Archives for novembre 3rd, 2009
martedì, novembre 3rd, 2009
4 NOVEMBRE 2009, ALDA MERINI RICEVERà I FUNERALI DI STATO IN DUOMO A MILANO. PER DIRE GRAZIE ALLA POETESSA INSERISCO LA SUA BIOGRAFIA! CIAO ALDA! MI RICORDO ANCORA IL TUO PIZZICOTTO!
Nata in una famiglia di condizioni modeste (padre dipendente di una compagnia assicurativa e madre casalinga, minore di tre fratelli, una sorella e un fratello, che la scrittrice fa comparire, sia pure con un certo distacco, nella sua poesia), Alda Merini frequenta da ragazza le scuole professionali all’Istituto “Laura Solera Mantegazza” e cerca, senza riuscirci per non aver superato la prova di italiano, di essere ammessa al Liceo Manzoni. Nello stesso periodo, si dedica allo studio del pianoforte. Esordisce come autrice giovanissima, a soli quindici anni, sotto la guida di Giacinto Spagnoletti che fu lo scopritore del suo talento artistico. Nel 1947, Merini incontra “le prime ombre della sua mente” e viene internata per un mese a Villa Turro. Quando ne esce, alcuni amici le sono vicino e Giorgio Manganelli la indirizza in esame presso gli specialisti Fornari e Musatti. Giacinto Spagnoletti sarà il primo a pubblicarla nel 1950, nell’Antologia della poesia italiana contemporanea 1909-1949, con le poesie Il gobbo e Luce. Nel 1951, su suggerimento di Eugenio Montale e della Spaziani, l’editore Scheiwiller stampa due poesie inedite dell’autrice in “Poetesse del Novecento”. Nel periodo che va dal 1950 al 1953 la Merini frequenta per lavoro e per amicizia Salvatore Quasimodo. Nel 1953 sposa Ettore Carniti proprietario di alcune panetterie di Milano. Nello stesso anno esce il primo volume di versi intitolato “La presenza di Orfeo” e nel 1955 “Nozze Romane” e “Paura di Dio”. Nello stesso anno nasce la prima figlia, Emanuela, e al medico curante della bambina la Merini dedica la raccolta di versi “Tu sei Pietro” che viene pubblicata nel 1961. Dopo “Tu sei Pietro” inizia un triste periodo di silenzio e di isolamento, dovuto all’internamento al “Paolo Pini”, che dura fino al 1972 (anche se intervallato da alcuni ritorni in famiglia, durante i quali nasce l’amata figlia Barbara). Si alterneranno in seguito periodi di salute e malattia che durano fino al 1979 quando la Merini ritorna a scrivere, dando il via ai suoi testi più intensi sulla drammatica e sconvolgente esperienza del manicomio, testi contenuti in “La Terra Santa”, che sarà pubblicato da Vanni Scheiwiller nel 1984. Nel frattempo (1981) muore il marito e, rimasta sola, la poetessa dà in affitto una camera della sua abitazione al pittore Charles; inizia in questo periodo a comunicare telefonicamente con il poeta Michele Pierri che, in quel difficile periodo del ritorno nel mondo letterario, aveva dimostrato di apprezzare la sua poesia. Lo sposa nell’ottobre del 1983 e va a vivere a Taranto, dove rimane per tre anni. In quel periodo scrive le venti poesie-ritratti de “La gazza ladra” (1985) e testi per Pierri. Sempre a Taranto porta a termine “L’altra verità. Diario di una diversa”. La Merini fa ritorno a Milano nel luglio del 1986 dopo aver sperimentato nuovamente gli orrori del manicomio di Taranto: si mette in terapia con la dottoressa Marcella Rizzo alla quale dedica più di una poesia. Nello stesso anno riprende a scrivere e ad incontrare i vecchi amici, tra cui Vanni Scheiwiller, che le pubblica appunto “L’Altra verità. Diario di una diversa”, il suo primo libro in prosa al quale seguiranno “Fogli bianchi” nel 1987 e “Testamento” (del 1988). Nel 1987 è finalista nel premio letterario Premio Bergamo. Sono questi, per la Merini, anni fecondi dal punto di vista letterario e di conquista di una certa serenità. Nell’inverno del 1989 la poetessa frequenta il caffè-libreria “Chimera”, situato poco lontano dalla sua abitazione sui Navigli, e offre agli amici del caffè i suoi dattiloscritti. Sarà in questo