
Domani cinema…..ma a vedere cosa? Sono indeciso tra il polpettone Viaggio al centro della Terra con il mascellotico Brendan Fresar, che ormai se non fa film pieni di incasinamenti, mostri e bordelli vari tipo Mummia non è lui; Sette anime ( più corretto e a quanto pare più coerente con la trama il titolo originale Seven pounds) di Gabriele Muccino ( un regista che, nonostante i suoi trascorsi di “regista di film italiani” si è guadagnato la mia ammirazione e curiosità dopo essere diventato amico del grande Will Smith - a dire la verità il prevedibile ”La ricerca della felicità” mi ha commosso); oppure il temibilissimo Imago Mortis, film tralaltro già menzionato e recensito dal mitico Pedro Adelante nel suo blog ( in effetti quest’ultimo lo scarterei, perchè è veramente difficile non farsi influenzare dal giudizio del buon Pedro)…….vi prego aiutatemi!!!!!!!!!

Ho appena finito di leggere Wormwood, Cadavere gentiluomo, edito dalla Magic Press: fantastico! Il buon Ben Templesmith, che i più ricorderanno sulle pagine di Spawn e per il successo vampiresco di 30 giorni di notte, sorprende non soltanto per i suoi noti pennelli allucinati, ma per una storia macabra e spassosa allo stesso tempo: uno stile e una serie di creature a metà tra Lovecraft e la BPRD di Hellboy e zio Mignola, anche se le battute si sprecano ( formidabile il dialogo/scontro finale tra Wormwood e il demone Moloch). Le tavole sono fantastiche, visionare, così come i vermoni ( basti pensare che il protagonista è un verme/demone che vive all’interno di un cadavere), così come altrettanto assurdo è la guardia del corpo di Wormwood, un vecchietto tipo maestro Muten di Dragon ball che si lamenta continuamente per la mancanza del pisello tra le gambe ( in realtà è una specie di cyborg)….ovviamente il tutto è allucinato e allucinante; certo l’eco del buon Mignola si fa cmq sentire, ma nel complesso è spassosissimo e lo consiglio a tutti. Complimenti zio Ben!
Nel mio viaggio matto a Bruxelles ed Amsterdam ho scoperto cose incredibili: a parte la sorpresa nel vedere la facilità con cui il mio povero cervelletto va a puttane di fronte al proliferare di minchiate che Amsterdam può offrire ( ho dato una parvenza di acculturatezza alla mia ragazza visitando il Museo di Van Gogh, peraltro stupendo, nonostante mancassero i mitici “Mangiatori di patate” )- vedi cannoni vari ed un’infinità di pillole e funghetti magici in vendita in alcuni luoghi di perdizione noti come Smart shop. La sorpresa più grande resta senza dubbio Bruxelles, la città della birra ( le mitiche Stella Artois e Leffe sono belga?!?!), della cioccolata e………del fumetto!!?!!! Come già mi era parso di capire in Francia, in Belgio i fumetti sono al pari dei libri: vincono premi letterari, in libreria li trovate accanto ai più quotati best-seller, ma soprattutto hanno un museo a loro dedicato, il famoso Centre Belge de la Bande Dessinée, nel cuore della città Bassa ( Rue de Sable 20, fermata metro Rogier, praticamente alle spalle della via dello shopping). Considerando che avevo avuto una strana sensazione nel vedere che il simbolo della città era un bambino con il pisello in mano che piscia ( il famoso Manneken Pis, una statuetta microscopica scoperta per puro caso dopo ore), il poter constatare con mano quanto i Belgi abbiano a cuore il mondo del fumetto è stata senza dubbio una piacevole sorpresa. Oltre alla bellezza della struttura, sviluppata su 3 piani in arte nouveau e curata sin nei minimi dettagli, con una libreria piena zeppa di roba ( dove ho comprato con grande orgoglio il numero uno di XIII di VanHamme, di cui tralaltro presto uscirà anche il film) e un percorso guidato dove potete trovare tutto ma proprio tutto su Hergè, Tin TIn, Spirou e Titeuf ( ad esempio le matite di Hergè e lo straccio con cui asciugava i pennelli), senza contare che potete farvi un giro nel saloon di Lucky Luke ( riprodotto in miniatura, con tanto di ombra allungata proiettata sul muro) ma soprattutto…….udite udite….cis ono i Puffi!!!!!! Nonostante la mia passione per i fumetti avevo dato per scontato che i Puffi fossero italiani e invece mi ritrovo al primo piano del Museo con davanti a me Il fungo-casa ( non quello di Amsterdam, attenzione) e soprattutto, il laboratorio di Gargamella con tanto di ampolle e pozioni magiche!!!! Mancava solo il gattaccio Birba e poi c’era veramente tutto!!! Incredibile……








Ho appena finito di vedere Il nascondiglio, di Pupi Avati……dopo le cagate che il cinema italiano ci propone sistematicamente, mi aspettavo la solita suspense all’italiana, con le voci e pure i suoni doppiati e le musichette pezzotte ( Dario Argento docet) e invece………….non è male: certo, i soliti bambini morti che sussurrano nella notte ( questa volta stanno dentro a dei tombini nelle mura della casa) però……però niente….volendo quantificare la fantasia del cinema italiano e gli scarsiiiiiiiiiiiiiiiiiissimi e sopravvalutati risultati nell’horror, sicuramente questo se pò vedè. La cosa più assurda però è ( giuro non ci crederete) la presenza nel cast di……………………….BURT YOUNG!!!!!!! IL PAULIE DI ROCKY!!!!!!!!!!!! Ancora non ci posso credere……….