Posted by Giuseppe on gen 30, 2010 in
Calcio
LONDRA, 29 gennaio 2010 – E’ il capitano di Chelsea e Inghilterra ma, ultimamente, non si può dire che John Terry rappresenti un personaggio irreprensibile. Un po’ di riflesso (madre e zia sorprese a rubare in un negozio, il padre che aveva procurato uno spacciatore suo amico a un consumatore di droga), un po’ di suo. Poco tempo fa si era fatto sorprendere dal News of The World a intascare soldi (in nero) per accompagnare tifosi a visitare il centro di allenamento dei Blues. Oggi si è scoperto un altro exploit notevole, e solo perchè un tribunale ha eliminato il veto alla pubblicazione di una notizia per ragioni di privacy.
Il giudice Tugendhat, infatti, ha tolto il blocco alla pubblicazione di una storia scottante: ovvero la relazione extraconiugale di Terry con Vanessa Perroncel, ex-fidanzata del compagno di squadra (al Chelsea prima che si trasferisse e in Nazionale) Wayne Bridge. L’ingiunzione era stata imposta dal giudice venerdì scorso dopo voci secondo le quali un domenicale (giornale in edicola la domenica) stava per pubblicare dettagli della vicenda. Il giudice ha deciso che, in questo caso, il diritto di cronaca ha la precedenza sulla privacy. La Perroncel, modella di origini francesi, è stata fino a dicembre fidanzata con Bridge, che attualmente gioca nel Manchester City. Il giornale in questione, nella causa in tribunale, ha sostenuto che rivelare i dettagli della storia sarebbe stato di pubblico interesse perchè l’astio tra compagni di squadra potrebbe minare l’armonia dell’Inghilterra ai Mondiali in Sudafrica dell’estate prossima.
Fonti vicine a Bridge lo definiscono “a pezzi” e il c.t. Fabio Capello sarebbe già sotto pressione per togliere la fascia di capitano della Nazionale al centrale del Chelsea, che peraltro sta attraversando da tempo un periodo di forma eccellente in campo. Un po’ meno fuori, a quanto pare. Fino a un anno fa Bridge era compagno di squadra di Terry, uno degli amici più cari e viveva poco lontano da lui a Oxshott, nel Surrey. Terry, che ha 29 anni, ha sposato Toni Poole nel 2007 a Blenheim Palace in una cerimonia per cui il magazine Ok! aveva pagato un milione di sterline (1,15 milioni di euro). Bridge e la Perroncel erano tra gli invitati. Da qualunque parte la si guardi, una brutta storia.
Tag:Bridge, Capello, Chelsea, Perroncel, Terry, tradimento
Posted by Giuseppe on gen 11, 2010 in
Calcio
In uno dei miei precedenti post, Sempre con la Juve, dicevo che “la pazienza è figlia della competenza”, e per questo motivo era giusto non cambiare Ciro Ferrara.
Ho sbagliato!
Ciro Ferrara non ha tenuto fede al suo gioco, rendendo patetico ogni tentativo di difesa da parte mia!
Se avesse continuato con il 4-3-1-2 il classico ROMBO di centrocampo o con il 4-2-3-1 avrei pensato che c’era ancora speranza, che si lavorava per il futuro…..ma tornare al 4-4-2 senza averne gli interpreti, provando Diego come ala, giocando con la paura di sbagliare le cose semplici: non ha senso!
Caro Ciro mi hai deluso!
Perdere 3-0 in casa contro il Milan non è da Juve, o meglio perdere in questo modo non lo è!
Manchiamo di personalità ed è colpa tua che non hai dato identità a questa squadra, ci hai provato ma quando hai deciso di cambiare tornando indietro sulle tue decisioni, hai buttato alle ortiche tutto il lavoro svolto fino ad oggi!
Non contento hai attaccato briga con Gigi Maifredi in diretta Tv dimenticandoti dello Stile Juve.
Non si allena e rappresenta la Juventus in questo modo.
Mi dispiace.
