Drag me to Hell

 

Come fa questo film ad aver preso 7.2 su IMDB?

Capisco che a Raimi piace fare un pò di macchiette nei film horror e di rasentare volutamente lo splatter di serie b (vedi L’Armata delle Tenebre) però mi ero preparato a questo film diversamente..credevo che sarebbe stato un horror pulito….e invece un tubo in bocca che viene sputato con un effetto sonoro a tipo “Natale a Miami” o “Vacanze di Natale”  quando Boldi incula De Sica sotto la doccia (o era il contrario); ‘na mano dentro la bocca e gli occhi che schizzano dalle orbite dopo che è caduta in testa alla vecchia un incudine a tipo Will il Coyote..ci mancava solo la scritta 35 Kg ….boh…

sarà che sono rimasto ancora a Evil Dead…..

 


Il serpente e l’arcobaleno

Ieri sera ho visto Il serpente e l’arcobaleno. Ieri sera ho capito che Wes Craven in passato faceva film veramente eccezionali, e che Scream sia stato in realtà un incidente di percorso dovuto alla moda del momento. Le trovate che avevo riscontrato in qualche Nightmare vengono fuori in questo film in modo dirompente, dando alla pellicola un senso claustrofobico e di perdizione: zio Wes riesce a trasmettere lo smarrimento del protagonista nel trovarsi in balia della dura legge di Haiti, e il secondo tempo è la conferma del senso di impotenza che il dottor Alan (alias Bill Pullman, per intenderci il presidente americano di Indipendence Day) è costretto a provare dinanzi allo stregone-capo della polizia locale ed ai suoi mezzi intimidatori. In culo la democrazia e l’essere americani. Il dottor Alan è colpevole per aver indagato e successivamente carpito i segreti alla base dell’intruglio voodoo in grado di far resuscitare i morti, e per questo è sottoposto alla persecuzione dell’autorita locale. Assurda ad esempio la tortura inflitta al dottore, consistente in un chiodo conficcato sulla cappella con un martello (si,avete capito bene,, quella cappella). La leggenda di un intruglio a base di erbe e veleni naturali in grado di far morire per 12 ore e di riportare successivamente in vita, creando di fatto delle sottospecie di zombie, non viene mai banalizzato, e anzi si mescola perfettamente con l’atmosfera voodoo di Haiti e dei suoi abitanti. La scena del dottore che viene seppellito in compagnia di una tarantola è tremenda. Il finale cade un pochetto, soprattutto quando lo stregone comincia a svolazzare e a lanciarsi contro il dottore a tipo missile di Mr Bison (gli amanti di Street Fighter mi capiranno). In ogni caso le facce allucinate dei non-morti e la versione craveriana di sposa cadavere meritano senza dubbio il prezzo del biglietto (in questo caso, il prezzo di 5 giorni di attesa per scaricarlo da Emule).

Bello, bello, bello.

Ps: Certo lo slogan sulla locandina “Non mi seppellite, non sono morto!” se lo potevano risparmiare

 


Quando vado in palestra…

Lo confesso: quando vado in palestra mi sento ’sta roba….guardate che funziona eh!

 

 

 


S.Darko: ‘ngula e che stronzata!

Cioè, Donnie Darko era un film incasinato, da rivedere 2 e 3 volte per capirne effettivamente il senso: senso che una volta capito diventava però veramente affascinante, dando un significato a Frank il coniglio, ai vari incidenti e al finale a sorpresa con la madre di Donnie che si volta verso la ragazzina del figlio (ora però mi scoccio di spiegare il film, ci vuole troppo tempo).

Ma questo sequel veramente non ha un senso! Cioè, il regista ha voluto fare una cosa ingarbugliata sulla falsa riga del primo episodio, ma alla fine ha distrutto totalmente quello che il buon Richard Kelly aveva sapientemente costruito!

A parte il fatto che l’amica di Samantha mi sta proprio sul cazzo, a forza che vuole fare diventare la sorella di Donnie una zoccola come lei, con quei continui riferimenti vagamente sessuati.

