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Attenti, è un link fasullo a scopi pubblicitari!

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“Ispettore Coriandolo?”

“No, Coliandro”

“Cogliandro?”

“Ma vaffanculo, va’!”

Non è difficile imbattersi in questo tono, nella serie nata da un personaggio di Carlo Lucarelli.

Io non voglio fare il maniaco, ma una volta su una tal rivista Underground-press, che oggi non c’è più, imperversavano i racconti a puntate di Roberto Ferraresi intitolati Carramba, dove un carabiniere (l’appuntato Gargiulo, si trova anche il nome di un personaggio!!) si comportava in maniera razzista, maschilista, abusi di potere, eccetera, pur essendo alla fin fine un coglione. Ed ecco che ti spunta fuori Coliandro! Ma non c’è niente da dire: non ci sono gli elementi per gridare AL PLAGIO!, ma se anche ci fossero la serie dell’Ispettore Coliandro è fatta così bene che glielo perdoneremmo.

Cosa ho visto nella nuova puntata? Ho visto gente che si atteggiava subito dopo venire smerdiata dai commenti di qualcuno. Un tizio che voleva fare il gran mafioso stile chicago sentirsi dire da un chiattone “sto montanaro di merda!”. Ho visto una carrellata di personaggi con i loro dialetti persino, tutti dipinti esattamente come sono nella realtà!

I vigili che aiutano un tizio e poi dicono: “abbiamo fatto la nostra buona azione quotidiana… andiamo a fare due multe in centro?”

“Ma trovatevi una fatica onesta!” verrebbe da dire. E sarebbe persino possibile sentirlo dire, in questa bellissima serie che va in onda tutti i Martedì alle 21:00 su Rai Due.

“Coliandro è uno che dice parolacce, non è rassicurante, non ha nulla a che vedere con i ligi rappresentanti delle forze dell’ordine a cui si è abituati.” (vedi sito).

Ma parliamo ci un attimo chiaro, vi prego.

Perché io approvo e mi eleggo a fan di una serie dove si dicono parolacce, dove sembra che a dominare sia il pecoreccio e le stronzate?

Ecco la risposta, signori: perché non se ne può più.

E’ quello che cerco di dire da una vita. Non se ne può più di niente. Delle fiction italiane, di quelle straniere… tutte vogliono comunicarci un mondo rassicurante. E ove non sia rassicurante è un mondo fatto apposta per fartelo desiderare. Se c’è la figona, se ci sono i giovinotti di un college o liceo, tutti bellocci, persino il nerd è in realtà un misterioso bel figo. Questo è la tv italiana: o tette o famiglia cristiana.

Persino la versione Famiglia Cristiana non è accettabile: ci sono persone che si lasciano, non c’è un matrimonio che regga, tradimenti, cattiverie, crisi. Non è la realtà.

L’Ispettore Coliandro rinuncia al cumulo di stronzate vigente e ci offre a) uno spaccato di realtà (quando vuole) e b) una frivolezza meditata che ti alleggerisce il cuore e ti riconcilia con mamma televisione (che avevamo un po’ preso in odio, da bravi adolescenti).

Il personaggio, interpretato da Giampaolo Morelli, prende in giro, in un tour de force di meta-televisone o meta-cinema una serie di operae magnae, dai films con Sylvester Stallone ai videoclip di Elvis. E’ la vita quotidiana: nei film pareva che nessuno volesse aprire gli occhi sul fatto che noi qui sulla terra si vive imitando ciò che abbiamo visto al cinema, citandolo, ridicolizzandolo, prendendone insomma possesso, divorandolo, e lo mettiamo in pratica, talora coscientemente, talora no, lo mettiamo in pratica e questo… si vede! perché nelle fiction e nei film i personaggi vivono tutti ignorando che esiste il cinema?

Il bello poi è che questo non è un film sul cinema dove le persone citano il cinema. A questo ci eravamo arrivati. Questo non è un film sul cinema, è un telefilm che mostra gente comune. E Lucarelli, o chi per lui (Giampiero Rigosi e Stefano Bises sono stati spesso sceneggiatori o co-sceneggiatori, i Manetti Bros. alla regia), ha capito com’è che è fatta la gente comune. Grazie a Dio!

Ma ritorniamo all’attore, Morelli… complimentoni! Sei proprio un deficiente!!!… eh eh, nel senso buono!, sei stato bravissimo, la fine del mondo. Cioè, ti viene bene tutto. Fare il deficiente, fare la parte più seria, fare l’incerto nel rapporto con una donna, complimenti… del resto si vede persino che sei un po’ così (un po’ Cogliandro), ma non troppo, e quindi ti sarai dovuto calare nella parte, ché alla fine sei un bel ragazzo e fai il tuo colpo. Come attore vai da Dio, spero che ci si trovi a lavorare insieme.

