Cera una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo di Efraim Medina Reyes
Efraim Medina Reyes Efraim Medina Reyes è nato nel 1964 a Cartagena e vive a Bogotà. Nel 1988 ha esordito con Seis informes e nel 1995 ha vinto il Premio nazionale per il racconto con la raccolta Cinema Arbol y otros cuentos. Ha diretto un film Esercizio dell’anima e scrive per il teatro. Il suo ultimo romanzo si chiama Tecniche di masturbazione tra Batman e Robin.
“C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo” è un libro del 1994, dello scrittore colombiano Efraim Medina Reyes, pubblicato in Italia da Feltrinelli e subito diventato anche da noi un piccolo caso letterario. Non so quanto queste attenzioni possano contare per il suo autore e soprattutto per il suo personaggio, entrambi ansiosi di evitare etichette, letterarie o altre che siano. Forse i due godrebbero nell’essere considerati piuttosto come antiletteratura o antiromanzo, vista l’aperta opposizione esercitata, non solo in queste pagine, contro i classici sudamericani (Marquez, Vargas Llosa e Mutis sono i primi della lista nera), ma una tale definizione rientra ancora in intrighi letterari, in un dire e non dire, che a Medina Reyes ancora non compete. “C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo” è la storia, impulsiva, frenetica, giovanile, forse anche autobiografica, di Rep, eroe di una generazione alla caccia di riferimenti. Il protagonista vive in bilico tra la Città Immobile e Bogotà, tra un passato segnato da un amore troncato e un futuro nutrito dalle proprie illusioni. Il presente è una serie di relazioni convulse, mitizzate, sboccate e violente, vissute come continue sfide. In tutto questo la musica gioca un ruolo determinante, offrendo risvolti, citazioni e sfumature più di quanto possa e voglia la scrittura dell’autore: dai Sex Pistols ai Nirvana, dai Grateful Dead agli Alice in Chains, dai Ramones ai Pearl Jam, si forma un’abile colonna sonora, contestualizzata con l’insoddisfazione del libro. L’ammirazione di Rep per Syd Vicious e per il suo amore distruttivo con Nancy rimanda alla forma infantile di autodifesa del protagonista che, ferito nel cuore e nella virilità, sceglie di uccidere l’amore per salvare il suo io (“un uomo non deve mai uccidere il reale, ma l’astratto”). L’idea di una storia nichilista e sfrontata, colma di sesso e di musica, non è comunque nuova, anzi, è piuttosto risaputa, ma Medina Reyes evita di essere piacioso e adolescenziale, come volentieri capita a chi scrive romanzi intarsiati di rock, forse immaginandoli ad uso esclusivo di un pubblico giovanile. Pur facendo riferimento a figure abusate come quella di Kurt Cobain, Reyes riesce a rendere con efficacia l’inquietudine che lo anima: l’irriverenza e la velocità della sua scrittura sono tanto a tempo con la musica, da essere pregio e difetto del libro. Proprio come il protagonista che sogna di vivere a New York, “C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo” è un romanzo scritto con la mente nella Grande Mela. Se è vero che il rifiuto della letteratura sudamericana rientra nella logica di Rep, per il suo autore invece finisce per suonare come un istintivo rancore nei confronti della generazione paterna. Alla fine personaggio e libro vivono su piani paralleli, con gli stessi limiti e le stesse incapacità, ma è proprio questo a renderli credibili e interessanti: “non è come se sapessi fare qualcosa, ma ho un mio modo personale di non saperlo fare”.
Annette Curtis Klause è una scrittrice inglese che ora, tramite la Fanucci Editore, presenta un suo romanzo rivolto a lettori young adult dal titolo Lady Moon (Blood and Chocolate, 1997).Di Annette Curtis Klause è stato già tradotto, edito da Salani, Il bacio d’argento (The Silver Kiss, 1990), storia d’amore tra una adolescente e un ragazzo che nasconde il segreto di essere un vampiro. In Lady Moon, Vivian vive felicemente il suo essere un licantropo, trova meraviglioso trasformarsi in una lupa, poter correre come il vento e sentire odori che un umano non percepisce in alcun modo; ma all’interno del suo branco insorgono alcuni problemi: il capobranco, padre di Vivian, muore e la madre deve lottare per non perdere la posizione acquisita; e poi c’è Gabriel che vuole diventare il lupo alfa e unirsi a lei; ma un fatto inatteso complica le cose ancora di più: Vivian si innamora di un suo coetaneo, Aiden… umano.
L’autrice: La scrittrice è nata nel 1953 in Inghilterra a Bristol, ma sin da quando aveva 15 anni la sua famiglia si è trasferita negli Stati Uniti dove ha proseguito gli studi e si è laureata. Dichiara di essere sempre stata un’avida lettrice di romanzi horror, fantasy, fantascienza e di leggende popolari e di aver sempre desiderato scrivere. Lavora come bibliotecaria e scrive nel tempo libero, oltre a questo, ha al suo attivo altri tre romanzi: Alien Secrets; Freaks: Alive on the Inside e The Silver Kiss. Il romanzo Lady Moon ha vinto il premio YALSA come miglior libro per adolescenti, ed è stato trasposto in un film nel 2007 dalla regista Katja von Garnier.