Tag:Ferrara, Juventus, vecchia signora
Posted by Giuseppe on dic 12, 2009 in
Calcio
Molto cinicamente Cristian Rocca sul suo blog analizza gli errori commessi dalla Juventus dall’inizio del campionato ad oggi, ecco il testo:
I tifosi della Juventus non saranno calciatori, ex-calciatori, calciatori amatoriali, tecnici competenti, addetti ai lavori né altro, ma hanno il pregio di aver visto un miliardo di partite della Juventus e alla fine secondo me qualcosa capiscono. Ad esempio, quando è stato comprato Poulsen sono andati da bravi al campetto di allenamento e hanno appeso uno striscione che non era un insulto né altro ma la civile e schietta condensazione di un preciso commento tecnico, ovvero “Avete preso un altro bidone: Poulsen”. Dopo – quanti anni? Due? Tre? Con questa dirigenza il tempo sembra non passare più – due anni, si è visto chi aveva ragione.
Il fatto è che i tifosi della Juventus capiscono benissimo non dico tutto quello che non funziona e tutto quello che si dovrebbe fare per farlo funzionare di nuovo, ma, se non altro, quello che di sicuro non funziona e che di sicuro non funzionerà in futuro, cioè avendo una memoria storica impressa a fuoco nella mente dalle sofferenze di quel miliardo di partite di prima – partite vissute a contorcersi le budella sprofondati in poltrona al buio di una stanza coi flash della televisione a illuminare una maschera impietrita dall’angoscia -, capiscono benissimo alcune cose che i dirigenti della Juventus sembrano invece sorprendentemente non capire mai, e dunque soffrono perché si sentono impotenti e frustrati in quanto hanno già l’esperienza che i dirigenti della Juventus si stanno facendo sul campo (leggi: sulla pelle dei tifosi) adesso, un giorno dopo l’altro. È una specie di sindrome di Cassandra, solo che almeno lei poteva essere sentita, prima di non essere ascoltata.
Comunque, tradotto: i dirigenti della Juventus devono perdere non si sa quanti (altri) campionati e fare non si sa quanti (altri) errori prima di arrivare a capire alcune cose che i tifosi della Juventus sanno benissimo da molti anni, solo che, quando arriveranno ad avere la consapevolezza e la saggezza di quei tifosi, quei tifosi saranno con tutta probabilità morti.
Ok.
So bene che nessun dirigente della Juventus capiterà mai qui. Tempo fa, con largo anticipo ho suggerito alla Ferrari di sostituire Raikkonen con Alonso, che era per l’appunto una pensata ovvia ma che sembravano avere tutti tranne Montezemolo, e alla fine l’hanno fatto, anche se con un po’ di ritardo; so che mi leggono dalla Ducati, anche se forse si tratta degli spazzini (scrivetemi una mail, amici, e, in ogni caso, prendete Rossi!); so che mi leggono a Mediaset Premium, perché quando mi sono lamentato in un post dei problemi di ricezione che avevo, due ore dopo mi è arrivata una mail a questo indirizzo dove mi si offriva tutta l’assistenza possibile per risolvere il mio problema tecnico (ora si vede benissimo, grazie. Ah, no, ancora una domanda: perché riesco a prendere solo un blocco di canali e non l’altro?). Quindi, sto dicendo, nutro qualche speranza che mi legga anche qualche dirigente della Juve o che un giorno mi leggerà un dirigente della Juve e che possa così ascoltare i consigli che molti tifosi della Juventus gli vorrebbero dare. Anzi, a dire il vero, più che un consiglio io ho la soluzione. Però, insomma, prima le cose ovvie.
1. Ferrara è simpaticissimo, è un bravissimo ragazzo, è stato un pilastro della Juventus che vinceva tutto, è stato il secondo di Lippi quando Lippi ha vinto i mondiali, faceva la pubblicità dove cantava quella canzone di quello yogurt o quel che era, ha i riccioli, è napoletano, ma questo non significa che metterlo sulla panchina di una squadra farà automaticamente vincere quella squadra. Ottima l’idea di usarlo per le ultime due giornate di un campionato, pessima l’idea di usarlo come allenatore per le trentotto giornate di un campionato nuovo. Prevedibile inutile obiezione: “Ma anche Leonardo…”. Risposta: Leonardo ha alle sue spalle una società competente. Prevedibile inutile obiezione numero due: “Ma anche Guardiola…”. Risposta: Guardiola ha in mano la squadra più forte del mondo che gioca a memoria da cinquant’anni e non avrà bisogno di allenatori per i prossimi cinquanta.