periodo che nasceranno libri come “Delirio amoroso” (1989) e “Il tormento delle figure” (1990). Negli anni seguenti diverse pubblicazioni consolidano il ritorno sulla scena letteraria della scrittrice. Nel 1991 escono “Le parole di Alda Merini” e “Vuoto d’amore” a cui fa seguito nel 1992 “Ipotenusa d’amore”, nel 1993 “La palude di Manganelli o il monarca del re” e il volumetto “Aforismi”, con fotografie di Giuliano Grittini. È questo l’anno in cui le viene assegnato il Premio Librex-Guggenheim “Eugenio Montale” per la Poesia, premio che la consacra tra i grandi letterati contemporanei e la accosta a scrittori come Giorgio Caproni, Attilio Bertolucci, Mario Luzi, Andrea Zanzotto, Franco Fortini. Nel 1994 vede la luce “Titano amori intorno” uscito presso l’editore “La vita felice”, con sei disegni di Alberto Casiraghi, e il volume “Sogno e Poesia”, da “L’incisione di Corbetta”, con venti incisioni di altrettanti artisti contemporanei. Nel 1995 viene pubblicato da Bompiani il volume “La pazza della porta accanto” e da Einaudi “Ballate non pagate”. Sempre nel 1994 esce nelle “Edizioni Melusine” “Reato di vita, autobiografia e poesia”. Nel 1996, con il volume “La vita facile”, le viene attribuito il “Premio Viareggio” e nel 1997 il “Premio Procida-Elsa Morante”. Nel 1997 vengono pubblicate dall’editore Girardi la raccolta di poesie “La Volpe e il sipario”, con illustrazioni di Gianni Casari, dove è più che mai evidente la tecnica della poesia che nasce spontaneamente in forma orale e che altri trascrivono. Fenomeno, questo, che – pur essendo tipicamente contemporaneo, con la scelta dell’oralità a svantaggio della scrittura – rimane per ora unico dentro all’universo della poesia contemporanea. Si assiste pertanto, a proposito di Merini, al fenomeno di un’oralità che conduce sempre più verso testi assai brevi e, infine, all’aforisma. Nel novembre 1997 viene pubblicato il libro “Curva di fuga” con poesie e scritti inediti di Alda Merini e incisioni di Giovanni Bonaldi. Il libro viene presentato nella Rocca Sforzesca di Soncino (CR) in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria di Soncino alla poetessa. Sono questi gli anni in cui la produzione aforistica di Merini diventa molto ricca, come testimonia nel 1997 “Il Catalogo Generale delle Edizioni Pulcinoelefante”, edito da Scheiwiller. Nel 1999 in “Aforismi e magie”, pubblicato da Rizzoli, viene raccolto per la prima volta il meglio di quel genere. Il volume viene illustrato dai disegni di Alberto Casiraghi, amico, poeta ed editore della Merini che ha sollecitato, raccolto e accompagnato con i suoi piccoli libri “Pulcinoelefante”, questa nuova vocazione. La collaborazione con i piccoli editori – che comprendono, oltre “Pulcinoelefante”, lo “Zanetto”, la “Vita felice”, il “Melangolo” e altri – ha portato ad altri minitesti come, tra gli ultimi pubblicati, “Lettera ai figli”, edito da Michelangelo Camilliti per l’edizione “Lietocollelibri” e illustrato da otto disegni onirici e surreali di Alberto Casiraghi. Da ricordare il volume edito da “l’Incisione”, “Alda Merini”, che contiene poesie inedite della poetessa e disegni dell’artista Aligi Sassu, opere stampate su torchio in litoserigrafia. Nel 2000 esce nell’edizione Einaudi “Superba è la notte”, un volume che è il risultato di un lavoro minuzioso compiuto su numerose poesie inviate all’editore Einaudi e a Ambrogio Borsani. I versi che compongono la raccolta sono stati scritti nel periodo che va dal 1996 al 1999. Non essendo stato possibile dare al materiale un ordine cronologico i curatori si sono basati sull’omogeneità tematica e stilistica complessiva dell’opera.Nel 2001 posa seminuda per la copertina dell’album Canto di Spine del complesso degli Altera, nel quale sono messe in musica composizioni sue e di altri poeti del Novecento.Nel 2002 viene stampato dall’editore Salani, un