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Trucco grandioso, la foto non rende!
Cos’è una drag-queen? Ci devono essere perforza lustrini e capelli cotonati?
Ma soprattutto… perché uno riesce a scadere in una serie di cliché tanto ovvi. Come ha potuto Sam Raimi, che io da qualche parte dentro di me amo, far sì che ci fosse uno zingaro che ballava tipo marionetta su un tavolino in fiamme?, far sì che quella vecchiaccia balorda guidasse una macchina, che comparisse sempre nello stesso modo, che quel fazzolettino cacasse tanto il cazzo?
La storia è bellissima, a raccontarla. Una ragazza in carriera in una banca decide di rifiutare una proroga a una vecchia zingara e la vecchia zingara fa una brutta figura in banca. Allora prima la aspetta nel parcheggio e fa quello che una zingara sa fare meglio, ossia tante schifezze, e poi la maledice.
Non c’è modo di mandar via la maledizione, la viecchia è morta.
Alla fine c’è questa lamia (una specie di demone-caprone) che per tre giorni tormentera la guagliuttella e poi la trascinerà all’inferno.
Ora, la storia al cinema non s’era vista spesso. Oserei dire che risulta originale (se non hai letto certi primi libri di Stephen King, dove il protagonista metteva sotto una zingara perché la moglie gli stava facendo un pompino mentre lui guidava, la zingara lo malediceva, lui passava i guai, poi scopriva che l’unico modo per liberarsi della maledizione, che era tipo il cancro o qualcosa del genere, era preparare una torta di mele col suo sangue dentro e farla mangiare a un nemico, a cui la maledizione sarebbe passata. Però scende in cucina di notte e scopre che la figlia è rientrata a casa tardi e si è mangiata la torta!!!… questa fine di per sé è istruttiva e bella, spaventosa, se non che bastava poi che la figlia rifacesse la torta a un altro e tutto sarebbe stato ok… mentre il libro la fa troppo tragica e dimentica questa possibilità…). Non s’era vista spesso al cinema la maledizione.
E la cosa più temuta non era stata spesso di finire all’inferno. Molto bello.
Poi la vecchia era truccata da Dio (voglio sperare che fosse truccata!), un trucco così ben fatto, un personaggio così ben fatto (anche se non le avrei fatto mangiare la caramelle in banca, uffa, l’ha ridicolizzata)!
Bellissimo anche che quando lei gridava, con la faccia della vecchia di fronte, la vecchia abbia sputato dalle proprie cavità una infinità di insetti e lombrichi che sono andate a finire nella bocca di una ALison Lohman che gridava.
Però questa vecchia sputava troppo spesso.
Però la lamia non faceva paura.
Però la scena iniziale in spagnolo ce la potevamo benissimo evitare. Dà un senso di spaventosa serie B.
Però possibile che se tutta la tua vita (e il tuo eterno dannarti) dipendesse dal regalare un bottone (come la torta di King) a qualcuno, tu metteresti questo bottone in una busta (un paio giorni prima), e ove la busta ti cadesse anche a terra in mezzo altre buste eccetera, possibile che tu restituiresti la busta senza controllare se dentro vi è il bottone o un altra cosa?
Io non credo.
Cmq, bel film. Godibile. Si poteva fare molto meglio con una vecchia così caratteristica, una Alison Lohman che sa essere espressiva e una storia così nuova oggi.
Alison Lohman, che dire?
Il ruolo di ragazzina in carriera lo aveva già avuto in False verità.
E lì il pezzo forte del film era lei sotto l’effetto della droga che invece di investigare su Kevin Bacon e quell’altro finiva per farsi fare delle lesbo foto da nuda. A vedere questo Drag me to hell mi risultava assai difficile prenderla sul serio, perché mi ricordavo quella faccia che faceva quando un Kevin Bacon basettone le metteva le mani addosso, un tizio con degli improbabili baffi le spogliava davanti una Alice in Wonderland e una alice in Wonderland le faceva un cunnilingus.

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