Un doppio disco che ripercorre i successi del ‘72. Il vecchio e il nuovo Claudio Baglioni si incontrano. Q.P.G.A, in uscita venerdì 27 novembre, è stato a lungo preparato e vi partecipano tantissimi cantanti. Un inno all’amore. Baglioni canta con Mina, Franco Battiato, Elio e le storie tese, Fiorello, Antonello Venditti e anche con i nuovi cantanti Giusy Ferreri, Alessandra Amoroso e Noemi. Q.P.G.A contiene 150 minuti di musica con 70 grandi nomi. Non si tratta di un remake ma di una riedizione riveduta delle canzoni del ‘72: 52 brani, di cui 15 sono la rivisitazione dei vecchi pezzi, altri sono reinvenzioni totali o parziali con testi o musiche diverse, altri ancora sono inediti. Tutte canzoni unite dal tema del primo amore, “quello che non dura tutta la vita ma te la cambia per sempre”, sottolinea il cantautore. E Baglioni partirà in tournée con Q.P.G.A. dal 5 dicembre a Milano. Sarà al teatro Arcimboldi di Milano il 5, 6, 7 e 8. Dopo Milano sarà a Padova, Napoli, Firenze, Roma, Bologna e Genova. Una suite musicale che segue, nella confezione di un’opera moderna, la storia d’amore raccontata nel album cult “Questo piccolo grande amore”. I grandi classici, con in più brani ricomposti e pezzi inediti, non inseriti nell’album del ’72, riempiono due ore di grande musica, in una versione completamente rinnovata. Baglioni dà forme coerente al suo progetto di cantare la “sua” musica popolare italiana, quella che riempì i sogni di due generazioni: quella degli anni ’60 e quella del decennio successivo, che si trovò a scontrarsi con le disillusioni delle speranze, spesso utopiche, della prima. Una storia musicale che, per essere raccontata, ha bisogno della dimensione live molto più di quella del disco. Ecco perché Baglioni ha voluto dare la precedenza ai concerti, che si prestano molto di più a raccontare la storia che il cantante ha in mente: e che ha bisogno – anche attraverso le soluzioni di un allestimento scenico innovativo – di salti temporali, interazioni fantastiche tra passato e presente e flash-back. Tutte le date, finora, hanno confermato il successo di Baglioni: ottima l’accoglienza del pubblico.
A double disc that covers the hits of ‘72. The old and the new Claudio Baglioni meet. QPGA, outgoing Friday, November 27, has long been prepared and participate in lots of singers. A hymn to love. Baglioni sings with Mina, Franco Battiato, Elio e le Storie Tese, Fiorello, Antonello Venditti and even with the new singers Giusy Ferreri, Alessandra Amoroso and Naomi. QPGA contains 150 minutes of music with 70 big names. This is not a remake but a revised edition of songs of ‘72: 52 songs, of which 15 are revisiting the old songs, others are reinventions complete or partial texts or different music, still others are new. All songs united by the theme of first love, “what does not last a lifetime but the changes you forever,” said the singer. It Baglioni start touring with Q.P.G.A. from 5 December in Milan. Will be at the Arcimboldi theater in Milan on 5, 6, 7 and 8. After Milan will be in Padua, Naples, Florence, Rome, Bologna and Genoa. A suite of music that follows, in the packaging of a modern work, the love story told in the cult album “This great little love.” The great classics, plus unreleased tracks and pieces put back together, not included in the album of ‘72, they fill two hours of great music in a completely new version. Baglioni gives coherent form to his plan to sing “its” Italian folk music, that which filled the dreams of two generations: that of the ’60s and one of the following decade, which was at war with the disappointments of hopes, often utopian of the first. A musical history that, to be told, needs the size live much longer than the disc. Baglioni’s why he wanted to give precedence to the concerts, which lends itself much more to tell the story that the singer has in mind and that he needs – even through the solutions of a set design innovation – to jump time, interactions between great past and present and flashbacks. All dates so far have confirmed the success of Baglioni: excellent public reception.
“Q.P.G.A.”
