il batterista John Densmore pubblicherà la sua seconda autobiografia e mentre il chitarrista Robby Krieger darà alle stampe un album solista e il suo primo libro.

It seems that this spring will be full of novelty for the surviving members of The Doors. Ray Manzarek, Robby Krieger and John Densmore presented in April When You’re Strange, the new documentary about the band in Los Angeles with the narrative voice of Johnny Depp in the role of reader of unpublished poems by Jim Morrison. The documentary is not a fiction, such as was Oliver Stone’s film with Val Kilmer in the role of Jim Morrison, but, according to Rock and Roll Blog, is the vision that the Doors give of themselves in the years between 1965 and 1972, period of activity of the band. The documentary will feature among the extras including the first films shot by Jim Morrison as a student at UCLA. Also in April, drummer John Densmore will publish her second autobiography, and while guitarist Robby Krieger give the prints a solo album and his first book.

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‘Valleys of Neptune’, l’album di inediti di Jimi Hendrix

martedì, marzo 2nd, 2010

Valleys of Neptune, la raccolta di 12 registrazioni inedite di Jimi Hendrix curata dallo storico ingegnere del suono Eddie Kramer e uno dei collaboratori più fidati di Hendrix uscirà il prossimo 5 marzo. Fra gli inediti, queste anche la titletrack Valleys of Neptune, registrata nel settembre del 69 e nel marzo del 70 e mai pubblicata prima nella versione con la band al completo.
Valleys of Neptune, the collection of 12 unreleased recordings by Jimi Hendrix curated by historian sound engineer Eddie Kramer and one of the most trusted associates of Hendrix will be released on March 5. Among the novel, these Valleys of Neptune also the title track, recorded in September 69 and March 70 and unreleased version with the band in full force.
1) Stone Free
2) Valleys of Neptune
3) Bleeding Heart
4) Hear My Train A Comin’
5) Mr. Bad Luck
6) Sunshine Of Your Love
7) Lover Man
8) Ships Passing Through The Night
9) Fire/Red House
10) Lullaby For The Summer/Crying Blue Rain

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Online il nuovo videogioco dei Gorillaz

martedì, marzo 2nd, 2010

In perfetto stile Gorillaz, per promuovere il nuovo album, la band/collettivo/cartoon di Damon Albarn ha pensato di produrre una serie di simpatici regalini elettronici da offrire ai fan.  E’ infatti già disponibile online sul sito dei Gorillaz un videogiocod’azione/avventura che si svolge sull’isola dal paesaggio post apocalittico, dalle diverse ambientazioni e possibilità di gioco offerte, manovrabili attraverso una specie di gadget dalle sembianze di un’iPhone chiamato GOD Device. Plastic Beach, il terzo album che uscirà ai primi di marzo, includerà una lunghissima serie di featuring e collaborazioni comprese Snoop Dogg, Lou Reed, Barry Gibb dei Bee Gees, Mark E. Smith dei Fall, e due dei Clash, Mick Jones e Paul Simonon oltre agli Horrors.

Gorillaz-style, to promote the new album, the band / collective / cartoon of Damon Albarn has thought to produce a series of cute little gifts to offer electronic fans. E ‘already available online on a Gorillaz video game action-adventure that takes place on the island from the post-apocalyptic landscape, from different environments, and offers opportunities for play, maneuver through a kind of gadget, disguised as a un’iPhone GOD called Device. Plastic Beach, the third album due out in early March, will include a long series of collaborations including and featuring Snoop Dogg, Lou Reed, Barry Gibb of the Bee Gees, Mark E. Smith of the Fall, and two of the Clash, Mick Jones and Paul Simonon in addition to the Horrors.

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Ciro Tuzzi: la storia di un artista

lunedì, marzo 1st, 2010

link originale:

http://www.notiziarioitaliano.it/campania/spettacolo/33721/ciro-tuzzi-l-artigiano-della-musica.html

NAPOLI – Ci sono volte in cui la musica diviene un veicolo emozionale ed altre volte invece, ci si lascia trasportare invasi da una sensazione di un salto in uno spazio apparentemente vuoto e nel mentre lo si attraversa con la consapevolezza che prima o poi si atterrerà, si ci lascia penetrare nel profondo dal “racconto” dell’artista. Questo è quello che spesso accade quando si ascolta la musica di Ciro Tuzzi cantautore partenopeo. Un artista che ha scelto di restare fedele a se stesso, che non è mai sceso a compromessi con il difficile mondo musicale dove la maggior parte degli artisti si conforma al modus operandi richiesto dalla classe dirigente. Vi presentiamo un produttore d’arte, un artigiano come lui stesso si definisce, che sa emozionare in modo autentico.