volumetto dal titolo “Folle, folle, folle d’amore per te”, con un pensiero di Roberto Vecchioni che nel 1999 aveva scritto Canzone per Alda Merini, e nel 2003 la “Einaudi Stile Libero” pubblica un cofanetto con videocassetta e testo dal titolo Più bella della poesia è stata la mia vita.Molto importante è il carattere mistico della più recente poetica della Merini, che raccoglie una serie di libri tutti editi da Frassinelli che inizia con la pubblicazione del testo “L’anima innamorata” (2000), cui seguono testi sempre di carattere mistico, tre dei quali (Corpo d’amore, Poema della croce, Francesco, canto di una creatura), introdotti da Mons. Gianfranco Ravasi. Nel 2002 viene pubblicato “Magnificat, un incontro con Maria”, corredato da disegni di Ugo Nespolo, nel 2003 “La carne degli Angeli” con venti opere inedite di Mimmo Paladino; poi “Corpo d’amore” (2004) con le opere di Luca Pignatelli, “Poema della Croce” (2005), “Cantico dei Vangeli” (2006), “Francesco, canto di una creatura” (2007) e “Mistica d’amore” (2008). Tutti questi testi di carattere religioso sono stati curati da Arnoldo Mosca Mondadori, che tra il 2000 e il 2008 ha strettamente collaborato con la poetessa.Nel 2003 e 2004 viene pubblicato dall’Einaudi “Clinica dell’abbandono” con l’introduzione di Ambrogio Borsani e con uno scritto di Vincenzo Mollica. Il libro è diviso in due sezioni: la prima, “Poemi eroici”, che comprende versi scritti alla fine degli anni novanta, la seconda, “Clinica dell’abbandono”, che raccoglie i versi degli ultimi anni. Questo volume riproduce, con alcune aggiunte, il testo del cofanetto con videocassetta “Più bella della poesia è stata la mia vita”.Nel febbraio del 2004 Merini viene ricoverata all’Ospedale San Paolo di Milano per problemi di salute. Da tutta Italia vengono inviate e-mail a sostegno di un appello lanciato da un amico della scrittrice che richiede aiuto economico. Sorgono numerosi blog telematici e siti internet nei quali viene richiesto l’intervento del sindaco di Milano Albertini. La scrittrice ritorna successivamente nella sua casa di Porta Ticinese.Dal 15 marzo sempre del 2004 è in vendita l’album, intitolato Milva canta Merini, che contiene undici motivi cantati da Milva tratti dalle poesie di Alda Merini più una traccia cd rom. L’autore delle musiche è Giovanni Nuti. Il 21 marzo, presente la stessa Merini, in occasione del suo settantatreesimo compleanno, viene eseguito un recital al Teatro Strehler di Milano, occasione per la presentazione del disco (riproposto poi con successo nello stesso teatro per un ciclo di serate musicali nel maggio 2005, sempre con la presenza della poetessa sul palco).Durante l’estate 2004 molte sono state le iniziative sorte per far conoscere in maniera più diffusa la poesia di Alda Merini. Si cita ad esempio l’incontro che si è tenuto il 21 luglio al Teatro Romano dal titolo “Ebrietudine, omaggio ad Alda Merini”, sei cantate composte da Federico Gozzelino su poesie di Alda Merini.Alla fine del 2005 esce per Crocetti Editore “‘Nel cerchio di un pensiero (teatro per voce sola)’” raccolta nata dalle dettature telefoniche di Alda Merini a Marco Campedelli. Vengono riportate 53 poesie, quasi tutte inedite curate nella edizione da Roberto Fattore, Luca Bragaja, lo stesso Marco Campedelli e Massimo Natale. Per sottolineare la natura orale e “orfica” dei componimenti è stato scelto di non inserire segni di interpunzione tra e nei versi per lasciarli liberi così come sono nati.Del 2005 è anche la raccolta “Le briglie d’oro (Poesie per Marina 1984-2004)”, edita da Scheiwiller. Nel 2006 si avvicina al genere noir con La nera novella, edita da Rizzoli.Muore il 1 novembre 2009 a causa di un tumore osseo al San Paolo di Milano. Dopo l’allestimento della camera ardente, aperta il 2 e il 3 del mese, i funerali di stato saranno celebrati nel pomeriggio del 4 novembre.
