Dracula l’impalatore, di Hermann e Yves H.
Il mito di Dracula ha ossessionato la mia vita da sempre: prima Christopher Lee, poi la leggenda di Bela Lugosi fattosi seppellire con gli abiti del Vampiro; infine ( dopo aver imparato a leggere) il romanzo di Bram Stoker; negli anni ‘90 zio Francis Ford Coppola realizza la trasposizione del romanzo, con un grande Antony Hopkins ed un immenso Gary Oldman nel ruolo di Dracula: bellissimo ma….non bastava. Volevo sapere di più, conoscere a fondo le origini della leggenda, documentarmi.
Vado in libreria e acquisto il volume Dracula, di Matei Cazacu edito da Oscar Mondadori, che divoro ( sarebbe più giusto dire succhio) in un giorno e mezzo, in cui viene ricostruita nel dettaglio la vera storia di Vlad III l’Impalatore ( inutile dirvi perche si chiama così). La sorpresa più grande tuttavia è stato scoprire che la Eura Editoriale avrebbe pubblicato, nella collana Euramaster Tuttocolore n. 100 di dicembre, un volume dedicato proprio a Vlad III, questa volta visto però nella prospettiva storica che avevo già potuto apprezzare nel libro di Cazacu. Il risultato è stata una bella lettura: Hermann e Yves concepiscono una storia ricostruita nei minimi dettagli grazie anche ad un disegno pulito e dettagliato, particolarmente indicato nelle sequenze di guerra con i cavalli e i boschi di impalati ( a proposito, per chi non lo sapesse uno dei primi ad inventarsi l’impalamento fu Attila l’Unno; per di più i “suoi” pali, dopo essere opportunamente cosparsi di grasso, venivano lentamente fatti passare dall’ano attraverso tutto il corpo del malcapitato, fino a fuoriuscire dalla schiena, a differenza di quanto faceva Vlad, la cui tortura risultava molto più cruenta in quanto i pali fuoriuscivano, anche con una certa violenza, direttamente dalla bocca dello sventurato; il corpo inoltre veniva fissato alle estremità con una fune per evitare che scivolasse verso il basso….che bravo che era vero?).
Certo, la story line è alquanto frettolosa ( il buon Hermann ha dovuto convogliare in sole 66 pagine quasi un secolo di casini e impalamenti) ma il risultato è stato comunque buono: interessante scoprire come la dinastia dei Vlad fosse già da tempo tra due fuochi: da un lato l’impero austro-ungarico e i condizionamenti di Jean Huynadi; dall’altro l’impero ottomano e l’esercito del sultano da tenere a bada. Il voivoda valacco viene rivisitato tanto nella sua crudeltà di impalatore quanto nella sua innata capacità di condottiero, nonostante un esercito limitato numericamente rispetto alle sconfinate orde turche ed un regno, quello della Valacchia ( l’odierna Romania) appetito da due imperi agli antipodi e da cui lo stesso Vlad III fu più volte spodestato. Non voglio anticipare nient’altro sulla storia, che consiglio agli appassionati del genere ( per i veri vampirologhi e fan del Conte consiglio comunque un viaggetto in Romania per toccare con mano il tutto: vivamente consigliato il percorso Targoviste, castello Bran, Brasov, Sighisoara, ovvero la Valacchia da cui la stirpe dei Dracul ha dominato per quasi un secolo, fino a raggiungere la Transylvania, ovvero la zona nord del Paese, dove potrete ammirare nella regione di Bistrita-Nasaud quello che si dice sia stata la prima residenza del Conte, sebbene oggi sia diventato un hotel/ristorante ispirato ovviamente al mito di Dracula, oltre che in inverno una splendida stazione sciistica).
Sicuramente poco traspare dalla sceneggiatura di Hermannn circa il rispetto che Vlad III, nonostante i suoi errori, si era saputo conquistare, soprattutto grazie all’efferatezza dei suoi pali umani, vero e propiro monito non soltanto per i nemici, ma anche per coloro che semplicemente mancavano di rispetto al Principe, a prescindere da che fossero valacchi, sassoni, magiari o turchi ( fantastico è l’episodio dei 3 ambasciatori ungheresi, chiamati dinanzi a Dracula con alle spalle 3 pali già piantati nel terreno: Vlad chiede al più saggio dei plenipotenziari il perchè di quei pali, e l’anziano risponde “Pare che alcuni nobili abbiano commesso un crimine contro di te..e che tu desideri riservare loro una morte più onorevole che ad altri”. A quel punto Vlad risparmia il vecchio saggio per l’arguta risposta e procede pochi istanti dopo ad impalare gli altri due davanti agli occhi del superstite). Tuttavia il volume rappresenta in sintesi una lettura consigliata ( magari supportata dal libro di Cazacu, ovviamente più puntuale e completo rispetto al fumetto): certo, la ricostruzione appare piuttosto asettica e del tutto priva del mistero che aleggia sull’impalatore, ma a prescindere da qualsiasi valutazione del cazzo da pseudo-critico del fumetto, i 10 euro risultano comunque ben spesi, soprattutto perche viene offerta la possibilità di andare al di là della solita storiella del vampiro succhiasangue. Ovviamente il tutto deve essere fatto evitando accuratamente i pali nel culo.



lSe vi dicessi che ho visto tutte e tre le cose contemporaneamente, ci credereste? Ero seduto con alcuni amici ai tavolini di un locale nel centro di Salerno: si chiacchierava delle solite stronzate, la fica qua, le donne là, gli uomini sono tutti uguali, 

Domani cinema…..ma a vedere cosa? Sono indeciso tra il polpettone 