L’ambiente musicale si dice sia ricco di insidie. Lungo il tuo percorso di crescita quante e quali difficoltà hai incontrato?  Tantissime. E’ un mondo di squali. Credo che la maggiore difficoltà riscontrata in questi ultimi anni, questa cosa non vale solo per gli Epo, sia la disaffezione delle persone alla musica… non so come spiegare.. è come se la saturazione del mercato visto la innumerevole offerta e la estrema facilità a reperire musica con internet.. abbia tolto quel velo di fascino. Le persone sembrano più interessate all’Happening concerto, cioè al fatto di trovarsi in un posto con altre persone, che al concerto in se stesso… ovviamente non vale per tutti, però la sensazione che ho è questa.

A parte il primo disco uscito con una etichetta di Brescia, successivamente gli Epo si sono autoprodotti come mai?  Quella esperienza ci è bastata. Non voglio fare lo snob, con un’offerta seria magari potremmo fare una promozione migliore. Ma se devo discutere con persone su come fare la mia musica perchè queste investono una quantità di soldi risibile, preferiamo investire i nostri soldi e limitare i litigi a solo 4/5 persone… ovvero ai componenti della band.

A quale o a quali sound associ la tua musica?  Direi Pop, se per pop intendiamo quella linea tratteggiata che unisce, che so, i Beatles ai Vampire Weekend, passando per Bowie, Duran Duran, Radiohead, Elbow.. per citarne alcuni. Purtroppo la parola Pop oggi la si associa a cantanti truccatissimi con capelli improbabili o gente che copula in tutti i laghi… ma il senso dovrebbe essere un po’più nobile, un minestrone che butta dentro tutti i generi musicali e li rielabora secondo delle regole non scritte.

Come nasce una canzone? c’è un iter particolare?  Non parlerei di iter. Di solito arriva musica e testo contemporaneamente, un pensiero vaga nella testa e a volte si sublima in 4 minuti di canzone. Questo è quello che avviene di solito, ma non sempre. Credo che avere una metodologia precisa per fare “arte” sia lo strumento per ucciderla.

Sei reduce da un tour con Marina Rei raccontaci la tua esperienza…  Suono la chitarra nella band live di Marina, dalla primavera scorsa. E’ un’esperienza divertente e faticosa. Suonare la chitarra è una cosa che mi piace tantissimo e con lei posso finalmente concentrarmi più sullo strumento che sulla voce. Abbiamo fatto un bel po’ di date quest’estate e credo che l’esperienza più bella sia stata la data all’Italiawave festival. Nella band della Rei in realtà c’è un bel tasso di Epo, Peppe è il fonico del tour e Alessandro ha suonato in un paio di date.

Con quale altro artista o band ti piacerebbe dividere il palco?  Mmm… mi piacerebbe suonare per Capossela, anche se non conosco tutte le sue canzoni, la sua musica è piena di fascino e suggestioni notturne. Probabilmente anche con Daniele Silvestri per l’eterogeneità delle sue canzoni. Penso siano divertenti da suonare.

Quando ti potremo ascoltare dal vivo?  Dopo qualche problema di salute sto riprendendo a fare concerti. Farò delle serate accompagnato da un bravissimo violoncellista che si chiama Arcangelo Michele Caso il 18 marzo all’Equobar di San Sebastiano al Vesuvio e il 2 aprile al Coc88 che è un bar che si trova al Vomero. Non so ancora cosa suonerò, probabilmente alcune canzoni mie insieme a delle cover che mi piace cantare.

Prima di lasciarci svelaci…dove si sono nascosti gli Epo?  Gli Epo stanno ragionando sul da farsi. Con molta calma. Vogliamo fare un terzo disco, però vogliamo sentirci pronti prima di andare in studio… non abbiamo fretta insomma.             Amalia Coletta