tracklist con ospiti
A
1. OUVERTURE (con Andrea Bocelli)
2. LUNGO IL VIAGGIO (con Enrico Ruggeri, Eugenio Finardi, Francesco Renga)
3. PIAZZA DEL POPOLO (con Alex Britti chitarra)
4. UNA FACCIA PULITA (con Irene Grandi)
5. L’INCONTRO (con Riccardo Cocciante)
6. NUVOLE E SOGNI (con Simone Cristicchi, Michele Zarrillo)
7. DUE UNIVERSI (con Gigi D’Alessio, Anna Tatangelo)
8. SE GUARDI SU (con Baraonna, Pino Daniele chitarra)
9. CENTOCELLE (con Danilo Rea piano)
10. SVELTO O LENTO (con Elio e le Storie Tese)
11. BUON COMPLEANNO (con Renzo Arbore, Morgan)
12. L’APPUNTAMENTO (con Giorgia)
13. BATTIBECCO (con Paola Cortellesi)
14. CON TUTTO L’AMORE CHE POSSO (con Laura Pausini, Stefano Di Battista sax)
15. LUNGOTEVERE (con Rita Marcotulli piano)
16. JUKE-BOX (con Mario Biondi)
17. CHE BEGLI AMICI (con Pooh)
18. TORTADINONNA O GONNACORTA (con Neri Per Caso, Fabrizio Frizzi, Loredana Bertè, Ivana Spagna)
19. L’ULTIMO SOGNO (con PFM)
20. MIA LIBERTÀ (con Lucio Fabbri violino, Ron, Luca Barbarossa, Amedeo Minghi)
21. COSA NON SI FA (con Roy Paci tromba, Nek chitarra)
22. FIUMICINO (con Giovanni Allevi piano)
23. il riparo (con Antonello Venditti)
24. LA PAURA E LA VOGLIA (con Giovanni Baglioni chitarra)
25. LA PRIMA VOLTA (con Claudia Gerini)
26. UN SOLO MONDO (con Alessandra Amoroso)
B
1. PRELUDIO
2. QUEL GIORNO (con Joseph Calleja)
3. IO TI PRENDO COME MIA SPOSA (con Angelo Branduardi violino, Mango, Laura Valente)
4. L’ARCOBALENO (con Mina)
5. NOI SULLA CITTÀ (con Giusy Ferreri)
6. STAZIONE TERMINI (con Edoardo Bennato armonica)
7. ANCORA NO (con Giuliano Sangiorgi)
8. BUON VIAGGIO DELLA VITA (con Annalisa Minetti)
9. SISSIGNORE (con Gegè Telesforo, Enzo Jannacci)
10. MIA NOSTALGIA (con Fiorella Mannoia, Walter Savelli piano)
11. IL RIMPIANTO (con Ivano Fossati)
12. COME SEI TU (con Dolcenera)
13. PENSIONE STELLA (con Paolo Fresu tromba)
14. QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE (con Ennio Morricone piano)
15. AL MERCATO (con Neri Marcorè)
16. PORTA PORTESE (con Fiorello)
17. FIORE DE SALE (con Ornella Vanoni, Luis Bacalov piano)
18. QUANTO TI VOGLIO (con Noemi, Gianluca Grignani)
19. CON TUTTO IL MIO CUORE (con Jovanotti, Fabrizio Bosso tromba)
20. IL RICORDO (con Gianni Morandi)
21. UN PO’ D’AIUTO
22. VIA DI RIPETTA (con Stefano Bollani piano)
23. UNA STORIA FINITA (con Alice)
24. SEMBRA IL PRIMO GIORNO (con Franco Battiato)
25. SUITE
26. NIENTE PIÙ
A sorpresa la celebre rivista di musica Rolling Stone ha eletto Silvio Berlusconi rockstar dell’anno, sbaragliando rockstar del calibro di Madonna e Beyoncè, e gli dedicherà la copertina del numero di dicembre dell’edizione italiana. Alla base della scelta “gli evidenti meriti raccolti dal premier, capace come nessun altro di stare sotto le luci della ribalta e distinguersi per il suo stile di vita degno delle migliori rockstar”. Da sempre, in occasione dell’uscita del numero di dicembre, il mensile incorona il personaggio che si è distinto nel corso dell’anno per il suo carattere e temperamento decisamente rock & roll. La copertina per il premier è stata realizzata dal designer americano Shepard Farey, famoso in tutto il mondo per i suoi manifesti di Barack Obama creati per la candidatura alla Casa Bianca. Il direttore di Rolling Stone, Carlo Antonelli, ha così motivato la scelta nel suo editoriale: “Ciò che conta, per noi, dovendo ogni dicembre eleggere una “rockstar dell’anno”, è che quest’anno la votazione sia avvenuta all’unanimità, per evidenti meriti dovuti a uno stile di vita per il quale la definizione di rock&roll va persino stretta. I Rod Stewart, i Brian Jones, i Keith Richards dei tempi d’oro sono pivellini in confronto. La “Neverland” di Michael Jackson è una mansardina in confronto a Villa Certosa, e via così. Siamo ben fuori dal dispensare giudizi da destra o da sinistra. Siamo solo osservatori che constatano ciò che è avvenuto e avviene ogni giorno. I comportamenti quotidiani di Silvio – prosegue Antonelli – la sua furia vitale, il suo stile di vita inimitabile, gli hanno regalato, specie quest’anno, un’incredibile popolarità internazionale”. Dal canto suo, Shepard Fairey si è così espresso su Berlusconi: “A volte nel mio lavoro cerco di mettere in dubbio personaggi autorevoli, specialmente quando questi sembrano avere ragioni ambigue alla base delle loro azioni. Tutto quello che ho sentito e letto su Berlusconi mi porta a credere che lui si adatti a questa descrizione”. Secondo classificato, sul podio di Rolling Stone Italia Barack Obama per ovvi meriti, mentre al terzo gradino si posiziona Papa Ratzinger.
Surprisingly, the famous music magazine Rolling Stone has elected Silvio Berlusconi rockstar of the year, beating the likes of rock star Madonna and Beyonce, and will dedicate the cover of the December issue of the Italian edition. At the base of choice, “the obvious merits raised by the premier and capable as anyone else to stand under the spotlight and stand out for its style of life worthy of the best rock star.” Always, at the exit of the December issue, the monthly magazine crowns the person who has distinguished himself during the year for his character and temperament decidedly rock & roll. The cover for the prime minister was made by American designer Shepard Farey, famous throughout the world for its posters created for Barack Obama’s candidacy for the White House. The editor of Rolling Stone, Carlo Antonelli, the motivation to choose in its editorial: “What counts for us, since every December to elect a” rock star of the year, “is that this year’s unanimous vote took place , because of obvious merit due to a lifestyle for which the definition of rock & roll is even close. The Rod Stewart, the Brian Jones, Keith Richards of the golden days are PIVELLINA compared. The “Neverland” by Michael Jackson and a mansard compared to Villa Certosa, and so on. We are well out of the dispensing judgments from right or left. We’re just observers note that what has happened and happens every day. The daily behavior of Silvio – continues Antonelli – his fury life, his inimitable style of life, they’ve got, especially this year, an incredible international popularity. For his part, Shepard Fairey following is from about Berlusconi: “Sometimes in my work I try to question authoritative figures, especially when they seem to be ambiguous reasons behind their actions. Everything I have heard and read about Berlusconi me leads to believe that he fits that description. ” Second place on the podium in Rolling Stone Italy Barack Obama for obvious merits, while the third step is positioned Pope Ratzinger.
