Lamù ,La ragazza dello spazio ritorna in edicola grazie alla De Agostini !La nuova edizione del cartone in dvd, in versione integrale, almeno si spera, sarà così composta:sono previste 61 uscite, ciascuna composta da un fascicolo e un dvd,la prima uscita è già in edicola, le successive fino all’uscita n. 15 saranno in edicola a cadenza quattordicinale, dall’uscita n. 16 saranno in edicola a cadenza settimanale, la prima uscita costa 3,99 € mentre le successive 8,99 €.Ma chi è questa ragazza dello spazio? Lamù (うる星やつら, Urusei Yatsura) è un manga pubblicato in Giappone dal 1978 al 1987, scritto e disegnato da Rumiko Takahashi, dal quale sono stati tratti una serie anime televisiva, sei film ed undici OAV. Nel 1981 la serie ha vinto il Premio Shogakukan per i manga in entrambe le categorie shōnen e shōjo, nel 1987 il Premio Seiun come miglior fumetto SF/fantasy. La storia narra le bizzarre avventure di un gruppo di liceali che vivono a Tomobiki, località immaginaria nel distretto cittadino di Nerima, Tokyo, dove frequentano l’omonimo Liceo. La vicenda in particolare ruota intorno ad Ataru Moroboshi, un ragazzo estremamente sfortunato e donnaiolo, e a Lamù, figlia del grande capo degli Oni giunto dallo spazio per invadere la Terra. Vestita unicamente di un bikini tigrato, Lamù s’innamora di Ataru dopo aver frainteso una sua frase per una proposta di matrimonio. Le avventure sono organizzate per singoli episodi, ed in alcuni casi un episodio è diviso in più puntate. Gli argomenti sono in genere la sfortuna e le avventure sentimentali di Ataru che si incrociano con gli insoliti alieni amici di Lamù o con i terrestri suoi “simili” dalle personalità più grottesche. Molte delle situazioni che di volta in volta si presentano, altro non sono che parodie della società moderna e del folklore giapponesi (un po’ come sono i Simpson per il pubblico statunitense).Nel passaggio dal manga all’anime alcune storie sono state parzialmente modificate per adattarle alla animazione, mentre alcune storie tra gli ultimi capitoli e qualche personaggio presenti nel manga, non sono stati trasposti in animazione. La serie televisiva venne prodotta da Kitty Films, Studio Pierrot e Fuji Television, tra il 1981 e il 1986. Vennero prodotti e trasmessi 195 episodi.Buona parte degli episodi della serie non sono tratti da storie presenti nel manga e sono creazioni originali dello staff : alcuni di questi si discostano anche pesantemente dal consueto tono del manga, soprattutto quelli realizzati quando a capo dello staff c’era Oshii.Nella serie sono presenti numerosi riferimenti, in chiave ironico-satirica, alla cultura nipponica (tra cui gli stessi anime) e in particolare alle molteplici leggende giapponesi, ma anche alla cultura occidentale e ai suoi costumi, tra cui molte citazioni cinematografiche.
Lamù, The Girl of the space returns to newsstands thanks to De Agostini! The new edition of the cartoon on DVD, in full, at least we hope, be composed of 61 outputs are provided, each consisting of a file and a DVD, the first output is already on newsstands, subsequent to the exit No 15 will be on newsstands in every quattordicinale, No exit 16 will be on newsstands weekly, the first exit costs € 3.99 and € 8.99 the next. But who is this girl space? Lamu (うる 星 や つら, Urusei Yatsura) is a manga published in Japan from 1978 to 1987, written and illustrated by Rumiko Takahashi, who were treated by an animated TV series, six feature films and eleven OAV. In 1981 the series won the Shogakukan Award for manga in Shonen and Shojo both categories in 1987 Award for best cartoon Seiun SF / fantasy. The story tells the bizarre adventures of a group of high school students who live in Tomobiki, fictional town in the district town of Nerima, Tokyo, where he attended the School of the same name. The story revolves around a particularly Moroboshi Ataru, a young extremely unfortunate and womanizer, and Lum, daughter of the great leader of the Oni arrived from space to invade the Earth. Dressed only in a striped bikini, Lum falls in love with Ataru having misunderstood her comment for a marriage proposal. The adventures are organized for individual episodes, and in some cases an episode is divided into several episodes. The topics are usually bad luck and the romance of Ataru which intersects with the unusual alien friends Lum or the land’s “similar” by the most grotesque personality. Many of the situations that arise from time to time, are nothing but parodies of modern society and folklore, Japanese (a little ‘how are the Simpson for American audiences). In the transition from the manga at Anime few stories have been partially modified to fit the animation, and some stories in the last few chapters and characters in the manga, have not been transposed into animation. The television series was produced by Kitty Films, Studio Pierrot and Fuji Television, between 1981 and 1986. Were produced and broadcast 195 episodes of the series episodi.Buona part are not taken from stories in the manga and are original creations of the staff, some of these deviate too strongly from the usual tone of the manga, especially those made when a chief of staff c ‘was Oshii.Nella series are numerous references, in an ironical-satirical, the Japanese culture (including the same anime), and particularly to the many Japanese legends, but also to Western culture and its customs, including many movie quotes .

