L’ULTIMA CACCIA DI KRAVEN è un’avventura drammatica, disperata, che vede l’uomo ragno sfidare Kraven il cacciatore, aristocratico russo fuggito assieme ai genitori dopo la caduta dello Zar, e da sempre acerrimo nemico del nostro arrampicamuri.
In questa storia lo spirito tradizionale dei racconti di Spiderman cede il passo ad un’atmosfera oscura, malata, in cui DeMatteis (sceneggiatura) e Zeck (disegni) esplorano la psiche dell’eroe e della sua nemesi Kraven.
La storia, forse la più bella mai narrata dell’Uomo Ragno, è divisa in sei capitoli:
1°Capitolo: The Coffin (La bara)
Nelle prime pagine viene presentato Kraven, intento ad allenarsi (all’interno della sua reggia, contro animali finti). Dopodiché i riflettori passano su l’Uomo Ragno, tormentato e amareggiato per la morte di un criminale, alla cui salma andrà a far visita (peraltro venendo frainteso dai compagni del defunto, che non riescono ad accettare un simile atto di generosità da parte dell’uomo che li ha sbattuti in cella più volte).
Poi torna a casa, un fatiscente appartamento situato a Chelsea Street, e ritorna nelle vesti di Peter Parker. Ma il sonno tarda a venire, e anche quando finalmente arriva è funestato da incubi, che lo spingono a rimettersi il costume e tornare a volteggiare tra i palazzi, nella vana speranza di rilassarsi un po’.Si accorge quasi subito che non è la serata, e che molto probabilmente ha un principio di influenza: i sensi sono offuscati, e compaiono le vertigini. Come se ciò non bastasse,viene colpito da un dardo che lo fa crollare sul tetto di un palazzo, totalmente inerme: è stato lanciato da Kraven, e il nostro Uomo Ragno si accorge che nel suo avversario c’è qualcosa di insolito. I due si sono affrontati parecchie volte in passato, ma il cacciatore ha sempre cercato di cambiare i connotati a Spidey con i pugni, senza ricorrere alle armi. Adesso, invece, ha sparato un dardo che molto probabilmente era intriso di veleno, e ben presto l’Uomo Ragno sviene, accasciandosi al suolo. Kraven lo trasporta nel suo palazzo, dislocato fuori città, indi con l’aiuto dei suoi servi lo depone in una bara e lo seppellisce vivo. Questa volta vuole andare fino in fondo, attuando un piano inusuale mai tentato in precedenza.
Secondo capitolo: Crawling (Strisciare)
Kraven indossa il costume dell’Uomo Ragno subito dopo averlo sepolto, e si sottopone a una prova, per dimostrare a sé stesso di aver acquisito le peculiarità del suo ex avversario. Inalando effluvi di pozioni magiche, si convince di avere di fronte un ragno enorme, formato da tanti piccoli insetti. Ma la visione svanisce quasi subito, perché lui è riuscito a non farsi sopraffare dalla paura.Inizia così a girovagare per la città nelle vesti del suo avversario, emulandone le gesta, arrivando perfino a salvare Mary Jane Watson da alcuni malintenzionati. La donna era uscita alla ricerca di Peter, suo marito, incurante della pioggia battente e dei mille pericoli che si annidano nelle strade. Riconosce che colui che l’ha salvata non è Peter, in quanto Kraven uccide barbaramente i suoi assalitori, poi scappa via, anche perché egli non conosce l’identità segreta dell’Uomo Ragno, quindi non sa nemmeno che MJ è sua moglie.
Terzo capitolo : Descent (discesa)
Si convince di aver riacquistato l’onore che spetta a un vero cacciatore, ma prima deve fare ancora una cosa. Per la città imperversa un ibrido cannibale (Vermin, umano trasformato in una sorta di topo peloso e totalmente irrazionale dal perfido Barone Zemo), che ha le fogne cittadine come rifugio. Kraven scende nelle fognature e lo affronta, con furia e veemenza, e dopo averlo tramortito lo trasporta nella sua residenza e lo imprigiona in una gabbia. Intanto, al cimitero, l’Uomo Ragno lotta per cercare di riemergere da sotto terra, riuscendo a estrarre una mano.
Quarto capitolo: Resurrection (Resurrezione)
Nella tomba allestita da Kraven Peter Parker sta cercando disperatamente di riemergere dal terreno dove è stato sepolto, impresa assai ardua. Facendo leva sul suo lato umano e razionale, spinto dalla voglia di rivedere sua moglie e sua zia, riuscirà infine a risollevarsi.Muovendosi a fatica tra le lapidi riesce a raggiungere la villa del suo nemico, ed entrato si mette alla ricerca di un quotidiano che lo possa mettere al corrente sulla data e il giorno e quando infine lo trova,si accorge con sgomento di essere rimasto sepolto per ben due settimane. Intende farla pagare a Kraven e, dopo essere tornato a casa e aver rassicurato sua moglie, si mette alla ricerca.
