Eh sì, mi sono candidato alle elezioni regionali!

E’ la prima volta che mi candido a delle elezioni e l’ho fatto per Sinistra Ecologia e Libertà. Il partito di Nichi Vendola, di Claudio Fava e di altre persone che stimo, sia personalmente che politicamente. Quello che mi interessa però è l’aspetto politico della cultura, la sua complessità, la sua importanza strategica anche in relazione ad un diverso sviluppo economico, oltre che alla sua valenza artistica intrinseca e peculiare.

Un’altra storia.
E’ lo slogan della mia campagna elettorale.
Un’altra storia è l’idea che ho della politica e della cultura. Un’altra storia è quella mia personale, visto che di storie vivo: le penso, le realizzo e le disegno da sempre.
Anche quelle degli altri.

Per chi è curioso e ha voglia di approfondire questo è il mio programma.

Cultura: l’urlo degli uomini in faccia al loro destino. (Albert Camus)

Il mio programma politico sarà incentrato sulla cultura nelle Marche, sul suo rapporto con le istituzioni e sul suo ruolo strategico nella crescita economica, sociale e civile della nostra Regione.

Al di là del dato politico più generale, che ovviamente mi vede sulla stessa lunghezza d’onda del programma politico di SeL, ritengo che sul versante della cultura ci sia molto da fare e da pensare o forse da ri-pensare. Ri-pensare alla cultura, a chi la fa, a chi la produce e, naturalmente, a chi la fruisce.

E’ urgente, in pratica, mettere finalmente in primo piano e ragionare su qualcosa che appartiene e coinvolge tutti noi: il nostro “contemporaneo”.

I nuovi bisogni e desideri, i nuovi saperi e competenze, le esigenze di nuove espressività e libertà, di nuovo lavoro e produzione già circolano nelle nostre città, abitano la rete, animano e premono soprattutto tra le nuove generazioni: qui si apre un’inedita prospettiva per una appassionante azione di governo, che rivisiti priorità e scompagini vecchie rigidità.

Certo l’economia è importante e la crisi economica acuisce questa importanza, ma l’aspetto culturale della nostra vita e del nostro territorio non è secondario come sembrerebbe a prima vista.

Per una regione dinamica come le Marche, la cultura, la creatività, i talenti, l’innovazione sono, infatti, la nuova “ materia prima “ per competere nello scenario della globalizzazione, per crescere verso la qualità, lo sviluppo della persona, verso lo scambio e la cooperazione libera, responsabile e sostenibile.

E non si tratta solo di qualità della vita e dello sviluppo che pure sono temi importanti, ma proprio di qualcosa che appartiene al nostro agire quotidiano.

Ed è di questo agire quotidiano che vorrei, per quello che posso, interessarmi ed occuparmi.

Da anni, noto una certa parcellizzazione della cultura nella nostra regione. Un andamento che troppo spesso sfocia nella spettacolarizzazione del dato culturale e del suo approccio (in linea e, spesso, con un atteggiamento generale e nazionale che ha nelle programmazioni tv il suo esempio più deleterio).

Le difficoltà di certe realtà a farsi strada, a venire allo scoperto, ad avere la giusta visibilità e importanza e la mancanza, a volte assoluta, di finanziamenti economici è parte della esperienza concreta mia e di tanti altre persone impegnate nella cultura e nell’innovazione.

I finanziamenti economici sono per lo più appannaggio delle solidificate e storiche realtà culturali conosciute, le quali però rispondono sempre più a logiche politiche fine a sé stesse e a interessi particolari, trascurando, così, la logica più conseguente del loro agire, cioè la produzione culturale e il rapporto col fruitore finale e, dunque, con l’interesse reale del cittadino.

Le ingenti risorse destinate a questi eventi culturali, spesso neppure sufficienti ad evitare deficit permanenti, pesano come un macigno sul resto delle attività culturali e sulla loro vita grama.

Andrò brevemente per punti.

1 – Cultura Lavoro Ecologia.

L’Italia è il paese con più risorse artistico/culturali/ambientali del mondo. Per storia, cultura e tradizione.

Le Marche non fanno eccezione con la sua straordinaria rete di centri storici, di beni culturali, di patrimonio artistico, con il suo paesaggio agrario cesellato e la sua varietà e ricchezza ambientali.

Questa “materia prima” va tenuta al riparo da nuovi attacchi privatistici e speculativi mascherati sotto ogni forma.