NAPLES – There are times when music becomes a vehicle emotional and other times, you get carried invaded by a feeling of a jump in an apparently empty space and while it goes through with the knowledge that sooner or later it will land, it allows us to penetrate deep in the “story” of the artist. This is what often happens when you listen to the music of Cyrus Tuzzi Neapolitan singer. An artist who has chosen to remain faithful to itself, which is never compromised with the difficult world of music where most of the artists required to comply with the modus operandi of the ruling class. We present a producer of art, a craftsman as he describes himself, who knows emotions so genuine.
The musical environment is said to be full of pitfalls. Along your path of growth and the difficulties many have encountered? Lot. It ‘a world of sharks. I think the major difficulty in recent years, this thing is not true only for Epo, is the disaffection of the people to the music … I do not know how to explain .. is as if the saturation of the market saw the breadth of offerings and the ease in finding music on the internet .. has lifted the veil of charm. People seem more interested all’Happening concert, namely the fact of being in a place with other people, the concert itself … obviously not true for everyone, but the feeling I have is this.
Apart from the first album came out with a label of Brescia, after the Epo were self-produced Why? That experience was enough there. I do not want the snob, with a serious offer maybe we could do a better promotion. But if I talk with people about how to do my own music because they spend a ridiculous amount of money, we prefer to invest our money and reduce litigation only 4 / 5 people … or to members of the band.
To whom or what sound to associate your music? Pop would say, if you want to pop the dotted line connecting, say, the Beatles to Vampire Weekend, through Bowie, Duran Duran, Radiohead, Elbow .. to name a few. Unfortunately, the word today is associated with pop singers truccatissimi with improbable hair or people who copula in all the lakes … but the way it should be a little more noble, a soup that throws in all kinds of music and reworks them depending on the unwritten rules.
The making of a song? There is a particular process? Not call the procedure. Usually arrives music and lyrics simultaneously, a vague thought in my head and sometimes sublimated in 4-minute song. This is what happens usually, but not always. I think that having an explicit methodology for making “art” is the tool to kill her.
You returned from a tour with Marina Rei Tell us your experience … I play guitar in the band live in Marina, from last spring. It ‘a fun and tiring. Playing the guitar is one thing that I like her a lot and I can finally concentrate more on the instrument on the entry. We did a lot ‘of dates this summer and I think the best experience was the date all’Italiawave festival. The band of the EIR is actually a good rate of Epo, Peppe is the noise of the tour, and Alexander has played in a couple of dates.
Which other artist or band you’d like to share the stage? Mmm … I’d play for Capossela, although I do not know all his songs, his music is full of charm and suggestions night. Probably with Daniele Silvestri for the heterogeneity of his songs. I think they are fun to play.
When we listen to you live? After some health problem I’m resuming playing gigs. I’ll evenings accompanied by a talented cellist named Archangel Michael Case March 18 all’Equobar of San Sebastiano al Vesuvio and April 2 at Coc88 which is a bar located in the Vomero. I do not know yet what I will play, probably some of my songs along with cover songs that I like to sing.
Before leaving … reveal to us where they hid the EPO? The Epo are thinking about what to do. Calmly. We want to make a third record, but we feel ready before you go into the studio … we hurry fact.
Amalia Coletta

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Lady GaGa, proposta sessuale shock

mercoledì, febbraio 24th, 2010

Lady GaGa diva capricciosa sul set fotografico ma sempre pronta a lanciare una delle sue provocazioni bomba. Girano diversi pettegolezzi sul suo conto, specialmente sul fatto che sarebbe un ermafrodito: “Se tutti pensano che lo sono allora accontentiamoli, mi legherò un fallo alla vagina e lo mostrerò a tutti”, dichiara al mensile “Q”.”Non capisco il perché, se un ragazzo dice che gli piace far sesso allora si ritrova attorno a sè un gruppo di galline impazzite ed è figo. – dice al mensile “Q” la cantante- Se una ragazza, come me, afferma che è disinibita sessualmente, ecco allora che tutti dicono ‘avrà il pis….’. Assurdo. Ma se questo è quello che vuole la gente allora non deluderò nessuno. Mi procurerò un fallo finto, lo legherò alla vagina per mostrarlo a tutti”.Non è tutto. L’intervista al mensile è stata alquanto movimentata. Secondo i testimoni presenti sul set fotografico, Lady GaGa avrebbe continuamente litigato con John Wright, che le scattava le foto del servizio apostrofandolo così: “Non hai neanche idea di come ritrarre una grande artista come me”. Alla fine gli scatti sono usciti lo stesso e la cantante appare impeccabile e (quasi) senza veli.