Quinto capitolo: Thunder (Tuono)
L’Uomo Ragno trova Kraven che lo stava aspettando, all’interno di un edificio apparentemente abbandonato. Si scaglia con veemenza contro di lui, riempiendolo di pugni, ma il suo avversario non fa una smorfia e, anzi, comincia a ridere. Quando il supereroe gli chiede il perché, risponde «ho già vinto,non capisci?». Kraven è infatti persuaso di essere riuscito a riguadagnare l’onore, perché per due settimane è riuscito a spacciarsi per il suo nemico. Poi conduce L’Uomo ragno in una galleria sotterranea dove gli mostra Vermin, imprigionato in una gabbia, lo libera e lo aizza contro il nostro eroe che si ritrova a doverlo combattere. L’uomo topo riesce a mettere al tappeto il nostro eroe, ma invece di finirlo, su consiglio di Kraven, decide di fuggire. Il Cacciatore aiuta l’Uomo Ragno a rialzarsi, poi gli dice che smetterà di perseguitarlo,che questa è stata la sua ultima caccia.
Il Ragno lo abbandona al suo destino e si mette all’inseguimento di Vermin, mentre Kraven, finalmente soddisfatto di sé stesso, si suicida, ponendo fine a una delle più grandi minacce mai affrontate dall’arrampicamuri.
Sesto capitolo: Ascending (Ascesa)
L’Uomo Ragno scende nelle fogne della città alla ricerca di Vermin, e quando lo trova inizia un violento scontro. Non vuole fargli del male, perché considera quell’ibrido nient’altro che il rifiuto di una società malata, che ha fatto di lui quel che voleva e poi l’ha rigettato. Dopo averlo sconfitto lo consegna alla polizia, e si assicura che venga trattato con cura. Ora può, finalmente, tornare a casa da sua moglie e godersi il meritato riposo.
disegno ragno.lc
THE LAST HUNT OF Kraven is an appalling, desperate, with the spiderman challenge Kraven the Hunter, aristocratic Russian parents who fled together after the fall of the Tsar, and always bitter enemy of our spiderman.
In this story the spirit of traditional tales of Spiderman gives way to a dark, sick, in which Dematteis (screenplay) and Zeck (drawings) are exploring the psyche and the place of his nemesis Kraven.
The story, perhaps the finest ever told spiderman, is divided into six chapters:
Chapter 1: The Coffin
In the early pages is presented Kraven, intention to train (in his palace, against fake animals). Then the spotlight pass on the Spiderman, tormented and embittered by the death of a criminal organization, whose body will go to visit (also being misunderstood by the companions of the deceased, who can not accept such an act of generosity on the part of ‘ man who was beaten in his cell several times).
Then he returns home, a dilapidated apartment at Chelsea Street, and go back in robes of Peter Parker. But sleep late to come, and when it finally arrives is ravaged by nightmares, who go back to the costume and return to twirl between the buildings, in the vain hope to relax a little ‘. You notice almost immediately that this is not the evening and that most likely has an influence: the senses are dimmed and appear dizzy. As if that were not enough, you are struck by a dart that makes it fall on the roof of a building, totally helpless: it was launched by Kraven, and our Men’s Spider realizes that his opponent is something unusual. The two have faced several times in the past, but the hunter has ever tried to change the features on Spidey with his fists, without recourse to arms. Now, however, has fired a dart that was most likely soaked in poison, and soon Spider Man faints, collapsed to the ground. Kraven the carries in his palace, located outside the city, then with the help of his servants laid him in a coffin and buries him alive. This time we want to succeed by implementing an unusual plan never tried before.
Second chapter: Crawling
Kraven wearing a spiderman costume buried immediately after it, and submit to a test, to prove to himself that he has acquired the peculiarity of his former adversary. Inhaling discharge of magic potions, convinces you that you have in front of an enormous spider, made up of many small insects. But the vision fades almost immediately, because he has managed to not be overwhelmed by fear. Begins to wander the city in the robes of his opponent, emulating the deeds, even to save Mary Jane Watson by some thieves. The woman went out in search of Peter, her husband, regardless of rain and of a thousand dangers lurking in the streets. Recognizes that the one who saved it is not Peter, as Kraven kills his assailants savagely, then run away, because he does not know the identity secret spiderman, so do not even know that MJ is his wife.
Chapter Three: Descent
Became convinced that he had regained the honor that belongs to a true hunter, but first must do one more thing. For a city rife hybrid cannibale (Vermin, human transformed into a sort of hairy mice and completely irrational by perfidious Baron Zemo), which has the city sewers as a refuge. Kraven down into drains and addresses, with vehemence and fury, and after carrying the knock at his residence and imprisons him in a cage. Meanwhile, the cemetery, the Spiderman fight to try to re-emerge from under the ground, managing to pull out a hand.
Chapter Four: Resurrection
In the tomb set by Kraven Peter Parker is trying desperately to re-emerge from the ground where he was buried, something that is hard. By leveraging on its human side, and rational, driven by the desire to revise his wife and his aunt, finally able to rebound. Moving with difficulty between the stones can reach the house of his enemy came and put in search of a newspaper that might put the current date and the day and when it finally is, realizes with dismay that they remained buried for two weeks. Will it pay to Kraven and, after returning home and he reassured his wife, he began to research.
