Frost/ Nixon
Ho visto il bel film di Ron Howard, Il duello: Frost/Nixon.
Finalmente il rosso di Happy Days evita di fare film con codici e messaggi cifrati che si illuminano magicamente sulle pareti, e mette su una sorta di reportage sull’impresa giornalistica di un presentatore di talk show inglese sulla cresta dell’onda, con la faccia da Joker e le camicie da pappone anni ‘70, che un bel giorno decide di mettere su un’intervista-sputtanante all’odiatissimo ex-presidente Nixon.
Il film è bello, scorre bene e trasmette perfettamente l’ansia di questo presentatore che si gioca tutti i suoi soldi per mettere sù questa mega intervista al plurisfottuto ex-presidente degli Stati Uniti, oggi colonna portante della serie Futurama.
Cast d’eccezione:
Frank Langella, nei panni di un Nixon andato alquanto d’aceto ma all’occorrenza sempre brillante ed austero.
Michael Sheen, nel ruolo di David Frost e del suo sorriso, a volte veramente fastidioso, ma efficace. Soprattutto nei momenti difficili, quando diventa un ghigno di frustrazione e senso di impotenza dinanzi alla bravura di Nixon nello sviare le domande e rubare tempo e denaro alla registrazione.
Sam Rockwell, nei panni di James Reston Jr, il cacacazzi di turno che odia Nixon ma che poi si scioglie e si intimorisce nel vederlo dal vivo.
Oliver Platt, nei panni di Bob Zelnick, l’altro tizio arruolato per preparare le domande da fare a Nixon (io lo ricordo come Portos, il moschettiere chiattone dell’omonimo film).
Kevin Bacon nel ruolo di Jack Brannon, ovvero lo Smithers di Nixon.
La cosa grandiosa del film è che lascia trasparire un elemento fondamentale ed una domanda assoluta sulla natura ambigua del presidente: ma ci era o ci faceva? Oppure, per dirla alla napoletana: Facev ‘o scem pe’ nun ‘gli a guerra?
La risposta è ovviamente si, per quanto le battute finali del film lasciano intendere qualcos’altro…lo sguardo di Nixon da cane bastonato e segnato dalla solitudine sembra autentivo…giudicate un pò voi……














