Tutti noi siamo cresciuti con i pupazzoni del mago Jim Henson ( il papà dei Muppets, The Dark Crystal e dei primi film delle Tartarughe Ninja): l’avvento del digitale ha soppiantato tristemente la magia della gommapiuma, ciò nonostante la grandiosità di Labyrinth e dei suoi personaggi resterà indelebile nei cuori di ognuno. A distanza di anni mi piscio ancora sotto dalle risate, anzi probabilmente la maturità mi ha permesso di vedere con occhi diversi il tutto e di scoprire la genialità di alcuni personaggi ( avrò modo di proporli nei prossimi articoli, non temete), andando al di là dell’impatto superficiale con l’eterno David Bowie. Il film è fantastico, così come fantastico è stato il lavoro che la squadra di burattinai capeggiata da Brian Henson ha allestito per far muovere i goblin e tutto il corredo di mostriciattoli sparpagliati per il labirinto ( date un’occhiata ai contenuti speciali del dvd per rendervene conto con i vostri occhi)……..Io e Pedro lo rivediamo ciclicamente quasi ogni anno……..eccezzionale…..
Ve lo ricordate!!!!!!! Il signor verme!!!!! “Entri, le presento la mia signora”…..incredibile….
E’ stata scontata, è stata attesa, è stata meritata….Oscar come migliore attore non protagonista….. grazie Heath…..hai avuto le palle di sovrapporti ( per non scontentare nessuno diciamo che con te è stato creato un nuovo Joker) al grande Jack Nicholson nell’immaginario jokeriano collettivo…. ricorderò per sempre la tua linguetta che si agita psicopaticamente durante i tuoi folli discorsi nel Cavaliere Oscuro…….grazie…..
Ecco a voi una delle scene più assurde dei Griffin…mi sto ancora pisciando sotto….è da questo genere di sequenze che capisco quanto i Griffin siano andati avanti e quanto i Simpson invece siano regrediti sempre di più…..
Ho abbandonato il mondo dei videogiochi quando ho cominciato, nel lontano 2000, ad avere i primi accenni di epilessia. Ero nel pieno di una partita a Zelda: the Ocarina of Time per l’ormai obsoleto Nintendo 64 quando, a seguito di una battaglia con le spade vengo trafitto dal fantasma di Ganondorf ( il cattivo di turno del videogioco), perdendo l’ultimo cuoricino di energia che mi era rimasto: in quel preciso istante, realizzando di non aver salvato la partita nel mentre mia madre mi urlava di andare a tavola per la cena, un fuoco psichedelico ed immagini di morte cominciarono a materializzarsi, tipo Darkman quando si incazzava e gli arrivavano le scosse di adrenalina. Il passo verso la follia fu veramente breve, considerando che scaricai la tensione con un morso ben assestato al joypad da 50 € della mia console. Da quel giorno una pausa forzata dai games fino al 2006, quando la dannata passione calcistica mi fece avvicinare ad un nuovo strumento del demonio, tale Pro Evolution Soccer, per gli amici PES, un acronimo che tuttora scandisce le mie notti ed acuisce gli scontri calcistici e non con il mio fratellone.
Tutto questo per dire che non conoscevo Hitman come videogioco, sebbene il mio cuginetto me ne aveva parlato spesso, dall’alto della sua cultura di videogame praticamente sconfinata: è tremendo, puoi ammazzare chiunque….e quanto cazzo di sangue!! mi diceva tutto emozionato, ma io, impassibile, vivevo ancora il mio rigetto da epilessia, per cui declinavo sempre l’invito di spezzare le ossa a qualche poliziotto.
