Il serpente e l’arcobaleno

Ieri sera ho visto Il serpente e l’arcobaleno. Ieri sera ho capito che Wes Craven in passato faceva film veramente eccezionali, e che Scream sia stato in realtà un incidente di percorso dovuto alla moda del momento. Le trovate che avevo riscontrato in qualche Nightmare vengono fuori in questo film in modo dirompente, dando alla pellicola un senso claustrofobico e di perdizione: zio Wes riesce a trasmettere lo smarrimento del protagonista nel trovarsi in balia della dura legge di Haiti, e il secondo tempo è la conferma del senso di impotenza che il dottor Alan (alias Bill Pullman, per intenderci il presidente americano di Indipendence Day) è costretto a provare dinanzi allo stregone-capo della polizia locale ed ai suoi mezzi intimidatori. In culo la democrazia e l’essere americani. Il dottor Alan è colpevole per aver indagato e successivamente carpito i segreti alla base dell’intruglio voodoo in grado di far resuscitare i morti, e per questo è sottoposto alla persecuzione dell’autorita locale. Assurda ad esempio la tortura inflitta al dottore, consistente in un chiodo conficcato sulla cappella con un martello (si,avete capito bene,, quella cappella). La leggenda di un intruglio a base di erbe e veleni naturali in grado di far morire per 12 ore e di riportare successivamente in vita, creando di fatto delle sottospecie di zombie, non viene mai banalizzato, e anzi si mescola perfettamente con l’atmosfera voodoo di Haiti e dei suoi abitanti. La scena del dottore che viene seppellito in compagnia di una tarantola è tremenda. Il finale cade un pochetto, soprattutto quando lo stregone comincia a svolazzare e a lanciarsi contro il dottore a tipo missile di Mr Bison (gli amanti di Street Fighter mi capiranno). In ogni caso le facce allucinate dei non-morti e la versione craveriana di sposa cadavere meritano senza dubbio il prezzo del biglietto (in questo caso, il prezzo di 5 giorni di attesa per scaricarlo da Emule).

Bello, bello, bello.

Ps: Certo lo slogan sulla locandina “Non mi seppellite, non sono morto!” se lo potevano risparmiare