Ecco qua Samantha con l’amica troizzante…

Ma poi, scusate, quel deficiente sul granaio che cazzo combina?  E perche ha pure lui la maschera di coniglio? Quella era un prerogativa di Frank! Non è che solo perchè uno fa il consigliere di quelli che viaggiano nel tempo deve indossare una maschera da coniglio! Per giunta questa è di ferro!

Questo il nuovo coniglio ferrato

E’ questo il coniglio originale!!

Poi: i viaggi nel tempo sono troppi. Troppa gente decide di tornare indietro per aggiustare le cose, compresa l’amica zoccolona.

Poi: la pioggia di meteoriti?!! Ma dove siamo, a Smallville?

Insomma: na mezza ciofeca….si corre il rischio di rovinare quella perla di Donnie Darko, che doveva restare un caso isolato, senza ’sti sequel del cazzo….ha fatto bene Kelly a non riconoscere la continuità e la paternità di questo S.Darko con il suo piccolo ma suggestivo capolavoro. Boh……..

 


3 buoni motivi per vedere Smallville…

Ragazzi, a dispetto dei maligni che continuano ad osannare  Lost e Heroes (indubbiamente belli, devo ammetterlo), la mia amata Smallville, a cui resto affezionato anche se nelle prossime serie dovessero fare il crossover con Paperoga o Tiramolla (un pò come accade con i Dylan Dog, che continui a comprare per inerzia anche se la verve di un tempo si è persa col numero 100) mi ha positivamente sorpreso con la settima serie, l’ultima uscita in dvd. In attesa della ottava (e poi della nona, l’ultimissima), devo dire che questa serie con Supergirl, nonostante la presenza di questa biondona non lasciasse presagire niente di buono (temevo un ripetersi della sesta serie, dove ogni volta che compariva quel cazzo di Freccia Verde mi coprivo gli occhi perche significava che la puntata sarebbe stata na stronzata), mi ha sorpreso positivamente. Lex sempre più stronzo, Lana sempre più strana,  Lois sempre più bona. Clark sempre più sarchiapone, Brainac che fa il culo un pò a tutti. Insomma: bella serie.

Il problema è un altro: con quella cazzo di biondona ci si distraeva troppo!!!

Ora ditemi un pò voi: chi scegliereste? Io non voglio dire volgarità…

 

Kristin Kreuk/Lana Lang

 

Erica Durance/Lois Lane

 

 

Laura Vandervoort/ Kara Kent

 


David Lynch sei un genio

Non è presunzione la mia, ma sinceramente, essendo un veterano del cinema horror (che frequentosin dalla tenera età di 6 anni, anno in cui mia madre mi portò a vedere la mitica Casa 4 di Fabrizio Laurenti, quella per intenderci dove c’è la strega che cuce la bocca della bimba con ago e filo) raramente mi sono, come dire, cacato in mano con qualche scena horror.

C’è riuscito ovviamente il primo Esorcista, in parte La cosa, in alcuni momenti Phantasm di Don Coscarelli.

Ma difficilmente il sangue mi si è raggelato: almeno fino a quando non ho visto per la prima volta Mulholland Drive di David Lynch (nella scena della donna carbonizzata che sbuca da dietro al muretto), oppure come mi sta capitando di recente con Twin Peaks, serie da tutti osannata ma che fino ad ora non avevo mai avuto il piacere di vedere.

Faccio una premessa doverosa: vedere oggi questa serie non e proprio l’ideale, negli anni in cui ormai la serie tv ha raggiunto la perfezione e se  la gioca con il cinema a tutti gli effetti senza sfigurare. Molti gli elementi che mi hanno fatto storcere il naso, come la spesso ingessata recitazione di alcuni interpreti e come le soundtrack troppo allegrotte (per quanto sicuramente volute dal buon David): in generale infatti la prima serie ( e cioè i primi 7 episodi) non è che mi abbiano entusiasmato chissà quanto. Questo almeno fino a quando il buon Lynch non ha deciso di staccare i piedi da terra e di volare con il suo proverbiale tocco onirico.