Fifth chapter: Thunder
Spider Man Kraven found that he was waiting in a seemingly abandoned building. Scale is vehemently against him, filling it with fists, but his opponent is not a sneer, and, indeed, begins to laugh. When the superhero asks why, reply “I have already won, do not you understand?”. Kraven is convinced of being able to regain the honor, because for two weeks was able to impersonate her enemy. The man then leads spider in a tunnel underground where shows Vermin, imprisoned in a cage, the free and inciting against our hero who is found to have a fight. The man manages to put the mouse mat to our hero, but rather to finish, on the advice of Kraven decides to escape. The Hunter helps Spider Man to rise again, then tells him that will stop persecuting, that this was his last game.
The Spider abandons him to his fate and puts it in pursuit of Vermin, while Kraven finally happy with himself, commits suicide, ending one of the greatest threats ever faced by man spider.
Chapter six: Ascending
Spider Man drops into the city sewers in search of Vermin, and when it is started a violent confrontation. He does not want to harm him, because quell’ibrido sees nothing but the refusal of a sick society which made him what he wanted and then rejected. After having defeated him over to the police, and ensure that it is treated with care. Now you can finally go home to his wife and enjoy the deserved rest.
21 ( 21 guarda caso!!!) Maggio , 2009
Affacciatisi all’onore delle cronache musicali nel 2002 con “Il Mattino Ha L’Oro In Bocca” (ristampato poi nel 2005 con una scaletta leggermente ritoccata), gli EPO erano stati immediatamente adotatti da MTV.it come una sicura promessa nell’interessante – ma discontinuo – panorama indipendente nostrano. Non era stato difficile restare colpiti dalla materia di cui era – di cui è – fatto EPO: un progetto curato sotto tutti i suoi aspetti, dove il suono e i testi fluidificano naturalmente nell’espressione estetica dell’obbligatorietà promozionale – dalla copertina del disco alle foto destinate alla stampa. Un pensiero a tutto tondo che torna con “Silenzio Assenso”, frutto di un’autoproduzione densa di sforzi – non ultimo quello di far quadrare i conti tra le necessità dell’etichetta in proprio – la Blend’R – e le esigenze di mercato. Nonostante tutto, le fatiche fisiche non hanno intaccato di un solo grammo la potenza artistica del quintetto… Forse è meglio dirlo subito e senza mezzi termini: “Silenzio Assenso” è un disco straordinario, destinato a resistere all’usura del tempo e delle mode. Un Fatto d’Arte profondo, che condensa in 10 canzoni (e due ghost track) gli umori del Rock, della Canzone d’Autore Italiana e del Pop nelle loro accezioni migliori: quelle da ‘Lettera Maiuscola’, appunto. Piuttosto che chiamare in ballo nomi impegnativi del calibro di Fabrizio De André o Lucio Battisti – come facemmo ai tempi del debutto – vale la pena tracciare strade più battute e riconoscibili dal grande pubblico di oggi, scevri dal timore di compromettere la ‘dignità artistica’ nell’accostare la poesia sonora messa a punto dagli EPO alle liquide ballate dei Coldplay o alle intuizioni popolari dei nostri negramAro: ché il successo – a volte anche quello commerciale – ha ben ragion d’essere. Da questo punto di vista, “Silenzio Assenso” contiene più di una perla. Prima tra tutte, “Sporco”: sintesi perfetta tra cantabilità e rumore, sentimento e ritmo, ansia e catarsi. A “In Cattività” tocca svelare un mistero: il fiore interiore della discordia può avere una colonna sonora leggera. Il contrappunto del pianoforte all’invito di andare a “vedere la vita ammaestrata” è emozionante fino all’estasi di lacrime sorridenti. Con “Neve” è come se la testa si piegasse appena nel vuoto lieve imposto dalla perdita: serve un clangore di strumenti distorti a riportare il capo e l’equilibrio in asse. “Silenzio Assenso” disegna un cerchio perfetto: dallo struggimento iniziale di “Pezzo Commerciale Estivo” al congedo sussurrato di “Nella Tua Mente C’è Un Posto Segreto”, siamo di fronte a un incantesimo armonico per un mondo incompiuto. Inutile resistere alla seduzione…
foto by federica di lorenzo
English:
EPO, silence. Among the 10 best albums of 2007 to MTV.IT
May 21, 2009
Affacciatisi the honor of the musical chronicles in 2002 with “Il Mattino Ha L’Oro In Bocca” (later reprinted in 2005 with a ladder slightly altered), the EPO had been immediately adotatti by MTV.it as a sure promise nell’interessante — but discontinuous – independent nostrano landscape. Was not difficult to be affected by the substance of which was – which is – whether EPO: a curate in all its aspects, where the sound and lyrics of course liquifying der promotional aesthetic expression – from the album cover to the photos intended for printing. A thought that all-round back with “silence”, the result of dense un’autoproduzione efforts – not least of which is to balance accounts between the needs of the label in its own – the Blend’R – and the market needs. Despite all the efforts have not affected