Tags: 1 novembre, 4 novembre, aforismi, Aforismi e magie, Alberto Casiraghi, Alda Merini, Aligi Sassu, Ambrogio Borsani, Andrea Zanzotto, Arnoldo Mosca Mondadori, Attilio Bertolucci, autobiografia e poesia, Ballate non pagate, Cantico dei Vangeli, Canto di Spine, canto di una creatura, Canzone per Alda Merini, Charles, Chimera, Clinica dell'abbandonò, Corpo d'amore, CR, Crocetti Editore, Curva di fuga, Delirio amoroso, Ebrietudine, Edizioni Melusine, Einaudi, Einaudi Stile Libero, Ettore Carniti, Eugenio Montale, Federico, Fogli bianchi, Folle, folle d'amore per te, francesco, Franco Fortini, Giacinto Spagnoletti, Gianfranco Ravasi, Gianni Casari, Giorgio Caproni, Giorgio Manganelli, Giovanni Bonaldi, Giovanni Nuti, Girardi, Giuliano Grittini, Il Catalogo Generale delle Edizioni Pulcinoelefante, Il tormento delle figure, Ipotenusa d'amore, L'altra verità. Diario di una diversa, l'Incisione, L'incisione di Corbetta, La carne degli Angeli, La gazza ladra, La nera novella, La palude di Manganelli o il monarca del re, La pazza della porta accanto, La presenza di Orfeo, La Terra Santa, La vita facile, La vita felice, La Volpe e il sipario, Laura Solera Mantegazza, Le briglie d'oro, Le parole di Alda Merini, Lettera ai figli, Liceo Manzoni, Lietocollelibri, litoserigrafia, Luca Bragaja, Luca Pignatelli, Magnificat, Marco Campedelli, Mario Luzi, Massimo Natale, Melangolo, Michelangelo Camilliti, Michele Pierri, Milano, Milva canta Merini, Mimmo Paladino, Mistica d'amore, Navigli, Nel cerchio di un pensiero (teatro per voce sola, Nozze Romane, omaggio ad Alda Merini, Paolo Pini, Paura di Dio, Pierri, Piu' bella della poesia è stata la mia vita, Poema della croce, Poemi eroici, Poetesse del Novecento, Pulcinoelefante, Reato di vita, Rizzoli, Roberto Fattore, Roberto Vecchioni, Rocca Sforzesca di Soncino, San Paolo di, Scheiwiller, Sogno e Poesia, Soncino, Spaziani, Superba è la notte, Taranto, Teatro Romano, Teatro Strehler, Testamento, Titano amori intorno, Tu sei Pietro, tumore osseo, Ugo Nespolo, Un incontro con Maria, Villa Turro, Vincenzo Mollica, Vita felice, Vuoto d'amore, Zanetto
Posted in letteratura | No Comments »
martedì, novembre 3rd, 2009
RADIO KAOS DICE: CHE MALE FA IL CROCEFISSO APPESO AL MURO? ADESSO SALTERA’ FUORI QUALCUNO E DIRA’: A ME NON STA BENE CHE QUELLO MULSUMANO STA CON IL “MACCATURO” IN TESTA! CHE SI FA COSì? BISOGNA COSTRINGERLO A TOGLIERLO?
La presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce “una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”. E’ quanto ha stabilito oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo nella sentenza su un ricorso presentato da una cittadina italiana.