Annette Curtis Klause is a British writer who now, by Fanucci Editore, presents his novel aimed at young adult readers called Lady Moon (Blood and Chocolate, 1997). Annette Curtis Klause has already been translated, published by Salani, The Silver Kiss (The Silver Kiss, 1990), a love story between a teenage girl and a boy who hides the secret to being a vampire. Lady in the Moon, Vivian happily living his being a werewolf, finds wonderful turn into a wolf, can run like the wind and hear odors that a human does not perceive in any way, but within his flock some problems arise: Leader of the pack , Vivian’s father dies and her mother must fight not to lose market position, and then there’s Gabriel who wants to become the alpha wolf and join her, but an unexpected fact complicates things even more: Vivian falls in love with his contemporary, Aiden … human.
The author: The writer was born in 1953 in England in Bristol, but since he was 15 his family moved to the United States where he continued his studies and graduated. Declares that he has always been an avid reader of horror novels, fantasy, science fiction and popular legends and have always wanted to write. He works as a librarian and writes in his spare time, besides this, He has three other novels: Alien Secrets; Freaks: Alive on the Inside and The Silver Kiss. The novel won the Lady Moon YALSA Best Book for Teens, and was made into a film in 2007 by director Katja von Garnier.
Jason Buhrmester , La grande rapina ai Led Zeppelin, Fanucci, pp. 224, euro 16,00
Leggendo questa storia di Jason Buhrmester, un romanzo che si inventa la vera storia della più grande rapina del rock, i 203mila dollari rubati ai Led Zeppelin nel 1973 durante un concerto, la prima persona cui mi viene in mente di paragonare l’autore è David Wasco: lo scenografo di film come Pulp Fiction e I Tenenbaum, titoli che devono una bella parte del loro successo all’opera di ricostruzione di mondi tra fumetto, storia sociale ed eterno presente. Perché per il postmoderno ciò che serve davvero è un rapporto creativo tra affabulazione da bar e precisione dei dettagli. Il cazzaro che amiamo è quello le cui storie paradossali potrebbero essere vere perché i dettagli, i diamanti della narrazione, sono veri e luminosi. Un mangianastri Sony Superscope per ascoltare album di Tony Orlando and Dawn. Un furgone con altoparlanti JBL, subwoofer e stereo 8 Pioneer. Una mamma in vestaglia rosa coi capelli schiariti. Una bottiglia di vino rosso che cade su un tappeto color crema. Qualcuno ha definito Jason Buhrmester l’Elmore Leonard della nostra generazione e io direi che, siccome David Wasco ha fatto le scenografie di Jackie Brown, film di Tarantino tratto da Leonard, tutto torna. Jason ha fatto molte ricerche: «L’ultima cosa che volevo è che qualche coglione maniaco dei Led Zeppelin mi scrivesse per dire che Jimmy Page non portava pantaloni di un certo colore». Ma ci tiene anche a dire che conosce bene ciò di cui scrive: la piccola criminalità sfigata è il suo mondo. È cresciuto a Kankakee, Illinois, «Peggiore città americana» secondo il Places Rated Almanac: crimine, disoccupazione e violenza. «Sono cresciuto fra criminali mezze tacche. I personaggi del libro sono tutti basati su persone che conosco ed esperienze che ho fatto. Tranne, beh, rapinare i Led Zeppelin». Gli piace frequentare banchi dei pegni, negozi d’armi, palestre di pugilato. «Volevo che baristi, tatuatori e criminali leggessero il libro e pensassero che avevo colto quelle vibrazioni».L’altra colonna del libro è la musica: le scelte musicali dei personaggi, da Al Green agli Stones, da Bowie ad Alice Cooper, dai Black Sabbath a Iggy. Jason ha incontrato un membro dei Led Zeppelin solo una volta, a una festa per l’uscita di un disco bluegrass: «Appena arrivati, l’ufficio stampa ci portò a conoscere il produttore, un tipo avanti con gli anni in piedi in un angolo con un mandolino a tracolla. L’ufficio stampa ci fa: “Lui è John Paul Jones dei Led Zeppelin. Ha prodotto il disco”. Non sapevo cosa dire. Abbiamo parlato di bluegrass e di New York e poi qualcuno gli ha chiesto di suonare qualche pezzo con la band. Dopodiché se n’è andato. Potevo chiedergli della rapina, ma non ce l’ho fatta. Va bene così. Non volevo fare la figura del coglione che ci parla 5 minuti e gli fa: “Mi dici di quella volta. Che vi hanno rubato 203mila dollari?”».