the natural one gram of the power of artistic quintet … Perhaps it is better to say so immediately and in no uncertain terms: “silence” is an extraordinary disc, designed to withstand the test of time and fashions. A deep Done Art, which condenses into 10 songs (and two ghost track) the moods of the Rock, Song of English and author of Pop in their best meanings: those from ‘capital letter’ itself. Rather than call in demanding dance names like Fabrizio De André or Lucio Battisti – as we did in the days of the debut – it is worth drawing the most recognizable characters and the general public today, lacking the fear of compromising the ‘artistic dignity’ in ‘juxtapose poetry sound developed by the EPO Cash ballads of Coldplay or the intuitions of our popular negramaro: because the success – sometimes even the commercial sector – has very little sense. From this point of view, “silence” is more of a pearl. First of all, “Dirty”: a perfect synthesis between the cantabile and noise, feeling and rhythm, anxiety and catharsis. A “captive” touches reveal a mystery: the inner flower of contention can have a sound-light. The counterpoint to the piano to go to “make disciples of looking at life” is moving up smiling tears of ecstasy. With “Snow” is as if the head is bent just slightly in the vacuum imposed by loss: clangore need a tool to restore the distorted head and balance in line. “Silence” draw a perfect circle: from initial pine “Piece Commercial Summer” leave whispered of “In Your Mind Is A Secret Place”, we are faced with a spell for a harmonious world unfinished. Needless to resist the seduction …
Figlio di Richard Parker e Mary Fitzpatrick, Peter Parker nasce nel Queens, New York, e precisamente nel quartiere di Forest Hills, luogo dove crescerà e studierà fino al primo anno di università. I suoi genitori sono entrambi agenti segreti della CIA, impegnati in missioni ad alto rischio al tempo della guerra fredda. Ciò li porta a scontrarsi con criminali incalliti, come il barone Von Strucker (fondatore dell’organizzazione neo-nazista Hydra), e a imbattersi in supereroi come Wolverine (all’epoca agente segreto canadese). E proprio in occasione dell’incontro con Wolverine, a Bombay, Mary scopre di essere incinta di Peter. Tuttavia, il lavoro di agente segreto mal si sposa con le cure e le attenzioni verso i figli. E così, durante una delicata missione in Algeria, tesa a sgominare una rete spionistica internazionale guidata da un falso Teschio Rosso, la coppia viene scoperta e uccisa. Per giunta, sui loro corpi vengono ritrovate delle false credenziali che attestano la loro presunta appartenenza all’organizzazione del Teschio. Diffamati e messi all’indice in patria saranno successivamente riabilitati dal figlio Peter che, nei panni dell’Uomo Ragno, si recherà personalmente in Algeria per ristabilire la verità. La tragica morte dei genitori di Peter trae spunto dalle vicende di centinaia di coppie americane sospettate di simpatie filo-comuniste nel periodo del maccartismo. In seguito alla disgrazia, Peter viene adottato da Ben Parker, fratello di Richard, e da sua moglie, May Reilly. La coppia vede nel pargolo il figlio tanto desiderato ma mai arrivato, lo crescono con tutto l’amore e le attenzioni possibili. Di costituzione gracile e cagionevole, Peter è un bambino sveglio e intelligente, con l’hobby della lettura e dello studio. La sua natura introversa e la scarsa attitudine all’attività fisica lo isolano ben presto dai suoi coetanei, più votati al gioco e al divertimento. Nonostante gli sforzi dello zio Ben per spronarlo a fare moto e a socializzare di più coi suoi compagni di scuola, Peter continua a privilegiare i libri di scienza e i musei. Le uniche attività sportive praticate sono la pesca e il baseball, rigorosamente con lo zio, suo unico e vero amico. Crescendo, Peter diventa il classico secchione, sia nei comportamenti che nel vestiario, un nerd deriso dai compagni di scuola e schivato dalle ragazze.
Durante una dimostrazione scientifica, Peter viene accidentalmente morso da un ragno radioattivo e acquisisce dei poteri formidabili che lo trasformano in un ragno umano. Infatti, a seguito del morso dell’aracnide, il timido e complessato studente contrae la forza e l’abilità di un ragno proporzionata a un uomo. Acquista inoltre la facoltà di aderire alle superfici e uno stupefacente senso di ragno che lo avverte di ogni potenziale pericolo. Inizialmente, Peter decide di sfruttare le sue straordinarie capacità per arricchirsi e ripagare gli zii di tutti gli sforzi fatti dando spettacolo di sé in popolari trasmissioni televisive e nel wrestling. Ma la morte torna a bussare in casa Parker: lo zio Ben viene ucciso da un ladro penetrato in casa in cerca di un fantomatico tesoro. Per ironia della sorte, è lo stesso furfante che qualche giorno prima Peter, nei panni di Spidey, aveva irresponsabilmente evitato di catturare. Il giovane capisce nel modo più duro e doloroso che da grandi poteri derivano grandi responsabilità, dando inizio alla leggenda dell’Uomo Ragno.
metal!!!