Ha iniziato a trasmettere giorno 5, dalla Casa memoria Peppino Impastato a Cinisi, Radio 100 passi. Una webradio che nasce nel solco di Radio Aut, fondata nel 1976 da Peppino Impastato, il militante di Democrazia proletaria ucciso dalla mafia per ordine del boss Tano Badalamenti.”Stamattina – dice Giovanni Impastato, fratello di Peppino e presidente dell’associazione ‘Casa Memoria’ – si è realizzato un sogno. Questa radio servirà principalmente a informare, come Radio Aut. Spero che un giorno riusciremo nell’impresa di trasmettere anche in Fm”.Radio 100 passi, nata dal gruppo che diede vita a Radio Sud, inizia a trasmettere oggi perché è il giorno in cui Peppino Impastato avrebbe compiuto 62 anni. E’ possibile ascoltare le trasmissioni in streaming sul sito
E’ ‘Google’ la parola del decennio. Il verdetto è giunto dalla autorevole American Dialect Society (ADS), creata 121 anni fa per studiare l’evoluzione della lingua inglese nel Nord America, durante il congresso annuale della associazione tenuto in un albergo di Baltimora. Il raduno è dedicato alla discussione di problemi che anche gli specialisti stentano a trovare affascinanti – dai dialetti della Nord Virginia al rapporto tra nomi di battesimo e longevità – ma per dare un po’ di vivacità al soporifero consesso gli animatori della ADS hanno cominciato dal 1990 a scegliere la parola dell’anno. L’iniziativa è stata imitata da altre società – come la Merriam-Webster e la Oxford English Dictionary – ma la ADS si vanta di avere inventato la tradizione anche se la scelta iniziale (nel 1990 prevalse la parola ‘bushlips’) non è considerata oggi una delle più felici dagli stessi dirigenti della associazione. Le ‘parole dell’annò rispecchiano spesso i maggiori eventi del periodo: nel 1991 prevalse ‘madre di tutte…’ (un omaggio alla ‘madre di tutte le battaglie’ di Saddam Hussein), nel 1995 fu la volta di ‘Web’, nel 2000 si impose ‘chad’ (un riferimento alle schede delle contestate elezioni presidenziali Usa) e nel 2002 ‘armi di distruzione di massa’. La contestata decisione di rimuovere Plutone dalla lista dei pianeti del nostro sistema solare indusse i membri della società linguistica Usa a scegliere nel 2006 il termine ‘plutoed’ (nel senso di rimosso, degradato) come parola dell’anno. La crisi economica ha influenzato le scelte dei due anni successivi: ’subprime’ (i prestiti a rischio) e ‘bailout’ (l’intervento di salvataggio). Al congresso di Baltimora i linguisti dell’American Dialect Society hanno rispettato la tradizione scegliendo la parola del 2009: dopo un lungo dibattito ha prevalso ‘tweet’. Ma quando è stata la volta di designare la parola del decennio la discussione è diventata ancora più accesa. La espressione ‘global warming’ (il riscaldamento del pianeta) era già stata votata dai rivali della Global Language Monitor come parola del decennio. I linguisti della ADS hanno dovuto seguire quindi un percorso diverso. Diversi membri erano a favore di ‘11/9′. Ma alla fine ha prevalso ‘Google’.