Eccolo qua, il mio incubo Bob…

Ed ecco che comincio a cacarmi sotto: la prima apparizione di Bob sottoforma di allucinazione, il sogno del detective con il palco dalle tende rosse su cui si agita un nano inquietante. Il cameriere anziano che fa sempre ok con il pollice della mano. Il gigante consigliere. Vi giuro, vederlo a casa da soli completamente al buio ha fatto il suo porco effetto.

Il nano….sicuramente anche Pedro si cacherebbe sotto nel vederlo….lui odia i nani!

La scena in cui il padre di Laura Palmer impazzisce mi ha lasciato senza parole. E quel cazzo di Bob……l’avevano scelto proprio bene quel tizio per fare la parte dell’invasato….mamma mia….

Il gigante…

La musica pure ha il suo perchè…

Ora mi mancano circa 10 episodi alla fine. Poi vi darò il responso. Ma sicuramente vale la pena di vederla come serie…e poi, come direbbe mia madre ” A quei tempi era na cosa nuova“….

 


2012: la fine del mondo?

Ma questi sono pazzi? Fanno il film sulla fine del mondo!? Certo ce ne sono stati già di diversi: Indipendence day, Armageddon, Deep Impact, The Core, The day after Tomorrow. Ok. Ma questa data è piuttosto reale, a giudicare dalle profezie dei Maya e di altri simil-Nostradamus che, a quanto pare, hanno preannunciato la fine del mondo proprio per quell’anno. E per giunta prevedendo una serie smisurata di terremoti che avrebbero preceduto il giorno del giudizio! Se la tragedia abruzzese e i terremoti in giro per l’Europa non sono casuali (in Romania, un Paese raramente colpito dai sismi, pare che ci siano state 4 grandi scosse ravvicinate negli ultimi tempi), penso proprio che il film sarà accompagnato da una buona razione di grattate di palle generali…staremo a vedere…speriamo che nel film troveranno una soluzione…e che non sia di salire in groppa ai meteoriti con le trivelle e Bruce Willis però!

 


Sherlock Holmes: il trailer

Il trailer del film in uscita il 25 dicembre…speriamo bene…..all’apparenza mi sembra una figata…..

 


Mulholland Drive?

Mulholland Drive è una lunga e vecchia strada di Los Angeles: nasce nel deserto, attraversa i quartieri ricchi e finisce a strapiombo sulla costa di Malibù. Bisognerebbe ricordarsi di questa simbologia per cercare di dare un senso all’ultimo onirico ed enigmatico film di David Lynch. Quella che il regista stesso ha definito come “una semplice storia d’amore nella città dei sogni” è in realtà un intricato enigma sospeso tra allucinazione e realtà, con un tocco di nostalgia per il noir degli anni ‘40 ed una aperta ostilità verso l’attuale star system. Rita è un’avvenente bruna sopravvissuta ad un incidente d’auto in seguito al quale ha però perso la memoria, Betty un’aspirante attrice di belle speranze che la ospita nel proprio appartamento e se ne innamora. Le due protagoniste cercano di far luce sull’amnesia di Rita, per scoprire che in realtà niente è come sembra… Film astratto, con una straordinaria potenza visiva, è nello stesso tempo affascinante e disturbante. Difficile trovare una chiave di lettura razionale. E difficile descriverlo. Seguendo il linguaggio dei sogni voluto dal regista, bisognerebbe limitarsi a viverne le emozioni.

Questo quanto dice My Movies sul film… aggiungerei io:

Il disegno onirico è ovviamente quello di Naomy Watts/ Betty, che alla fine  (per mano di quell’assassino sfigato con la barba e i capelli biondi che per uccidere un tizio ne fa fuori altri 2 facendo scattare pure l’allarme nel corridoio dell’ufficio dove si trova) si scopre carnefice dell’attrice Rita, donna in grado di aprire a Betty le porte di Hollywood ma nel contempo colpevole per averle distrutto il cuore (lei non crede nel rapporto lesbo con Betty, per cui corre presto tra le braccia di un uomo -per la precisione il regista con gli occhiali scuri che nel sogno di Betty sfondava la macchina dei mafiosi con la mazza da golf)).