Ieri sera (a proposito, grazie per la meravigliosa serata), dopo avermi stracciato i maroni per due settimane dicendo che con il Bayern, pur bastando un pareggio, la Juventus sarebbe scesa in campo per vincere perché il blasone, la Juventus, lo stile Juve, la mentalità e bla e bla e bla, sull’1-1 Ferrara ha tolto Del Piero per mettere Poulsen (ripeto: Poulsen), che dovrebbe essere vietato dal regolamento (art.68. è vietato sostituire un giocatore forte con Poulsen. Poulsen può giocare dall’inizio o subentrare a un giocatore dello stesso rango, ovvero Tiago, Grygera, Molinaro, se stesso). So benissimo che questo sarebbe dovuto servire a coprire di più il centrocampo perché in quel momento il centrocampo stava soffrendo, e lo so perché queste parole Ferrara le aveva già dette per giustificare un altro risultato negativo dopo un’altra sostituzione incomprensibile che non aveva sortito gli effetti sperati (sono generoso nel credere che qualcuno sperasse di sortire effetti inserendo Poulsen), ma il problema è che, dopo, ne abbiamo presi altri tre (3), dunque i casi sono due: o non hai inserito abbastanza Poulsen, o il modo per non soffrire a centrocampo era un altro.
Soluzioni?
Per la prossima stagione serve un allenatore e no, c***o, non mi riferisco a Conte (allora Zeman).
2. Poi non lo dico più: Poulsen, Tiago, Molinaro e Grygera non sono giocatori da Juventus. Un tifoso juventino lo capisce quando li vede con indosso la maglia, è proprio una cosa ovvia, non c’è davvero bisogno di passargli anche la palla. Qui non si intende offendere la qualità dei giocatori, che sono ottimi giocatori, splendidi professionisti e meravigliosi atleti. Qui si intende dire che la Juventus non è una squadra adatta al loro potenziale.
3. Diego è un bidone. Non dico che sia un bidone in senso assoluto, perché non lo è. Dico solo che eravamo abituati ad altri “fuoriclasse”, come dite voi, tutto qui. È una questione di livello generale: metti Diego nel Werder a giocare nel campionato tedesco e diventa un fenomeno; lo prendi e lo metti nella Juve nel campionato italiano e diventa scarso: non è l’aria di Torino. Diego è un fuoriclasse che ha trascinato il Werder alla finale di Europa League, cioè precisamente il nostro prossimo sob-obiettivo che mancheremo.
Ora, mi rendo conto che si tratta di un investimento sostanzioso e che non si può semplicemente accantonarlo perché ha sbagliato le ultime diciotto partite – diciotto partite sbagliate di seguito non sono poi molte – dico solo che si potrebbe apportargli qualche modifica tecnico-fisica per aiutarlo a tirar fuori il suo talento, cose come:
- segargli via i tacchi, segarglieli via dalle scarpe, proprio, e se necessario dai piedi, andare da lui e dirgli: “Ohi, Diego, basta colpi di tacco, davvero” e sostituirlo al primo colpo di tacco e, se proprio non molla, costringerlo a indossare le scarpe al contrario, o fargli confezionare dal suo sponsor delle scarpe con le punte davanti e le punte dietro, insomma, qualcosa;
- dargli la pappa reale, perché i tiri tirati finora sono stati molto precisi ma anche molto deboli, perciò serve più forza, oppure servono due nozioni di fisica, andare da lui e spiegargli che il pallone potrebbe aumentare le proprie possibilità di entrare in rete se prima di arrivare dalle parti del portiere non striscia contro tutti i fili d’erba del pianeta Terra;
- tagliarsi la frangia.