Stanotte, nelle mie solite notate insonni, ho visto un film, Uomini che odiano le donne, delle famosa trilogia Millennium, che dire, bello davvero. Per ora vi introduco alla saga letterale di Stieg Larsson, successivamente vi recensisco i film! Millennium è una trilogia di romanzi polizieschi dello scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson. I tre romanzi che la compongono sono tutti stati pubblicati postumi, dopo la prematura scomparsa dell’autore e sono apparsi per la prima volta in Svezia tra il 2005 e il 2007 presso l’editore Norstedts Förlag. In Italia i romanzi sono stati pubblicati per la prima volta a partire dal 2007 presso l’editore Marsilio. I romanzi che la compongono sono: 1- Uomini che odiano le donne (titolo in lingua originale Män som hatar kvinnor); 2- La ragazza che giocava con il fuoco (Flickan som lekte med elden); 3- La regina dei castelli di carta (Luftslottet som sprängdes). I tre romanzi sono stati tradotti e pubblicati in oltre trenta paesi, e in Europa hanno venduto oltre 8 milioni di copie, di cui 2,7 milioni nella sola Svezia (quasi un quarto degli abitanti del paese scandinavo) e 1,5 milioni nella sola Francia, primo paese a pubblicare la trilogia presso l’editore Actes Sud. Le vicende narrate nei romanzi della trilogia vertono principalmente intorno alle inchieste svolte dai redattori e dai collaboratori della rivista Millennium, un mensile specializzato in inchieste su grandi scandali sociali ed economici.”Uomini che odiano le donne” ,nel primo romanzo della serie, Mikael Blomkvist è reduce da un processo che lo ha visto colpevole e inerme alle accuse di diffamazione a mezzo stampa. Anche per salvare le sorti di Millennium, Blomkvist decide di accettare un incarico che lo porterà lontano da Stoccolma per indagare su un omicidio vecchio di trent’anni, ma ancora insoluto. Per le sue ricerche si avvarrà dell’aiuto di Lisbeth Salander, una giovane esperta di pirateria informatica. Le indagini svolte dai due porteranno ad un epilogo terribile e inaspettato. “La ragazza che giocava con il fuoco”, il secondo romanzo della trilogia verte principalmente intorno al personaggio di Lisbeth Salander. Dopo l’affare Wennerström, Lisbeth si prende un anno sabbatico in giro per il mondo e a poche settimane dal suo rientro in Svezia, sarà sospettata e ricercata per triplice omicidio. Tre indagini parallele hanno inizio: una della polizia, sicura della colpevolezza di Lisbeth Salander, una di Mikael Blomkvist, sicuro dell’innocenza di Sally e un’indagine condotta da Dragan Armanskij che mette i suoi uomini al servizio degli investigatori della polizia. Il passato di Lisbeth Salander sarà la chiave per risolvere l’enigma dei delitti.”La regina dei castelli di carta”,nel terzo romanzo della trilogia, la giovane hacker Lisbeth Salander è di nuovo immobilizzata in un letto d’ospedale, anche se questa volta non sono le cinghie di cuoio a trattenerla, ma una pallottola in testa. È diventata una minaccia: se qualcuno scava nella sua vita e ascolta quello che ha da dire, potenti organismi segreti crolleranno come castelli di carta. Deve sparire per sempre, meglio se rinchiusa in un manicomio. La cospirazione di cui si trova suo malgrado al centro, iniziata quando aveva solo dodici anni, continua. Intanto, il giornalista Mikael Blomkvist è riuscito ad avvicinarsi alla verità sul terribile passato di Lisbeth ed è deciso a pubblicare su Millennium un articolo di denuncia che farà tremare i servizi di sicurezza, il governo e l’intero paese. Non ci saranno compromessi. La maggior parte delle vicende narrate nei tre romanzi facenti parte della trilogia si svolge in Svezia, per lo più a Stoccolma e dintorni, e dettagliatissime sono le descrizioni dei quartieri della capitale svedese, come lo Slussen o lo Stureplan, e delle sue vie e piazze principali: Odenplan, Mariatorget, ecc. Nel 2008 il museo cittadino ha cominciato ad organizzare tour guidati della città, alla ricerca dei luoghi dove agiscono i personaggi creati da Larsson.Ma le attività di Blomkvist e Salander li portano a viaggiare in tutto il mondo: da Londra all’Australia, dall’Italia ai Caraibi. Nel 2006 il primo romanzo della trilogia, Uomini che odiano le donne è stato insignito del Glasnyckeln, un premio riservato ai migliori gialli scandinavi. Sempre nel 2006, il secondo romanzo della serie, La ragazza che giocava con il fuoco, è stato riconosciuto come “miglior romanzo poliziesco svedese dell’anno” dalla Svenska Deckarakademin, l’accademia svedese del poliziesco. E infine nel 2008 anche l’ultimo romanzo della trilogia, Luftslottet som sprängdes, è stato insignito del Glasnyckeln. Nelle intenzioni di Stieg Larsson la trilogia era solo l’inizio di una serie più corposa di ben dieci romanzi. La sua morte improvvisa ha però stroncato ogni possibile seguito, anche se la compagna di Larsson, Eva Gabrielsson, ha trovato 200 pagine di un potenziale seguito negli archivi di Larsson. Tutta la vicenda dell’eredità di Larsson (e quindi anche quella di questo possibile seguito) è finita in tribunale e le due parti in causa (la Gabrielsson da una parte, padre e fratello di Larsson dall’altra) non hanno trovato .