PETER PARKER ALIAS SPIDER MAN
Son of Richard Parker and Mary Fitzpatrick, Peter Parker was born in Queens, New York, and specifically in the neighborhood of Forest Hills, where it will grow until the first year of university. His parents are both secret agents of the CIA, involved in high-risk missions during the Cold War. This leads them to struggle with criminals, such as Baron Von Strucker (founder of the neo-Nazi Hydra), and bump into superhero Wolverine like (then Canadian secret agent). It is precisely at the meeting with Wolverine, in Bombay, Mary discovers to be pregnant with Peter. However, the work of secret agent wife is ill with the care and attention towards children. And so, during a delicate mission in Algeria, aimed at dismantling an international spy network led by a false Red Skull, the couple is discovered and killed. Moreover, their bodies are found false credentials attesting to their alleged membership of the Skull. Defamed and brought home to be rehabilitated later by his son Peter who, in the shoes dell’Uomo Spider, will go personally to Algeria to restore the truth. The tragic death of the parents of Peter draws upon the stories of hundreds of American couples suspected of pro-Communist sympathies in the period of McCarthyism. Following the accident, Peter was taken by Ben Parker, brother of Richard, and his wife, May Reilly. The couple sees their son pargolo both wanted but never arrived, it grows with all the love and attention possible. Constitution frail and frail, Peter is a child awake and intelligent, with the hobby of reading and study. His introverted nature and lack of physical activity the island soon from his peers, most voted to play and fun. Despite the efforts of his uncle Ben to encourage it to do motion and socialize more with his fellow classmates, Peter continues to prefer books and science museums. The only sports offered are fishing and baseball, rigorously with his uncle, his one true friend. Growing up, Peter becomes the classic secchione, both in behavior and in clothing, derided by a nerd at school by girls and evasive.
During a scientific demonstration, Peter is accidentally bitten by a radioactive spider and becomes formidable powers that transform him into a human spider. Indeed, following the bite dell’aracnide, the timid and complexed student contracted the strength and skill of a spider in proportion to a man. Takes may also adhere to surfaces and an amazing sense of spider that warns of any potential danger. At first, Peter decides to take advantage of its extraordinary ability to enrich and uncles to repay all the efforts made by the show of himself in popular television and wrestling. But the death knocking back home-Parker: Uncle Ben is killed by a thief got into the house in search of an elusive treasure. Ironically, it is the same rascal who a few days before Peter, in the shoes of Spidey, he had irresponsibly failed to capture. The young understand the most difficult and painful that stem from great powers, great responsibilities, beginning the legend SPIDER MAN.
Non ditemi che Valentina Lupi non è brava.
Ha una voce che è un bisturi,ha un’escursione sonora ampia,tono super affilato, intonazione tagliente e bastarda. Lo sa, ci gioca, la soppesa come una diavolessa (“Non Voglio restare Cappuccetto Rosso”, “Casa di Bambola”). In pratica è la voce che ogni rock-band vorrebbe avere .
Quindi, prima c’è la voce di Valentina.
Poi c’è “Non Voglio restare Cappuccetto Rosso”, disco d’esordio. Che è un esordio di grande livello, se non col botto. E’ un esordio di quelli totalizzanti – e anche un po’ spiazzanti -, nel senso che c’è già tutta l’artista, dentro. Senza tentennamenti.
“Solo 21 Anni”, “E’ Questo Il vero”, “Fiore Del Male” sono pezzi di grandissimo impatto, trascinanti, forti. Pur nella loro apparente semplicità strutturale – il disco è un continuo ma azzeccato gioco di variato sulla forma rock-ballad – sono arrangiati e curati fin nel minimo dettaglio. Non c’è nulla da dire. Deve convincerti o no. Puoi deglutirlo con molta (nel caso del sottoscritto) o poca facilità – e anzi, se gli riservi qualche ascolto in più ti entra ben sotto l’epidermide. Ma c’è, per pseudo-filosofeggiare, la sostanza.
La ragazza mitraglia come un’assatanata, c’è poco da fare. La ritmica la sostiene spingendo sulle pelli. Trovando, però, anche scene di grande “melanconia” (come dice lei) e di fuliggine “Satura”, “QualcosaDi Agrodolce”. Dimostrando di avere a disposizione una tastiera di tonalità piuttosto ricca.
E poi, attenzione: l’album è interamente scritto, nei testi antiretorici, e nelle musiche dalla Lupi. Oltre che arrangiato con l’aiuto di Matteo Scannicchio (perfetti i suoi lavori a piano, synth e rhodes) e Corrado Maria De Santis, dei Cappello a Cilindro. Vi segnalo anche la batteria di Puccio Panettieri che ritrova la sua vera vena rock! “Come Scriveva Benni”, “Il Giorno Del Samurai”, “Il Modo Naturale”: non c’è un pezzo fuori posto. Ammiccano (“In Modo Naturale” è eccezionale), urlano, strizzano e sviscerano l’occhio, l’odio, l’amore, le unghie mozzicate, i funerali, gli ospedali, i battiti, gli sputi dei vecchi, le imprecazioni, le spiagge, la marmellata. “28 gennaio ‘96″ e “Voglio Essere Felice” – in un dicotomico scambio di rimandi – giocano a rinfrescare la ballad-song fra forza epica di altri tempi e – la seconda – approcci più carichi, sincopati e decisamente rock. Buoni per i nostri, di tempi. Non una parola di più. Basta l’ascolto.