Bisogna investire per conservare senza mummificare, valorizzando l’esistente con i nuovi saperi, rivitalizzandolo con nuove relazioni economiche solidali per creare, così, una vera e propria “industria” che assicuri lavoro, qualità della vita, un diverso sviluppo più responsabile e sostenibile, capace di essere all’altezza della sfida che la globalizzazione ci impone.

2 – Una Rete Culturale sul territorio.

Bisogna mettere in campo una politica che aiuti il consolidamento di una rete reale per dare risalto, mettere in rapporto e far dialogare tra loro (anche artisticamente) le varie realtà della regione in materia di Arte Figurativa, Teatro, Musica, Fumetto, Poesia, Letteratura, Installazioni, Arte di Strada, interventi nelle aree urbane e dismesse, Festival vari, Web, Video-Arte e produzione giovanile, laboratori e scuole, Design e tutto ciò che ha che fare con la creatività, la comunicazione e la realtà lavorativa e industriale.

Creare, insomma, un ambiente, un clima nel quale eventi, possibilità di incontri, scambi di conoscenze si alimentano, si accumulano e si trasformano in innovazione culturale, sociale, economica e produttiva.

3 – La fase della Produzione Culturale.

Bisogna favorire la fase importantissima della produzione culturale e della sua programmazione.

Promuovere momenti di studio e di apprendimento dei linguaggi e l’uso di questi attraverso laboratori e luoghi d’incontro con operatori e artisti dei vari settori e in rapporto stretto con la scuola.

La produzione dal basso, che deriva anche dalle istanze giovanili (senza per questo cadere in discorsi ideologici e demagogici), è linfa vitale per la cultura in generale ma anche per quanti vorranno farne una professione, dimostrando qualità e talento.

Questa fase della produzione artistico/culturale è strategica e a lungo respiro. Per questo rappresenta un punto cruciale.

4 – Finanziamenti regionali per alimentare questa Rete, le sue attività e i suoi protagonisti in tempo di crisi economica.

La spesa culturale non è uno spreco né un lusso, dunque, ma un fattore determinante per lo sviluppo che accetta la sfida del nostro tempo.

Non è più tempo di finanziamenti a pioggia ed occasionali ma di un vero e proprio progetto, di un lavoro serio, di severa disciplina, di salde conoscenze per rileggere e vivificare ciò che è solidificato e potenziare le ricchezze emergenti.

Una politica precisa ed impegnativa a sostegno della cultura e della creatività è l’investimento più idoneo per stabilire un rapporto fecondo con il mondo delle imprese locali.

L’innovazione e la qualità necessarie sul mercato globale non sono il frutto di pochi ma, al contrario, della tensione di un intero territorio, di un progetto ampio, condiviso ed aperto alla novità, alla diversità, alla cooperazione.

5 – Gli Spazi per la cultura.

Carenti, spesso inesistenti, soprattutto per quanto riguarda l’arte figurativa, espositiva e museale della nostra produzione artistica e culturale contemporanea. Vanno ricercati e messi in opera ricostruendo “lo spazio pubblico” della città contro la sua dilagante privatizzazione.

6 – Cultura, Arte e Integrazione.

La fase della produzione artistica e quella degli eventi culturali chiudono un cerchio all’interno del quale arte e cultura devono avere anche un significato ed un agire comune e politico nell’ambito della integrazione tra le persone e le diverse culture. Come arricchimento generale dell’individuo e quindi utile anche per l’esperienza artistica e culturale, la sua produzione e la sua fruizione finale.

In questo senso il rapporto con l’istituzione scolastica e la didattica è molto importante.

7 – Il contributo di associazioni, operatori del settore e artisti.

Aspetto e cercherò da questi un confronto in termini di idee e soluzioni per migliorare ed attuare questo mio programma.

(mauro cicarè)

Scusate l’assenza ma dovevo disegnare.

In effetti l’estate è finita da un pezzo e tra poco sarà Natale. Nel frattempo ho disegnato molto e ho messo in cantiere alcune delle idee nate proprio in estate, quando fa caldo, si suda e si ha poca voglia di fare le cose. Anche disegnare. E pure il pensiero gravita pesante intorno alla testa, nella leggerezza del cielo azzurro. Troppo azzurro per mettersi dietro a un tavolo da disegno!