Tonight, in my usual sleepless note, I saw a movie, Men who hate women, the famous Millennium trilogy, which is, really beautiful. For now I introduce you to the saga literal Stieg Larsson, after you reviewed the movie! Millennium is a trilogy of novels of the writer and Swedish journalist Stieg Larsson. The three novels that comprise it were all published posthumously, after the untimely death of the author and have appeared for the first time in Sweden between 2005 and 2007 by the publisher Norstedts Forlag. In Italy the novels were published for the first time since 2007 at the publisher Marsilio. The novels that compose it are: 1 – Men who hate women (title in original language Hatari kvinnor som Man) 2 – The Girl Who Played with Fire (Flickan lekte som med Elden) 3 – Queen of the castles of paper (Luftslottet som sprängdes). The three novels have been translated and published in over thirty countries, and Europe have sold over 8 million copies, of which 2.7 million in Sweden alone (almost one quarter of the inhabitants of the Scandinavian country) and 1.5 million are in France, the first country to publish the trilogy with the publisher Actes Sud The events narrated in the trilogy novels deal primarily around the investigations by the editors and contributors of the journal Millennium, a monthly magazine specializing in the investigation of major social and economic scandals. ” Men who hate women, “the first novel in the series, Mikael Blomkvist has just returned from a process that saw him guilty and helpless to charges of libel. Even to save the fate of Millennium, Blomkvist decides to accept an assignment that takes him away from Stockholm to investigate a murder thirty years old but still unsolved. For his research will use the aid of Lisbeth Salander, a young expert hacker crime. The investigations conducted by the two lead to a terrible and unexpected denouement. “The girl who played with fire,” the second novel in the trilogy focuses around the character of Lisbeth Salander. After the deal Wennerström, Lisbeth takes a sabbatical around the world and a few weeks after his return to Sweden, will be suspected and searched for three murders. Three parallel investigations begin, a police secure the conviction of Lisbeth Salander, a Mikael Blomkvist, confident of the innocence of Sally and a survey conducted by Dragan Armanskij putting his men in the service of police investigators. Lisbeth Salander’s past is the key to solving the riddle of the murders. “Queen of the house of cards”, the third novel in the trilogy, the young hacker Lisbeth Salander is again immobilized in a hospital bed, even if this time are not the leather straps to hold it, but a bullet in his head. It has become a threat if someone digs into his life and listens to what he has to say, powerful intelligence agencies will collapse like houses of cards. Must disappear for ever, preferably locked in an asylum. The conspiracy which is against his will at the center, which began when he was twelve years old, continues. Meanwhile, the journalist Mikael Blomkvist is closer to the truth about the terrible past of Lisbeth and decided to publish an article about Millennium complaint that will shake the security services, government and the whole country. There will be no compromise. Most of the events recounted in the three novels are part of the trilogy takes place in Sweden, mostly in Stockholm and its surroundings, and are highly detailed descriptions of the districts in the Swedish capital, as Stureplan or Slussen, and its streets and squares main Odenplan, Mariatorget, etc.. In 2008 the city museum has begun to organize tours of the city in search of places where the characters created by act Larsson.Ma activities Blomkvist and Salander take them to travel around the world: from London to Australia, from ‘ Italy to the Caribbean. In 2006, the first novel in the trilogy, Men who hate women Glasnyckeln was awarded a prize for best Scandinavian yellow. Also in 2006, the second novel in the series, The Girl Who Played with Fire, was recognized as “best Swedish crime novel of the year” by the Swedish Deckarakademin, the Swedish police academy. And finally in 2008 the last novel in the trilogy, Luftslottet som sprängdes, was awarded the Glasnyckeln. The intent of Stieg Larsson’s trilogy was only the beginning of a series of ten novels thicker. His sudden death has, however, struck down every possible result, even if the companion Larsson, Eva Gabrielsson, found 200 pages of a potential later in the archives of Larsson. The whole story of the legacy of Larsson (and therefore also possible that this later) ended up in court and both parties (Gabrielsson the one hand, father and other brother Larsson) found.
E’ morto José Saramago, Nobel per Letteratura nel 1998. Aveva 87 anni. Saramago si è spento attorno alle 13.45 nella sua residenza della località di Tias, nelle Isole Canarie: lo riferisce l’edizione elettronica di El Pais. Tra le principali opere dello scrittore portoghese, “Memoriale del convento” e “Storia dell’assedio di Lisbona”.Poeta, romanziere e giornalista, Saramago è stato l’unico autore di lingua portoghese ad avere ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura. Nacque nel 1922 ad Azinhaga, primogenito di una povera famiglia contadina che tre anni dopo si trasferì a Lisbona: trascorse l’infanzia lavorando per mantenere la famiglia, dopo essere stato costretto ad abbandonare la scuola. Il suo primo romanzo – che non ebbe successo – fu “Terra do pecado”, pubblicato nel 1947. Dopo trent’anni di silenzio, segnato però dalla pubblicazione di alcuni libri di poesie e dalla pratica del giornalismo, uscì “Manuale di pittura e calligrafia”, vero inizio di una carriera letteraria riconociuita internazionalmente con “L’anno della morte di Ricardo Reis” (ma è con “Memoriale del convento” che arriva il grande successo) e culminata nel Premio Nobel concessogli nel 1998. Ateo confesso, ebbe problemi con il governo portoghese che rifiutò di presentare il suo “Vangelo secondo Gesù Cristo” al Premio Letterario Europeo, abbandonando per protesta il Paese e trasferendosi a Lanzarote. Per le sue posizioni sul conflitto in Medio Oriente verrà accusato di antisemitismo, mentre per il “Memoriale”, ma soprattutto per il suo “Vangelo” e il testo teatrale “La seconda vita di Francesco d’Assisi” ha subìto gli attacchi dalla Santa Sede.
