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Calcio, è morto Tonino Carino

martedì, marzo 9th, 2010

E’ morto all’età di 65 anni il giornalista Rai, Tonino Carino. Nato a Offida (Ascoli Piceno), legò il suo nome all’Ascoli Calcio. Impresso nel ricordo del telespettatori il tormentone “Tonino Carino da Ascoli” che ripeteva ogni volta quando faceva le sue telecronache delle partite a 90° minuto. Di recente Carino era andato in pensione, ma aveva continuato ad essere ospite di trasmissioni come “Quelli che il calcio”. Era malato da tempo.Era stato uno dei protagonisti del grande teatrino di 90′ Minuto, la storica trasmissione della Rai che portava nelle case degli italiani i gol del campionato di calcio, condotta da Paolo Valenti. “Tonino Carino da Ascoli” era il suo saluto inconfondibile, in un programma che vedeva altre figure indimenticabili di giornalisti-personaggi come Luigi Necco da Napoli, Cesare Castellotti da Torino, Marcello Giannini da Firenze e Giorgio Bubba da Genova, per dirne solo alcuni. Carino se n’è andato lunedì sera nella sua casa di Ancona, a 65 anni. Aveva legato il suo nome proprio all’Ascoli del presidente Costantino Rozzi, un’altra icona di un calcio che non c’è più. Carino aveva cominciato la sua carriera al Corriere Adriatico, poi era entrato in Rai, nella sede regionale di Ancona, dove era stato anche caporedattore dal 1991 al 2002. Lascia la moglie e due figli, Riccardo e Daria.

E ‘died at the age of 65 years, the journalist RAI, Tonino Carino. Born in Offida (Ascoli Piceno), linked his name Ascoli Calcio. Imprinted in the memory of viewers for the smash “Tonino nice Ascoli” which he repeated every time when he made his broadcast of matches in 90th minute. Carino was recently retired, but had continued to be host of shows such as “Those that football.” Had been ill for tempo.Era was one of the protagonists of the great theater 90 ‘minute, the historical transmission of RAI that led to the homes of the goals of the Italian football championship, conducted by Paul Valenti. “Tonino nice Ascoli” her greeting was unmistakable, in a program that saw other memorable figures of journalists-people like Louis Necci from Naples, Cesare Castellotti Turin, Florence and George Marcello Giannini Bubba from Genoa, to name a few. Carino is gone Monday night at her home in Ancona, 65. He tied his own name Ascoli President Costantino Rozzi, another icon of a football is gone. Carino began his career at the Corriere Adriatico, then entered into Rai, in the regional headquarters in Ancona, where he was also managing editor from 1991 to 2002. He leaves his wife and two sons, Richard and Daria.

Iran: confermata pena morte per 20enne

mercoledì, marzo 3rd, 2010

TEHERAN, 3 MAR – Confermata in appello la condanna a morte di un oppositore iraniano 20enne, arrestato dopo le manifestazioni del 27/12, giorno dell’Ashura.L’esecuzione potrebbe dunque avvenire in ogni momento. Lo scrivono i siti dell’opposizione. Altri due oppositori, sempre di 20 anni, sono stati impiccati il 28 gennaio scorso e altri nove condannati alla pena capitale per avere partecipato a manifestazioni anti-governative sono in attesa della sentenza d’appello.

TEHRAN, MARCH 3 – upheld on appeal the death sentence of a 20 year old Iranian opposition, arrested after the events of 27/12, the day of Ashura.’s Performance could therefore occur at any time. Writing in opposition websites. Two more opponents, more than 20 years, were hanged on January 28th last and nine others sentenced to death for taking part in anti-government demonstrations are waiting for Court of Appeal.

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Messaggio di Cicala: “Napolitano e Berlusconi ci aiutino”