Il film è allucinante, anzi allucinato, totalmente folle e in alcuni momenti inspiegabile: ad esempio perchè quell’incidente stradale all’inizio? O almeno, perchè quella dinamica, che non ha alcun riscontro nella realtà effettiva di Betty?

Chi sono quei vecchietti assurdi che si rimpiccioliscono a tipo Bruce Campbell ne L’Armata delle Tenebre? ( la donna in particolare mi ha terrorizzato, soprattutto nella scena quando nella limousine ride come uno gnomo toccando in quel modo stranissimo il ginocchio del marito; senza contare la scena finale quando entrano in casa di Betty: lì mi sono cacato sotto perchè pochi istanti dopo è entrata mia nonna nella stanza -rigorosamente buia- dove stavo vedendo il film, con una vestaglia bianca ed una faccia inquietante)

Ma soprattutto, che cosa è quel cubo blu?

Infine, un plauso al sublime maestro Lynch che ha avuto il potere di farmi letteralmente cacare in mano nella scena della persona nascosta dietro il muretto che compare all’improvviso: quell’essere tutto bruciato è la sintesi della paura per me (credo che sia Rita dopo la morte, o meglio dopo che Betty l’ha fatta uccidere. Almeno credo). Giuro che non mi cacavo così sotto dai tempi de  L’Esorcista…. grande David Lynch…..provvederò subito a rivedere l’intera saga di Twin Peaks….

Questo è l’essere bruciato che mi ha fatto cacare sotto….certo vederlo così può farvi ridere ma vi assicuro che trovarselo all’improvviso, e in quel modo, nel film non è stato per niente piacevole….

 


Frost/ Nixon

 

 

Ho visto il bel film di Ron Howard, Il duello: Frost/Nixon.

Finalmente il rosso di Happy Days evita di fare film con codici e messaggi cifrati che si illuminano  magicamente sulle pareti, e mette su  una sorta di reportage sull’impresa giornalistica di un presentatore di talk show inglese sulla cresta dell’onda, con la faccia da Joker e le camicie da pappone anni ‘70, che un bel giorno decide di mettere su un’intervista-sputtanante all’odiatissimo ex-presidente Nixon.

Il film è bello, scorre bene e trasmette perfettamente l’ansia di questo presentatore che si gioca tutti i suoi soldi per mettere sù questa mega intervista al plurisfottuto ex-presidente degli Stati Uniti, oggi colonna portante della serie Futurama.

Cast d’eccezione:

Frank Langella, nei panni di un Nixon andato alquanto d’aceto ma all’occorrenza sempre brillante ed austero.

Michael Sheen, nel ruolo di David Frost e del suo sorriso, a volte veramente fastidioso, ma efficace. Soprattutto nei momenti difficili, quando diventa un ghigno di frustrazione e senso di impotenza dinanzi alla bravura di Nixon nello sviare le domande e rubare tempo e denaro alla registrazione.

Sam Rockwell, nei panni di James Reston Jr, il cacacazzi di turno che odia Nixon ma che poi si scioglie e si intimorisce nel vederlo dal vivo.

Oliver Platt, nei panni di Bob Zelnick, l’altro tizio arruolato per preparare le domande da fare a Nixon (io lo ricordo come Portos, il moschettiere chiattone dell’omonimo film).

Kevin Bacon nel ruolo di Jack Brannon, ovvero lo Smithers di Nixon.

La cosa grandiosa del film è che lascia trasparire un elemento fondamentale ed una domanda assoluta sulla natura ambigua del presidente: ma ci era o ci faceva? Oppure, per dirla alla napoletana: Facev  ‘o scem pe’ nun ‘gli a guerra?

La risposta è ovviamente si, per quanto le battute finali del film lasciano intendere qualcos’altro…lo sguardo di Nixon da cane bastonato e segnato dalla solitudine sembra autentivo…giudicate un pò voi……