Quattro premi postumi per Michael Jackson, ma la vera vincitrice degli American Music Awards è la 19enne Taylor Swift, che si è aggiudicata cinque trofei. “Fuori programma” durante le esibizioni live di Adam Lambert – la rivelazione di American Idol – e Jennifer Lopez: entrambi sono scivolati sul palco. I due artisti hanno continuato a cantare come nulla fosse successo. Il Trofeo internazionale per l’eccellenza è andato a Whitney Houston. La Swift ha portato a casa il premio di artista dell’anno e ha vinto nella categoria miglior interprete femminile pop-rock; a questi si aggiungono due trofei nella categoria country, come miglior interprete femminile e miglior album (”Fearless”) e infine il premio come miglior artista nella categoria “adult contemporary”. Jackson è invece risultato miglior interprete maschile pop rock con il miglior album dell’anno nella stessa categoria (”Number Ones”), ripetendosi nella categoria riservata al soul e al R’n'b.Tra gli altri premiati, i “Black Eyed Peas” come miglior gruppo pop rock e i “Green Day” come migliore band di rock alternativo, mentre Beyoncé ha vinto il premio come migliore interprete femminile soul. Caduta sul palco senza conseguenze per Jennifer Lopez, che mentre interpretava il suo nuovo brano “Louboutins” al Nokia Theatre si è arrampicata sulla schiena dei ballerini e da lì ha fatto un balzo per tornare a terra, finendo però a gambe per aria. Mentre Adam Lambert, ha chiuso lo show con una versione pepata di “For Your Entertainment”. Uno dei suoi ballerini ha simulato un atto di sesso orale sul cantante apertamente gay, poco dopo un bacio appassionato tra lo stesso Lambert e uno dei tastieristi. La Abc, che trasmetteva gli Award in leggera differita, ha lasciato il bacio ma ha censurato la falsa fellatio. A questo si aggiunge anche una scivolata dell’artista dopo un volo pirotecnico sul palco.
Four posthumous award for Michael Jackson, but the real winner of the American Music Awards is the 19-year old Taylor Swift, who has won five trophies. “Out Program” during live performances by Adam Lambert – the revelation of American Idol – and Jennifer Lopez: both slipped on stage. The two artists have continued to sing like nothing had happened. International trophy for excellence went to Whitney Houston. Swift took home the award for entertainer of the year and won the Best Actress category pop-rock, these are added two trophies in the country category, Best Actress and Best Album ( “Fearless”) and finally the award for best artist in the category “adult contemporary”. Jackson is instead the result best performer with the best male pop-rock album of the year in the same category ( “Number Ones”), repeat in the category reserved for the soul and r’n'b. Among the other winners, the “Black Eyed Peas “as the best rock and pop band” Green Day “as the best alternative rock band, while Beyonce won the award for Best Actress soul. Fall on stage without consequences for Jennifer Lopez, that while she played her new song “Louboutins” at the Nokia Theater was climbing on the back of the dancers and from there took a leap back to the ground, ending up upside down, however. While Adam Lambert, closed the show with a peppery version of “For Your Entertainment.” One of her dancers simulated an act of oral sex on the openly gay singer, shortly after a passionate kiss between it and one of the keyboardists Lambert. ABC, which broadcast the award slightly delayed, but has left the kiss has censored the fake fellatio. Added to this is also a slip of the artist after a flight fireworks on stage.
Che cosa rende speciale Beautiful? I milioni di fan in Europa, America, Australia, Asia e Africa potrebbero azzardare la risposta: semplicemente Beautiful. Vent’anni di intrighi e 5.500 puntate di risate, sorprese, matrimoni, nascite e miracoli: ”Beautiful – La storia completa” è il libro che nessuno aveva ancora scritto, l’album delle fotografie che nessuno aveva ancora incollato, lo scrigno che conserva i ricordi più belli della soap opera più amata al mondo. Una galleria inedita di ritratti dei protagonisti e una serie di curiosità e notizie su attori e sceneggiatori. Tratto dall’edizione originale ”The Bold and the Beautiful – In Celebration of Twenty Years on Television” di Eva Demirjian e Bradley Bell (2007). Adesso per Giunti editore l’edizione italiana. E si, lo so, da telespettatore (forzato, a quell’ora mangio e poi una volta iniziato come fai a smettere?) di Beautiful non posso non segnalare questa uscita! Curata da Giustina Porcelli,( si lo so, ormai son un suo “groupie” – albè non volermi male,per i maschi non so se esiste il termine),già autrice di ” 101 Motivi per non smettere di guardare Beautiful ” , di cui segnalo anche la prosecuzione del libro sul blog , curato sempre dall’autrice, “101 motivi non bastano” , http://101motivinonbastano.blogspot.com/ . Ora vi lascio all’immagine che vedete, con una piccola biografia di Giustina e qualche curiosità!