domenica, febbraio 28th, 2010

DUBAI – Al Qaida del Maghred ha messo in linea un messaggio audio dell’ostaggio Sergio Cicala, rapito con la moglie in Mauritania il 17 dicembre. Il messaggio e’ intitolato ‘Appello dell’ostaggio italiano al governo di Berlusconi’.”Il premier Silvio Berlusconi è noto per la sua generosità. Spero che possa aiutare me e mia moglie”: così Sergio Cicala, l’italiano nelle mani di al Qaida nel Maghreb, nel messaggio audio diffuso oggi su internet con le richieste dei suoi rapitori. Il testo è stato pubblicato dall’edizione online dell’Inquirer. “La libertà mia e di mia moglie dipende dalle concessioni che il governo è pronto a fare”, dice Cicala nel messaggio audio in italiano individuato dal Site, il centro di monitoraggio dei siti islamici. “Spero che il prima possibile, il governo si interessi alla nostra situazione e, di conseguenza, alle nostre vite – aggiunge l’ostaggio italiano secondo l’Inquirer -. Attendiamo con speranza che questa situazione si concluda quanto prima, naturalmente nel miglior modo possibile, con il rilascio mio e di mia moglie”. “Il premier Silvio Berlusconi è noto per la sua generosità. Spero che possa aiutare me e mia moglie”, conclude Cicala secondo la trascrizione del messaggio audio pubblicata dall’Inquirer.Dura poco piu’ di un minuto ed e’ accompagnato da un’immagine fissa in cui si mostra un uomo inginocchiato e guardato a vista da sei uomini incappucciati e armati. Il messaggio chiede agli italiani di fare pressioni sul governo Berlusconi.Il messaggio del braccio maghrebino di Al Qaida (Aqmi) in cui si ribadiscono le condizioni per il rilascio dell’ostaggio italiano Sergio Cicala e della moglie fa riferimento all’ultimatum lanciato il 6 febbraio scorso. All’epoca, l’organizzazione terroristica precisava di aver chiesto, come contropartita, il rilascio di suoi detenuti “i cui nomi – precisa – sono già stati dati al negoziatore italiano”. Secondo altre fonti, l’Aqmi chiedeva la liberazione di quattro islamici detenuti in Mali (e nel frattempo già rilasciati) e di altri prigionieri in Mauritania.Il ministero degli Esteri italiano “mantiene il silenzio stampa” in merito alla vicenda del sequestro di Sergio Cicala, anche alla luce del messaggio audio dell’ostaggio italiano diffuso stamani su internet da Al Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi). Lo si apprende alla Farnesina. Il 6 febbraio scorso il gruppo (Aqmi) aveva fissato al 1 marzo l’ultimatum all’Italia per il rilascio di Cicala rapito con la moglie, Philomene Pwelgna Kaboré, il 17 dicembre scorso nel deserto della Mauritania al confine con il Mali.La figlia di Sergio Cicala, lancia un appello al governo affinché nulla sia lasciato “intentato” per la liberazione del padre e di sua moglie. Alexia, 30 anni, avuta da Cicala dal suo primo matrimonio, affida il suo appello “al ministro degli esteri Franco Frattini ed al premier Silvio Berlusconi” alle parole del fidanzato. Lei – che si trova a casa della madre a Caltanissetta – preferisce infatti rimanere in silenzio: il suo telefono squilla a vuoto. E non vuole commentare l’ultimatum, che scadrà domani, imposto dai rapitori per la liberazione del padre, né il video diffuso dai sequestratori in cui Sergio Cicala chiede aiuto a Berlusconi.

DUBAI – Al Qaeda has an online Maghred of an audio message of the hostage Sergio Cicala, who was kidnapped with his wife in Mauritania on 17 December. The e ‘entitled’ Appeal of the Italian government of Berlusconi. ” ‘The prime minister Silvio Berlusconi is known for his generosity. I hope you can help me and my wife,” is how Sergio Cicala, the Italian in the hands of al Qaida in the Maghreb, in the audio message released on the internet today with the demands of his captors. The text was published in the on-line Inquirer. “Free me and my wife depends on the concessions the government is ready to do,” says Cicala in Italian audio message identified by the Site, the monitoring center of Islamic sites. “I hope as soon as possible, the government is interested in our situation and, therefore, to our lives – added an Italian hostage, according to the Inquirer -. We look with hope that this situation will end as soon as possible, of course the best possible with the release of my and my wife. ” “The prime minister Silvio Berlusconi is known for his generosity. I hope you can help me and my wife,” says Cicala According to the transcript of the audio message published dall’Inquirer. It lasts little more than ‘a minute and is’ accompanied by an image sets which shows a man kneeling and guarded by six armed and hooded men. The message asked the Italians to put pressure on the government’s message Berlusconi.Il arm of Al Qaeda Maghreb (Aqmi) which affirmed the conditions for the release of the Italian Sergio Cicala and his wife refers to the ultimatum issued February 6 month. At that time, the terrorist organization stated that he had asked, in return, the release of its prisoners “whose names – precise – have already been given to the Italian negotiator. According to other sources, Aqmi demanded the release of four Muslim prisoners in Mali (and in the meantime already issued) and other prisoners in Mauritania.Il Italian Foreign Ministry “keeps the news blackout” on the story of the kidnapping of Sergio Cicala also in light of the audio message released Italian hostage this morning on the Internet by Al Qaeda in the Islamic Maghreb (Aqmi). It is learned at the MFA. On 6 February, the group (Aqmi) had set for 1 March, the ultimatum to Italy for the release of Cicala kidnapped with his wife, Philomene Pwelgna Kaboré, on 17 December last year in the desert of Mauritania on the border with Mali.La daughter Sergio Cicala, appeals to the government so that nothing is left “undone” for the release of his father and his wife. Alexia, 30, played by Cicada from his first marriage, he entrusts his appeal “Foreign Minister Franco Frattini and the premier Silvio Berlusconi” the words of her fiance. She – that is his mother’s home in Caltanissetta – prefers to remain silent: her phone rings empty. It does not want to comment on the ultimatum, which expires tomorrow, imposed by the kidnappers for the release of the father nor the videotape released by the kidnappers when Sergio Cicala asks for help to Berlusconi.