METAL!!!!
lacio drom
IL FILM : I CENTI PASSI un film di Marco Tullio Giordana, con
Luigi Lo Cascio: Peppino Impastato
Luigi Maria Burruano: Luigi Impastato
Lucia Sardo: Felicia Impastato
Paolo Briguglia: Giovanni Impastato
Tony Sperandeo: Gaetano Badalamenti
Andrea Tidona: Stefano Venuti
Claudio Gioè: Salvo Vitale
Domenico Centamore: Vito
Antonino Bruschetta: cugino Anthony
Paola Pace: Cosima
Pippo Montalbano: Cesare Manzella
Cento passi (metaforicamente), separano la casa della famiglia Impastato da quella di don Tano Badalamenti, boss della mafia di Cinisi; e, come Giordana fa dire all’amico in una delle scene finali, questi stessi cento passi sono, in tutta la Sicilia, l’impercettibile distanza tra due mondi, quello della malavita e quello della gente “perbene”. Il giovane Peppino, campione della denuncia politica e sociale nella Sicilia degli anni settanta, figlio e nipote di mafiosi, lotta contro le sue radici, mettendo in scena la fallimentare ribellione di un paese contro la sua anima più profonda e inconfessabile. Il confronto con i padri, che siano quelli biologici o spirituali, supera ampiamente la dimensione angustamente ideologica che qua e là il regista sembra prediligere, per riproporsi su un piano molto più profondo, dell’identità e della libertà individuale. Quanto Peppino è libero di oltrepassare i ristretti confini della sua Cinisi? Quanto invece è costretto a fronteggiare le miserie di quella realtà? L’America e i figli dei fiori sono troppo lontani per chi è invischiato nei riti e nei codici di un mondo arcaico, dove le donne vestono sempre e comunque il nero e persino le cravatte sono regali troppo pretenziosi. Non manca a Marco Tullio Giordana l’intelligenza di scavare a fondo in questa direzione, partendo dalle bellissime scene iniziale della festa di famiglia e dell’infanzia di Giuseppe, e continuando con l’altrettanto ben fatta rappresentazione dei tormentati rapporti tra Peppino e la sua famiglia, in una biografia autorizzata di un ragazzo siciliano tanto uguale quanto diverso dai suoi coetanei. La forza delle emozioni è gestita da Giordana con ammirevole equilibrio e senza lasciarsi prendere la mano; e Lo Cascio è straordinario nel dare volto e anima a un Peppino pulito, simpatico, per niente eroico e molto vicino allo spettatore ,come del resto tutto il cast merita un elogio per la forza recitativa e per l’impatto emotivo. Forse , la nota negativa, più per chi non ha vissuto gli anni della contestazione, è rappresentata dal tema politico, dove più volte i dialoghi prendono le sembianze delle parole d’ordine e dei proclami alle aule occupate,ed anche la colonna sonora risulta un po’ “ruffiana e scontata”e che non risparmia il finale, con le note di “A Wither Shade of Pale dei Procul Harum” ad appesantire inutilmente la sequenza del funerale. Al di là di tale vena inutilmente militante, comunque, “I cento passi” resta un film di impegno civile bello , fotografato e soprattutto girato molto bene, che restituisce la giusta riconoscenza a un uomo eccezionale.
IL FUMETTO : PEPPINO IMPASTATO Un giullare contro la mafia
di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso edito da Becco Giallo
“Alla mafia, Peppino si è ribellato con le armi che i boss odiano di più: l’ironia e lo sfottò.”
Dalla prefazione di Lirio Abbate
A maggio verrà distribuito in libreria un volume che già è stato presentato in anteprima al Comicon di Napoli.
Peppino Impastato – Un giullare contro la mafia.
L’opera è targata Becco Giallo, casa editrice “coraggiosa” nei titoli pubblicati.
Dalle testimonianze inedite degli amici e del fratello Giovanni, due giovani autori siciliani ricostruiscono la figura di Peppino, Marco Rizzo ai testi, già autore di Ilaria Alpi sempre per Becco Giallo e Lelio Bonaccorso alle matite..Il libro esce nel trentunesimo anniversario della morte di Peppino! La storia è articolata in modo semplice e lineare, disegnata con talento senza appesantirla del tono drammatico che racconta, un libro da avere e rileggere più volte, per capire come a volte la forza di un uomo possa essere una leva nel cuore della gente e delle generazioni a venire. Una segnalazione personale sul finale della storia, la capacità di integrare storia disegni e “colonna sonora”, (Shine on your crazy diamond dei Pink Floyd) nella sequenza drammatica dell’agguato , integrazione musicale molto più convincente di quella del film.
LA MUSICA: Amore Non Avremo : 26 canzoni per Peppino Impastato
Il 2008 è stato il trentennale dell’omicidio. Il centro di documentazione “Giuseppe Impastato” insieme al Manifesto Cd presentano “26 Canzoni per Peppino Impastato”, una raccolta di brani in 2 cd che rendono omaggio a Peppino.
Il cd, la cui direzione artistica è stata affidata a Giuseppe Fontanella, arrangiatore e chitarrista dei 24 Grana, è stato prodotto grazie alla partecipazione di artisti provenienti da tutta Italia: ampia è la presenza di voci e gruppi siciliani, Marina Rei e Carmen Consoli, gli Uzeda e il Collettivo Musicale Impastato, così come sono ampi i contributi provenienti dal resto d’Italia: I Modena City Ramblers con la loro stupenda versione live de “I Cento Passi”, ed ancora Gang, Marlene Kuntz, i Zu e tanti altri.