Il caso era stato sollevato da Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto all’istituto statale “Vittorino da Feltre” di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule. A nulla, in precedenza, erano valsi i suoi ricorsi davanti ai tribunali in Italia. Ora i giudici di Strasburgo le hanno dato ragione.
La sentenza emessa oggi dalla Corte europea dei diritti dell’uomo sul ricorso presentato da Soile Lautsi, cittadina italiana di origine finlandese, contro l’esposizione dei crocefissi nelle scuole ha previsto che il governo italiano dovrà pagare alla donna un risarcimento di cinquemila euro per danni morali. La sentenza, rende noto l’ufficio stampa della Corte, è la prima in assoluto in materia di esposizione dei simboli religiosi nelle aule scolastiche.
Il governo italiano ricorrera’ contro la sentenza emessa oggi dalla Corte europea dei diritti dell’uomo relativa al caso dei crocifissi nelle aule scolastiche. Lo ha dichiarato all’ANSA il giudice Nicola Lettieri, che difende l’Italia davanti alla Corte di Strasburgo. Se la Corte accoglierà il ricorso del governo italiano, il caso verrà ridiscusso nella Grande Camera. Qualora il ricorso del governo non dovesse essere accolto, la sentenza emessa oggi diverrà definitiva tra tre mesi, e allora spetterà al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa decidere, entro sei mesi, quali azioni il governo italiano deve prendere per non incorrere in ulteriori violazioni legate alla presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche.
“Per noi è una novità. Prenderemo visione della sentenza poi la scuola prenderà una decisione”: questa la posizione espressa dalla dirigenza della scuola media “Vittorino da Feltre”, ad Abano Terme (Padova), di fronte al pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla vicenda dei crocifissi nelle classi. Una questione sollevata nel 2002 da Soile Lautsi, una donna finlandese ma residente e sposata in Italia da una ventina d’anni, i cui figli frequentavano all’epoca l’istituto padovano. “Chiaramente – dicono ancora dalla scuola – i figli della signora non sono più qui. Speriamo che adesso siano all’Università. In ogni caso abbiamo tenuto sempre ferma la disponibilità alle decisioni di legge che sono state prese sulla vicenda sollevata dalla madre degli alunni”. Un iter giudiziario che il consiglio di Stato nel 2006 aveva in qualche modo chiuso con una sentenza che indicava il valore di simbolo del crocifisso anche su un piano di valori civili.
NO COMMENT DAL VATICANO, PER LA CEI DECISIONE ‘IRRESPONSABILE’
Il Vaticano vuole leggere la motivazione, prima di pronunciarsi sulla sentenza oggi della Corte europea di Strasburgo che ha condannato la presenza dei crocifissi nelle aule come una “violazione” delle convinzioni religiose dei genitori. “Credo che ci voglia una riflessione, prima di commentare”, ha detto padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, durante una conferenza stampa per presentare un prossimo convegno sull’immigrazione. Anche mons. Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti, presente in conferenza stampa, si è unito alla linea di padre Federico Lombardi. “Preferisco non parlare della questione del crocifisso perché sono cose che mi danno molto fastidio”, ha detto di fronte alle insistenze dei giornalisti. Prima di commentare la sentenza della corte di Strasburgo, mons. Veglio’ ha premesso che ”e’ una fortuna vivere in un mondo multiculturale” e che la convivenza tra diverse religioni ”e’ una ricchezza”. Tuttavia a proposito del ‘no’ europeo al crocifisso nelle aule italiane il presule ha ribadito che la sentenza ”e’ un po’ forte” e lo infastidisce perche’ ”l’identita’ nostra bisogna pure conservarla”. Pur affermando di rispettare comunque le decisioni della giustizia, ha aggiunto di sperare che si trovi una soluzione per preservare la cultura di un Paese.