Allora mi sposto al mare: sotto l’ombrellone o in acqua mi vengono le idee migliori. Qui, finalmente, il pensiero viaggia leggero, talmente leggero che a volte si perde…

E chissà che proprio l’acqua non mi abbia ispirato questa serie di acquarelli (se non altro il medium espressivo, visto che i soggetti sono quanto di più distante ci sia dal mare e dalle spiaggie estive) che vi mostro in anteprima. Per ora 4 acquarelli, di circa 40, che ho realizzato in questo periodo insieme ad altre cose di cui, nel prossimo futuro, vi aggiornerò. Sempre che vi possano interessare.

03

01

02

04

L’idea è quella di farne una mostra, magari anche un bel catalogo/libro, chissà…Il titolo non poteva che essere “Paesaggi urbani”.

Attendo vostri pareri. A presto!

Estate 2: letture.

Alcuni libri di narrativa, di genere e non, per passare l’estate. Se non li avete ancora letti.

Non sono delle novità, anzi, ma sempre dei buoni libri da leggere a prescindere: per intelligenza, creatività e capacità di divertire degli autori (cosa per me fondamentale anche se non sempre possibile).

Unico ‘file rouge’ il mio tratto che unisce le immagini di copertina a modi di raccontare anche molto diversi tra loro.

Gli scrittori inutili

Spiriti

Teatro 2

Testa di cane

Tre storie d'amore

Spinoza

E come si dice in questi casi buona lettura!

Estate.

17

Il mare i nipoti la famiglia.

La casa che richiede attenzione dopo un anno di abbandono.

Poi la sera cena con gli amici, a vedere spettacoli e mostre. Letture. Serve per rilassarsi e per mettere fieno in cascina: spunti, idee, rflessioni per settembre e per il nuovo anno. Sì, per me l’anno nuovo comincia a settembre e non a gennaio.

Insomma sto facendo la preparazione per la nuova stagione, come una squadra di calcio.

Sto lavorando a una serie di acquarelli che presto vi farò vedere. Più nuove storie a fumetti e progetti di illustrazioni per eventuali libri e riviste…vi terrò aggiornati!

Intanto c’è una donna che vi aspetta in una stanza rossa…

Buona estate a tutti!

Il fumetto che mi piace: Berlin 1 e 2.

Non ce ne sono tantissimi di fumetti che mi piacciono. Per lo più amo il fumetto d’autore, quello cioè che si distanzia dal popolare in senso stretto (una volta era diverso, quando cioè uno come Magnus, per esempio, si poteva permettere e riusciva a coniugare autore e popolare in maniera del tutto naturale e con esiti straordinari. Cosa che oggi non esiste più o quasi), dal seriale uniformato (dove gli autori, a parte qualche caso, disegnano, per evidenti motivi editoriali e di mercato, tutti allo stesso modo), dalle storie di poco spessore e quasi sempre da “fumettone” e per “fumettomani”. Ma anche da quel fumetto che pur affrontando grandi temi lo fa però in maniera didascalica e quasi pedagogica, a volte troppo cronachistica e dunque in maniera palesemente insufficiente e irrispettosa del linguaggio fumettistico e della sua grande capacità di inventare (soprattutto dal punto di vista della forma che poi è anche indissolubilmente contenuto). 

Ecco, Berlin è distante anni luce da tutto questo!

Storia incalzante, fatta di tante piccole storie, di tanti personaggi, di tanti sentimenti che affrescano un periodo storico capitale come la fine della Repubblica di Weimar e l’inizio nel nazionalsocialismo in Germania, con tutto quello che poi sappiamo accadrà. A me piace il romanzo storico, e anche il fumetto quando si cimenta in temi di questo tipo e lo fa con grande invenzione e nel rispetto del linguaggio. Un titolo su tutti per capirci immediatamente: Maus di Spiegelmann! A testimonianza che il fumetto può raccontare tutto ma proprio tutto, anche il realismo più spinto senza essere realista! Vera e propria magia. Una delle caratteristiche più belle di questo nostro media espressivo.

I disegni di Jason Lutes, l’autore, non sono straordinari, va detto, ma secondo me assolutamente funzionali alla storia che racconta. In certi momenti e in certe inquadrature sono molto evocativi, soprattutto nelle inquadrature della città, o nei momenti di esaltazione collettiva come le manifestazioni politiche, o in certe ambientazioni della Berlino notturna dei locali e della musica jazz. 

Sarà che sono per le grandi storie ma a me Berlin è proprio piaciuto! L’ho trovato anche molto istruttivo e attuale, per certi aspetti vicinissimo ai giorni nostri: come a dire che il passato non è mai veramente passato! E ve lo consiglio caldamente (coconino press).