What makes it special Beautiful? The millions of fans in Europe, America, Australia, Asia and Africa would venture the answer: Simply Beautiful. Twenty years of intrigue and 5,500 episodes of laughter, surprises, weddings, births and miracles:”Beautiful – The Complete History”is the book that no one had yet written, the album of photographs that no one had glued the box which preserves the memories of the most popular soap operas in the world. A gallery of unpublished portraits of the protagonists and a number of curiosities and news about actors and screenwriters. Tract from the original”The Bold and the Beautiful – In Celebration of Twenty Years on Television”by Eva Demirjian and Bradley Bell (2007). Giunti Editore now for the Italian edition. And yes, I know, from the viewer (forced, at that time I eat and then once you start, how do you stop?) Bold and the Beautiful I can not report this out! Edited by Giustina Porcelli, (you know, now I am one of his “groupie” – Albe not want me bad, for boys do not know if there is the term), already the author of “101 Reasons not stop looking Beautiful” in I would also continue the book on the blog, always treated by the author, “101 reasons not enough,” http://101motivinonbastano.blogspot.com/. Now I leave the image that you see, with a short biography of Justina and some curiosity!
FALL APART / frame from the wood
Federica Di Lorenzo espone in una nuova mostra, per nostra fortuna, a Napoli, dal 25 novembre al Teatro Instabile ,( via Fico Purgatorio ad Arco,38 Napoli).Dopo le meraviglie acquatiche di ” CRAKING WATER “, stavolta potremo ammirare un meraviglioso ” bosco”.
Ecco il pensiero dell’artista:
“Fall apart è un bosco non solo fisico ricreato fotograficamente e con l’ausilio delle foglie, ma un bosco mentale.
Un posto esterno che entra in una cavità sotterranea e chiusa come il teatro.E’ un luogo nel quale essere, un luogo nel quale ricordare.
La selva-ventre ci avvolge e ci invita alla riflessione.
Le foglie sono ciò resta, ciò che cade, che fuoriesce.
Sono i ricordi, sono le immagini e i suoni.
Le foto che saranno per terra con le foglie hanno la stessa valenza: possono essere prelevate, come le sensazioni e i ricordi, puoi portarle via con te.
L’instabilità è data dalla mutazione dell’installazione fotografica, lo spettatore entra a far parte del bosco e ne stacca un frammento, e la mostra si esaurirà da sè, proprio con l’esauriemento delle foglie ricordo.”
Federica Di Lorenzo nata ad Eboli (Sa) studia Conservazione dei Beni Culturali presso l’Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli, con particolare attenzione per l’arte contemporanea. Concilia la sua passione per fotografia e per la musica occupandosi di reportages di eventi musicali come collaboratrice freelance per alcuni megazine, curando anche artworks per gli artisti del settore. Dall’interesse e lo studio dell’arte contemporanea nascono particolari progetti fotografici realizzati su supporti in plexiglass, mettendo in relazione diversi livelli comunicativi. Dal 2001 ad oggi ha esposto in diverse collettive e personali presso spazi campani, tra gli ultimi lavori si ricordano:
“Signs In Sale” 2008 stampe fotografiche su plexiglass;
“Crackling Water” 2009 stampe fotografiche su plexiglass.
Federica Di Lorenzo presents a new exhibition, fortunately for us, in Naples, from November 25 at Teatro Unstable, (Via Purgatorio ad Arco Fico, 38 Napoli). After the aquatic wonders of “cracking water”, this time we can admire a wonderful ” forest “.Here the thought of the artist:
“Fall Apart is a forest not only physical recreated photographically and with the help of the leaves, but a forest of mind.A place outside that enters into an underground cavity and closed teatro.E as’ a place in which to be, a place in which to remember.The forest-womb envelops us and invites us to reflection.
The leaves are what remains, what falls, escaping.Are the memories are the images and sounds.The photos will be on the ground with the leaves have the same value: they can be taken, such as feelings and memories, you can take away with you.The instability is given by the mutation photographic installation, the viewer becomes part of the forest and broke off a fragment, and the exhibition will run out by itself, just with the leaves esauriemento remember. “
Federica Di Lorenzo born in Eboli (SA) examines the Cultural Heritage Preservation Institute Suor Orsola Benincasa in Naples, with particular emphasis on contemporary art. Reconcile his passion for photography and for taking care of music, videos of musical performances as a freelance contributor for some MEGAzine, caring also artworks for artists in the industry. Interest and the study of contemporary art developed special photography project on media in plexiglass, linking different levels of communication. Since 2001 has exhibited in several collective and personal spaces at Campania, among recent works include:”Signs On Sale” 2008 photographic prints on Plexiglas;”Crackling Water” 2009 photographic prints on plexiglass.
Le sue bellezze non le ha mai nascoste molto, tanto che è una affezionata delle pagine di “Playboy”. Ma a Carmen Electra un bel video sexy amatoriale diffuso in Rete ancora mancava. Adesso c’è! O almeno così sembra. Infatti sulla veridicità della clip in cui Carmen gioca in lingerie con un’altra ragazza scambiandosi carezze e baci, qualcuno ha posto più di un dubbio: mossa pubblicitaria? In ogni caso è un bel vedere. Il video è apparso “misteriosamente” nei giorni scorsi su un sito. I dubbi sono tanti soprattutto per il tipo di video. Intanto, a differenza di quanto accaduto in alcuni precedenti celebri, da Pamela Anderson a Paris Hilton passando per Keeley Hazel e Kim Kardashian, qui di hard non c’è nulla. Più che sex tape andrebbe infatti definito “sexy” tape: Carmen appare in lingerie, gioca maliziosamente con la sua amica, si scambiano effusioni e una bottiglia di champagne ma… oltre a questo poco altro. Quasi come se tutto fosse stato girato con attenzione per provocare ma non andare oltre un certo limite. E poi anche il girato è un’amatoriale un po’ troppo curato per sembrare vero fino in fondo. Potrebbe essere quindi una astuta mossa pubblicitaria della Electra che, per meglio lanciare il suo prossimo film o show televisivo, fa parlare un po’ di sé e ricorda al pubblico quanto possa essere sexy. Perché, vero o falso che sia, il video ci mostra comunque una Carmen in forma smagliante.