And ‘dead José Saramago, Nobel Literature in 1998. He was 87 years. Saramago has shut down around 13:45 at his residence in the town of Tias, Canary Islands: it refers to the electronic edition of El Pais. Among the main works of the Portuguese writer, “Memorial of the Convent” and “History Siege of Lisbon.” Poet, journalist and novelist, Saramago was the only Portuguese-language author to have received the Nobel Prize for Literature. He was born in 1922 in Azinhaga, eldest son of a poor peasant family that three years later moved to Lisbon, spent his childhood working to support his family after being forced out of school. His first novel – which failed – was “Terra do Pecado,” published in 1947. After thirty years of silence, however, marked the publication of several books of poetry and the practice of journalism, came the “Handbook of Painting and Calligraphy”, a beginning of a literary career riconociuita internationally with “The Year of the Death of Ricardo Reis” (but with “Memorial of the Convent” that comes the great success) and culminated in the Nobel Prize has been granted for 1998. Atheist confess, had problems with the Portuguese government that refused to present his “Gospel According to Jesus Christ” to the European literary prize, leaving the country in protest and moved to Lanzarote. For its positions on the conflict in the Middle East will be accused of anti-Semitism, while the “Memorial”, but especially for his “Gospel” and the play “The Second Life of Francis of Assisi has suffered attacks by the Holy See .
Vasco Rossi diventa un supereroe a fumetti, prima in libreria con “Ho fatto un sogno” e poi in video: un corto animato di 5 minuti, in anteprima sul sito di Sorrisi e Canzoni, sarà poi in rotazione a partire dal 31 maggio. “Il fumetto è un’espressione d’arte contemporanea. Arte povera ma…buona, come la musica rock”, scrive il cantautore nell’introduzione del volume. “Il fumetto è pittura leggera come la canzone, – continua Vasco- entrambe leggere e insieme profonde, se ne può consigliare l’uso (e l’abuso) non hanno controindicazioni. Portano gioia e fantasia, aiutano a combattere il grigiore quotidiano. Un mondo che non riesce ancora a liberarsi dai pregiudizi nei confronti del diverso e che ha bisogno di trovare un ‘colpevole’ perché non sa affrontare le colpe”. Il libro, rigorosamente in bianco e nero e macchie di colore giallo acido, vede il Blasco trasformarsi in un super eroe disegnato, protagonista di un romanzo in cui Fahrenheit 451 di Bradbury incontra 1984 di George Orwell.Vasco Rossi è appena rientrato da un tour europeo di successo e il suo album “Tracks 2 – Inediti e Rarità”, che contiene il brano “Ho fatto un sogno”, è al decimo posto della classifica, a 8 mesi dalla sua pubblicazione. L’Europe Indoor Tour riprende a settembre da Cagliari, unica data all’aperto di una lunga serie di concerti al chiuso, iniziati a ottobre 2009 che continueranno per tutto il 2010.
Vasco Rossi becomes a superhero comic, the first in the library with “I had a dream” and then in video: an animated short 5 minute preview on the site of Smiles and Songs, will then be rotated from 31 May. “The cartoon is an expression of contemporary art. … Art poor but good as rock music,” writes the singer in the introduction of the volume. “The cartoon is art as light as the song – continues Vasco-both deep and light together, it may advise the use (and abuse) have no contraindications. They bring joy and imagination, help to combat the gray day. A world that still can not get rid of prejudice against different and needs to find a ‘guilty’ because it can not deal with the guilt. ” The book, strictly black and white and splashes of yellow acid, sees Blasco transformed into a superhero drawn, the protagonist of a novel in which Bradbury’s Fahrenheit 451 meets Orwell.Vasco 1984 by George Smith has just returned from a European tour successful and the album “Tracks 2 – Unpublished and Rare”, which contains the song “I had a dream” is the tenth in the rankings, 8 months after its publication. L’Europe Indoor Tour resumes in September from Cagliari, the only date open for a long series of indoor concerts, which began in October 2009 that will continue throughout 2010.
100% CULT COMICS: KULL IL REGNO OMBRA ,testi di Arvid Nelson, matite di Will Conrad. Fra le tante creazioni dello scrittore Robert E.Howard ormai entrate nella storia della narrativa fantasy, KULL, sovrano di Valusia, occupa un posto di primo piano. Interpretato nel 1997 da Kevin Sorbo (noto al grande pubblico come attore protagonista nel telefilm “Hercules”) per il Grande Schermo, Kull nasce nello stesso universo narrativo di Conan, ed è per l’appunto a capo del più potente fra i regni barbarici sorti nel continente di Thuria, a est di Atlantide. In questa avventura autoconclusiva, Kull dovrà difendere il suo impero da un diabolico piano orchestrato dagli adepti del Culto del Serpente, scoprendo quanto per regnare coraggio e forza spesso non siano del tutto sufficienti.