Lady GaGa capricious diva on set photo but always ready to launch one of its provocations bomb. They run various rumors about him, especially knowing that it would be a hermaphrodite, “If everyone thinks they are accontentiamoli then, I tie a foul to the vagina and the show at all,” says the monthly magazine “Q”. “I do not understand why If a guy says he likes to have sex then he finds around him a group of hens and is mad cool. – says the monthly magazine “Q” the singer-If a girl like me says that it is sexually uninhibited, here then that everyone says’ will have the pis ….’. Absurd. But if this is what the people want then do not disappoint anyone. I’ll get a dildo, ties him to the vagina to show it to everyone. “That’s not all. The interview with the monthly has been somewhat eventful. According to witnesses on the photo set, Lady GaGa would constantly fight with John Wright, who was taking photos of the service apostrophizing thus: “You have no idea how to portray a great artist like me.” Eventually, the shots came out the same and the singer is impeccable and (almost) without veils.

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Mouths – Compilation: free download

martedì, febbraio 23rd, 2010

ABBIAMO RICEVUTO NOTIZIA E SUBITO LA PUBBLICHIAMO!!!

link originale:

 http://www.losthighways.it/2010/02/23/mouths-compilation/

Mouths – Compilation By Vladimiro Vacca

Mouths Compilation Download

Bocche assetate. Bocche affamate. Bocche umide. Bocche asciutte. Bocche di vulcano. Bocche di mare.. Bocche di volontà. Queste sono le bocche sotterranee della Campania che annaspa e che crede ancora nell’arte, nella Musica, nell’importanza di ubriacarsi di fermento. Dopo la quadrilogia di compilation basate sui mood delle stagioni, LostHighways ritorna a regalare in free download un nuovo ardito progetto, la compilation dedicata alle realtà musicali campane: Mouths. LostHighways vuole alzare la coperta dell’indifferenza artistico-sociale che popola questa falcidiata regione e far emergere una faccia, un’altra bocca, tante bocche. Quelle di tanti giovani artisti che nel corso degli ultimi cinque anni stanno rappresentando la speranza del cambiamento sociale. Noi crediamo possibile che una margherita possa nascere e crescere ai margini di una strada d’asfalto. Mouths è dedicata a tutti quei festival locali, a quei piccoli club della regione Campania che hanno creduto e credono in questi artisti e forniscono spazi di libera espressione della musica. Mouths è indirizzata anche a quei governanti locali che credono nella costruzione di un campo di calcio come sola via di scampo per allontanare i giovani dalla malavita e dimenticano di supportare spazi per la musica, una forza che può davvero elevare l’animo umano.Mouths è una dichiarazione d’amore per chi è fautore di sinergia tra musica e arti figurative. La cover della compilation è firmata dall’artista napoletano Rinedda (www.rinedda.it), che ha realizzato il progetto grafico ispirandosi ai brani selezionati. Il suo tratto spigoloso, in bilico tra i sussurri di Klee e Chagall, sanno essere flusso interiore e seducente.Mouths colleziona i vari colori musicali della Campania degli ultimi anni. I due volumi demarcano due mood, due suggestioni distinte. Nel volume 1 predominano tonalità più aggressive, più propriamente pop-rock; nel volume 2 le atmosfere diventano più rarefatte e meno elettriche.Nel volume 1 si parte dalla band rivelazione campana di qualche anno fa: gli EPO, rappresentati dal radioheadiano Pezzo commerciale estivo. Quindi si risponde con la band rivelazione campana di questo 2010: Il Vortice; La struttura del vuoto è il singolo del momento nell’underground musicale campano dove si miscelano atmosfere Soundgarden e Marlene Kunt in una chiave che porta il segno di grande competenza lirica e sapienza innovativa . Nel crescendo rock si approda ai Da’namaste che con Inverno inverno inverno inverno sintetizzano il loro progetto multicolore dove continui cambi di atmosfera si dipanano in un flusso orignale e omogeneo. Nel segno dell’originalità seguono anche gli El-ghor con il loro indie-rock cantato in francese, qui rappresentato dal loro ultimo singolo Rien n’est parfait. Dalla stessa etichetta Seahorse Recordings arriva un altro originale progetto: gli Stella Diana; Mandarancio è la sintesi di una vena cantautorale intinta in codici new-wave.  