Il crocifisso rappresenta “una dimensione anche di peso culturale ed educativo che è davvero irresponsabile voler cancellare”. Lo ha affermato in un’intervista alla Radio Vaticana, mons. Vincenzo Paglia, responsabile della commissione Cei per il dialogo interculturale, commentando la sentenza della Corte europea di Strasburgo. “A me pare – ha aggiunto mons. Paglia a proposito della sentenza – che parta da un presupposto di una debolezza umanistica oltre che religiosa del tutto evidente: perché la laicità – ha spiegato – non è l’assenza di simboli religiosi ma la capacità di accoglierli e di sostenerli di fronte al vuoto etico e morale che spesso noi vediamo anche nei nostri ragazzi”. “Pensare di venire in loro aiuto facendo tabula rasa di tutto – ha proseguito – mi pare davvero miope anche perché presuppone una concezione di cultura che è libera solo nella misura in cui non ha nulla o ha solo quello che rimane sradicando da ogni storia, tradizione, patrimonio”. Il presule ha ricordato che i luoghi pubblici italiani sono stracolmi di crocefissi: “non credo – ha osservato – che ci sia nessuno che pretenda di distruggere i simboli religiosi nelle strade e nelle piazze italiane perché levano la libertà di religione”. Mons. Paglia, responsabile Cei per il dialogo interreligioso (e non interculturale come scritto precedentemente), ha respinto l’argomentazione secondo cui il crocifisso nelle aule scolastiche rappresenti un’imposizione. “Non lo credo – ha spiegato -. E’ un ricordo di che cosa accade all’uomo quando la giustizia non viene rispettata e da cui emerge un valore di gratuità di cui tutti abbiamo bisogno a qualunque fede appartiamo”. “In questo senso – ha concluso – c’é una dimensione anche di peso culturale ed educativo che è irresponsabile davvero voler cancellare”.
GELMINI, RAPPRESENTA TRADIZIONI
“La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione”. Lo ha affermato il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini in relazione alla sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo sulla presenza del crocifisso nelle classi.
CORO DI NO DAL CENTRODESTRA
“In attesa di conoscere le motivazioni attraverso le quali la Corte di Strasburgo ha deciso che i crocifissi offenderebbero la sensibilità dei non cristiani, non posso che schierarmi con tutti coloro, credenti e non, religiosi e non, cristiani e non, che si sentono offesi da una sentenza astratta e fintamente democratica”. Così il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia interviene in merito alla notizia della sentenza della Corte europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo sui crocefissi nelle scuole. “Chi offende i sentimenti dei popoli europei nati dal cristianesimo è senza dubbio la Corte di Strasburgo. Senza identità non ci sono popoli, e senza cristianesimo non ci sarebbe l’Europa. Che destino paradossale: proprio coloro che dovrebbero tutelare il senso comune si danno da fare per scardinare la nostra civiltà. Si vergognino!”.
”Trovo assurda e gravissima la sentenza della Corte di Strasburgo contro la presenza del crocefisso nelle scuole italiane. Gia’ il Tar ed il Consiglio di Stato si erano pronunciati sulla vicenda rigettando le richieste della cittadina finlandese e dichiarando che: ‘il crocifisso e’ il simbolo della storia e della cultura italiana, e di conseguenza dell’identita’ del Paese, ed e’ il simbolo dei principi di eguaglianza, liberta’ e tolleranza e del secolarismo dello Stato.’ Un pronunciamento ineccepibile che viene completamente sovvertito dalla Corte europea”. E’ quanto dice Gabriella Carlucci, vice Presidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia. ”Ancora una volta un organismo europeo, entra a gamba tesa nelle questioni interne del nostro Paese, calpestando valori e principi su cui si fondano la nostra societa’, la nostra cultura, la nostra identita’. Lo Stato italiano deve opporsi in giudizio a questo pericolosissimo precedente”, conclude.
”La Corte europea dei diritti dell’uomo, con questa sentenza, ha calpestato i nostri diritti, la nostra cultura, la nostra storia, le nostre tradizioni e i nostri valori. In ogni caso, i crocifissi da noi resteranno sulle pareti delle nostre scuole, dove sono sempre stati, cosi’ come continueremo ad avere i presepi o a festeggiare il Natale. Perche’ siamo orgogliosi di questi nostri simboli e del loro significato e perche’ fanno parte di ognuno di noi”. Lo afferma Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione Legislativa commentando la sentenza della Corte europea di Strasburgo.