100% CULT COMICS: THE UNITED SHADOW Kull, texts by Arvid Nelson, pencils by Will Conrad. Among the many creations of writer Robert E. Howard now entered the history of fantasy fiction, Kull, king of Atlantis, occupies a prominent place. Played by Kevin Sorbo in 1997 (known to the general public as an actor in the show “Hercules”) for the big screen, Kull was born in the same fictional universe of Conan, and it is precisely at the head of the most powerful of the barbarian kingdoms arose Thur continent, east of Atlantis. In this adventure-shot, Kull will defend his empire from a diabolical plan orchestrated by followers of the Cult of the Serpent, discovering how to reign courage and strength are often not entirely adequate.
Con l’uscita del suo nuovo libro: “La Prima Donna”, colgo l’occasione d’intervistare una delle migliori scrittrici che abbiamo in Italia, e mio grande mito, la riccia e super ironica: GIUSTINA PORCELLI.
Ciao Giustina, grazie per l’intervista e passo subito alle domande:
- D: “La Prima Donna” è il tuo ultimo libro, da dove nasce l’idea di raccontare una storia in qualche modo forte? (Raccomando di seguire il blog: http://ilblogdellaprimadonna.blogspot.com)
- R: Ciao, Lorenzo. Dunque. La “La Prima Donna” trae ispirazione dall’esperienza di una mia cara amica che, nel 2008, ha subito un’operazione di riassegnazione chirurgica del sesso (MtF). Conosco questa persona da molti anni e – seppur romanzandolo – ho provato a descriverne il percorso, un iter psicologico, burocratico e strutturale che richiede coraggio, ma non follia come la maggior parte della gente è portata a pensare: sarebbe insano restare in un corpo “sbagliato”, senza provare a trovare la propria identità, non il contrario.
- D: Da dove e da chi è uscita l’idea della foto di copertina?
- R: È stata una visione! Volevo un’immagine forte, ma non troppo rivelatrice né tanto meno brutale. L’uovo a occhio di bue è un simbolo che torna spesso nel romanzo. Con occhio di bue si indica anche il faro della ribalta che, nel caso della copertina de “La Prima Donna” è puntato su un corpo femminile: Gabry, la protagonista della storia, ama essere al centro dell’attenzione, sempre e comunque. I messaggi racchiusi nella foto (scattata dalla bravissima Elisabetta Claudio) sono molti, ma preferisco lasciare a ciascuno la propria e libera interpretazione.
- D : Morellini Editore, come è nata la tua collaborazione per questo editore?
- R: Lavoro con la Morellini da qualche anno, ormai; il via è stato “101 Motivi per non smettere di guardare Beautiful”, il mio primo libro (uscito nel Giugno del 2007 e rieditato nel Gennaio del 2008).
-D: Per la Morellini, hai scritto anche “Come Imparare a dire NO… e vivere meglio”, ( http://www.ddno.blogspot.com ): io sono un No Manca Lingua su molte cose, tu invece? E perché? (se volete capire al meglio questa domanda comprate il libro!)
-R: Sono un NO Manca Lingua anch’io, ma lavoro alacremente per trasformarmi in un NO Madre Lingua. Il fatto stesso che mi sia posta il problema dei NO difficili da pronunciare, dei NO repressi, dei NO ingoiati controvoglia e delle conseguenze (per nulla felici) dell’eccessiva accondiscendenza fa di me una persona sensibile all’argomento e coinvolta: credo che per essere convincenti ci si debba mettere in gioco in prima persona, il tono e lo stile – ironico o no – è importante, ma persuade solo se è sincero.
- D : Quando mi sono imbattuto per la prima volta in “101 Motivi per non smettere di guardare Beautiful”, io che (come tutti) lo guardo, ma (a differenza di molti) non lo nego (anzi: mi vanto di essere un esperto!) ho iniziato a leggerlo in libreria, sotto gli sguardi dei commessi che mi vedevano ridere, e l’ho finito appena giunto a casa… non puoi sapere la gioia di scoprire il blog, (http://www.101motivinonbastano.blogspot.com) che continuava l’elenco dei Motivi! Mi domando e dico … finirai prima tu di scrivere delle avventure dei Forrester &Co. o prima Beautiful (magari con la menopausa di Brooke)?
- R: Be’, di sicuro andremo avanti in parallelo: finché ce la fanno loro… io gli starò col fiato sul collo! A differenza dei primi 101 Motivi (frutto di un ventennio di puntate!) il blog “parafrasa” le puntate in tempo praticamente reale e fa riferimento a fatti di cronaca, gossip e quant’altro legati al quotidiano; ogni episodio meriterebbe un post, se avessi più tempo aggiornerei il blog tutti i giorni!
-D: So che hai anche curato “Beautiful – La storia completa” (Giunti Editore): la scelta della casa editrice è caduta su di te dopo che hai scritto i 101 Motivi oppure hai dovuto dimostrare di conoscere la continuity B&B (che è molto più ingarbugliata di quella Marvel e Dc messa insieme!)?