Its beauty has never hidden a lot, so that is a disease of the pages of “Playboy. But Carmen Electra a nice video sexy amateur spread network still missing. Now there is! Or so it seems. Indeed the veracity of the clip where Carmen in lingerie playing with another girl exchanging kisses and caresses, someone has placed more than a doubt publicity stunt? In any case it is a beautiful view. The video appeared “mysteriously” in recent days on a site. I doubt there are many particularly for the type of video. Meanwhile, unlike what happened in some previous famous, from Pamela Anderson to Paris Hilton passing for Keeley Hazel and Kim Kardashian, there is nothing hard here. More sex tape that would in fact defined “sexy” tape: Carmen appears in lingerie, plays mischievously with her friend, exchange effusions and a bottle of champagne, but … beyond this little else. Almost as if everything had been shot with attention to provoke, but not beyond a certain limit. And then also shot and un’amatoriale a bit ‘too much care to look good to the end. It could therefore be a cunning publicity stunt of Electra, the better to launch his next film or television show does talk a bit ’self and reminds the audience what could be sexy. Because, true or false, the video shows still a Carmen in shape.
Le opere di Christopher Makos, famoso per essere stato il fotografo ufficiale di Andy Warhol e della ‘Factory’, sono in mostra allo spazio Photology di Milano fino al 15 gennaio 2010. Una serie di scatti di Polaroid in cui l’artista ha ritratto paesaggi, oggetti, ragazze e ragazzi nudi. Senza essere volgare Makos è riuscito a far sì che anche una semplice Polaroid potesse diventare un’espressione artistica. Il lavoro di Makos nasce proprio a contatto con l’ambiente e i protagonisti della cerchia di Warhol; è stato definito come il più moderno dei fotografi americani dagli artisti della Pop Art che frequentava. In mostra una selezione inedita di alcune delle numerose Polaroids che Photology ha scoperto meno di un anno fa all’interno dello studio dell’artista. Christopher Makos cattura nei suoi scatti personaggi, situazioni e attimi dell’era pop, dalla sua prospettiva di osservatore privilegiato. I suoi lavori sono stati esposti in gallerie e musei internazionali tra cui il Guggenheim Museum di Bilbao, il Whitney Museum of American Art di New York, l’IVAM Museum di Valencia e il Reina Sofia di Madrid. “Quello che amo delle Polaroids di Christopher è che sono una vitale reliquia di una specifica era: gli anni 70 e i primi anni 80. Che periodo di incredibile energia ed eccessi! Le persone uscivano tutta la notte, lo Studio 54 era sempre affollatissimo, New York era il fulcro di ogni avvenimento e uscire era frenetico, eccitante e molto divertente! Nonostante questa possa sembrare una contraddizione, in un certo senso era un’epoca di maggiore innocenza e questo è ciò che le sue foto catturano”, ha dichiarato l’amico stilista Calvin Klein.
The works of Christopher Makos, famous for being the official photographer of Andy Warhol and the ‘Factory’, are on display at the Milan area Photology until 15 January 2010. A series of Polaroid shots in which the artist has portrayed landscapes, objects, naked girls and boys. Without being vulgar Makos has managed to make even a simple Polaroid could become an art form. The work of Makos was born precisely in contact with the environment and actors in Warhol’s circle, has been described as the most modern of American photographers of Pop Art by artists who attended. On show a selection of some of the many unpublished Polaroids Photology found that less than a year ago in the studio. Christopher Makos capture shots in her characters, situations and moments era pop, from his perspective of privileged observer. His works have been exhibited in galleries and museums around the world including the Guggenheim Museum in Bilbao, the Whitney Museum of American Art in New York, the IVAM Museum, Valencia and the Reina Sofia in Madrid. “What I love about Christopher is that Polaroids are a vital relic of a specific era: the ’70s and early ’80s. That period of incredible energy and excess! People went out all night, Studio 54 was always crowded, New York was the center of all happenings in and out was frantic, exciting and very funny! Although this may seem a contradiction, in a sense it was a time of greater innocence and that is what his photos capture, “said his friend fashion designer Calvin Klein.