Un po’ di spensieratezza a base di post-punk ballabile con The Collettivo; Dancer non ha nulla da invidiare a brani che NME osanna negli ultimi anni. Quindi ancora un progetto sui-generis proveniente dalla stessa etichetta I Make Records de Il Vortice: Verme Robots; in Psycho city vi sono incursioni di alternative-rock frapposte a passaggi melodici di rara bellezza. A testimoniare che nell’underground musicale della Campania c’è una cultura musicale a 360°, che nessun genere è trascurato, l’onda del post-rock del Nord Europa è degnamente rappresentata da il Cielo di Bagdad; Magic Bus è il crescendo dove si incrociano i Mogwai con i Sigur Rós. Le stesse influenze continuano a scorrere nelle trame cantautorali della giovane band napoletana più interessante ed originale del momento: gli Onirica; Ludwig riesce a sintetizzare l’originalità delle sonorità degli Onirica con la loro cura per i testi indirizzati a pagine storiche della nostra penisola che hanno legami non trascurabili con ciò che accade oggi. Mouths non dimentica Le Viti di Titanio, una band che miscela il post-punk alla Nick Cave con strumenti a fiato non tipici del genere; Naguine è un’oscura ballata che ben rappresenta il progetto dei fratelli Vitale. Il volume 1 si chiude con Dall’esterno, il brano più politico e punk uscito negli ultimi anni a Napoli e dintorni; iI Lev sono una sorta di CCCP che interpretano alla lettera la filosofia comunista della rete, pubblicando le loro produzioni sempre in free-download sul loro sito e bandendo qualsiasi uso di social-network.Il secondo volume di Mouths è quello che graffia l’anima con sonorità più morbide. Apertura affidata a due chicche. La prima è un regalo dei Blessed Child Opera: l’out take Promised circle dall’ultimo album Soldiers and Faith; la voce di Paolo Messere sfiora e accarezza una notte di corde folk bagnate da onde improvvise di indietronica da brividi. La seconda perla inedita della compilation è una “Martini Dry version” del brano Lest we forget della band Curtis Jones & The Gossip Terrorists che sta raccogliendo i favori di tutta la critica musicale italiana (e non) con il suo rock ricco di influenze, dai The Doors ai Joy Division, da David Bowie ai Cousteau. Segue la Campania che negli ultimi anni è riuscita a proporre cantautorato originale in mondi sonori alternativi come in quello del folk-blues della bellissima ballad You Must Stay Out di Songs For Ulan e in quello del jazz di Delirio degli Gnut. Si prosegue nella scia del cantautorato in chiave Lennon che si veste di atmosfere alla Calexico con il brano I’m not alone dei the Softone, un’altra realtà musicale campana di gran classe. Quindi sempre in punta di piedi ci facciamo pizzicare il cuore dall’intensa ballad A sign degli Abulico, una band dalle coordinate più rock rispetto a questo brano ma che sa esprimere il suo talento anche in veste più soft. Ci imbattiamo poi nel capolavoro Transparent Smiles, presente nel nuovo disco della band casertana Psychopatic Romantics. Gli Iris’tea ci regalano eteree atmosfere elettroniche di magica progressione con Phantom, ricordandoci che forse gli Owl City ce li avevamo in casa e non lo sapevamo. Cherry the Tight Rope Walker distilla la certezza folk-swing dei The Gentlemen’s Agreement e che si frappone a due scommesse di LostHighways. La prima è Enrico Falbo, giovane compositore beneventano, che con Viaggio verso Zora emana un approccio compositivo originale tra il mondo della world-music di matrice Kusturica/Gabriel a quello della laptop-music di Thom Yorke. La seconda scommessa è un giovane cantautore napoletano: Dilis che esprime una delicatezza e un’intensità vocale sorprendente nel brano Pensieri d’autunno.LostHighways vuole ringraziare tutte le etichette, le band e gli artisti che hanno aderito a questa iniziativa. Nostro unico scopo è condividere.Mouths è suono che scivola sulla lingua e arriva negli occhi di chi non sa vedere per meccanismi contorti di un sistema finto. Bocche. Varchi. Da un manipolo di musicisti ai vostri occhi. La musica è massa d’anima e carne. Il suo movimento è un circolo continuo tra dentro e fuori.