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Kabul, ucciso un italiano, era agente dei servizi

venerdì, febbraio 26th, 2010

KABUL – I talebani hanno sferrato un nuovo attacco nel cuore della capitale Kabul: un commando di almeno otto assalitori – cinque i kamikaze secondo i talebani, tre per la polizia – ha preso di mira un’area frequentata da stranieri che ospita diversi hotel, tra cui il Safi Landmark, ed il centro commerciale Kabul City Center. Il bilancio dei morti oscilla tra le 14 e le 17 vittime: tra queste un funzionario italiano della presidenza del Consiglio, Pietro Colazzo (originario di Galatina, Lecce) un francese e quattro indiani. “L’italiano, un cliente del Park Residence, era in contatto telefonico con la polizia afghana poco dopo l’esplosione quando é stato ucciso a colpi di arma da fuoco dagli assalitori. Era un uomo coraggioso”, ha detto il capo della polizia della capitale afghana, generale Abdul Rahman. “L’Italia e gli altri alleati resteranno impegnati in Afghanistan”, ha assicurato a Sky il ministro degli Esteri, Franco Frattini. La dinamica dell’assalto resta incerta: il commando è entrato in azione verso le 6.30 (le 3 italiane) quando le strade erano deserte anche per la festività islamica del venerdì, che quest’anno coincide con le celebrazioni del Mulud, il genetliaco del profeta Maometto. Una prima fortissima esplosione, seguita da una seconda minore, ha fatto scattare l’allarme. Secondo quanto riferito dai talebani e confermato al Washington Post dal capo della polizia criminale di Kabul, Abdul Ghafar Sayed Zada, la prima esplosione è stata causata da una autobomba davanti ad un hotel. Oltre al Safi Landmark Hotel sono stati attaccati anche la Park Residence Guesthouse, dove si trovava l’italiano Pietro Antonio Colazzo, e l’Hamid Hotel. L’agenzia di stampa afghana Pajhwoh indica che questi due hotel erano molto popolari fra gli indiani perché si trovano a meno di 500 metri dall’ambasciata di New Delhi. Quindi “tre attentatori suicidi – scrive il Wp – hanno attaccato il Park Residence, un hotel frequentato da molti stranieri”, di cui era ospite anche lo 007 italiano. La polizia ha riferito d’altro canto che un attentatore suicida si è fatto esplodere davanti al Safi Landmark Hotel, mentre altri due sono stati uccisi in un conflitto a fuoco. Anche i talebani, che hanno rivendicato l’attacco, sostengono di aver preso di mira l’hotel Safi. Un britannico ospite dell’albergo, Brian Briscombe, ha riferito alla Bbc di essersi svegliato tra vetri infranti e nel fumo. Quindi ha deciso di lasciare l’edificio: “Sono rimasto ferito ad una mano – ha raccontato l’uomo – e volevo farmi curare, ma un soldato ha iniziato a gridarmi contro, quasi mi ha sparato quando ha visto che avevo uno zaino. Pensava fossi un kamikaze!”. Il portavoce dell’Ue a Kabul, Andrea Angeli, ha confermato all’ANSA che la prima esplosione “é stata fortissima, e scontri a fuoco successivi si sono protratti a lungo”.”La tensione in queste ore è ancora molto palpabile – riferisce il portavoce -. La capitale è blindata, presidi di polizia bloccano le intersezioni di accesso ai ministeri ed altri edifici sensibili”. I talebani avevano sferrato un poderoso attacco il 18 gennaio scorso, mentre il presidente Hamid Karzai si apprestava ad officiare il giuramento di 14 dei 25 ministri del futuro governo. Una serie di esplosioni, scontri a fuoco in più punti, e il lancio di razzi dalla collina di Koh-i-Zamburak – uno contro l’hotel Serena che ospitava numerosi stranieri – hanno seminato caos e terrore fra la gente che affollava il centro cittadino e che è fuggita verso zone più sicure. Nell’assalto hanno perso la vita sei persone, tra cui un bambino. Il commando talebano era composto da almeno 20 assalitori: dieci sono rimasti uccisi.”Apprendo con dolore la notizia dell’uccisione del consigliere diplomatico Pietro Antonio Colazzo nell’attentato di oggi a Kabul. Un fedele servitore dello Stato, morto compiendo il suo dovere in un Paese martoriato da infami azioni terroristiche”. Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. “L’Italia – prosegue il premier – è impegnata in Afghanistan proprio per proteggere la popolazione civile dalla follia della violenza e dell’intolleranza, alla quale sentiamo il dovere di opporci. Mi unisco, insieme a tutti gli italiani, al dolore dei familiari e degli amici del nostro caduto”.”Abbiamo doverosamente chiesto al governo di riferire e credo che lo farà in Senato in tempi immediati. Continuiamo ad essere vicini ai nostri uomini che si impegnano in una missione di pace a volte pagando, come oggi, un prezzo altissimo”. Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, parlando a margine di un convegno, della vicenda del cittadino italiano morto a Kabul.