Brasile vincitore della “Moretti Cup” per nazionali con tanto di preghiera finale.

Proprio per il rispetto che ho delle cose religiose (credente o no) non sopporto certi atteggiamenti così plateali e fanatici addirittura in mondovisione.

E, per giunta, dopo aver vinto una manifestazione sportiva di nessun conto, o quasi, come la Confederations Cup! 

Mi piacerebbe molto che le questioni religiose e certe sue strumentalizzazioni (come anche quelle politiche) restassero fuori dallo sport, soprattutto dal calcio che di problemi (e cattiva immagine) ne ha già molti di suo.

La nuova Farrari!

La Rossa è in crisi nera! E allora mi hanno chiamato da Maranello chiedendomi un restailing per la nuova macchina. Ecco qua il risultato!

Ne ho disegnate due, una anche per le corse in notturna. Che ne dite, può andare?…

(carboncino e acrilico su tela cm 30 x 50, 2009)

Però non ha sfondato!

E indovinate di chi è la colpa?…

Di questo qui!

(Ha una risposta sempre per tutto).

Non ha sfondato ed ora ha un problema in più: oltre a Veronica, Noemi e tutte le veline si ritrova la Lega più forte che mai e con un Fini incazzato come una bestia!

Certo, il “cappotto” amministrativo subito dal centrosinistra è grave ma adesso, la squadra di governo, si ritrova senza Kakà!

Sono preoccupato!

Oggi alla tv ho sentito Obama (in Egitto) fare un discorso come non se ne sentivano da un pezzo dalla bocca di un Presidente americano. Forse dai tempi di Kennedy. Troppa grazia mi son detto, di questi tempi e soprattutto dopo un inetto e guerrafondaio come Bush. E sono preoccupato: ora, si sà, fanno molto più male e sono molto più scomodi politici alla Obama (come lo fu Kennedy per esempio, e qui una toccatina ci vuole!…ma ogni democrazia ha il suo punto di rottura, come abbiamo visto spesso) che non quelli che appartengono all’establiscement tout court. Che vanno a braccetto coi militari, che fanno finta di essere democratici mentre intanto esportano la democrazia a suon di bombe e giocano a Risiko tutto il tempo per aumentare l’egemonia politica ed economica mondiale degli Usa!

Chissà se anche Obama è un pezzo dell’establiscement oppure no (il dubbio c’è ancora, dell’America mi fido poco e comunque vedremo in futuro), ma sentirlo parlare e vedere le sue prime mosse concrete sull’economia, sul rapporto politico con gli altri paesi, sulla questione israelo-palestinese, su Guantanamo, ecc. è qualcosa che un pò ti rasserena la giornata! E allora penso, ma quanto sono strani gli americani che solo qualche mese fa stavano con Bush, mettevano bandierine patriottiche sull’uscio delle loro belle casette a schiera e invocavano Dio a ogni piè sospinto? Sono preoccupato.

Poi, quando vedo ‘Papi’ mi dico: “E questo qui, invece, chi ce lo tocca?!”

Mi sa che tanto ormai non ce lo leveremo più dai coglioni. E allora la mia preoccupazione aumenta a dismisura! Speriamo in bene.

La partita! Un anno fa insieme ad Ascanio Celestini.

Un anno fa iniziavo la mia ‘partita’ alla Galleria Tricromia di Roma. Mostra e pubblicazione del libro.

All’inaugurazione della mostra, oltre all’amico Ascanio Celestini (presente anche con un suo bellissimo testo all’interno del libro), c’erano molti amici. E tanti altri li ho conosciuti nell’occasione. Ho firmato e disegnato non so quanti libri, per un totale di 3 ore e mezzo (continuativamente dalle 18 fino alle 21 e 30). Insomma un lavoraccio! Scherzo ovviamente.

E’ stata una bella serata, il maggio romano era uggioso e ancora era piacevole stare in una galleria senza morire di caldo.

Il primo gol è stato di testa!

Poi il numero 10, con la palla incollata allo scarpino, sulla trequarti avversaria…

La partita. Un incontro di calcio raccontato per immagini: 50 illustrazioni in b/n per un totale di 80 pagine. Introduzione di Ascanio Celestini. Edizioni Tricromia Illustrator’s International Artgallery Roma, 2008.

www.tricromia.com

info@tricromia.com

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