Il dramma della scomparsa di Peppino, non deve far dimenticare il suo profilo più ironico e giocoso, le feroci invettive lanciate da Radio Aut e dalla trasmissione Onda Pazza, attraverso la quale Peppino si prendeva gioco di mafiosi e politici. Di particolare interesse le trasposizioni delle poesie di Peppino, cui è stata data forma di canzone da un suo storico compagno di lotta, Gandolfo Schimmenti, fondatore del collettivo musicale C.P.F.
TRACKLIST
CD 1
1) CPF – A terra vola
2) Gang – Ricordo D’Autunno
3) Marina Rei feat. A. Canini e D. Senigallia – Nessuno ci vendicherà
4) Perturbazione – E fora chiovi
5) I Lautari e Carmen Consoli – Ciuri di campu
6) Libera Velo – Mamma Felicia
7) Low Fi – Compagno 24 Grana – Stancu sugnu
9) One Dimensional Man – E lui cantava
10) Le Loup Garou – A pinsari
11) Giaccone e Congiu – Aria di festa
12) Bisca – Profumo di maggio
13) Riccardo Sinigallia – Esenin
CD 2
1) Collettivo Musicale Impastato – Amicu di la storia mia
2) Elia feat E. Diana e G. Giancursi – A pinsari
3) Marlene Kuntz – E lui cantava
4) Marta Sui Tubi – U cori di la negghia
5) Yo Yo Mundi – Amore non ne avremo
6) Modena City Ramblers live 2004 – I cento passi
7) Taberna Milensis – L’Amuri di lu munnu Zu – Lunga è la notte
9) Uzeda – Ventu
10)Affinità Di Quarta – Contadini di Punta Raisi
11)Radio Zapata – Da qui all’eternità (i cento passi)
12)Analphabet City – Profumo di Maggio
13)Felicia Impastato + Resina – A matri di Pippinu
BOOM…. Notte tra l’8 e il 9 maggio 1978…un’esplosione in silenzio…ecco cosa ci fù….
Quel giorno un nostro eroe morì, tradito dalla sua stessa nazione. Ucciso, in modo premeditato e politicamente consapevole, nella stessa notte di Aldo Moro, così da mettere a tacere i giornali e far passare inosservato questo delitto di mafia…
In fondo a chi vuoi che interessi Giuseppe “Peppino” Impastato, un Anarchico , uno di quei tipi in combutta con gli uomini che hanno ucciso Moro,che si fa saltare in aria accidentalmente in un attentato terroristico, pochi giorni prima dell’elezioni politiche in cui era candidato? A nessuno!
O almeno così pensano….
LA VITA
Peppino Impastato nacque a Cinisi , in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa .Ancora ragazzo rompe con il padre, che lo caccia di casa, ed avvia un’attività politico-culturale antimafiosa. Nel 1965 fonda il giornalino L’idea socialista e aderisce al PSIUP. Dal 1968 in poi, partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati. Nel 1975 costituisce il gruppo Musica e cultura, che svolge attività culturali; nel 1976 fonda Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell’aeroporto. Il programma più seguito era Onda pazza, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici. Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo, gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio comunale. Stampa, forze dell’ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l’attentatore sarebbe rimasto vittima e di suicidio dopo la scoperta di una lettera scritta in realtà molti mesi prima. L’uccisione o, come si fece credere, l’incidente non destò il clamore dovuto, forse anche per il fatto che lo stesso giorno veniva ritrovato, in via Caetani a Roma, il corpo del presidente della DC Aldo Moro.