4. Felipe Melo è un bidone. Non dico che sia un bidone in senso assoluto, perché non lo è. Dico solo che eravamo abituati ad altri centrocampisti. Emerson, Vieira, gente così. Tutti i tifosi della Juventus hanno provato un brivido quando, al Trofeo Berlusconi, Melo ha buttato via un pallone a casaccio consegnandolo direttamente a Pirlo (ah, Pirlo) che ha tirato da fuori colpendo una traversa che mi ricordo ancora adesso. Lì, ho pensato “Ohi, ohi”. Ma poteva essere un caso. E invece, a quanto pare, purtroppo no: la caratteristica di Felipe Melo è che, ogni tanto, perde palla, che non sarebbe neanche un difetto grave se fosse una punta o una mezzapunta o un trequartista (Diego ne perde a decine ma non succede quasi niente, tranne che perdiamo 4-1 in casa con il Bayern), invece gioca davanti alla difesa, il che significa che quando perde palla gli avversari sono già in porta, vedi Palermo.
Soluzioni?
- non perdere la palla.
- farlo giocare lontano dall’area, magari da punta.
- appendergli un cartello VENDESI sulla schiena, a sua insaputa o cambiargli il nome in Felipe Melo Vendo.
- comprare Gattuso che vuole andare via dal Milan ed è il pupillo di Lippi che allenerà la Juventus il prossimo anno. Devo dire anche bingo?
- appiccicargli in testa la frangia di Diego, o magari come barba.
5. Caceres è un bidone. Cioè, non sarebbe neanche un bidone, onestamente, secondo me ci si può lavorare, magari in allenamento, ma intanto gli si potrebbe spiegare che per nessun motivo al mondo deve abbattere gli avversari in area. Con l’Inter gli è andata bene, e secondo me, dopo, Ferrara avrebbe dovuto andare da lui con una videocassetta di 240 minuti con registrato sopra il replay del suo intervento su Milito novecentosessanta volte e legarlo a una sedia con le palpebre bloccate modello cura Ludovico e fargliele sorbire tutte dicendogli “non.abbattere.gli.avversari.in.area. Chiaro?”, ma evidentemente Ferrara non l’ha fatto, perché con il Bayern Caceres ne ha abbattuto senza motivo un altro e stavolta non gli è andata bene e abbiamo perso. Dieci milioni di tifosi della Juventus si sono chiesti: ma perché l’ha fatto? Ecco. Oggi, invece delle solite scuse, vorremmo una dichiarazione spontanea di Caceres.
Soluzioni?
- spiegargli le regole.
- spiegargli che essere in prestito non significa fottersene della squadra in cui giochi temporaneamente.
- farlo giocare lontano dall’area, magari da punta.
- tagliargli i capelli o regalargli un cerchietto.
6. I giocatori della Juventus si rompono troppo facilmente e troppo spesso. Fate qualcosa. Cioè: 1. fate. 2. qualcosa. Non è una questione di sfortuna, non potete aspettare che passi e basta. Sono sempre rotti, tutti rotti, si rompono, tornano dall’infortunio e si rompono di nuovo, si rompono mentre sono rotti, se sono rotti non si aggiustano, si rompono i piedi, i muscoli, le costole, le clavicole, hanno ematomi che scambiano per tumori, si stirano, si strappano, si sbriciolano, sono sempre stanchi, comincia la stagione e vanno piano perché sono imballati, va avanti la stagione e vanno piano perché hanno fatto la preparazione calibrata per essere in forma per la Champions, arriva la Champions e vanno piano perché non si può giocare ogni tre giorni, in primavera perché, sai, la primavera, a fine stagione perché hanno esaurito le forze? Ma dove le hanno usate? Non allenateli, c***o. Se sono così stanchi, usate la partita del mercoledì come allenamento e gli altri giorni teneteli a riposto dentro una coperta di lino. Comunque poi vanno via dalla Juve e giocano cinquanta partite di seguito senza uno starnuto. Serve un genio?