Leonardo Sciascia nasce a Racalmuto, nell’entroterra agrigentino, l’8 gennaio 1921, primo di tre fratelli. La madre viene da una famiglia di artigiani, il padre è impiegato in una delle miniere di zolfo della zona. Sciascia trascorre con il nonno e le zie la maggior parte dell’infanzia e il loro ricordo ricorrerà spesso nelle numerose interviste successivamente rilasciate dall’autore, nelle quali spiegherà anche il profondo legame con la Sicilia delle zolfare, a cui lo avvicinano il nonno e il padre. A sei anni Sciascia inizia la scuola. Da subito affiora la sua forte passione per la storia, unita all’amore per la scrittura e gli strumenti dello scrivere: matite, penne, carta e inchiostro sono oggetto dei suoi giochi; sulla prima pagina di un quadernetto bianco il piccolo Leonardo scrive: “Autore: Leonardo Sciascia”. A partire dagli otto anni si dedica intensamente alla lettura di tutti i libri che gli è possibile reperire a Racalmuto fra la cerchia dei parenti, un centinaio di pubblicazioni che riescono per un poco a placare la sua bulimia di lettura. Nel 1935 l’autore si trasferisce a Caltanissetta con la famiglia e si iscrive all’Istituto Magistrale IX Maggio, nel quale insegna Vitaliano Brancati. Lo scrittore diventerà per Sciascia un modello, mentre all’incontro con il giovane insegnante Giuseppe Granata (futuro senatore del PCI) Sciascia riconosce la scoperta degli illuministi e della letteratura americana. Per due volte rimandato alla visita di leva, la terza è considerato idoneo al servizio militare ed è assegnato ai servizi sedentari, anche se non viene richiamato alle armi. Nel 1941 supera l’esame per diventare maestro elementare. Nello stesso anno lo scrittore è assunto all’ammasso del grano di Racalmuto dove resterà fino al 1948: un’esperienza che gli permette di conoscere il mondo contadino siciliano. Nel 1944 sposa Maria Andronico, maestra nella scuola elementare di Racalmuto. Da lei Sciascia avrà le sue due figlie, Laura e Anna Maria. Pochi anni dopo, nel 1948, il suicidio del fratello Giuseppe lascia un segno profondo nell’animo dell’autore. Nel 1949 inizia ad insegnare nella scuola elementare nel suo paese. È del 1952 la pubblicazione del «primo lemma di Leonardo Sciascia» (Scalia): si tratta di Favole della dittatura, ventisette testi brevi di prosa assai studiata. Sempre nel 1952, esce la raccolta di poesie La Sicilia, il suo cuore, illustrata con disegni dello scultore catanese Emilio Greco. Sciascia vince nel 1953 il Premio Pirandello per un suo importante intervento critico sull’autore di Girgenti (Pirandello e il pirandellismo). Dal 1954 si trova alla direzione di «Galleria» e di «I quaderni di Galleria», riviste antologiche dedicate alla letteratura e agli studi etnologici. Frequenta in quegli anni la Caltanissetta di Luigi Monaco e del suo omonimo Salvatore Sciascia, ricavandone forti stimoli che si traducono in frequenti collaborazioni con diversi giornali e riviste letterarie. Nell’anno scolastico ‘57-’58 viene distaccato a Roma, al ministero della pubblica istruzione. Al suo ritorno si ristabilisce con la famiglia a Caltanissetta, ma interrompe l’attività di insegnamento per lavorare in un ufficio del Patronato scolastico. Nel 1956 esce il primo libro di rilievo Le parrocchie di Ragalpetra, a cui seguono nell’autunno del ’58 i tre racconti della raccolta Gli zii di Sicilia: La zia d’America, Il quarantotto e La morte di Stalin. Nel 1960 è pubblicata la seconda edizione de Gli Zii di Sicilia, a cui s’è aggiunto un quarto racconto, L’antimonio. Del 1961 è invece Il giorno della civetta, il romanzo sulla mafia che porterà a Sciascia la maggior parte della sua celebrità: e proprio l’impegno civile e la denuncia sociale dei mali di Sicilia saranno uno dei tratti più pertinenti per la definizione della fisionomia dello scrittore e intellettuale Leonardo Sciascia. Oltre a Il consiglio d’Egitto (1963), gli anni Sessanta vedranno nascere alcuni dei romanzi più sentiti dallo stesso autore, dedicati proprio alle ricerche storiche sulla cultura siciliana: A ciascuno il suo (1966) un libro bene accolto dagli intellettuali e da cui Elio Petri ha tratto un film nel 1967; e Morte dell’Inquisitore (1967), che prende spunto dalla figura dell’eretico siciliano Fra Diego La Matina. Nello stesso anno esce per l’editore Mursia un’Antologia di narratori di Sicilia, curata da Sciascia insieme a Salvatore Guglielmino. Lo scrittore tenterà anche di applicare al teatro la propria propensione alla scrittura fortemente dialogata, ma l’incontro/scontro con la mediazione operata dal regista gli appare come “devastatrice” dei testi e lo induce ad abbandonare il proprio impegno teatrale. Sul finire del decennio Sciascia si trasferisce a Palermo in una casa zeppa di libri e d’estate torna a Racalmuto per scrivere. Il 1970 è l’anno del pensionamento e dell’uscita de La corda pazza, una raccolta di saggi su cose siciliane nella quale l’autore chiarisce la propria idea di “sicilitudine” e dimostra una rara sensibilità artistica espressa per mezzo di sottili capacità saggistiche. Il 1971 è l’anno de Il contesto, libro destinato a destare una serie di polemiche, più politiche che estetiche, alle quali Sciascia si rifiuta di partecipare ritirando la candidatura del romanzo al premio Campiello. Tuttavia si fa sempre più forte la propensione ad includere la denuncia sociale nella narrazione di episodi veri di cronaca nera: gli Atti relativi alla morte di Raymond Roussel (1971), I pugnalatori (1976) e L’affaire Moro (1978) ne sono un esempio. Nel 1974, nel clima del referendum sul divorzio e della sconfitta politica dei cattolici, nasce Todo modo, un libro che parla «di cattolici che fanno politica» (Sciascia) e che viene naturalmente stroncato dalle gerarchie ecclesiastiche. Alle elezioni comunali di Palermo nel giugno ’75 lo scrittore è candidato come indipendente nelle liste del partito comunista: eletto con un forte numero di preferenze Sciascia si dimette da consigliere già all’inizio del 1977. La