COSA E’ SUCCESSO DOPO IL 9 MAGGIO 1978
Grazie all’attività del fratello Giovanni e della madre Felicia Bartolotta Impastato, che rompono pubblicamente con la parentela mafiosa, dei compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione di Palermo, nato nel 1977 e che nel 1980 si sarebbe intitolato proprio a Giuseppe Impastato, viene individuata la matrice mafiosa del delitto e sulla base della documentazione raccolta e delle denunce presentate viene riaperta l’inchiesta giudiziaria. Il 9 maggio del 1979, il Centro siciliano di documentazione organizza, con Democrazia Proletaria, la prima manifestazione nazionale contro la mafia della storia d’Italia, a cui parteciparono 2000 persone provenienti da tutto il paese. Nel 1984 l’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, sulla base delle indicazioni del Consigliere istruttore Rocco Chinnici, che aveva avviato il lavoro del primo pool antimafia ed era stato assassinato nel 1983, emette una sentenza, firmata dal Consigliere Istruttore Antonino Caponnetto, in cui si riconosce la matrice mafiosa del delitto, attribuito però ad ignoti. Il Centro Impastato pubblica nel 1986 la storia di vita della madre di Giuseppe Impastato, nel volume La mafia in casa mia, e il dossier Notissimi ignoti, indicando come mandante del delitto il boss Gaetano Badalamenti, nel frattempo condannato a 45 anni di reclusione per traffico di droga dalla Corte di New York, nel processo alla Pizza connection. Nel 1988, il Tribunale di Palermo invia una comunicazione giudiziaria a Badalamenti. Nel del 1992 lo stesso tribunale decide l’archiviazione del caso Impastato, ribadendo la matrice mafiosa del delitto, ma escludendo la possibilità di individuare i colpevoli e ipotizzando la possibile responsabilità dei mafiosi di Cinisi alleati dei corleonesi.Nel 1994 il Centro Impastato presenta un’istanza per la riapertura dell’inchiesta, accompagnata da una petizione popolare, chiedendo che venga interrogato sul delitto Impastato il nuovo collaboratore della giustizia Salvatore Palazzolo, affiliato alla mafia di Cinisi. Nel 1996 la madre, il fratello e il Centro Impastato presentano un esposto in cui chiedono di indagare su episodi non chiariti, riguardanti in particolare il comportamento dei carabinieri subito dopo il delitto. Nel 1996, in seguito alle dichiarazioni di Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell’omicidio assieme al suo vice Vito Palazzolo, l’inchiesta viene formalmente riaperta. Nel 1997 viene emesso un ordine di cattura per Badalamenti, incriminato come mandante del delitto. Nel 1999 si svolge l’udienza preliminare del processo contro Vito Palazzolo, mentre la posizione di Badalamenti viene stralciata. I familiari, il Centro Impastato, Rifondazione comunista, il Comune di Cinisi e l’Ordine dei giornalisti chiedono di costituirsi parte civile e la loro richiesta viene accolta. Nel 1999 Gaetano Badalamenti rinuncia all’udienza preliminare e chiede il giudizio immediato. Nell’udienza del 26 gennaio 2000 la difesa di Vito Palazzolo chiede che si proceda con il rito abbreviato, mentre il processo contro Gaetano Badalamenti si svolgerà con il rito normale e in video-conferenza. Il 4 maggio, nel procedimento contro Palazzolo, e il 21 settembre, nel processo contro Badalamenti, vengono respinte le richieste di costituzione di parte civile del Centro Impastato, di Rifondazione comunista e dell’Ordine dei giornalisti. Nel 1998 presso la Commissione parlamentare antimafia si è costituito un Comitato sul caso Impastato e il 6 dicembre 2000 è stata approvata una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini. Nella commissione si rendono note le posizioni favorevoli all’ipotesi dell’attentato terroristico poste in essere dai seguenti militari dell’arma: il Maggiore Tito Baldo Honorati; il maggiore Antonio Subranni; il maresciallo Alfonso Travali.Il 5 marzo 2001 la Corte d’assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione. L’11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti è stato condannato all’ergastolo.
L’anoressia (dal grecoἀνορεξία anorexía, comp. di an- priv. e órexis ‘appetito’), è la mancanza o riduzione volontaria dell’appetito. Può condurre alla morte se persiste.
La bulimia (dal greco boulimía, comp. di bôus ‘bue’ e limós ‘fame’; propr. ‘fame da bue’) è un disturbo del comportamento alimentare.’Clinicamente la bulimia è denotata da episodi in cui il soggetto sente un bisogno compulsivo di assumere spropositate quantità di cibo, correlati da una spiacevole sensazione di non essere capace di controllare il proprio comportamento.
L’episodio bulimico è caratterizzato dall’atteggiamento compulsivo con cui il cibo è ingerito e non dal desiderio di mangiare un determinato alimento.specchio
ragazze attente, questo sono malattie e non si torna indietro facilmente
se avete questi problemi, non fate finta di niente. parlatene o contattate chi può aiutarvi!
Niete ipocrisia o parole come…non è vero…posso farcela da sola…cercate aiuto e siate consapoli del problema…
Questa è la prima trasmissione …ma più che altro un’introduzione ,
una presentazione di me stesso e di ciò che verrà…ma non so che dire….
Vediamo …umhhh…
Sono Lollo21, dj di Radio Kaos!
Da oggi sarete in mia compagnia e posso garantirvi che ne sentirete delle belle!
Spero solo che non ci sbattano fuori anche da qua, cosa che sembra non possibile,
ma come dice un nostro amico inglese “Mai dire mai”!
Ormai viviamo in macchinacon il sacco a pelo e cerchiamo di non farci beccare “dal potente”!!!
Cosa vi aspetta vi chiedete???
E cosa aspettate di trovarci??? Fumetti, musica, film , cinema etc… cose che già sono nella nostra mente e che presto vedrete…e non preoccupatevi non mancheranno la politica, la religione e tutto il resto!!! Ovvero tutto ciò che ci hanno fatto cacciare da ogni dove!!! Sempre con la nostra semplice, ironica, anarchica verità!!!
Ebbene si! Dopo essere stata cancellata , oscurata e messa al bando… RADIO KAOS è di nuovo on-line!!!
perché messa al bando??? semplice, a nessuno piace sentirsi dire le cose come stanno! adesso…con la promessa di essere liberi di dire ciò che si vuole, ritorna più “irosa” , “ironica”, “rokkettara” che mai!!!!!!a presto con nuove news!!!!