7. Il campionato non è riaperto. E questo perché questa squadra non è abbastanza forte per vincerlo. Abbiamo gli stessi punti dell’anno scorso? Grandioso, allora arriveremo dietro di nuovo! La squadra non era abbastanza forte l’anno scorso per vincere lo scudetto e non lo ha vinto, così come non è abbastanza forte quest’anno e, temo, non lo sarà l’anno prossimo. Della Champions nemmeno parlo, Dio buono, pensare di dire che potremmo provare a cercare di vincerla dimostra solo una profonda incompetenza. In fondo l’eliminazione di ieri è una cosa buona, perché non oso pensare che cosa sarebbe successo se fossimo andati a Barcellona. E comunque non è abbastanza forte nemmeno per l’Europa League, ne riparliamo la sera di Liverpool.
8. Dopo una sconfitta, invece di dire cose come “è l’ultimo jolly”, “è l’ultima volta”, “basta passi falsi”, “da ora niente più scherzi” eccetera, non dite niente. No, davvero, non dite più niente, per favore, noi poveri tifosi juventini veniamo da due anni di Ranieri che ci ha rimbambito di discorsi e siamo definitivamente saturi: “un desiderio non è un fatto”, vi ricordo, e non sempre nominare un evento (“basta passi falsi”) serve a produrlo (Juve-Bayern 1-4).
Ah, non dite nemmeno “la colpa è di tutti”, perché non è di tutti: è vostra. È questo il senso di essere dirigenti. Se io fondo una squadra di calcio e metto mia madre in porta e prendo dieci gol a partita, la colpa non è di mia madre e nemmeno dei compagni di reparto o del gruppo. Se volete che sia di tutti, fateci prendere le decisioni tramite votazioni online sul sito della Juventus.
9. Serve una persona che sappia fare il mercato, cioè uno che capisca quando un giocatore è forte e quando non lo è. Non è facile come sembra. Per questo, io vi offro gratuitamente la soluzione al problema (come per Alonso, aspetterò che la realizziate spacciandola poi per una vostra idea).
La soluzione al problema
10. Moggi.
Moggi poteva avere tutti i difetti di questo mondo, ma aveva costruito la Juventus più forte di tutti i tempi, cioè sapeva comprare i giocatori. Va bene, era cattivo. Va bene, è interdetto per non so quanti anni dal mondo del calcio, ma nessuno può impedirgli di parlare di calcio a titolo amichevole e amatoriale, ad esempio. Allora facciamo così: aprite a Moggi un concessionario di Maserati dove vi pare e gli date uno stipendio di qualche milione di euro, che se li merita tutti dal primo all’ultimo. Poi, due o tre volte la settimana (ma sarebbe meglio tutti i giorni), gli fate una telefonata strutturata in questa maniera:
- ciao, Luciano.
- ciao.
- come vanno le vendite di macchine?
- bene, grazie.
- senti, così, chiacchierando, tu lo prenderesti uno come Tiago?
- mh, credo di no.
- e scambieresti Zanetti con Felipe Melo?
- direi proprio di no.
- e che ne dici di Ferrara come allenatore.
- no.
- a casa tutto bene?
- sì.
Ecco fatto. Uno stratagemma molto semplice e nel giro di due anni sei di nuovo in finale di Champions.
Ci voleva molto?
Vado subito al dunque: NON SONO D’ACCORDO CON LUI!
Anch’io da tifoso ho subito il 4-1 di Champions….e mi brucia….tanto….
PERO’ NON SCENDO DAL CARRO E SCARICO IL BARILE!
NON MI METTO A PUNTARE IL DITO CONTRO TIZIO O CAIO!
Ho esultato all’acquisto di Diego, Grosso e Melo, l’ho fatto perché erano il meglio sul mercato a cifre ragionevoli e sono ancora convinto che faranno bene!
Grosso sostituiva Molinaro, le alternative si chiamavano Dessena e un certo brasiliano di cui non ricordo più il nome (sono sicuro di non essere l’unico).
Melo veniva da una grandissima stagione a Firenze: chi non ricorda la sua prestazione contro la Juve?
E’ nazionale del Brasile più forte degli ultimi 12 anni.