- R: “101 Motivi per non smettere di guardare Beautiful” è arrivato nelle mani della produzione di B&B che ha voluto incontrare me e Mauro Morellini a Roma nel 2008. David Gregg (VP, International Publicity) ci mostrò l’edizione americana da loro editata in occasione dei vent’anni della soap: si trattava di un tomo zeppo di foto, ma con un testo un po’ pedante. David sperava che noi potessimo adattarlo per creare un’edizione italiana più interattiva e divertente, sull’onda dei miei 101 Motivi. Il nostro progetto piacque alla Giunti: io e la Siscom-Morellini ne abbiamo curato ogni dettaglio, dai testi alla scelta delle foto; credo sia un buon compromesso fra il table book e la slapstick comedy…
-R: Assolutamente sì. Ma non per la soap, ci mancherebbe! Immagino che sia stato un modo per indicarmi al volo, ma piacere non fa. Diciamo che detesto le etichette, in generale. Non vorrei neanche essere quella del NO oppure quella dei trans: i nomi serviranno pure a qualcosa, no?
-D: Sei scrittrice non solo di libri ma anche di fumetti (bellissimo Fantaghenna) soprattutto sceneggiatrice Disney, hai qualche nuovo progetto a fumetti? Anche fuori dal contesto di Topolino&Co.?
- R: L’esperienza in Disney è durata oltre dieci anni (dal 1995 al 2006), ed è stata utilissima e formativa; Fantaghenna, Teknogeo (sceneggiature scritte su soggetti di Giovanni Gualdoni) e il mio Othon&Laiton (Paquet Editions) non sono state gratificanti come avevo sperato, ma mi hanno aiutata a uscire da sotto la campana di vetro dell’editoria seriale e “sicura” che era la Disney. Attualmente scrivo le sceneggiature (e da un anno anche i soggetti) dei Gormiti(Giochi Preziosi) e, alla prossima Lucca Comics, uscirà Fuochi Fatui (Edizioni BD) che vedrà la luce anche in Francia nel 2011 col nome di Alter Héroes – Feux Follets per la KSTR: ne sono molto soddisfatta, anche perché le oltre 100 tavole sono state disegnate da Alberto Ponticelli che le ha anche grigiate alla maniera del suo Blatta (Leopoldo Bloom Editore).
-D: Con questo ho finito, ti ringrazio e spero di vederci presto davanti a un bel bicchiere di vino.
Lo scrittore Seth Grahame-Smith, autore del recente Abe Lincoln: Vampire Hunter (e del best seller Orgoglio, Pregiudizio e Zombie) sta per approcciarsi alla professione di sceneggiatore grazie a Tim Burton che ha scelto il suo libro per un adattamento cinematografico. Grahame-Smith sta già scrivendo la sceneggiatura del suo romanzo, non solo per Burton ma anche per un altro paio di non meglio specificati produttori, come ha dichiarato a Wicked Local. Appassionato di storia e di horror, ha sempre amato mischiare le due materie, essendo convinto del fatto che “le cose più orrorifiche del mondo sono reali… gli orrori della guerra, gli orrori dei crimini e gli abusi che gli uomini possono immaginare di farsi l’uno l’altro, quelle sono le vere cose spaventose.”La storia è ambientata durante la Guerra Civile americana e il quesito che si pone la trama è: “Cosa sarebbe successo se Lincoln fosse stato un cacciatore di vampiri?”A Grahame-Smith l’idea venne un paio di anni fa quando, nel corso del bicentenario della nascita di Lincoln, entrando in libreria in piena esplosione del fenomeno Twilight, era facile imbattersi in copertine riguardanti sia Lincoln che i vampiri l’una di fianco all’altra. Inoltre, pare che la gente non ne abbia mai abbastanza in merito a questi personaggi di cui si sa molto poco e, nel corso delle sue ricerche, l’autore si è imbattuto nella metà oscura dell’ex presidente, ovvero nel suo amore per Poe e per la letteratura gotica, e in alcuni aspetti tragici della sua esistenza.L’idea è intrigante, vedremo come la mano di Burton saprà trasporla sul grande schermo.
The writer Seth Grahame-Smith, author of the recent Abe Lincoln: Vampire Hunter (and best-selling Pride, Prejudice and Zombie) is about to approach the profession of writer thanks to Tim Burton, who chose his book for a film adaptation. Grahame-Smith is already writing the screenplay of his novel, not only for Burton but also for a couple of other unspecified manufacturers, as stated in Wicked Local. A lover of history and horror has always loved to mix the two subjects, being convinced that “the most horrific things in the world are real … the horrors of war, the horrors of the crimes and abuses that men can imagine themselves at one another, those are the real scary things. “The story is set during the American Civil War and the question arises plot is: “What if Lincoln had been a vampire hunter?” Graham-Smith, the idea came a couple of years ago when, during the bicentennial of Lincoln’s birth, entering the library in full explosion of the Twilight phenomenon , it was easy to run into the covers on both Lincoln vampires one o’clock side by side. Moreover, it seems that people do not have enough on these people that we know very little and, in the course of his research, the author came across in the dark half of the former president or his love for Poe and Gothic literature, and in some tragic aspects of his esistenza.L ‘idea is intriguing, as we shall see the hand of Burton will transpose it to the big screen.