KABUL – Los talibanes han puesto en marcha un nuevo ataque en el corazón de la capital, Kabul, un comando de al menos ocho atacantes – cinco atacantes suicidas de los talibanes, tres policías – se ha centrado en un área frecuentada por extranjeros, que alberga varios hoteles, incluyendo donde el lugar de referencia Safi, centro comercial y centro de la ciudad de Kabul. El número de muertos oscila entre 14 y 17 víctimas, entre ellos un oficial de la Presidencia italiana del Consejo, Peter Colazzo (originarios Galatina, Lecce), uno francés y cuatro indios. “El italiano, un cliente de Park Residence, estaba en contacto telefónico con la policía afgana, poco después de la explosión cuando fue muerto a tiros por asaltantes arma de fuego. Era un hombre valiente”, dijo el jefe de la policía capital de Afganistán, general Abdul Rahman. “Italia y otros aliados comprometidos en Afganistán”, aseguró a Sky ministro de Asuntos Exteriores, Franco Frattini. La dinámica del ataque sigue siendo incierto: el comando vio acción en torno a 6,30 (los 3 italianos), cuando las calles estaban desiertas para la fiesta islámica del viernes, que este año coincide con las celebraciones del Mulud, el cumpleaños del Profeta Mahoma. Una primera explosión fuerte, seguido de un segundo hijo, ha disparado la alarma. Según los informes de los talibanes a que el Washington Post y confirmada por el jefe de la policía criminal de Kabul, Sayed Abdul Ghafar Zada, la primera explosión fue causada por un coche bomba frente a un hotel. Además de la Landmark Hotel Safi han sido atacadas también la Pensión Residencia Parque, donde fue el italiano Pietro Antonio Colazzo, y Hamid Hotel. La agencia de prensa afgana Pajhwoh indica que estos dos hoteles fueron muy populares entre los indios, porque son menos de 500 metros de la embajada en Nueva Delhi. Así que “tres atacantes suicidas – escribe WP – atacó la residencia Park, un hotel frecuentado por muchos extranjeros”, que fue también el 007 invitados en italiano. La policía dijo que por el contrario, que un atacante suicida se inmoló en frente de la Landmark Hotel Safi, mientras que otros dos murieron en un tiroteo. Incluso los talibanes, que se atribuyó el ataque, afirmando que ha tenido como objetivo el hotel Safi. Un cliente británico, Brian Briscombe, dijo a la BBC que se despertó de vidrios rotos y el humo. Así que decidió salir del edificio: “Yo estaba herido en la mano – dijo el hombre – y yo quería que me cure, pero un soldado comenzó a gritar en contra, casi me disparó cuando vio que había una mochila. Pensó Yo era un terrorista suicida “. Portavoz de la UE en Kabul, Andrea Angeli, confirmó la ansiedad que la primera explosión “ha sido muy fuerte, y enfrentamientos armados que siguió duró mucho tiempo.” “La tensión en estas horas es todavía muy palpable – informes Portavoz -. La capital se ve reforzado, los directores, las intersecciones de la policía para bloquear el acceso a los ministerios y otros edificios sensibles “. Los talibanes han lanzado un ataque masivo el 18 de enero, mientras que el presidente Hamid Karzai se preparaba para oficiar el juramento de 14 de los 25 ministros del futuro gobierno. Una serie de explosiones, tiroteos en varios lugares, y el lanzamiento de cohetes desde la colina de Koh-i-Zamburak – uno contra el hotel Serena de que muchos extranjeros alojados – han sembrado el caos y el miedo entre las personas que se amontonaron en el centro de la ciudad y huyeron a zonas más seguras. Nell’assalto han matado a seis personas, entre ellas un niño. El comando estaba formado por al menos 20 atacantes talibanes, diez murieron. “Aprendo con tristeza la noticia del asesor diplomático Pietro Antonio Colazzo en el ataque de hoy en Kabul. Un siervo fiel de la situación, murió cumpliendo con su deber un país maltratadas por las acciones infames terroristas. Así lo afirmó el primer ministro Silvio Berlusconi. “Italia – sigue siendo la principal – está involucrado en Afganistán para proteger a sus civiles de la locura de la violencia y la intolerancia, que nos sentimos el deber de oponerse a ella. Me uno a todos los italianos, el dolor de los familiares y los amigos de nuestros caídos “.” Estamos debidamente pidió al gobierno que informe y creo que lo hará en el Senado en lo inmediato. Seguimos estar cerca de nuestros hombres que participan en una misión de paz, pagando a veces, como hoy, un precio alto. , Dijo el presidente del Senado, Renato Schifani, hablando en el marco de una conferencia, la historia del ciudadano italiano que murió en Kabul.

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“La guerra del Darfur è terminata”