Sostituisce Cristiano Zanetti, ottimo giocatore per carità, ma che diciamo la verità ancora oggi a Firenze soffre dei soliti cronici infortuni.
L’abbiamo pagato troppo? Cosa vuol dire che l’abbiamo pagato troppo? Vuol dire che dobbiamo stare attenti ai bilanci?
BENE! La Juve ai bilanci sta attenta! A differenza di tante altre squadre italiane e non……….
Vogliamo parlare di Diego?
Secondo voi questo che stiamo vedendo è il vero Diego? Il Diego che su tutti i forum abbiamo osannato per anni ed anni e abbiamo sperato di vedere con la casacca bianconera?
Secondo me non è il vero Diego, non è il Diego che la scorsa stagione ho visto giocare contro le italiane in Champions ed Europa League….Diamogli il tempo di ambientarsi!
Sostituisce l’insostituibile Pavel Nedved…..lo stesso Nedved che al primo anno di Juve steccò tutti il girone d’andata NONOSTANTE provenisse da una squadra italiana e avesse già vinto (pure!) lo scudetto!
E poi finiamola di esaltare i tifosi! (cioè noi…)
Il Sig. Rocca molto ruffianamente dice che i tifosi sanno più dei dirigenti………..
Ma la vogliamo finire di dire stronzate?
E’ bello parlare comodamente seduti in poltrona credendo di avere la soluzione ad ogni problema, è bello fare nome e cognome dei presunti colpevoli!
Sapete cosa mi sembrate? Mi sembrate coloro che ci hanno mandato in Serie B!
Credete di sapere….ma in realtà non sapete un cazzo! Siete solo capaci di aprire la bocca e prendere aria!
Rivolete Moggi? La Vergine Moggi? Non vi è bastato lo scandalo Calciopoli che ha infangato 100 anni di storia? E non rispondetemi che TUTTI si comportavano in un certo modo perciò era necessario! NON SI GIUSTIFICANO I PECCATI CON ALTRI PECCATI!
E ora vi chiedo: che vogliamo fare?
Vogliamo mandare via tutti i giocatori? Vogliamo che Ferrara si dimetta?
L’abbiamo fatto con Deschamps e con Ranieri, continuiamo a farlo con Ferrara e sono sicuro lo faremo ancora e ancora….abbiamo o stiamo chiedendo la loro testa….per fare cosa?
Credete nella bacchetta magica o nel lavoro, nella programmazione, nella serietà, nel progetto?
Ricordate:
LA PAZIENZA è FIGLIA DELLA COMPETENZA!
IO DAL CARRO NON SCENDO!
FORZA JUVENTUS!
Posted by Giuseppe on dic 4, 2009 in
Calcio
NAPOLI- Tutte le società calcistiche e in particolare quelle “che avevano un peso maggiore”, raccomandavano e facevano segnalazioni: è quanto ha sostenuto un ex guardalinee, Rosario Coppola, salernitano, chiamato oggi a deporre in qualità di testimone al processo di Calciopoli. Il teste ha citato l’esempio di un Inter-Venezia, a proposito della quale ricevette sollecitazioni per ammorbidire il referto sull’espulsione dell’interista Cordoba.
L’ex guardalinee ha detto che quando esplose lo scandalo, raccogliendo un appello alla collaborazione dell’ex procuratore Borrelli, si presentò spontaneamente dai carabinieri per rendere dichiarazioni sul sistema delle designazioni nonché delle segnalazioni che provenivano dalle società di calcio. Ha citato come esempio la squalifica inflitta dopo un Inter-Venezia al difensore nerazzurro Cordoba: per tale vicenda avrebbe ricevuto sollecitazioni da parte di Gennaro Mazzei (collaboratore dei designatori Bergamo e Pairetto), che avrebbe ricevuto a sua volta sollecitazioni, per ammorbidire il referto nei confronti del calciatore dell’Inter. Rosario Coppola ha sostenuto che tale vicenda non fu tuttavia verbalizzata dai carabinieri in quanto agli investigatori perché ciò “non interessava” in quanto, secondo gli investigatori, ciò non emergeva dalle intercettazioni telefoniche in possesso degli inquirenti. Coppola si è soffermato, inoltre, sul ruolo dell’ex dirigente milanista Leonardo Meani presso il quale molti guardalinee, a suo dire, si facevano raccomandare. Gli assistenti, a loro volta, cercavano di farsi raccomandare dai dirigenti delle società “per avere visibilità ed essere in un certo giro”.