(Si ringraziano per la collaborazione:  gli EPO a cui auguriamo di tornare presto; tutti gli artisti e le etichette che hanno autorizzato il free download dei brani; Amalia Dell’Osso; Rinedda; il titolo deve qualcosa a Pablo Neruda)

Tracklist:

  1. Pezzo Commerciale Estivo – EPO
  2. La struttura del vuoto – Il Vortice
  3. Inverno inverno inverno inverno – Da’namaste
  4. Rien n’est parfait – El-Ghor
  5. Mandarancio – Stella Diana
  6. Dancer – The Colletivo
  7. Psycho city – Verme Robots
  8. Magic Bus – Il Cielo di Bagdad
  9. Ludwig – Onirica
  10. Naguine – Le Viti di Titanio
  11. Dall’esterno – Lev

Vol. 2

  1. Promised circle – Blessed Child Opera
  2. Lest we forget – Curtis Jones & The Gossip Terrorists
  3. You Must Stay Out – Songs For Ulan
  4. Delirio – Gnut
  5. I’m not alone – The Softone
  6. A Sign – Abulico
  7. Transparent Smiles – Psychopatic Romantics
  8. Phantom – Iris’tea
  9. Viaggio verso Zora – Enrico Falbo
  10. Cherry the Tight Rope Walker – The Gentlemen’s Agreement
  11. Pensieri d’autunno – Dilis

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Elton John: “Gesù? Un gay superintelligente”

sabato, febbraio 20th, 2010

Il cantante britannico Elton John ha dichiarato in un’intervista alla rivista statunitense “Parade” che “Gesù era gay e ’superintelligente’ “. “Credo che Gesù avesse molta compassione, era un gay superintelligente, che ha capito i problemi dell’umanità – ha detto sir Elton -. Voleva che noi ci amassimo e perdonassimo. Non capisco cosa renda le persone così crudeli. Prova ad essere una lesbica in Medio Oriente, sarebbe meglio essere morti”. Dichiarazioni destinate a far discutere. L’intento positivo evidente nelle parole del cantautore inglese potrebbe passare in secondo piano di fronte alla forza dell’affermazione, anche se un portavoce della Chiesa d’Inghilterra ha tentato di smontare la polemica sul nascere. “Le riflessioni di Sir Elton sull’amore e il perdono predicati da Gesù sono condivise da tutti i cristiani – ha commentato – ma le valutazioni sull’aspetto storico della persona di Gesù forse sarebbe meglio lasciarle agli accademici”. Nell’intervista John, che qualche mese fa ha espresso il desiderio di adottare un bambino, racconta come ha conosciuto il compagno David Furnish, 47 anni. “Ho sentito immediata attrazione per lui – racconta – Era vestito molto bene, era molto timido. La sera dopo abbiamo cenato, e poi ci siamo innamorati molto velocemente”.

The British singer Elton John said in an interview with U.S. magazine “Parade” that “Jesus was gay and ’superintelligent’.” “I believe that Jesus had great compassion, he was a gay superintelligent, who understood the problems of mankind – he said Sir Elton -. He wanted us amassimo and forgiven. I do not understand what makes people so cruel. Try to be a lesbian Middle East, it would be better to be dead. ” Statements intended to discuss. The positive intent evident in the words of the English singer-songwriter could overshadow the strength in the face of the statement, although a spokesman for the Church of England has attempted to dismantle the controversy in the bud. “Sir Elton’s reflections on love and forgiveness preached by Jesus are shared by all Christians – said – but estimates the appearance of the historic person of Jesus might be best left to academics.” In the interview John, who a few months ago he expressed a desire to adopt a child, tells how he met his companion David Furnish, 47. “I felt instant attraction for him – he says – he was dressed very well, was very shy. The next evening we had dinner and then we fell in love very quickly.”

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Volti nascosti e maschera svelate di PJ Harvey By Marianna Digrazia

mercoledì, febbraio 17th, 2010

Proponiamo l’articolo segnalatoci da una “voce “ amica edito su LostHighWays, sito di cultura musicale che vi invito a visitare! http://www.losthighways.it