giovedì, febbraio 25th, 2010

“La guerra del Darfur è terminata”. Queste le parole del presidente del Sudan, Omar Hassan al-Beshir, il giorno dop la firma di un preaccordo di pace fra Khartoum e i ribelli del Jem. Il conflitto, iniziato nel febbraio del 2003, vedeva contrapposti i Janjawid, un gruppo di miliziani islamici reclutati fra i membri delle locali tribù nomadi dei Baggara, e la popolazione non Baggara della regione.Il primo dei 57 prigionieri è uscito dalle porte del carcere pochi minuti dopo la dichiarazione del ministro Abdel Basit Sabderat, hanno constatato testimoni sul posto. “Stiamo procedendo al rilascio. Si tratta del primo gruppo” a essere scarcerato, ha detto il ministro Sabderat, aggiungendo che in totale 100 prigionieri saranno rilasciati mentre avanza il processo di pace.L’accordo per un cessate il fuoco fra Khartoum e il Jem (Justice and Equality Movement, Movimento per la giustizia e l’uguaglianza) è stato firmato a Doha, nel Qatar, e porterà ad un accordo comprensivo di pace entro il 15 marzo. Finora dagli accordi resta per escluso l’altro principale gruppo ribelle del Darfur, l’Sla/Slm (Esercito movimento per la liberazione del Sudan) che continua a rifiutare l’invito al dialogo del governo sudanese. Alle trattative che hanno portato all’accordo ha attivamente partecipato la Comunità di Sant’Egidio.Beshir: “La guerra è terminata”.”La crisi nel Darfur è finita, la guerra nel Darfur è terminata, il Darfur è ora in pace”, ha dichiarato Beshir in un discorso pronunciato a El-Fasher, capitale storica dell’insanguinata provincia, preda dal 2003 di una sanguinosa guerra civile. “La sfida delle armi è terminata, ora comincia quella dello sviluppo”, ha aggiunto.Il presidente Beshir, inseguito da un mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale (Cpi) per crimini di guerra e crimini contro l’umanità nel Darfur, ha quindi assicurato che “gli sforzi passati per la guerra nel Sud, nel Darfur e nell’est saranno consacrati allo sviluppo”.

“The war in Darfur is over.” These are the words of the President of Sudan, Omar Hassan al-Beshir, the day the signing of a pre-agreement dop peace between Khartoum and the rebel JEM. The conflict began in February 2003, was between the Janjaweed, a militia group recruited from Islamist members of the local nomadic tribes of the Baggara, and the population of non-Baggara regione.Il first of the 57 prisoners left the prison doors a few minutes after the declaration of the Minister Abdel Basit Sabderat, have found witnesses on the spot. “We are proceeding at issue. This is the first group to be freed, said Minister Sabderat, adding that a total of 100 prisoners will be released while advancing the process of pace.L ‘agreement to a cease-fire between Khartoum and the JEM (Justice and Equality Movement, the Movement for Justice and Equality) was signed in Doha, Qatar, and will lead to a comprehensive peace agreement by 15 March. So far, the agreements remain excluded for the other main rebel group in Darfur, the SLA / SLM (Armed Forces Movement for the Liberation of Sudan) continues to decline the invitation to dialogue between the Sudanese government. The negotiations that led to the agreement has actively participated in the Community of Sant’Egidio. Beshir: “The war is over.” “The crisis in Darfur is over, the war in Darfur has ended, Darfur is now at peace,” Beshir said in a speech in El-Fasher, the historic capital dell’insanguinata province, prey since 2003 of a bloody civil war. “The challenge of weapons is over, now begins the development,” he aggiunto.Il President Beshir, pursued by a warrant of arrest issued by the International Criminal Court (ICC) for war crimes and crimes against humanity in Darfur, then assured that “past efforts for the war in the south, in Darfur and the east will be devoted to development.”

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Cannabis efficace in cura dolore

martedì, febbraio 23rd, 2010

I derivati della cannabis sono efficaci per la terapia del dolore in diverse patologie,dall’Hiv alle neuropatie. Lo dice un rapporto. Il Center for Medicinal Cannabis Research ha raccolto i dati di tutti i trial clinici effettuati negli Usa. ‘Ci siamo concentrati su malattie che non hanno ancora un adeguato trattamento medico – spiega Igor Grant, direttore del centro -; questi risultati offrono una solida base scientifica alle discussioni sull’utilizzo della cannabis nella medicina’.

Derivatives of cannabis are effective for the treatment of pain in various diseases, the HIV neuropathies. He says a report. The Center for Medicinal Cannabis Research has collected data from all clinical trials conducted in the U.S.. ‘We focused on diseases that do not yet have adequate medical treatment – said Igor Grant, director of the center – and these findings provide a solid scientific basis to the discussions on the use of cannabis in medicine’.

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Ahmadinejad : “Taglieremo le mani a chiunque attaccherà il nostro Paese.”