Tag:Calciopoli, Inter, Luciano Moggi, Napoli, processo, Rosario Coppola
Posted by Giuseppe on dic 4, 2009 in
Calcio
by Antonio Corsa (ACB)
A volte la cattiveria e l’ignoranza umana può raggiungere vette impensabili. Si è – giustamente – parlato e scritto tanto del problema legato al razzismo. A me non piace l’ipocrisia, e allora allo stesso modo vi dico che mi ha fatto male e sdignato il menefreghismo dei media nei confronti dei cori rivolti a giocatori come Sissoko, Luciano, Seedorf e Mutu (per fare degli esempi di gente vittima quest’anno di insulti razzisti), per i quali non verrà rinominata nessuna scuola. I cori contro di loro non hanno riempito l’ordine del giorno di nessun consiglio scolastico e interrogazione parlamentare.Insomma.. chissenefrega! Ma siamo juventini, siamo abituati ad essere soli contro tutti, e a ricevere le più brutte offese possibili.
Navigando su facebook, il più famoso social network al mondo che ha da poco festeggiato i 350 milioni di iscritti, scrivendo “Pessotto” nel motore di ricerca interno, è possibile leggere gruppi quali: “Pessotto sul cruscotto”, “Pessotto vola ancora”, “Scuola di volo Pessotto”, “Pessotto buttati di sotto”, “I fan di Pessotto” (con in foto Pessotto buttato dal tetto), “Ma secondo voi Pessotto si è buttato o era rigore?”, “Mi diverto solo se vedo volare Pessotto”, “La macchina di Bettega, Pessotto sul cruscotto”, “O mangi questa minestra, o fai come Pessotto”, ecc.. (sono una novantina circa).
Non faranno notizia come i cori di Udine e Bruxelles, lo capisco perfettamente. Ma il mio è un blog libero, io sono libero, e lo scrivo con tutto il mio sdegno: vergogna! Così come non hanno avuto alcun risalto mediatico le maglie “Meno” con numero 39 indossate da alcuni tifosi Viola (gemellatisi non a caso con i tifosi del Liverpool…. quando uno dice “le coincidenze della vita!”). Ci sono insulti ed insulti, evidentemente. Certi di Serie A, altri di Serie B. E i moralizzatori part-time. Che tristezza..
Tag:ACB, Blog dell'uccellino, Facebook, Juventus, Pessotto
Posted by Giuseppe on dic 3, 2009 in
Calcio
Nei momenti difficili di una partita, c’è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, a quella capa cità di non arrendersi mai. E questo è il motivo per cui la Juventus vince anche quando non te l’aspetti
Gianni Agnelli
La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so di re cosa, ma sono orgoglioso di farne parte
Gaetano Scirea
E’ un piacere immenso ricordare che tutto “il me glio” del calcio è passato dalla Juve
Umberto Agnelli
Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tut to sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arren de mai
Omar Enrique Sivori
Chi indossa la nostra divisa, le rimarrà fedele malgra do tutto e la terrà come prezioso ricordo
Eugenio Canfari
Se sono un uomo felice è perché ho dato tutto per la Juventus
Giampiero Boniperti
Per me l’Italia è soprattutto la Juve. Addosso ho an cora i segni che mi ha lasciato Ciro Ferrara. Per un attaccante affrontare un’italiana resta il top, la vera prova del nove. Ferrara, Montero, Boksic, Del Piero: dopo averli affrontati sapevi di aver giocato al massi mo
Ryan Giggs
Essere un giocatore della Juventus vuole dire appar tenere a uno dei pochi veri miti dello sport
Michel Platini
La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto
Fabio Capello
La Juventus non è soltanto una squadra di calcio, ma un modo di intendere la vita.
