L’enigma come cifra stilistica e narrativa.

   

Ho sempre amato i Surrealisti, sin dai tempi dell’Accademia di Belle Arti. Forse ancor da prima, quando cioè da ragazzetto mi capitò di imbattermi nel famoso film in b/n di Alfred Hitchcock, Io ti salverò (si sà, d’altronde, che Surrealismo e Psicoanalisi andavano a braccetto). Le bellissime e inquietanti scenografie di Dalì e le scene mozzafiato dal bianco abbagliante della neve furono forse decisive anche per il mio futuro di disegnatore!
Non avevo mai visto niente di simile prima!

Bene, e visto che abbiamo parlato di Dupa Grave, realizzato a mò di Cadavre Exquis cioè alla maniera dei surrealisti, volevo ritornare sul mio penultimo libro L’enigma del condominio il quale, a suo modo, rappresenta un esperimento a fumetti simile al Cadavre Exquis! Avevo in testa alcune cose, alcuni personaggi (l’angelo, la ragazza, il killer nella grossa e veloce automobile) e alcune ambientazioni a me care (la città, i treni, i dischi volanti degli anni ‘50, i grandi palazzoni come immensi agglomerati di esistenze e di storie). Per il resto nulla. Solo una esile traccia di storia, intesa più come racconto che non come trama vera e propria. Il resto lo ha fatto la mia mente, attraverso quel meccanismo che, appunto, i surrealisti chiamavano “automatismo psichico”!

Allora, evidentemente, il mio cervello ha attinto dai vari Lynch, Wenders (ll cielo sopra Berlino è fin troppo evidente), Tim Burton e l’Antonioni di Al di là delle nuvole, oltre a tutto ciò che faceva parte, e continua a far parte, del mio immaginario. Schekerando il tutto. E dunque, come una scrittura automatica, anzi come un disegnare automatico, per 43 tavole ho realizzato, in una sorta di ‘trance creativa’, questo mio Enigma fumettistico!

Devo inserire in questo insieme aureo di autori un mio beniamino, sia letterario che soprattutto pittorico: Dino Buzzati. Anch’egli, infatti, disegnava strani dischi volanti che sorvolavano la Pianura Padana e anch’egli si interessava di enigmi e stranezze alquanto surreali e ’surrealiste’ (gli enormi cani nelle piazze italiane che dipingeva o i suoi maiali volanti, tanto per dirne alcune). Pensate: un suo quadro del 1967 si intitolava, udite udite, I misteri dei condomini! Ed io, senza saperne ancora dell’esistenza, ho realizzato nel 2000 un’opera pittorica dal titolo L’enigma del condominio! (Lo vedete qui sotto; e a dire il vero, e per chiudere il cerchio, la parola ‘enigma’ mi venne in mente pensando ad un’opera metafisica di Giorgio De Chirico. Uno degli ispiratori di Breton e compagni). Che poi ho voluto riproporre, anche per via di questo intrigante e intrecciato destino, sia come titolo che come tematica nel mio fumetto uscito nel 2007 per Nicola Pesce Editore.

Strano, no? Ma anche estremamente interessante di come funzionano le dinamiche creative da autore a autore e a distanza di tempo e spazio. Insomma, un vero e proprio Enigma!

Comments (6)

Giuseppemaggio 13th, 2009 at 18:08

A Napoli ti ho dimostrato di aver interpretato l’enigma!

Voglio un premio!!

:D

Mauro Cicarmaggio 13th, 2009 at 18:29

E’ vero Giuseppe!
Come premio, la prossima volta che ci si vede, ti faccio una bella dedica su L’enigma!
(sempre che si riesca a disegnare decentemente dentro allo stand…:-)

Chazzmaggio 15th, 2009 at 20:27

SIIIIIIIII

Magari con uno sketch di una bella donna come le sai fare tu!

Mauro Cicarmaggio 15th, 2009 at 22:07

Aggiudicato!

[...] (illustratore, copertinista per Einaudi e Feltrinelli), storia lirica e delirante al contempo, un distillato di poesia nera che fonde millenarismo e allucinazioni, metafisica e surrealismo, in pagine ora sensuali, ora [...]

Mauro Cicarègennaio 14th, 2010 at 17:03

Grazie mille a Fantascienza.com Blog per la seganalazione e la bella critica a “L’enigma del condominio”.
In effetti , parlando del mio lavoro, ho solo detto dei riferimenti artistico/cinematografici relativi al surrealismo e all’arte dei surrealisti, non dicendo invece anche delle implicazioni fantascientifiche che L’enigma del condominio ha.
Soprattutto nel suo clima apocalittico da “fine del mondo” (come giustamente evidenziato dall’articolo di fantascienza.com Blog), oltrechè al riferimento delle astronavi aliene di vecchia memoria (cinema, letteratura e illustrazione degli anni sessanta a cui, personalmente, sono molto legato esteticamente, ma non solo).

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