martedì, febbraio 23rd, 2010

L’Italia mostra di essere “sotto l’influenza della propaganda di altri Paesi” quando insiste perché vengano adottate sanzioni contro l’Iran per il suo programma nucleare. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Ramin Mehman-Parast, riferendosi evidentemente all’influenza degli Usa. Mehman-Parast, che parlava nella sua conferenza stampa settimanale, ha infatti risposto così a una domanda a proposito delle dichiarazioni del ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, che in diverse occasioni nelle ultime settimane ha insistito sulla necessità di adottare sanzioni più dure nei confronti di Teheran. In particolare, proprio lunedì, parlando da Bruxelles in occasione di una riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione europea, il capo della Farnesina ha dichiarato che “non si può accettare che l’Iran continui a prendere tempo”. “I Paesi dell’Unione europea, come l’Italia o la Francia – ha detto il portavoce iraniano – non hanno motivo di essere preoccupati. Le nostre attività nucleari si svolgono sotto la sorveglianza degli ispettori internazionali e servono solo a rispondere ai nostri bisogni interni (di combustibile, ndr)”.  ”Ma sembra – ha aggiunto Mehman-Parast – che la propaganda di alcuni Paesi abbia il suo effetto su certi Paesi dell’Unione europea”.  Ahmadinejad: gli attentati dell’11 settembre? Un complotto degli Usa.Furono gli Stati Uniti a “pianificare” gli attentati dell’11 settembre per usarli come “pretesto per attaccare l’Afghanistan e l’intera regione”. Lo ha detto il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad in un discorso tenuto nell’est del Paese e trasmesso dalla televisione di Stato. Ahmadinejad ha anche accusato “le potenze arroganti” di “cercare di penetrare le menti della gente per distrarle dalla questione della riapparizione dell’Imam dei Tempi”, cioè il dodicesimo Imam che gli Sciiti ritengono nascosto e di cui attendono la ricomparsa per portare la giustizia sulla Terra. Ahmadinejad ha poi lanciato l’ennesima minaccia: “Taglieremo le mani a chiunque attaccherà il nostro Paese. Il potere non può fermare l’Iran, la naziona iraniana taglierà le mani dal braccio di qualsiasi aggressore da qualsiasi parte del mondo”.Intanto Pechino ha ribadito il suo invito “a tutte le parti in causa” perché intensifichino i loro sforzi per trovare una soluzione negoziata al problema del programma nucleare dell’Iran. Lo ha detto in una conferenza stampa a Pechino il portavoce del ministero degli esteri Qin Gang.La scorsa settimana, gli esperti dell’Onu avevano espresso il timore che Teheran stia lavorando allo sviluppo di un missile a testata nucleare. Il governo iraniano ha affermato di essere in grado di produrre uranio parzialmente arricchito, che potrebbe essere usato per costruire bombe atomiche, e di essere pronto a iniziare la costruzione di dieci nuovi impianti per l’arricchimento dell’uranio. A Pechino, il portavoce del ministero degli Esteri Qin Gang ha affermato che la Cina “ha preso atto” delle preoccupazioni degli ispettori dell’Onu.

Italy shows that they are “under the influence of propaganda from other countries” when it insists that sanctions be taken against Iran over its nuclear program. The spokesman said the Foreign Ministry in Tehran, Ramin Mehman-pilasters, evidently referring to the influence of the U.S.. Mehman-pilasters, speaking in his weekly news conference, has responded well to a question about the statements by the Italian Foreign Minister Franco Frattini, who on several occasions in recent weeks has stressed the need to adopt tougher sanctions against Tehran. In particular, just Monday, speaking from Brussels on the occasion of a meeting of foreign ministers of the European Union, the head of the foreign ministry said that “we can not accept that Iran continues to take time.” “The European Union countries, like Italy or France – said the spokesman of Iran – have no reason to be worried. Our nuclear activities are conducted under the supervision of international inspectors and serves only to meet our internal needs (fuel, ndr) “. “But it seems – added Mehman-Pilaster – the propaganda of some countries has its effect on certain European Union countries. Ahmadinejad: the attacks of 11 September? A plot of Usa.Furono the United States to “plan” the September 11 attacks to use them as a “pretext for attacking Afghanistan and the entire region.” He said Iranian President Mahmoud Ahmadinejad in a speech in the east of the country and broadcast on state television. Ahmadinejad also accused “arrogant powers” of “trying to penetrate the minds of the people to distract from the question of the reappearance of the Imam of the times”, that the twelfth Imam, who Shiites believe in hiding and waiting for the reappearance bring justice Earth. Ahmadinejad has also launched yet another threat: “Cut their hands to anyone who will attack our country. The power can not stop Iran, the Iranian nation will cut your hands off the arm of any aggressor anywhere in the world.” Meanwhile, Beijing has reiterated its call “to all parties” to step up their efforts to find a negotiated solution to the problem of Iran’s nuclear program. He told a press conference in Beijing, Foreign Ministry spokesman Qin Gang.La last week, the UN experts had expressed concern that Tehran is working on developing a missile with nuclear warheads. The Iranian government claimed to be able to produce partially enriched uranium, which could be used to build atomic bombs, and be ready to begin the construction of ten new facilities for uranium enrichment. In Beijing, Foreign Ministry spokesman Qin Gang said that China “took note” of the concerns of the UN inspectors.

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Maxiriciclaggio da 2 mld,56 arresti