Vengono finalmente pubblicate le avventure di Varney il Vampiro. Merito della casa editrice Gargoyle che finalmente ci farà conoscere in tre volumi le avventure di questo pallido non-morto.Il piano dell’opera prevede la pubblicazione dell’intera serie in tre volumi e da oggi, 25 marzo, sarà in libreria il primo con il titolo Il banchetto di sangue (Varney the vampire; or, The Feast of Blood).A luglio uscirà il secondo volume dal titolo L’inafferrabile, seguito poi, a novembre, da All’ombra del Vesuvio.Sulla titolarietà dell’opera ci sono ancora dei dubbi in quanto in un primo tempo come autore fu indicato Thomas Preskett Prest, mentre ora si tende a darne la paternità James Malcom Rymer. Per questo motivo sulla copertina sono indicati entrambi i nomi.L’opera, con le avventure di Sir Francis Varney, pallido non-morto a metà tra il byroniano vampiro di John William Polidori e il futuro conte dei Carpazi di Bram Stoker, fu pubblicata in Inghilterra tra il 1847 e il 1849 a dispense settimanali, raggiungendo la ragguardevole meta di 237 capitoli e ponendosi come una delle prime operazioni editoriali di moderna serializzazione.Inizialmente fu il romanziere Thomas Preskett Prest — autore londinese cui si deve il romanzo Sweeney Todd, the Demon Barber of Fleet Street, cui hanno attinto John Schlesinger e Tim Burton per i loro film sul barbiere cannibale (rispettivamente La bottega degli orrori di Sweeney Todd, 1997 e Sweeney Todd — il diabolico barbiere di Fleet Street, 2008) — a venire ritenuto autore di Varney il vampiro, in seguito, però, si fece il nome di James Malcolm Rymer.Le storie notturne e soprannaturali, con molta azione, erotismo e avventura, vennero lette continuativamente, per due anni circa, da migliaia di persone delle classi sociali più diverse. Un fascino che ancora oggi resiste al tempo grazie all’incredibile modernità seriale della trama che anticipa temi come il contagio di massa e le società segrete.
Gli autori:
Thomas Preskett Prest (1810-1879), è noto come poligrafo di una certa fama nella Londra vittoriana di Dickens e dei penny dreadful (i romanzi popolari di argomento sensazionalistico). E’ stato considerato a lungo l’autore della serie di Varney il vampiro.
James Malcolm Rymer (?-1884), attualmente ritenuto dai più l’autore di Varney il vampiro, è un oscuro poligrafo, che arriva nella Londra vittoriana probabilmente dal nord dell’Inghilterra, e che collabora, utilizzando vari pseudonimi, al People’s Periodical di Edward Loyd. Tra i suoi pseudonimi: Malcolm J. Merry e Malcolm J. Erryn. Di lui si sa con una certa sicurezza che passò alcuni anni negli Stati Uniti e che morì a Londra nel 1884. L’attribuzione a Rymer della paternità di Varney il vampiro è stata sostenuta in modo convincente per la prima volta da E.F. Bleiler nell’Introduzione all’edizione Dover (1972), sulla base di una serie di riscontri di tipo editoriale e stilistico.
Are finally published the adventures of Varney the Vampire. Gargoyle on the publishing house that finally we will know in three volumes of the adventures that pale no-morto.Il work plan foresees the publication of the entire series in three volumes and today, March 25, will be the first library with Title The banquet of blood (Varney the Vampire, or, The Feast of Blood). In July, released the second volume entitled “The elusive, followed in November by the shadow of the work we Vesuvio.Sulla institutional titles are still doubts as initially indicated as the author was Thomas Preskett Prest, whereas now we tend to give fatherhood James Malcolm Rymer. For this reason both are shown on the cover nomi.L ‘work, with the adventures of Sir Francis Varney, pale undead halfway between the Byronic Vampire by John William Polidori and future Carpathian Count of Bram Stoker, was published in England between 1847 and 1849 in weekly installments, reaching the remarkable goal of 237 chapters and ranks as one of the first modern publishing operations serializzazione.Inizialmente Preskett Prest was the novelist Thomas – author of London which has the novel Sweeney Todd, the Demon Barber of Fleet Street, which drew John Schlesinger and Tim Burton for their film about cannibal barber (respectively The shop of horrors of Sweeney Todd, 1997 and Sweeney Todd – The Demon Barber of Fleet Street, 2008) – considered to be the author of Varney the Vampire, later, however, made the name of James Malcolm Rymer.Le nocturnal and supernatural stories, with plenty of action, eroticism and adventure, were read continuously for about two years, thousands of people of different social classes . A fascination that still resists time thanks to the incredible story that anticipates the modern serial issues such as contamination of ground and secret societies.
Authors:
Thomas Preskett Prest (1810-1879), known as the polygraph is a certain fame in the Victorian London of Dickens and Penny Dreadful (the popular novels of sensational topic). And ‘long been considered the author of Varney the Vampire. James Malcolm Rymer (? -1884), Now considered by most the author of Varney the Vampire is a dark polygraph, who arrives in Victorian London probably from the north of England, and that works, using various pseudonyms, of the People’s Periodical Edward Lloyd. Among his pseudonyms: Malcolm J. Merry and Malcolm J. Erryn. Him know with some certainty that he spent some years in the U.S. and died in London in 1884. The attribution of authorship in Rymer’s Varney the Vampire was argued convincingly for the first time by EF Introduction Bleiler Dover edition (1972), based on a series of editorial and stylistic feedback type.