Le attrici che hanno accompagnato Coliandro nella prima serie fanno tutte il loro effetto… e peccato che la 2° stagione della serie, come la prima, duri soltanto 4 puntate!

Prima puntata:

Sceneggiatura di Carlo Lucarelli e Andrea Cotti.

Coliandro si fa fregare la pistola da una ragazza di origine slava, Jelena (Gilda Lapardaja), mentre cerca di arrestarla per un tentato furto.

Jelena, però, non è una ladra: è una giovane donna in fuga, spaventata. Dato che non può certo rivelare a colleghi e superiori di essersi fatto rubare la pistola, Coliandro è impegnato come al solito in un’ indagine personale. Aiutato solo da Gargiulo, insegue la sua pistola e di conseguenza la ragazza, finendo per scontrarsi con un’alleanza tra la spietata “mafia dei balcani” e la camorra, e portando alla luce un giro di riciclaggio di rifiuti tossici.

Xhilda Lapardaja

Xhilda Lapardaja

Seconda puntata:

In onda martedì 27 gennaio 2009 alle 21.05 su Rai Due

Sceneggiatura di Andrea Cotti e Andrea Magnani.

L’omicidio di Luigi D’Orrico – anonimo titolare di una piccola ditta che si occupa di “raccolta ed elaborazione dati” – non sarebbe un caso eclatante. Se non fosse che sono coinvolte escort, squillo d’alto bordo, e se non fosse che inaspettatamente, le indagini vengono rallentate e deviate da ordini dall’alto.

Coliandro – escluso dalle indagini, ma con la volontà di rimediare agli errori passati – si trova di nuovo a indagare per conto suo. Aiutato da Simona, un’altra escort, Coliandro riesce a rintracciare l’unica testimone dell’omicidio, rivelando così una trama complessa, che passa attraverso documenti compromettenti e nascosti, fino a toccare cellule di servizi segreti colluse e gruppi di potere economici e politici.

Terza puntata:

Sceneggiatura di Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi.

Un gruppo di rapinatori mascherati fa irruzione in una banca prendendo in ostaggio clienti e impiegati per fare aprire dal direttore la cassaforte nel caveau. In una toilette della banca si trova, però, Coliandro che, accortosi del tentativo di rapina, riesce ad avvertire i suoi colleghi che arrivano per trattare con i criminali.

Nel frattempo la situazione all’interno della banca si è capovolta: tre criminali veri che devono recuperare degli importantissimi documenti prima di essere raggiunti da un mandato di cattura emesso dalla dottoressa Longhi, approfittano della situazione per agire: ed ecco che rapinatori (criminali da quattro soldi con armi finte) e ostaggi si trovano prigionieri di feroci banditi pronti a tutto. Ma non hanno fatto i conti con Coliandro che metterà i bastoni fra le ruote ai veri criminali, in modo rocambolesco e non procedurale.

Rientra in scena Alessia (Cecilia Dazzi) già incontrata nell’episodio “In trappola” della prima serie: dopo la morte del fratello decide di cambiare vita e di lavorare in banca dove fortunosamente si imbatterà nuovamente nel nostro ispettore, sequestrato da una banda di rapinatori insieme ad alcuni clienti.

Cecilia Dazzi

Cecilia Dazzi

Quarta puntata:

Sceneggiatura di Giampiero Rigosi e Matteo Bortolotti.

Da una macchina arrivata all’alba in un campo di nomadi romeni sulla riva del Reno scendono alcuni uomini che, con precisione militare, aprono il fuoco sulle roulotte senza ferire nessuno. Sembrano tornati i tempi delle aggressioni razziste della Uno Bianca. Ma si tratta, invece, di un avvertimento e Vlad lo capisce subito.

Due ragazze giovanissime della sua banda hanno rubato nella casa sbagliata, c’è qualcosa che deve essere restituita. Vlad e le due ragazze vanno a riconsegnare la refurtiva, ma subito dopo sia lui che una delle ragazze vengono uccisi; la più piccola riesce a fuggire e va a rifugiarsi da Coliandro che, qualche giorno prima, l’aveva sorpresa a rubare e l’aveva lasciata libera. Coliandro con l’aiuto di Elena, una giovane assistente sociale che si occupa di nomadi, e del suo collega “Gambero” riuscirà a scoprire un pericoloso gruppo criminale.

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