sua contrarietà al compromesso storico e il rifiuto per certe forme di estremismo lo portarono infatti a scontri molto duri con la dirigenza del partito comunista. Significativamente, quell’anno pubblicherà Candido. Ovvero, un sogno fatto in Sicilia. In questi anni aumenta la frequenza dei suoi viaggi a Parigi e si intensificano i contatti con la cultura francese, da lui sempre tenuta come essenziale punto di riferimento. Nel 1979 accetta la proposta dei radicali e si candida sia al Parlamento europeo sia alla Camera. Eletto in entrambe le sedi istituzionali opta per Montecitorio, dove rimarrà fino al 1983 occupandosi quasi esclusivamente dei lavori della commissione d’inchiesta sul rapimento Moro. In seguito a nuovi contrasti con il PCI di Berlinguer Sciascia abbandona l’attività politica, ma non rinuncia all’osservazione delle vicende politico-giudiziarie dell’Italia, in particolare per quanto riguarda la mafia. In un articolo sul «Corriere della sera» dal titolo I professionisti dell’ antimafia, nel 1987 Leonardo Sciascia afferma che in Sicilia, per far carriera nella magistratura, nulla vale più del prender parte a processi di stampo mafioso. La memoria, privata e collettiva, restano però al centro della produzione letteraria sciasciana. Dalla collaborazione con la casa editrice Sellerio di Palermo origina una collana chiamata appunto “La memoria”, che si apre con un suo libro, Dalle parte degli infedeli (1979), e che con le sue Cronachette festeggia nel 1985 la centesima pubblicazione. Per un ritratto dello scrittore da giovane è un’opera considerata “minore” di Leonardo Sciascia. In realtà, ci troviamo di fronte a un altro importante scritto che aiuta a cogliere l’ispirazione più profonda dell’autore, attraverso la letture di pagine e la scoperta di luoghi letterari ancora poco frequentati.Gli ultimi anni di vita dello scrittore sono segnati dalla malattia che lo costringe a frequenti trasferimenti a Milano per curarsi. Sia pure a fatica prosegue la sua attività di scrittore, mentre i continui attacchi di una sinistra opportunista e ideologizzata lo impegnano in sempre più taglienti e ironiche reazioni. Carichi di dolenti inflessioni autobiografiche sono i brevi racconti gialli Porte aperte (1987), Il cavaliere e la morte (1988) e Una storia semplice (in libreria il giorno stesso della sua morte), in cui si scorgono tracce di una ricerca narrativa all’altezza della difficile e confusa situazione italiana di quegli anni. Pochi mesi prima di morire pubblica Alfabeto pirandelliano, A futura memoria (pubblicato postumo), e Fatti diversi di storia letteraria e civile edito da Sellerio. Opere nelle quali si ritrovano le principali tematiche della produzione sciasciana, dalla “sicilitudine” a quell’impegno civile che lo aveva caratterizzato lungo tutta la sua vita intellettuale, di cui rimane una testimonianza anche nelle numerose interviste rilasciate durante tre decenni della storia nazionale italiana. Sciascia muore a Palermo il 20 novembre 1989, salutato da numerose parole di stima, fra cui quelle del grande amico Gesualdo Bufalino. Il suo corpo riposa all’ingresso del cimitero di Racalmuto.
Oprah Winfrey, la regina dei talk show televisivi Usa, ha annunciato che dal 2011 chiuderà col suo show per intraprendere una nuova esperienza su un canale via cavo tutto suo. Per i telespettatori americani la notizia ha avuto l’effetto che ha avuto in Italia l’annuncio della morte di Mike Bongiorno. Oprah Winfrey infatti per l’opinione pubblica americana è molto di più di una conduttrice televisiva. E’ una potenza nazionalpopolare di proporzioni sovranazionali, con influenze dirette addirittura nell’elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti. Tutti gli esperti Usa di flussi elettorali sono concordi nel valutare in circa un milione i voti garantiti da Oprah al primo presidente nero della storia. Per l’America che guarda la televisione (e che vota, che consuma, che vende, che compra) Oprah Winfrey è un fenomeno assoluto, forse difficile da decifrare ma facilissimo da ‘misurare’. La CBS, che detiene i diritti del suo show, nel cederli ha incassato ogni anno milioni di dollari; la ABC, per la quale l’ ‘Oprah Winfrey Show’ rappresenta di gran lunga il programma più seguito (dai 7 milioni di ascolto in su) ha incassato a sua volta milioni dalla vendita degli spazi pubblicitari inseriti nell’ambito della trasmissione; lei, Oprah, che ha messo in onda la prima puntata del suo Show l’8 settembre del 1986, in 23 anni ha guadagnato miliardi. Secondo stime Usa, è diventata l’afro-americana più ricca del 20/mo secolo (uomini compresi), nonché la più filantropica di tutti i tempi. Per un certo periodo di tempo è stata anche l’unica miliardaria di colore al mondo. Nella classifica annuale della rivista Forbes sulle donne più potenti al mondo, Oprah figura regolarmente, e da anni, tra le prime dieci, seconda sola a nomi come quello del Cancelliere tedesco Angela Merkel. E’ stata anche l’unica donna inserita da Time nel ristrettissimo gruppo di nomi che, secondo il settimanale, hanno avuto influenza diretta sia nel XX che nel XXI secolo: Time l’ha collocata insieme a Papa Giovanni Paolo secondo, Nelson Mandela e Bill Gates. Perché tanto successo? “Perché ha inventato un genere televisivo” ha detto Tim Bennett, presidente della società di produzione Harpo fondata dalla stessa Oprah. Il genere è quello della tv verità, dell’intervista sentimental-confidenziale, dell’attenzione alle persone, alla fiducia in se stessi e alla spiritualità. Ingredienti che presso il pubblico americano hanno funzionato al punto da fare di Oprah Winfrey, 55 anni, figlia di una ragazza madre del Mississippi, una delle figure simboliche dell’America di oggi. Il solo annuncio che tra un anno e mezzo, esattamente il 9 settembre 2011, metterà fine al suo show per lanciare una sua rete via cavo è stata una notizia a cui hanno riservato un’attenzione da ‘breaking news’ tutti i principali media nazionali, dalla CNN al New York Times.