martedì, febbraio 23rd, 2010

Un maxiriciclaggio di denaro sporco, per un ammontare complessivo di circa due miliardi di euro, è stato scoperto dai carabinieri del Ros e dalla Guardia di Finanza: 56 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Roma, tra Italia ed estero. Tra i destinatari dei mandati d’arresto l’ex ad di Fastweb, Silvio Scaglia, e gli ex vertici dell’azienda. Richiesta di arresto per il senatore Nicola Di Girolamo, eletto per il Pdl all’estero. L’accusa per gli indagati è associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e al reimpiego di capitali acquisiti illegalmente attraverso un articolato sistema di frodi fiscali. Alcuni indagati sono stati arrestati negli Usa, in Inghilterra e in Lussemburgo. L’organizzazione criminale transnazionale individuata dal Ros e dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Gdf riciclava centinaia di milioni di euro tramite una rete di società appositamente costituite in Italia e all’estero. Enorme il giro d’affari complessivo, se si pensa che i capitali illeciti provenivano da una serie di operazioni commerciali fittizie di compra-vendita di servizi di  interconnessione telefonica internazionale per un valore complessivo di oltre 2 miliardi di euro. Per realizzare la maxi-operazione di riciclaggio gli arrestati si sono avvalsi di società di comodo di diritto italiano, inglese, panamense, finlandese, lussemburghese ed off-shore, tutte controllate dall’organizzazione stessa. Gli inquirenti hanno chiesto l’arresto del senatore Nicola Di Girolamo, coinvolto nell’inchiesta sul riciclaggio dei Ros. L’accusa sarebbe di mafia in relazione alla sua elezione con il voto degli italiani residenti all’estero. Nel giugno 2008 il gip di Roma aveva chiesto gli arresti domiciliari per Di Girolamo, chiedendo l’autorizzazione all’arresto alla Giunta delle Immunità parlamentari del Senato. Ma il 24 settembre 2008 il Senato ha negato l’autorizzazione e la Giunta per le Elezioni ha avviato una verifica del possesso dei requisiti per l’eleggibilità da parte di Di Girolamo. Al termine della verifica la Giunta ha richiesto al Senato l’annullamento della sua elezione. Il 29 gennaio 2009 il Senato ha deciso di rinviare gli atti alla Giunta delle Elezioni “affinché la prosecuzione dell’attività di verifica fosse subordinata all’esito processuale passato in giudicato”. In base alle accuse, l’elezione di Di Girolamo doveva servire all’organizzazione criminale per spostarsi, senza problemi nell’ambito delle attività transnazionali di riciclaggio. La ‘Ndrangheta, tramite emissari calabresi mandati in Germania, soprattutto a Stoccarda, avrebbe messo le mani sulle schede bianche per l’elezione dei candidati al Senato votati dagli italiani residenti all’estero e le avrebbero riempite con il nome di Nicola Di Girolamo. “Sponsor” di questa operazione di supporto nell’elezione del parlamentare, sarebbe stato l’imprenditore romano Mokbell, coinvolto anche lui dell’operazione “Phunchard-Broker”. Mokbell, in passato, aveva fondato il movimento Alleanza Federalista del Lazio e poi un partito federalista.  I magistrati hanno inoltre emesso un mandato di arresto per Silvio Scaglia, ex amministratore delegato di Fastweb, e per gli ex vertici dell’azienda. Scaglia è attualmente ricercato, poiché si trova all’estero. Oltre a Scaglia, tra le 56 misure di custodia cautelare (52 custodie cautelari in carcere e 4 arresti domiciliari) ci sono anche quelle che riguardano altri alti funzionari e amministratori della società “Sparkle” (controllata al 100% da Telecom) e “Fastweb” che sarebbero stati compiacenti nel favorire le operazioni di riciclaggio dell’organizzazione criminale. In particolare il riciclaggio ha provocato un danno allo Stato italiano di oltre 365 milioni di euro derivanti dal mancato versamento dell’iva attraverso l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per più di un miliardo e 800 milioni di euro da parte di “primarie società di telecomunicazioni”. Le operazioni commerciali fittizie hanno riguardato la commercializzazione di schede prepagate che, tramite un codice, avrebbero dovuto consentire l’accesso a un sito internet di contenuti tutelati dal diritto di autore e in realtà inesistenti. La secondo operazione fittizia riguardava la commercializzazioni di servizi (del tipo “contenuti per adulti”), da realizzare attraverso traffico telematico rivelatosi, anche in questo caso, inesistente. Silvio Scaglia, ex amministratore delegato di Fastweb, si trova al momento all’estero per lavoro. Ha dato mandato ai suoi difensori di concordare il suo interrogatorio nei tempi più brevi per chiarire tutti i profili della vicenda. L’imprenditore, ricercato per riciclaggio, riafferma comunque – in una nota – la sua estraneità a qualunque reato.