Volti nascosti e maschera svelate di PJ Harvey By Marianna Digrazia

Stefano Solventi, originale e appassionata penna de Il Mucchio e sentire.ascoltare.com, dedica il saggio PJ Harvey Musica Maschere Vita (Odoya Edizioni) alla ribelle songwriter inglese che ha segnato in maniera esemplare il rock al femminile dell’ultimo ventennio. Uscito indenne dagli anni Ottanta e inoltratosi con diffidenza nei Novanta, Solventi incrocia la cantante del Dorset grazie all’ascolto dell’album Rid Of Me, esperienza che egli stesso descrive usando una singolare metafora: “fu come inciampare sugli scogli, andare a sbattere rovinosamente e con contorno di escoriazioni. Per poi rialzarsi e dire ancora”. L’intensità poetica e la forza emotiva di quelle canzoni svelavano un coraggio che il rock sembrava aver dimenticato in quegli anni.Nonostante l’aspetto da eterna ragazzina, la Harvey riesce a sbirciare dall’interno il lato profondo e occulto delle cose: “Penso di essere interessata a esplorare tutti i modi di essere dell’umanità. L’essenza stessa di ciò che significa essere creatura umana sul pianeta Terra” (Pitchwork, novembre 2007). Solventi traccia un percorso biografico, corredato da immagini in bianco e nero e dichiarazioni rilasciate dalla rockeuse alla stampa internazionale, esplorandone la discografia e le varie tappe artistiche e non solo: “sono più complessa di qualunque stereotipo, e ci sono parti di me destinate a rimanere completamente sconosciute…” (Rumore, maggio 2004). Esattamente come accade per la sua musica, la Harvey appare sfuggente e affascinante ma avvolta da un alone di mistero ancora indecifrato, se non altro non decifrabile in maniera univoca. L’autore del saggio scandaglia ogni controverso personaggio interpretato durante vent’anni di carriera dalla sofisticata cantante, ognuno irrimediabilmente oppresso dal terribile peso di un fardello da scontare.PJ Harvey è cresciuta in una piccola fattoria nelle vicinanze di Corscombe, a sud ovest dell’Inghilterra. La sua adolescenza non sembra registrare particolari tormenti. Figlia di un artigiano e di una scultrice, già da bambina i genitori l’hanno introdotta al blues, al jazz e all’art-rock music, tutti generi che più tardi influenzeranno il suo stile musicale: “Penso che il modo in cui siamo quando cresciamo sia il risultato di quello che abbiamo conosciuto da piccoli” (Rolling Stone, 1995).Inizia diciottenne la sua carriera di cantante e chitarrista come membro di un originale trio che include il batterista Rob Ellis e il bassista Steve Vaughan, chiamato proprio PJ Harvey Trio. Dopo aver inciso un paio di singoli, nel 1992 l’etichetta Too Pure pubblica Dry, un capolavoro di blues e post-punk fusi insieme. Il nome della cantante inizia a echeggiare tanto da arrivare all’orecchio di una major: la Island Record, che l’anno successivo decide di pubblicare negli USA proprio Rid Of Me. Nel 1995 arriva il successo mondiale con To Bring You My Love, una pietra miliare del rock alternativo che Polly Jane si gusta senza i vecchi compagni del trio. Il 1996 è l’anno del sodalizio artistico tra la Harvey ed il chitarrista John Parish, insieme realizzano Dance hall at Louse point, un album dalle sonorità stridenti, dove per la prima volta PJ Harvey si misura con musiche scritte da altri. Nel 1998 l’ambizioso album sperimentale Is This Desire? è accolto da pareri discordanti da parte della critica, la musica si arricchisce di seduzioni elettroniche che, probabilmente risultano eccessive rispetto alle chitarre degli esordi. Gli inquieti personaggi che lo popolano sono carichi di desiderio, passione, e una voglia di purificazione urgente ma lontana. A due anni di distanza e dopo un soggiorno a New York, esce Stories from the City, Stories from the Sea. L’album, probabilmente il più accessibile della carriera di PJ Harvey, ottiene un enorme successo di critica e di vendite, ne conta più di un milione in tutto il mondo. Le immagini della metropoli americana si ritrovano sia nei testi sia nella musica, nervosa e spigolosa come agli esordi: “spesso i testi che scrivo vengono intesi come autbiografici, ma non sono una persona triste come i personaggi delle mie canzoni…” (Spin, ottobre 2005). Inoltre segna un significativo cambio di umore per la musicista che canta come se avesse ritrovato la felicità nella vita. Ospite d’eccezione del disco Thom Yorke dei Radiohead, duettano insieme nello straziante e tenero brano This Mess We’re In. Nel 2004 esce Uh Huh Her, una specie di autocelebrazione, Polly Jane ne cura composizione, produzione, registrazione, missaggio e suona tutti gli strumenti, eccetto la batteria. La copertina ci mostra l’espressione minacciosa del primo piano del suo volto, i titoli dei testi richiamano immagini del passato, quei suoni ruvidi e sinuosi, ci espongono una nudità quasi intollerabile che colpisce al volto. Fragile e doloroso l’album del 2007 White chalk, una raccolta di memorie familiari le cui canzoni vivono di ombre ambigue, di voci riverberate; in loro c’è un dolore impossibile da dominare, davanti al quale quella voce così sicura di sé sparisce, si assottiglia, diventa delicata, alta e timorosa.L’anno scorso la Harvey sceglie di tornare sulle scene insieme a John Parish, fidato collaboratore: “[Polly] è una delle mie più vecchie e care amiche. Mi fido di lei ciecamente”  Iarecord.com, giugno 2009). L’album A Woman A Man Walked By li vede entrambi impegnati in un processo creativo a quattro mani, in un’unione tra le musiche di Parish ai testi della Harvey, che modula la sua calda e cupa voce in frequenze dal forte impatto emotivo. In tutte le opere di PJ Harvey la partecipazione emotiva è talmente intensa da lasciare letteralmente storditi, le parole arrivano con una forza tale da chiedersi se quello che ascoltiamo sia o meno autobiografico: “… sono cresciuta con il mare vicino. La terraferma rappresenta la parte cosciente, il mare quella subcosciente. Allo stesso modo scrivere canzoni richiede combinare immaginazione e realtà la fantasia e le cose che ti capitano realmente” (Rockol.it, ottobre 2000). Il libro di Solventi riesce, forse per la prima volta a rendere giustizia alla complessa figura di questa ribelle sirena del rock e le restituisce quella statura artistica a molti ancora sconosciuta. Libro consigliato ai fans appassionati e ai neofiti che si cimentano, per la prima volta, con la multiforme personalità di PJ Harvey. Stefano Solventi – PJ Harvey Musiche, maschere, vita, collana Cult Music (Odoya, 2009; pp. 240)