Oprah Winfrey, the queen of U.S. television talk show, announced that from 2011 will close with the show to pursue a new experience on a cable channel of its own. For American viewers the news had the effect it has had in Italy the announcement of the death of Mike Bongiorno. Oprah Winfrey fact for the American public is much more than a TV presenter. And ‘the galleries of proportions supranational power, with direct influences even in the election of Barack Obama for president of the United States. All experts agree the U.S. election of flows in evaluating in about one million votes secured by Oprah on the first black president in history. For the America that watches television (and who vote, consuming, selling, buying) Oprah Winfrey is an absolute phenomenon, perhaps difficult to decipher but easy to ‘measure’. CBS, which owns the rights of his show, in selling these grossed millions of dollars each year, the ABC, for which l ” Oprah Winfrey Show ‘is by far the most-watched program (ages 7 million listeners up ) has earned itself million from the sale of advertising placed in the context of the transmission you, Oprah, which aired the first episode of his show on September 8, 1986, in 23 years has made billions. According to U.S. estimates, has become the richest African-American 20/mo century (including men), and the most philanthropic of all time. For a certain period of time was also the only billionaire in the world of color. In its annual ranking of Forbes magazine’s most powerful women in the world, Oprah is regularly, and for years, among the first ten, second only to names like German Chancellor Angela Merkel. E ‘was also the only woman included by Time in very small group of names that, according to the weekly, had direct influence in both the XX that in XXI century: Time has placed together with Pope John Paul II, Nelson Mandela and Bill Gates. Why so successful? “Because he invented a television genre,” said Tim Bennett, president of Harpo production company founded by the same Oprah. The kind of television is truth, sentimental interview confidential, attention to people, the self-confidence and spirituality. Ingredients that have worked with the American public as to make of Oprah Winfrey, 55, daughter of an unwed mother in Mississippi, one of the symbolic figures of America today. The mere announcement that a year and a half, precisely September 9, 2011, will end his show to launch its own cable network was a news item which was reserved for attention from ‘breaking news’ all the major national media, CNN to The New York Times
MUSICAROMANZO, ispirato e tratto da Il mio cuore umano di Nada Malanima
di e con Nada, Regia di Alessandro Fabrizi, Disegno luci di Andrea Violato
Musiche di Nada
IL MIO CUORE UMANO è un romanzo che racconta la storia di un’infanzia e di un’adolescenza nella Toscana tra gli anni ‘50 e ‘60, di un’educazione sentimentale indimenticabile e selvaggia alla vita, delle vicende di una famiglia toccata dall’amore e dalla follia. E’ la storia autobiografica e poetica di un mondo che non esiste più, dove l’essenza magica della natura, il tempo che passa, la pazzia, la passione, la morte, il diventare grandi sono un canto narrativo semplice e profondo che vibra di una forza misteriosa e struggente. Da questa storia nasce “MUSICAROMANZO“, storie, poesie, prosa e canzoni, incontri e scoperte per dar vita ad un romanzo in musica che racconta le visioni, i sogni, gli amori, le ferite e le paure nella ricerca di un equilibrio tra l’ingenuità del passato e la conquista del futuro. Nada nel corso del tempo attraversa quei sentimenti che formeranno il bagaglio personalissimo del suo fragile ma forte “cuore umano”, dove “si affanna nei sentimenti che si involano e fanno solchi dentro le teste” e incontra mandibole, scorpioni, temporali, colpi che diventano bombe poi cannoni e pillole di ogni colore. MUSICAROMANZO è musica con parole dette e recitate, parole che si cantano anche. E da “Il mio cuore umano” è stato realizzato anche un film di Costanza Quatriglio, prodotto da Angelo Barbagallo per Rai Tre, e destinato ad avere, oltre al naturale sbocco televisivo (è stato programmato il 20 agosto su Rai 3), una distribuzione in DVD. Il film è stato inoltre presentato in anteprima e con grande successo al Festival Internazionale di Locarno l’11 agosto.
MUSICAROMANZO, inspired and based on my human heart Nada Malanima,
by and with Nada, directed by Alessandro Fabrizi, lighting design by Andrea Violated, Music by Nada
MY HUMAN HEART is a novel that tells the story of a childhood and adolescence in Tuscany between the ’50s and ’60s, sentimental education of unforgettable wild life, the vicissitudes of a family touched by ‘ love and madness. E ‘autobiographical and poetic story of a world that no longer exists, where the magical essence of nature, time passing, madness, passion, death, growing up is a simple and profound narrative song that resonates with a mysterious force and poignant. From this history is born “MUSICAROMANZO, stories, poems, prose and songs, meetings and findings to create a novel that chronicles the music, visions, dreams, loves, hurts and fears in search of a balance between ‘naivety of the past and the conquest of the future. Nada over time through those feelings will be the personal baggage of its fragile but strong “human heart”, where “labors in the feelings that are involved and grooves inside the heads and jaws meet, scorpions, storms, strikes that become guns and bombs, then pills of every color. MUSICAROMANZO is music with words spoken and recited, words that are sung too. And “My human heart” has been made into a film of Constance Quatriglio, produced by Angelo Barbagallo for Rai Tre, and intended to have, besides the natural market television (it was scheduled on August 20 Rai 3), a distribution DVD. The film was also previewed with great success at the Locarno International Film Festival on 11 August.
Nello spettacolo vengono eseguite le canzoni :
SENZA UN PERCHE’ (Nada)
PIOGGIA D’ESTATE (Nada)
BOLERO (Nada)
PIANTAGIONI DI OSSA (Nada – inedito)
TUTTO A POSTO (Nada)
LUNA IN PIENA (Nada)
GUARDAMI NEGLI OCCHI (Nada)
RACCOGLITI (Nada – inedito)