Poi vedo un trailer in tv: all’inizio credevo fosse il fumetto della Dc Comics, poi invece (sempre) mio cugino mi conferma che si tratta del film ispirato al videogioco. La trama è piuttosto scontata per essere un film su un sicario: 47 ( è questo il suo codice, non a caso ha pure un codice a barra dietro la nuca pelata), appartiene ad una organizzazione talmente segreta che nessuno sa della sua esistenza. Viene reclutato per ammazzare il presidente russo filo-occidentale, che in realtà si è fatto sostituire da un sosia, che intanto si teneva un mignottone che viene preso in ostaggio e poi salvato da Hitman ( che incredibilmente non se la scopa) – per la cronaca il mignottone si chiama Olga Kurylienko, una figa da paura che ha recitato anche in 007 Quantum of Solace-. La solita sfida con il poliziotto dell’Interpol è frammista alla combutta dell’agenzia di 47 che cerca di incastrarlo e alla fine è incredibilmente risolta dalla…..vabè, non vi dico altro, perchè il film, per quanto lineare e sempliciotto come ogni action movie che si rispetti ( soprattutto se è ispirato ad un videogioco) va visto, non solo per la violenza ben miscelata, ma in particolare per la faccia impassibile e rettilofola del protagonista Timothy Olyphant, perfetto con quella sua pelata nel ruolo dell’agente 47, soprattutto quando dopo una mega sparatoria entra dentro una boutique e si ricompra giacca, cappotto, camicia e cravatta rossa che aveva distrutto pochi minuti prima. Il buon Timothy l’avevo già visto nel brutto The Dreamcatcher, ma sinceramente ne avevo perso le tracce. Cmq, mi sono divertito.
E poi l’Ave Maria che fa da prologo fa il suo effetto…..
Il caso ha voluto che io guardassi nel giro di una settimana American Gangsters, Planet Terror e Non è un Paese per vecchi: comune denominatore dei tre film è stato, ovviamente, la faccia dura da texano rozzo di Josh Brolin. Gli appassionati lo ricorderanno probabilmente in Mimic ( il primo film del grande Guillermo Del Toro, quello con gli scarafaggioni che vivono nella metropolitana di New York) oppure in Melinda e Melinda di Woody Allen, ma sicuramente quello che solo in pochi avranno notato è che il nostro Josh ha debuttato in un altro film, uno dei cult-movie della nostra infanzia, visto e rivisto in tutte le salse anche dopo 20 anni dall’uscita.
Sto parlando dei Goonies, il film del 1985 di Richard Donner, scritto da Steven Spielberg ( personalmente l’ ho visto 12 volte e non mi stanco mai di rivedere la scena di super Sloth che salta dalla vela del galeone). Bene, il nostro Josh, per chi non l’avesse capito, era Brand Walsh, il fratello maggiore di MIkey, cioè il protagonista del film, quello fissato con Willy l’orbo e il tesoro. Ovviamente anche nel 1985 faceva la parte dello spaccone, ma resterà fregato in più occasioni, prima fra tutte la memorabile scena della poltrona a cui viene legato con gli attrezzi della palestra, fino poi ad addolcirsi per la causa gooniesiana e a chiudere un occhio sulla tresca tra la sua tipa e il suo fratellino nei cessi della caverna….incredibile……….. Vedere per credere…….
L’avete riconosciuto!! E’ quello con la bandana!!!!
Eccolo invece nel pluripremiato Non è un Paese per vecchi dei fratelli Cohen.
Ovviamente non poteva mancare lui, il mitico Sloth!!
Io dico che, in merito al sondaggio divulgato da No blood no foul, la detentrice indiscussa dello scettro di Super tettona non può che essere lei: RED MONIKA!!!!Ve la ricordate, sulle pagine di Battle Chasers di Joe Madureira??? Potete ancora trovare i volumi editi da Magic Press di Cliffhanger!, dove appunto vi erano raccolte, in un unico albo, 75 chili di tette a buon mercato, tra le Danger Girl di Campbell, la Lilith del vampiresco Crimson di Humberto Ramos ( consigliabile per chi ama le atmosfere alla Underworld) e, ovviamente, la mitica zia Monika!!!!!!