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Brit Awards 2010

mercoledì, febbraio 17th, 2010

Lady Gaga trionfa anche in terra straniera. E’ stata lei la protagonista assoluta dei Brit Awards 2010. Per la cantante italo-americana tre premi: quello come miglior artista internazionale femminile, miglior album e miglior rivelazione supportata dagli spettatori di MTV. Tra gli artisti di casa premi per Lily Allen tra le donne, Dizzee Rascal tra gli uomini e i JLS, reduci da “X Factor”, per i gruppi. Dopo i Grammy quindi Stefani Germanotta si porta a casa anche gli Oscar della musica britannici. La cantante, vera regina del pop degli ultimi 12 mesi, ha anche incantato la platea con una performance delle sue, fatta di talento musicale e visionario, con un altro dei suoi eccentrici costumi. Lady Gaga si è contesa la palma della miglior esibizione della serata con un gigionesco Robbie Williams, impegnato in un medley dei suoi più grandi successi.  Tra i premi anche quelli rivolti al passato. “What’s The Story Morning Glory?” degli Oasis è stato votato come miglior album degli ultimi trent’anni, mentre, per lo stesso periodo, il “girl power” ha avuto il suo momento di gloria grazie alle Spice Girls, premiate per “Wannabe/Who do you think you are?” come hit britannico.

Lady Gaga also triumphed in a foreign land. And ’she was the protagonist of the Brit Awards 2010. Italian-American singer to three awards: one for best international female artist, best album and best supported by MTV viewers revelation. Among the artists home awards for women Lily Allen, Dizzee Rascal between men and JLS, veterans of “X Factor”, for groups. After the Grammy therefore Stefani Germanotta also takes home the Oscars of the music in Britain. The singer, real queen of pop of the last 12 months, has also enchanted the audience with a performance of his, made up of musical talent and visionary, with another of his eccentric behavior. Lady Gaga has disputed the palm of his best performances of the evening with a gigionesco Robbie Williams, engaged in a medley of his greatest successes. Among the awards even those looking backward. “What’s The Story Morning Glory?” Oasis was voted best album of the last thirty years, while for the same period, the “girl power” has had his moment of glory thanks to the Spice Girls, award for “Wannabe / Who do you think you are? ” HIT British.

Miglior cantante donna : Lily Allen

Miglior cantante uomo : Dizzee Rascal

Miglior gruppo rivelazione : JLS

Miglior gruppo : Kasabian

MasterCard British Album : Florence & the Machine – Lungs

Miglior singolo :  JLS – Beat Again

Premio della critica : Ellie Goulding

Miglior album degli ultimi 30 anni : Oasis – (What’s the Story) Morning Glory?

The BRITs Hits 30 : Spice Girls – Wannabe/Who Do You Think You Are

Miglior artista donna internazionale : Lady Gaga

Miglior artista uomo internazionale : Jay-Z

Miglior album internazionale : Lady Gaga – The Fame

Rivelazione internazionale supportata dagli spettatori di MTV : Lady Gaga

Outstanding Contribution Award : Robbie Williams

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