Italo Pietra
La vera gara tra noi e le milanesi sarà tra chi arriverà prima: noi a mettere la terza stella, loro la seconda
Gianni Agnelli
La Juventus è come un dra go a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un’altra. Non molla mai, e la sua forza è nell’ambiente
Giovanni Trapattoni
La Juve è una fede che con tinua a essermi appiccica ta addosso. Sono da compati re quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire. Sembrava una bat tuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora.
Giampiero Boniperti
Boniperti dice la sua Juve ha vinto tanto? Sì, è vero ma perché non va a Madrid a vedere i trofei del Real? La ve rità è che la Juve non deve mai guardarsi indietro, ma pensare sempre al successo che verrà
Gianni Agnelli
Con la Juventus ho imparato a vincere. Non so come è successo, è qualcosa che si re spira nell’aria dello spoglia toio, sono concetti che vengo no tramandati da giocatore in giocatore, è il sentimento che ti trasmettono milioni di tifosi e non c’è club nel mon do che ti faccia lo stesso effetto
Egdar Davids
La Juventus è stata un esempio per il mio Man chester United. Facevo vedere ai miei giocatori le videocas sette della squadra di Lippi e dicevo: non guardate la tatti ca o la tecnica, quella ce l’ab biamo anche noi, voi dovete imparare ad avere quella vo glia di vincere
Sir Alex Ferguson
Tag:Juve
Posted by Giuseppe on set 27, 2009 in
Calcio
Ciao José, scusa se ti chiamo a tarda ora, ma volevo chiederti una curiosità: ti ricordi la battutina sulla cena a base di calamari che ti aspettava la sera di Lazio-Juve?
Come dici? Sei in silenzio stampa e non puoi rispondere?
Vabbè, non sono permaloso come i giornalisti di Sky, accetto il tuo silenzio.
A proposito di Sky, stasera ti ho visto parecchio incazzato… ma ti pare giusto aver detto quelle parole sull’allenatore della Sampdoria, Luigi Del Neri?
E’ stato esonerato dal Porto, e allora? Tu certe cose non le puoi sapere….
Sai qual’é la verità? No…non è quella….ti dico di no….e famm parlà!!!!
Aèèèèèè!!! E allora rispondi: qual’è il piatto tipico portoghese?
Bravo! Il baccalà!
A Del Neri il baccalà non piace…. gli piace il pesce, ma i piatti tipici della Liguria…solo quelli…i calamari però no! Li rispetta perché da fritti sono tondi….si si tondi come il pallone…. e tutto ciò che è rotondo, tu lo sai, nel vostro mondo deve essere trattato con rispetto e temuto! Non sfidato e affrontato come fai tu!
Ma dico io! Proprio i calamari ti dovevi mangiare quella benedetta sera??
Come dici? Ti sei mangiato i calamari pure giovedì durante Genoa-Juve?? Più gol venivano annullati alla Juve più ne mangiavi? C’era pure Materazzi con te?? Ma allora ve le cercate!!!!
Tanto è vero che stasera il calamaro si è preso la sua rivincita, gol annullato a Lucio, nella stessa porta dei gol annullati a Iaquinta e Trezeguet….hai visto? E hai perso a Genova……
Vabbé è tardi, non ti fare ancora più nervoso….andiamo a dormire….aspetta però, l’ultima cosa, conosci Pino Daniele? No? E’ un cantante….napoletano….si…si….come Ciro Ferrara…..lui lo conosce….bene….ascolta questa canzone e non ci pensare…
E soprattutto, sai come si dice a Napoli? Non fare troppo il masto!
Perché puoi risultare brillante, comunicatore, provocatore ecc. agli occhi di tutti gli italiani, ma da noi, a Napoli c’è una cosa strana, si chiama cazzimma…e senza che insiti, non ti dico cos’é………
Ciro Ferrara, invece ò sap che è
Tag:baccalà, calamari, Ciro Ferrara, Genova, Inter, José Mourinho, Juventus, Luigi Del Neri, Sampdoria, Sky