CASINI, CONSEGUENZA PAVIDITA’ UE
“La scelta della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di bocciare la presenza del crocifisso nelle scuole è la prima conseguenza della pavidità dei governanti europei, che si sono rifiutati di menzionare le radici cristiane nella Costituzione Europea”. Lo afferma il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini in un’intervista al Tg2. “Comunque, nessun crocifisso nelle aule scolastiche ha mai violato la nostra libertà religiosa, né la crescita e la libera professione delle fedi religiose. Quel simbolo – conclude – è un patrimonio civile di tutti gli italiani, perché è il segno dell’identità cristiana dell’Italia e anche dell’Europa”.
MURA (IDV), ADEGUARE SCUOLA A SOCIETA’ MULTIETNICA
“La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo può legittimamente suscitare reazioni di segno profondamente diverso motivate da un lato dalla tradizione, dalla storia e dalla cultura del nostro paese, dall’altro invece da una sentenza, approvata all’unanimità, da un autorevole tribunale europeo. Ma la cosa più sbagliata che si può fare è quella di dar vita ad una accesa battaglia tra chi vuole il crocifisso nelle aule e chi non lo vuole, perché non è questo il vero problema da risolvere nella scuola italiana”. Lo dichiara Silvana Mura, deputata di Idv. “La questione fondamentale invece riguarda una scuola destinata ad avere studenti che sempre di più saranno di etnie e culture diverse. L’offesa nei confronti di studenti di religioni diverse da quella cattolica non credo sia rappresentata tanto da un crocifisso appeso al muro, ma piuttosto da programmi che non si pongano il problema di conciliare le caratteristiche fondamentali che l’insegnamento di stato deve avere con la nuova realtà multiculturale e multietnica che in futuro sarà rappresentata dagli studenti della scuola italiana”, conclude.
FRANCO (PD), E’ RISPETTO LIBERTA’ RELIGIOSA
“Il crocifisso non è e non può essere considerato unicamente espressione delle tradizioni italiane, come sostiene il ministro Gelmini, a meno di non voler svalutare questo simbolo religioso. Certo, fa parte della nostra storia. Ma di fronte a questa sentenza è chiaro che occorre riflettere sui modi migliori di promuovere la convivenza civile tra la molteciplicità di culture e religioni che caratterizzano attualmente la popolazione che vive in Italia”. Lo dice la senatrice Vittoria Franco, responsabile nazionale Pari Opportunità del Pd. “Invece di arroccarsi nella difesa e nella conservazione – prosegue Vittoria Franco – la vera riflessione da promuovere è come arrivare a favorire ancora meglio, nelle nostre scuole che ospitano da tempo bambini portatori di molteplici culture e religioni, la convivenza pacifica e il rispetto. Mi sorprende dunque il ministro Gelmini, che si preoccupa delle tradizioni anziché pensare al fatto che le classi italiane sono multietniche da tempo. La Corte europea – ha concluso Vittoria Franco – ha semplicemente richiesto allo Stato italiano il rispetto della libertà religiosa e non mi pare che questo sia in contrasto con la nostra Costituzione come sostiene il ministro Gelmini”.
Tags: Abano Terme, Antonio Maria Vegliò, CASINI, Cei, CENTRODESTRA, Comitato dei Ministri del, Commissione Bicamerale per l'Infanzia, Consiglio di Stato, Corte europea, crocifissi, deputata, Europa, Federico Lombardi, Ferdinando Casini, Finlandia, FRANCO, Gabriella Carlucci, GELMINI, Grande Camera, IDV, Italia, Luca Zaia, Mariastella Gelmini, MULTIETNICA, MURA, Nicola Lettieri, Padova, Pari Opportunità, PD, Pontificio consiglio, Radio Vaticana, religione, Roberto Calderoli, Santa Sede, Semplificazione Legislativa, Silvana Mura, Soile Lautsi, Strasburgo, Tar, Tg2, Ue, Vaticano, Vincenzo Paglia, Vittoria Franco, Vittorino da Feltre
Posted in Senza categoria | 1 Comment »