A maxiriciclaggio of money laundering, for a total of about two billion euros, was discovered by the ROS Carabinieri and the Guardia di Finanza: 56 The orders of arrest issued by the investigating magistrate of Rome, between Italy and abroad. Among the recipients of the warrants of arrest former CEO of Fastweb, Silvio Scaglia, and former leaders of the company. Request for the arrest of Senator Di Girolamo Nicola, elected for the PDL abroad. The charge is under investigation for criminal association for recycling and reuse of funds illicitly acquired through a complex system of tax fraud. Some suspects have been arrested in the U.S., England and Luxembourg. The transnational criminal organizations identified by Ros and the Special Unit Police FX GDF laundered hundreds of millions of euros through a network of companies specially set up in Italy and abroad. Huge round of business, if you think that the money came from a series of illegal transactions of buying and selling of fake interconnection services to international phone worth a total of over 2 billion euros. To achieve the maxi-recycling operation those arrested have used dummy companies under Italian law, English, Panama, Finland, Luxembourg and off-shore, all controlled by the organization. Investigators have requested the arrest of Senator Di Girolamo Nicola, involved in the investigation on money Ros. The charge would be mafia related to his election with the votes of Italians living abroad. In June 2008 the investigating judge of Rome had sought house arrest for Di Girolamo, asking the council to authorize the arrest of the parliamentary immunity of the Senate. But 24 September 2008, the Senate has denied the permit and the council on Elections has launched an investigation of possession of the requirements for eligibility by Di Girolamo. After verifying the council has asked the Senate to the annulment of his election. On 29 January 2009, the Senate has decided to remit the case to the Committee on Elections “that the continuation of the verification subject to the outcome of the case had become final.” According to allegations, the election of Di Girolamo was to serve the criminal organization to move without problems as part of the transnational activities of money laundering. The ‘Ndrangheta, Calabrian through emissaries sent into Germany, especially in Stuttgart, he would put his hands on blank ballots for the election of candidates for the Senate voted by Italians living abroad and would fill with the name of Nicola Di Girolamo. “Sponsor” of this operation in the election of parliamentary support, was the entrepreneur Roman Mokbell engaged himself Operation Phunchard-Broker. Mokbell in the past, had founded the movement Federalist Alliance of Lazio and then a federalist party. Prosecutors also issued an arrest warrant for Silvio Scaglia, former CEO of Fastweb, and former leaders of the company. Scaglia is currently being sought, as it is abroad. In addition to Corby, the 56 custodial measures (52 in prisons and detention as an arrest 4) there are also those involving other senior officials and directors of the Company “Sparkle” (100% controlled by Telecom) and “Fastweb” that would have been complacent in promoting the recycling operations of the criminal organization. In particular, the recycling has caused damage to the Italian State over 365 million euros arising from the non-payment of bills through the use of non-existent for transactions over a billion and 800 million euros from “primary company telecommunications. The fictitious transactions included the sale of prepaid cards that, through a code, they should allow access to a website content protected by copyright and actually non-existent. The second dummy operation to the marketing of services (such as “adult content”), to be achieved through automated flow revealed, even in this case, nonexistent. Silvio Scaglia, former CEO of Fastweb, is currently abroad on business. He has instructed his lawyers to agree on his interrogation as soon as possible to clarify all the profiles of the affair. The entrepreneur, wanted for recycling, reaffirms however – a statement – that it was not any crime.

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Ray Gosling arrestato per eutanasia

mercoledì, febbraio 17th, 2010

Dopo aver confessato di aver ucciso il suo ex amante, malato terminale di Aids, per porre fine alle sue sofferenze, il celebre presentatore della Bbc, Ray Gosling è stato arrestato. “Avevamo questo accordo – ha detto l’uomo alla Bbc – che se le cose si fossero messe male io avrei posto fine alla sua vita”. La polizia britannica ha ammesso di essere venuta a conoscenza del reato dalle parole di Gosling. L’uomo rischia 14 anni di carcere.Gosling, veterano della tv e della radio pubblica britanniche, ha spiegato come è giunto alla terribile decisione: “i medici avevano detto che non c’era più niente da fare e lui soffriva in modo terribile. Ho preso il suo cuscino e gliel’ho premuto sulla faccia fino a quando non è morto”.Le sue rivelazioni hanno riaperto il dibattito morale e politico sul suicidio assistito che in Gran Bretagna è oggetto di innumerevoli battaglie legali.

After confessing to killing his former lover, terminally ill with AIDS, to put an end to his sufferings, the famous BBC presenter, Ray Gosling has been arrested. “We had this agreement – said the man at the BBC – that if things were bad I would put an end to his life.” British police have admitted to being aware of the offense in the words of Gosling. Man threatens 14 years of carcere.Gosling, veteran of British television and public radio, he explained how he came to the terrible decision, “the doctors had said there was nothing he could do and he was suffering so terrible. I took his pillow and threw it down over his face until he is dead. “His revelations have reopened the moral and political debate on assisted suicide in Britain is the subject of numerous legal battles.

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Ragazze torturano uomo per bancomat

sabato, febbraio 13th, 2010

GRENOBLE.Tre ragazze francesi fra 14 e 17 anni hanno sequestrato e torturato un uomo per costringerlo a rivelare il codice del suo bancomat. Le 3, fermate dalla polizia, hanno aggredito l’uomo di 55 anni, ‘psicologicamente debole’, nella sua casa vicino Grenoble. In nottata lo hanno legato e colpito con un martello, ferito all’inguine con un coltello e procuratogli bruciature. Ottenuto il pin, hanno compiuto 14 prelievi ma sono state bloccate dalla polizia.Volevamo ‘far festa’, hanno detto. vedova nera

GRENOBLE.Tre French girls between 14 and 17 years, kidnapped and tortured a man to force him to reveal the code of its ATMs. The 3, stopped by police, attacked the man of 55 years, ‘mentally weak’, at his home near Grenoble. During the night they tied him and hit him with a hammer, wounded in the groin with a knife and procured burns. Got the pin, have made 14 withdrawals, but were blocked by polizia.Volevamo ‘to party’, they said.

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